PIANTA ERBACEA PERENNE O SUFFRUTICOSA AROMATICA CON FUSTI ERETTI O ASCENDENTI, SPESSO RAMIFICATI E PUBESCENTI. FOGLIE OPPOSTE, OVATE O ELLITTICHE, SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE, CON MARGINE INTERO O DEBOLMENTE DENTATO, RICOPERTE DI GHIANDOLE AROMATICHE. FIORI ERMAFRODITI, PICCOLI, LABIATI, DI COLORE ROSA, PORPORA O BIANCO, RIUNITI IN SPIGHE O PANNOCCHIE TERMINALI E ASCELLARI, SPESSO DENSE. CALICE TUBULARE O CAMPANULATO CON CINQUE DENTI. COROLLA BILABIATA CON LABBRO SUPERIORE ERETTO O APPIATTITO E LABBRO INFERIORE TRILOBO. ANDROCEO CON QUATTRO STAMI DIDINAMI. GINECEO CON OVARIO SUPERO BILOCULARE. FRUTTO È UN TETRACHENIO FORMATO DA QUATTRO PICCOLI ACHENI OVOIDALI. LA MORFOLOGIA PUÒ VARIARE SIGNIFICATIVAMENTE TRA LE DIVERSE SOTTOSPECIE E VARIETÀ.
LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE, ESTATE-INIZIO AUTUNNO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____ROSATO
Ampiamente distribuita in Eurasia e nella regione mediterranea. Il suo habitat è vario e comprende praterie secche e calcaree, garighe, macchia mediterranea, boschi aperti, margini forestali, pendii rocciosi, pascoli, bordi stradali e talvolta anche aree coltivate e ruderali. Predilige suoli ben drenati, da leggermente acidi a alcalini, spesso calcarei o sassosi, e esposizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. Si adatta a una vasta gamma di altitudini, dal livello del mare fino alle zone montane. La sua distribuzione è influenzata dalla disponibilità di luce solare, che favorisce la produzione di oli essenziali, e da un clima temperato-caldo con estati secche. Le diverse sottospecie e varietà possono presentare preferenze ambientali leggermente diverse all'interno di questo ampio spettro, riflettendo la loro adattabilità a diverse condizioni locali di suolo, clima e altitudine. In generale, l'origano è una specie resistente che prospera in ambienti aperti e soleggiati con un buon drenaggio.
Bakht J, Antimicrobial Potentials of Origanum vulgare and Its Phytochemical Screening, 2011
Vera Landa-Hernandez, Active Components and Pharmacological Properties of Origanum vulgare L, 2022
Marcin Mikolajczyk, Chemical Composition and Biological Activities of Origanum vulgare L Essential Oil, 2021
Katarzyna Leyva-López, Essential Oils of Oregano Their Uses and Biological Activities, 2017
Elena Lukačzer, Medicinal and Aromatic Plants of the World Scientific Production on Origanum vulgare L, 2019
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2004
ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2009
Filippo Maggi, Origanum vulgare L Chemistry and Biological Activities, 2015
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili su Origanum vulgare L. indicano generalmente buona tollerabilità alle dosi alimentari e fitoterapiche tradizionali. Gli effetti indesiderati documentati riguardano soprattutto irritazione gastrointestinale lieve, sensibilizzazione cutanea o mucosa e possibili reazioni allergiche nei soggetti predisposti, in particolare con oli essenziali ad alto contenuto fenolico. Non risultano documentati effetti tossici sistemici rilevanti nell’uso corretto della droga vegetale o degli estratti tradizionali.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Origanum vulgare L. dispone di un uso fitoterapico consolidato supportato da numerosi studi farmacologici in vitro e in vivo su attività antimicrobica, antiossidante, antinfiammatoria, digestiva e spasmolitica correlata soprattutto ai chemotipi ricchi in carvacrolo e timolo. Sono disponibili alcuni studi clinici limitati e studi osservazionali, ma le evidenze cliniche controllate e sistematiche specifiche sulla specie non sono sufficienti per classificare l’attività terapeutica come confermata da evidenze scientifiche secondo criteri rigorosamente evidence based.
