ERBACEA PERENNE CON ROBUSTO RIZOMA LEGNOSO. FOGLIE BASALI GRANDI, ROTONDE O RENIFORMI, CON LUNGHI PICCIOLI CARNOSI. FUSTI FIORALI ERETTI, ALTI FINO A 2 METRI. FIORI PICCOLI, VERDASTRI O BIANCO-ROSATI, IN GRANDI INFIORESCENZE COMPOSTE. TEPALI 6. STAMI 9. OVARIO SUPERO, TRIANGOLARE, CON 3 STILI. FRUTTO ACHENIO TRIGONO.
MAGGIO-GIUGNO (TARDA PRIMAVERA), CON PANNOCCHIE DI FIORI BIANCO-ROSATI
Originaria delle zone montuose della Cina occidentale e del Tibet, in particolare nelle province di Guizhou, Henan sudoccidentale, Hubei occidentale, Shaanxi, Sichuan e Yunnan, crescendo in collina e sottobosco forestale ad altitudini comprese tra 1200 e 4000 metri. Predilige terreni profondi, fertili, moderatamente pesanti, ricchi di humus, umidi ma ben drenati, in pieno sole o mezz'ombra, tollerando anche terreni argillosi pesanti e temperature invernali fino a circa -20°C. Può crescere ai margini dei boschi o tra grandi arbusti e si adatta anche a prati con erba alta che viene tagliata annualmente in autunno. La specie è naturalizzata in alcune zone temperate d'Europa e coltivata sia come medicinale che a scopo ornamentale.
Motivazione: dati tossicologici documentano effetti avversi dose dipendenti legati agli antrachinoni con rischio di diarrea, crampi, squilibri elettrolitici e uso cronico associato a danno intestinale; evidenze cliniche e farmacologiche disponibili per preparazioni a base di radice
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: uso fitoterapico consolidato della radice di Rheum palmatum L. come lassativo stimolante supportato da monografie ufficiali e dati farmacologici sugli antrachinoni; evidenze cliniche dirette limitate ma coerenti con studi in vivo e revisione fitoterapica
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
European Medicines Agency, Assessment report on Rheum palmatum and Rheum officinale radix, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 1, 1999
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs, 2019
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Butterweck V., Nahrstedt A., What is the best strategy for preclinical testing of botanicals, 2012
Zhang L., Therapeutic effects of rhubarb and its active constituents, 2013
Non sono disponibili evidenze cliniche robuste (trial controllati randomizzati, meta-analisi o revisioni sistematiche) che validino in modo specifico e diretto le indicazioni terapeutiche di Rheum palmatum L. come singola droga fitoterapica.
Le monografie ufficiali (EMA, ESCOP, WHO) riportano l’uso di droghe a base di Rheum palmatum o specie affini come lassativi stimolanti, tuttavia tali indicazioni si basano prevalentemente su evidenze farmacologiche consolidate degli antrachinoni e su uso tradizionale, non su studi clinici controllati specifici per la specie isolata.
Pertanto, allo stato attuale, nessuna proprietà può essere classificata come supportata da evidenza clinica di alto livello per Rheum palmatum L. come monocomponente.
Attività lassativa stimolante
Evidenza: studi farmacologici in vivo animale e consolidata caratterizzazione dei derivati antrachinonici (emodina, reina).
Indicazione: trattamento a breve termine della stipsi occasionale.
Nota critica: effetto ben documentato a livello meccanicistico e coerente con altre droghe antrachinoniche; assenza di trial clinici moderni specifici su Rheum palmatum isolato.
Attività antibatterica
Evidenza: studi in vitro su estratti della radice con attività verso batteri Gram-positivi e Gram-negativi.
Indicazione: non definibile clinicamente; rilevanza limitata alla ricerca preclinica.
Attività antinfiammatoria
Evidenza: studi in vitro e in vivo animale (modelli di infiammazione sistemica e intestinale).
Indicazione: plausibile supporto a condizioni infiammatorie, ma senza validazione clinica.
Attività epatoprotettiva
Evidenza: modelli animali (danno epatico indotto chimicamente).
Indicazione: non trasferibile in ambito clinico; dati preliminari.