Confermate da studi scientifici e clinici
Sono disponibili dati clinici limitati e non uniformi relativi soprattutto all’olio essenziale di Origanum vulgare L. e a preparazioni standardizzate ricche in carvacrolo e timolo. Alcuni studi clinici controllati e studi osservazionali hanno mostrato attività antimicrobica topica e riduzione della carica microbica orale o cutanea, ma il numero degli studi è insufficiente per definire indicazioni cliniche consolidate. Le evidenze cliniche disponibili non consentono di attribuire con certezza indicazioni terapeutiche validate per uso sistemico.
Sono presenti dati clinici preliminari riguardanti attività antiossidante e antinfiammatoria associate all’assunzione di estratti o di preparazioni alimentari contenenti Origanum vulgare L., ma gli studi risultano eterogenei, con campioni ridotti e frequentemente non specifici per la specie botanica pura o per chemotipi definiti.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antimicrobica antibatterica e antisettica documentata principalmente in vitro contro batteri Gram-positivi e Gram-negativi mediante olio essenziale e frazioni ricche in carvacrolo e timolo. Sono disponibili anche dati sperimentali su biofilm batterici e su applicazioni alimentari conservanti.
Attività antimicotica antifungina documentata in vitro contro Candida spp., dermatofiti e altri miceti opportunisti, prevalentemente correlata ai monoterpeni fenolici dell’olio essenziale.
Attività antinfiammatoria supportata da modelli animali e studi cellulari con riduzione di mediatori proinfiammatori e modulazione di pathway ossidativi e infiammatori.
Attività antiossidante ampiamente documentata in vitro tramite scavenging radicalico e protezione da stress ossidativo attribuita a polifenoli, acidi fenolici e componenti dell’olio essenziale.
Attività spasmolitica gastroenterica e carminativa documentata nella fitoterapia tradizionale mediterranea e supportata da studi farmacologici sperimentali sulla muscolatura liscia intestinale.
Attività espettorante e balsamica supportata prevalentemente da uso fitoterapico tradizionale coerente con la presenza di oli essenziali aromatici e da limitati dati farmacologici sperimentali.
Attività antivirale osservata principalmente in vitro contro alcuni virus respiratori ed enterici; le evidenze restano preliminari e prive di conferma clinica robusta.
Attività ipoglicemizzante e modulatrice del metabolismo glucidico osservata in modelli animali e studi sperimentali preliminari; i dati clinici sono insufficienti.
Attività gastroprotettiva e digestiva supportata da modelli sperimentali animali e dall’uso fitoterapico consolidato in ambito mediterraneo.
Attività cicatrizzante e dermoprotettiva documentata in vitro e in modelli animali soprattutto per applicazioni topiche dell’olio essenziale diluito.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale come spezia aromatica e conservante alimentare naturale nelle culture mediterranee e vicino-orientali.
Uso tradizionale nelle affezioni respiratorie catarrali, nella tosse e nei disturbi digestivi lievi.
Uso etnobotanico come carminativo, stomachico, digestivo e tonico aromatico.
Uso popolare topico per piccole infezioni cutanee, irritazioni e detersione della cute.