Attività nefroprotettiva
Evidenza: studi in vivo animale e alcuni studi osservazionali in contesto TCM (spesso in formulazioni complesse).
Indicazione: insufficienza renale cronica in contesti TCM; impossibile attribuire effetto specifico alla singola specie.
Attività antiossidante
Evidenza: studi in vitro su composti fenolici e antrachinonici.
Indicazione: rilevanza biochimica senza correlazione clinica dimostrata.
Attività antitumorale
Evidenza: studi in vitro e modelli animali (effetti su linee cellulari tumorali).
Indicazione: esclusivamente sperimentale; nessuna applicabilità clinica.
L´azione astringente, tonica, colagoga e stomachica si ha solo per piccole dosi (10-20 ctgr), a dosi medie svolge azione lassativa, mentre a dosi elevate (2-4 g) agisce da purgante come altre droghe antrachinoniche anche se meglio tollerata dall'organismo e meno irritante di queste ultime. Il Rabarbaro cinese viene impiegato come ingrediente nella formula Essiaca non convenzionale per il trattamento del cancro.
OCCLUSIONE INTESTINALE, STENOSI INTESTINALE, ATONIA INTESTINALE, APPENDICITE, MALATTIE INFIAMMATORIE INTESTINALI ACUTE COME MORBO DI CROHN E COLITE ULCEROSA, DOLORE ADDOMINALE DI ORIGINE SCONOSCIUTA, GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, ETÀ INFERIORE A 12 ANNI
USO LIMITATO NEL TEMPO PER RISCHIO DI IPOKALIEMIA DOCUMENTATA CLINICAMENTE, RISCHIO DI DIPENDENZA DA LASSATIVI E ALTERAZIONE DELLA FUNZIONE INTESTINALE DA USO CRONICO DOCUMENTATO IN OSSERVAZIONI CLINICHE, CAUTELA IN ASSOCIAZIONE CON DIURETICI CORTICOSTEROIDI E GLICOSIDI CARDIACI PER POTENZIAMENTO DEGLI SQUILIBRI ELETTROLITICI BASATA SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA, POSSIBILE MELANOSI COLI DA USO PROLUNGATO OSSERVATA CLINICAMENTE, COLORAZIONE DELLE URINE PER METABOLITI ANTRACHINONICI DOCUMENTATA FARMACOLOGICAMENTE, RIDUZIONE DELL’ASSORBIMENTO DI FARMACI ORALI PER AUMENTO DEL TRANSITO INTESTINALE DOCUMENTATA IN STUDI FARMACOCINETICI
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIARITMICI
ANTIBIOTICI
CORTICOSTEROIDI
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
GLICOSIDI CARDIOATTIVI
LASSATIVI FORTI O PURGANTI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco standardizzato di radice di Rheum palmatum L.
Preparazione ottenuta per estrazione idroalcolica seguita da essiccamento, generalmente titolata in derivati idrossiantracenici totali espressi come reina o emodina; intervalli tipici di titolazione compresi tra circa 2,5% e 10%.
Posologia negli adulti equivalente a 20–30 mg al giorno di derivati idrossiantracenici, somministrati preferibilmente alla sera con effetto dopo 6–12 ore; impiego limitato a brevi periodi, generalmente non oltre una settimana.
Estratto molle (soft extract) di radice di Rheum palmatum L.
Preparazione semisolida ottenuta mediante estrazione idroalcolica con parziale rimozione del solvente, con standardizzazione riferita al contenuto di antrachinoni totali.
Posologia calcolata per fornire 20–30 mg al giorno di derivati idrossiantracenici, adattata in base al rapporto droga/estratto e alla titolazione dichiarata.
Tintura (estratto idroalcolico) di Rheum palmatum L.
Preparazione liquida ottenuta per macerazione della droga in etanolo con rapporti droga/estratto tipici 1:5 o 1:10.
Posologia negli adulti generalmente compresa tra 1 e 2 ml al giorno, adeguata a raggiungere un apporto di 20–30 mg di derivati antrachinonici, con necessità di considerare la concentrazione reale.
Polvere di radice micronizzata in capsule o compresse
Preparazione costituita dalla droga essiccata e polverizzata senza estrazione selettiva, con contenuto variabile in derivati antrachinonici.