Uso tradizionale nelle preparazioni alcoliche aromatiche e nei vini medicinali digestivi mediterranei.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Kintzios Spiridon, Oregano The Genera Origanum and Lippia, 2002
Vokou Despina, Kokkini Stella, Bessiere Jean Marie, Geographic Variation of Greek Oregano Essential Oils, 1993
Leyva López Nayely, Gutiérrez Grijalva Erika Patricia, Vazquez Olivo Gabriela, Heredia Jorge Basilio, Essential Oils of Oregano Chemical Composition Biological Activity and Current Uses, 2017
Pezzani Roberta, Vitalini Sara, Iriti Marcello, Bioactivities of Origanum vulgare L Essential Oil and Extracts, 2017
Nostro Antonia, Papalia Teresa, Antimicrobial Activity of Carvacrol Current Progress and Future Prospectives, 2012
Baser K Hüsnü Can, Buchbauer Gerhard, Handbook of Essential Oils Science Technology and Applications, 2015
De Falco Ernesto, Mancini Emilio, Roscigno Giuseppe, Mignola Emilio, Taglialatela Scafati Otilia, Senatore Felice, Chemical Composition and Biological Activity of Essential Oils of Origanum vulgare subsp vulgare L under Different Growth Conditions, 2013
Sharifi Rad Javad, Saharkhiz Mohammad Javad, Antioxidant and Antimicrobial Activities of Essential Oils from Different Populations of Origanum vulgare L, 2016
Burt Sara, Essential Oils Their Antibacterial Properties and Potential Applications in Foods A Review, 2004
Bozin Biljana, Mimica Dukic Neda, Samojlik Isidora, Jovin Emilija, Antimicrobial and Antioxidant Properties of Rosemary and Sage Rosmarinus officinalis L and Salvia officinalis L Essential Oils, 2007
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’OLIO ESSENZIALE DI ORIGANUM VULGARE L. AD ALTO CONTENUTO DI CARVACROLO E TIMOLO PUÒ PROVOCARE IRRITAZIONE DELLE MUCOSE GASTROINTESTINALI E DEL CAVO ORALE. EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA SPERIMENTALE DOCUMENTATA PER I MONOTERPENI FENOLICI PRESENTI NELLA SPECIE.
L’APPLICAZIONE TOPICA DELL’OLIO ESSENZIALE NON DILUITO PUÒ DETERMINARE IRRITAZIONE CUTANEA, SENSAZIONE URENTE O DERMATITE IRRITATIVA. EVIDENZA SPERIMENTALE DERMATOLOGICA E OSSERVAZIONALE DISPONIBILE PER PREPARATI CONCENTRATI.
SONO DOCUMENTATE IN VITRO ATTIVITÀ ANTIAGGREGANTI PIASTRINICHE E MODULAZIONI ENZIMATICHE EPATICHE CORRELATE AI COMPOSTI FENOLICI DELL’OLIO ESSENZIALE; PERTANTO È CONSIGLIATA CAUTELA NELL’ASSOCIAZIONE CON ANTICOAGULANTI, ANTIAGGREGANTI O FARMACI A STRETTO INDICE TERAPEUTICO METABOLIZZATI DA CYP450. LE EVIDENZE DISPONIBILI SONO PREVALENTEMENTE FARMACOLOGICHE SPERIMENTALI E NON CLINICHE.
ALCUNI STUDI IN VITRO E ANIMALI SUGGERISCONO ATTIVITÀ IPOGLICEMIZZANTE MODERATA DI ESTRATTI DI ORIGANUM VULGARE L.; NEI SOGGETTI IN TERAPIA ANTIDIABETICA È OPPORTUNA CAUTELA E MONITORAGGIO GLICEMICO. EVIDENZA PRECLINICA IN VIVO E IN VITRO SENZA CONFERME CLINICHE ROBUSTE.
L’USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI DELL’OLIO ESSENZIALE PURO NON DISPONE DI ADEGUATI DATI CLINICI DI SICUREZZA A LUNGO TERMINE. LE EVIDENZE TOSSICOLOGICHE CRONICHE RISULTANO LIMITATE.
IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO MANCANO STUDI CLINICI ADEGUATI SUI PREPARATI CONCENTRATI E SULL’OLIO ESSENZIALE DI ORIGANUM VULGARE L.; L’USO ALIMENTARE TRADIZIONALE RISULTA GENERALMENTE COMPATIBILE, MENTRE PER IMPIEGHI FITOTERAPICI AD ALTE DOSI LE EVIDENZE DISPONIBILI SONO INSUFFICIENTI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA A ORIGANUM VULGARE L. O AI SUOI COMPONENTI AROMATICI, IN PARTICOLARE NEI SOGGETTI CON PRECEDENTI REAZIONI ALLERGICHE A LAMIACEAE AROMATICHE. SONO RIPORTATI CASI DI DERMATITE DA CONTATTO E REAZIONI IRRITATIVE CORRELATI SOPRATTUTTO ALL’OLIO ESSENZIALE E AI PREPARATI AD ELEVATO CONTENUTO FENOLICO.
USO INTERNO DELL’OLIO ESSENZIALE AD ALTE DOSI IN SOGGETTI CON GASTRITE EROSIVA O IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE SIGNIFICATIVA, SULLA BASE DI OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE E DELLA PRATICA FITOTERAPICA RELATIVE ALL’ATTIVITÀ IRRITANTE DEI FENOLI MONOTERPENICI COME CARVACROLO E TIMOLO.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI
ANTICOAGULANTI CUMARINICI
ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO)
ASPIRINA
CLOPIDOGREL
FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
FARMACI EPATOMETABOLIZZATI (CYP450)
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP2C9
FARMACI METABOLIZZATI DAL CYP3A4
INSULINA (POTENZIAMENTO)
IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO)
IRRITANTI GASTROINTESTINALI
OLI ESSENZIALI AD ALTO CONTENUTO DI CHETONI O FENOLI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Estratto secco nebulizzato e titolato delle sommità fiorite di Origanum vulgare L. standardizzato in composti fenolici totali o in acido rosmarinico. I preparati fitoterapici disponibili utilizzano generalmente estratti con rapporto droga:estratto compreso tra 4:1 e 10:1. Per finalità digestive e carminative vengono impiegati dosaggi compresi tra 200 e 500 mg da una a tre volte al giorno. Nei prodotti destinati al supporto antiossidante o respiratorio il titolo in acido rosmarinico è generalmente compreso tra 2% e 8%.
Estratto idroalcolico fluido di Origanum vulgare L. ottenuto dalle parti aeree fiorite. Le formulazioni commerciali sono utilizzate soprattutto come eupeptiche, aromatiche e balsamiche. La posologia tradizionalmente impiegata negli integratori liquidi corrisponde a circa 1-3 mL fino a tre volte al giorno diluiti in acqua, con gradazione alcolica variabile tra 25% e 70%.
Tintura madre fitoterapica di Origanum vulgare L. preparata secondo metodiche farmacopeiche da pianta fresca o parzialmente essiccata. Utilizzata prevalentemente per supporto digestivo, balsamico e aromatico. Le dosi comunemente riportate nelle preparazioni erboristiche sono di 20-40 gocce fino a tre volte al giorno.
Estratto secco standardizzato dell’olio essenziale di Origanum vulgare L. titolato in carvacrolo. Gli estratti destinati ad attività antimicrobica o gastrointestinale presentano generalmente una titolazione in carvacrolo compresa tra 60% e 80%, talvolta associata a timolo tra 2% e 10%. I dosaggi orali comunemente utilizzati negli integratori sono compresi tra 25 e 150 mg al giorno di olio essenziale gastroprotetto o microincapsulato, suddivisi in una o più somministrazioni. Dosaggi superiori aumentano il rischio di irritazione gastrointestinale e mucosa.
Perle molli o capsule gastroresistenti contenenti olio essenziale di Origanum vulgare L. standardizzato in carvacrolo e timolo. Utilizzate soprattutto in formulazioni per microbiota intestinale, supporto respiratorio e controllo della carica microbica gastroenterica. I preparati commerciali impiegano comunemente 50-200 mg per dose, spesso associati a timo, cannella o chiodi di garofano.
Oleolito di Origanum vulgare L. ottenuto per macerazione delle sommità fiorite in olio vegetale. Impiegato prevalentemente in preparazioni topiche dermoprotettive e balsamiche. Le formulazioni disponibili sono utilizzate localmente più volte al giorno secondo necessità.
Estratto glicolico di Origanum vulgare L. utilizzato in cosmetica funzionale e preparazioni dermatologiche. Generalmente standardizzato in polifenoli e flavonoidi, viene incorporato in gel, creme e collutori ad attività purificante o deodorante.
Preparazioni omeopatiche di Origanum vulgare L. sono presenti soprattutto come tintura madre omeopatica, diluizioni D, CH e LM. Le diluizioni più reperibili comprendono 3 CH, 5 CH, 7 CH e 30 CH. L’impiego omeopatico tradizionale non dispone di conferme cliniche robuste specifiche sulla specie e segue i criteri propri della medicina omeopatica.