Posologia generalmente compresa tra 0,5 e 2 g al giorno di droga, adattata alla titolazione e alla risposta individuale, con uso limitato nel tempo.
Estratti secchi combinati standardizzati (formulazioni multi-componente)
Preparazioni contenenti Rheum palmatum L. in associazione ad altre droghe vegetali, con standardizzazione riferita al contenuto totale di derivati idrossiantracenici della miscela.
Posologia definita per fornire complessivamente 20–30 mg al giorno di derivati idrossiantracenici, senza possibilità di attribuzione specifica dell’effetto alla singola specie.
Preparazioni omeopatiche di Rheum palmatum L.
Disponibili come granuli, globuli o soluzioni a diluizioni variabili, generalmente dalla D4 alla D30 o superiori.
Posologia variabile secondo la diluizione e l’impostazione terapeutica, ad esempio 3–5 granuli da una a tre volte al giorno nelle basse diluizioni, con riduzione della frequenza nelle alte diluizioni; assenza di evidenze cliniche secondo criteri evidence-based.
Bibliografia
European Medicines Agency, Assessment report on Rheum palmatum and Rheum officinale radix, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs, 2019
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Mills S., Bone K., Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Blumenthal M., The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso lassativo semplice di Rheum palmatum L.
Preparazione ottenuta versando 150 ml di acqua bollente su 0,5–1 g di radice essiccata e tagliata finemente, con tempo di infusione di 10–15 minuti e successiva filtrazione.
Posologia negli adulti una singola somministrazione serale, corrispondente a circa 20–30 mg di derivati idrossiantracenici, con effetto entro 6–12 ore; uso limitato a pochi giorni per stipsi occasionale, evitando impiego cronico.
Decotto lassativo di Rheum palmatum L.
Preparazione mediante bollitura di 0,5–1 g di radice in 150–200 ml di acqua per 10 minuti, seguito da riposo di ulteriori 10 minuti e filtrazione; il decotto può estrarre quantità leggermente superiori di principi attivi rispetto all’infuso.
Posologia analoga all’infuso, con una somministrazione serale e adeguamento della dose in base alla risposta individuale, mantenendo l’apporto nei limiti di sicurezza dei derivati antrachinonici.
Tisana combinata con finocchio e liquirizia
Preparazione contenente Rheum palmatum L. 0,5 g, Foeniculum vulgare Mill. semi 1–2 g e Glycyrrhiza glabra L. radice 0,5 g, infusi in 150 ml di acqua bollente per 10–15 minuti.
Posologia una tazza alla sera; l’associazione è coerente con uso tradizionale e dati farmacologici su attività carminativa del finocchio e modulazione spasmolitica, ma con cautela per la presenza di liquirizia in soggetti sensibili agli effetti mineralcorticoidi.
Tisana combinata con senna a basso dosaggio
Preparazione contenente Rheum palmatum L. 0,3–0,5 g e Senna alexandrina Mill. foglie 0,3–0,5 g, in infusione in 150 ml di acqua bollente per 10 minuti.
Posologia una somministrazione serale; associazione da considerare con estrema cautela per possibile eccesso di effetto lassativo e aumento del rischio di crampi e perdita elettrolitica, utilizzabile solo in casi selezionati e per brevi periodi.
Tisana combinata con zenzero
Preparazione contenente Rheum palmatum L. 0,5 g e Zingiber officinale Roscoe rizoma 0,5–1 g, in infusione per 10–15 minuti in 150 ml di acqua.
Posologia una tazza alla sera; associazione derivata da razionale farmacologico con possibile miglioramento della tollerabilità gastrointestinale, supportata da evidenze precliniche e uso tradizionale ma non da studi clinici specifici.
Decotto combinato con peonia e liquirizia (schema derivato da TCM)
Preparazione contenente Rheum palmatum L. 0,5 g, Paeonia lactiflora Pall. radice 1 g e Glycyrrhiza uralensis Fisch. radice 0,5 g, bolliti in 200 ml di acqua per 10–15 minuti.
Posologia una somministrazione al giorno; formulazione coerente con uso tradizionale strutturato ma senza validazione clinica isolata della combinazione, con necessità di cautela per interazioni farmacologiche potenziali.