Monika Kosakowska, Elżbieta Bączek, Zenon Węglarz, Chemical Composition of Essential Oils from Origanum vulgare L. and Their Biological Activity, 2021
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Filomena Conforti, Giancarlo Statti, Oregano: Traditional Uses, Phytochemistry and Biological Activities, 2011
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World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2004
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo e carminativo con Origanum vulgare L., Foeniculum vulgare Mill. e Melissa officinalis L. Preparare con 1,5 g di origano volgare, 1,5 g di finocchio e 1 g di melissa in 200 mL di acqua a 90-95 °C per 10 minuti. Assumere fino a tre volte al giorno dopo i pasti principali. La formulazione è utilizzata tradizionalmente per dispepsia, fermentazioni intestinali e tensione addominale con supporto farmacologico sperimentale sui composti aromatici e spasmolitici.
Infuso balsamico respiratorio con Origanum vulgare L., Thymus vulgaris L. e Althaea officinalis L. Utilizzare 1 g di origano, 1 g di timo e 1,5 g di altea per 250 mL di acqua calda in infusione per 10 minuti. Assumere due volte al giorno. La combinazione viene impiegata nella fitoterapia tradizionale per catarro e irritazione delle vie respiratorie grazie all’associazione tra oli essenziali aromatici e mucillagini emollienti.
Tisana eupeptica aromatica con Origanum vulgare L., Matricaria chamomilla L. e Mentha × piperita L. Preparare con 1 g di origano, 1 g di camomilla e 0,5 g di menta in 200 mL di acqua calda per 8-10 minuti. Utilizzata dopo i pasti per digestione lenta, tensione gastrica e discomfort addominale. I dosaggi sono coerenti con l’uso fitoterapico tradizionale europeo.
Decotto leggero per gargarismi e collutori con Origanum vulgare L. e Salvia officinalis L. Far bollire 2 g di origano e 2 g di salvia in 250 mL di acqua per circa 5 minuti, quindi lasciare riposare ulteriori 10 minuti. Utilizzare tiepido per sciacqui orali fino a tre volte al giorno. La formulazione è utilizzata nella pratica erboristica per irritazioni oro-faringee e igiene del cavo orale.
Infuso tradizionale per meteorismo e spasmi intestinali con Origanum vulgare L., Pimpinella anisum L. e Carum carvi L. Preparare con 1 g di origano, 1 g di anice e 1 g di carvi in 250 mL di acqua calda per 10 minuti. Assumere dopo i pasti principali. La sinergia aromatica e carminativa è documentata nella fitoterapia tradizionale digestiva mediterranea ed europea.
Formulazione erboristica respiratoria con Origanum vulgare L., Glycyrrhiza glabra L. e Malva sylvestris L. Preparare un infuso con 1 g di origano, 1 g di malva e 0,5 g di liquirizia in 250 mL di acqua calda per 10 minuti. Assumere una o due volte al giorno per periodi limitati. La presenza di liquirizia richiede cautela nei soggetti ipertesi o in terapia corticosteroidea.
Infuso tonico aromatico con Origanum vulgare L. e Rosmarinus officinalis L. Preparare con 1 g di origano e 1 g di rosmarino in 200 mL di acqua per 8 minuti. Utilizzato tradizionalmente come bevanda aromatica digestiva e balsamica, soprattutto dopo pasti ricchi di lipidi.
Preparazione topica erboristica con Origanum vulgare L. e Calendula officinalis L. Preparare un infuso concentrato con 3 g di origano e 3 g di calendula in 250 mL di acqua calda per 15 minuti. Utilizzare il liquido filtrato per impacchi cutanei locali una o due volte al giorno. La formulazione è utilizzata nella tradizione erboristica per cute irritata e superfici cutanee soggette a stress ambientale.
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2004
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Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 2001
Varro E. Tyler, Herbs of Choice The Therapeutic Use of Phytomedicinals, 1999
James A. Duke, Handbook of Medicinal Herbs, 2002
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino aromatico digestivo all’origano preparato mediante macerazione di sommità fiorite essiccate di Origanum vulgare L. in vino bianco secco. La preparazione tradizionale utilizza circa 20-30 g di droga vegetale per 1 litro di vino con macerazione di 5-10 giorni in recipiente chiuso e agitazione quotidiana, seguita da filtrazione. L’impiego tradizionale fitoterapico riguarda supporto digestivo aromatico, dispepsia lieve, sensazione di pesantezza gastrica e meteorismo. Le dosi storicamente riportate sono di 30-50 mL dopo i pasti principali.
Tintura alcolica di Origanum vulgare L. ottenuta mediante estrazione idroalcolica delle parti aeree fiorite fresche o essiccate con etanolo generalmente compreso tra 45% e 70%. La preparazione viene realizzata con rapporto droga-solvente variabile tra 1:5 e 1:10 e macerazione di almeno 7-14 giorni. Utilizzata nella tradizione erboristica europea come aromatica, balsamica e digestiva. La posologia comunemente impiegata corrisponde a 20-40 gocce diluite in acqua fino a tre volte al giorno.
Liquore erboristico aromatico a base di Origanum vulgare L. preparato per infusione alcolica delle sommità fiorite in etanolo alimentare o acquavite, spesso associato a scorze di agrumi e altre erbe aromatiche mediterranee. L’uso storico è prevalentemente gastronomico e digestivo. Le formulazioni tradizionali popolari mediterranee riportano impiego in piccole quantità dopo i pasti.
Elisir balsamico con Origanum vulgare L., Thymus vulgaris L. e Melissa officinalis L. ottenuto mediante macerazione idroalcolica combinata. Tradizionalmente utilizzato come preparazione aromatica e balsamica nelle stagioni fredde. Le preparazioni erboristiche tradizionali impiegano dosi moderate di 10-20 mL diluite o assunte pure occasionalmente.
Olio essenziale di Origanum vulgare L. diluito in soluzione idroalcolica per uso orale o topico è presente in alcune formulazioni fitoterapiche moderne. A causa dell’elevata concentrazione di carvacrolo e timolo, l’uso orale richiede forte diluizione e dosaggi controllati. Le preparazioni commerciali impiegano generalmente quantità molto basse di olio essenziale disperse in supporti lipidici o alcolici.
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, 2019
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Charles W. Fetrow, Juan R. Avila, Professional’s Handbook of Complementary and Alternative Medicines, 2003
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Origanum vulgare L. + sspp è una pianta mellifera, molto apprezzata dalle api per la produzione di miele monoflorale, soprattutto nelle regioni mediterranee.
Il miele prodotto ha le seguenti caratteristiche:
Colore: ambrato chiaro tendente al dorato con riflessi verdognoli nelle varietà più fresche.
Aroma: intenso, aromatico e speziato, con note erbacee che ricordano l’origano fresco.
Sapore: persistente, aromatico e leggermente piccante, con retrogusto balsamico e piacevolmente amarognolo.
Consistenza: denso e cristallizzante naturalmente nel tempo; può cristallizzare più rapidamente se raccolto in periodi freddi.
Proprietà: antibatterico naturale, ricco di polifenoli e composti aromatici come timolo e carvacrolo, che conferiscono al miele proprietà antiossidanti e digestive.
Il miele di origano è particolarmente indicato per uso alimentare, come dolcificante naturale, in tisane per supporto digestivo e per il trattamento di lievi disturbi respiratori grazie alle sue proprietà antisettiche naturali.
Origanum vulgare L. è una delle principali erbe aromatiche della cucina mediterranea ed europea. Le foglie e le sommità fiorite vengono utilizzate fresche o essiccate per aromatizzare pietanze grazie all’elevato contenuto di composti volatili aromatici come carvacrolo, timolo e terpeni ossigenati.
Nella cucina italiana è impiegato soprattutto su pizza, focacce, pomodoro fresco o cotto, sughi, verdure grigliate, melanzane, zucchine, legumi e preparazioni a base di olive. L’origano essiccato sviluppa un aroma più intenso e concentrato rispetto alla pianta fresca ed è tradizionalmente preferito nelle preparazioni da forno e nei piatti rustici.
Nella cucina greca e levantina viene utilizzato per insaporire carne di agnello, pesce, formaggi freschi, yogurt salati, insalate e marinature. È uno dei componenti aromatici più comuni nelle miscele speziate mediterranee insieme a timo, santoreggia e maggiorana.
Le sommità fiorite possono essere aggiunte a conserve vegetali, sottoli, sottaceti e preparazioni fermentate per migliorare aroma e stabilità aromatica. L’origano viene inoltre impiegato nella conservazione tradizionale di alcuni alimenti grazie alle proprietà aromatiche e antimicrobiche dei suoi oli essenziali.
Nella gastronomia moderna è utilizzato anche in oli aromatici, aceti aromatizzati, burri composti, sali speziati e condimenti per prodotti da forno salati. Può essere incorporato in impasti, panature e ripieni vegetali o di carne.
L’origano è frequentemente associato ad altre erbe mediterranee come basilico, rosmarino, timo, salvia e alloro. Le combinazioni aromatiche vengono impiegate in miscele culinarie regionali per piatti di carne, pesce, legumi e cereali.
Le foglie giovani possono essere consumate crude in piccole quantità in insalate o preparazioni fresche, mentre le parti più mature vengono generalmente utilizzate dopo essiccazione o cottura per attenuare le note aromatiche più pungenti.
L’olio essenziale di Origanum vulgare L. non è normalmente utilizzato direttamente come alimento domestico puro a causa della sua elevata concentrazione e dell’intensa attività aromatica; in ambito alimentare viene impiegato solo in dosaggi tecnologicamente controllati.
Le essenze la cui azione antibatterica è notevole e costante sia nei confronti di germi gramnegativi che grampositivi che verso i miceti, vengono chiamate "essenze germicide maggiori". La loro azione battericida è potente su qualunque "terreno" e su qualunque germe patogeno o meno.
Sono le seguenti: Origano di Spagna (Thymus capitatus Hoff.), Santoreggia, Cannella di Ceylon, Timo, Garofano chiodi.
L'indice aromatico o I.A. di una essenza rappresenta il potere germicida riferito a un olio essenziale ideale (100%). Le essenze germicide maggiori hanno un I.A. che va dallo 0,44 del OE di Pino al 0,84 del OE di Origano di Spagna.
[Tratto da: Paul Belaiche - "L'Aromatogramma"]
Tradizionalmente conosciuta come origano comune, è stata utilizzata fin dall’antichità in Egitto, Grecia e Roma sia come condimento che per scopi medicinali.
In Grecia antica era simbolo di gioia e felicità; veniva utilizzata nelle corone nuziali e nei riti religiosi.
I Romani la impiegavano per conservare e aromatizzare i cibi, oltre che per le proprietà digestive e antisettiche.
S.Ildegarda sosteneva che fosse sufficiente toccare o mangiare la pianta per contrarre la Lebbra ma allo stesso modo questa guariva chi l'aveva già contratta.
In alcune tradizioni popolari europee, l’origano veniva appeso sopra porte e finestre per protezione contro malattie e spiriti maligni.
Il nome “Origanum” deriva dal greco óros = monte e gános = gioia, indicando la sua crescita spontanea in zone montuose e l’apprezzamento per il suo aroma.
È una pianta mellifera, molto amata dalle api, e il miele prodotto è considerato aromatizzato, speziato e con proprietà benefiche naturali.
Le varietà locali e sottospecie presentano differenze aromatiche dovute al contenuto di oli essenziali, in particolare timolo e carvacrolo, che ne determinano l’intensità dell’aroma e le proprietà antimicrobiche.
Sembra che l'Origano con l'essenza più attiva sia quello di Spagna [Thymus capitatus Hoff.] mentre il paese che ne produce di più è la Grecia. Altre specie botaniche studiate e utilizzate sono Lippia graveolens e Lippia palmeri - originarie del Messico.
L’uso culinario e medicinale si è mantenuto costante nei secoli, ed è tuttora valorizzata in fitoterapia, cucina e aromaterapia.