Infuso blando modulato con camomilla
Preparazione contenente Rheum palmatum L. 0,3–0,5 g e Matricaria chamomilla L. capolini 1–2 g, in infusione in 150 ml di acqua per 10 minuti.
Posologia una tazza serale; associazione con razionale spasmolitico e lenitivo documentato per la camomilla, utile per migliorare la tollerabilità, senza evidenze cliniche dirette sulla combinazione.
Bibliografia
European Medicines Agency, Assessment report on Rheum palmatum and Rheum officinale radix, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs, 2019
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Mills S., Bone K., Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Chen J., Chinese Herbal Formulas and Applications, 2009
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicato a base di Rheum palmatum L.
Preparazione ottenuta per macerazione della radice essiccata e frammentata in vino a media gradazione alcolica (circa 10–12%), utilizzando un rapporto indicativo di 1:20 tra droga e solvente; ad esempio 5 g di radice in 100 ml di vino bianco secco. La macerazione avviene a temperatura ambiente per 5–7 giorni in recipiente chiuso, con agitazione quotidiana, seguita da filtrazione.
Uso tradizionale come blando lassativo e digestivo, con posologia negli adulti di 10–20 ml alla sera. L’effetto è attribuibile all’estrazione dei derivati antrachinonici nel mezzo idroalcolico; l’impiego deve essere limitato a breve termine per evitare effetti indesiderati e non è raccomandato in soggetti sensibili all’alcol o con patologie epatiche.
Tintura vinosa rinforzata di Rheum palmatum L.
Preparazione ottenuta mediante macerazione della radice in una miscela di vino e una quota di etanolo per aumentare l’efficienza estrattiva, con rapporto droga/solvente circa 1:10; ad esempio 10 g di radice in 100 ml di miscela idroalcolica al 20–25%. La macerazione viene condotta per 7–10 giorni con agitazione periodica e successiva filtrazione.
Uso come preparazione più concentrata rispetto al vino medicato, con posologia generalmente compresa tra 5 e 10 ml al giorno, preferibilmente alla sera. L’aumento della concentrazione richiede maggiore cautela nella titolazione empirica della dose e nel controllo della durata del trattamento.
Elisir composto con Rheum palmatum L. e droghe aromatiche
Preparazione tradizionale ottenuta per macerazione di Rheum palmatum L. 3–5 g insieme a droghe aromatiche come Zingiber officinale Roscoe e Foeniculum vulgare Mill. in 100–150 ml di vino o soluzione idroalcolica a bassa gradazione per 5–7 giorni, seguita da filtrazione. Le droghe aromatiche sono impiegate per migliorare la tollerabilità gastrointestinale e il profilo organolettico.
Uso come digestivo con lieve effetto lassativo, con posologia di 10–15 ml dopo il pasto principale o alla sera. L’associazione è coerente con razionale farmacologico ma non supportata da studi clinici specifici; la sicurezza dipende dal contenuto complessivo di derivati antrachinonici e dall’assunzione di alcol.
Bibliografia
European Medicines Agency, Assessment report on Rheum palmatum and Rheum officinale radix, 2018
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
ESCOP, Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs, 2019
Mills S., Bone K., Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Heinrich M., Barnes J., Gibbons S., Williamson E., Fundamentals of Pharmacognosy and Phytotherapy, 2018
Trascurando le alterazioni dell'intestino che ostacolano meccanicamente la progressione del bolo fecale (tumori, processi cicatriziali, ecc.), vi possono essere stitichezze primitive dovute a una alterata motilità intestinale di natura nervosa o muscolare; in questo caso può aversi una stitichezza atonica quando la muscolatura ha diminuito il tono e la forza delle contrazioni, mentre si ha una stitichezza spastica quando l'ipertono della muscolatura determina contrazioni spastiche della stessa. Altra forma di stipsi è causata dalla scarsa produzione di idrogeno solforato che è un eccitante fisiologico della peristalsi.
Il trattamento terapeutico dovrà essere coadiuvato da vita attiva e movimentata e da dieta povera di carne ma ricca di frutta, verdure e fibre.
In base al meccanismo d'azione delle droghe lassative si avranno:
a) Droghe antrachinoniche che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino crasso.
I componenti principali di queste droghe contenute in Senna, Frangula, Aloe, Cascara sagrada, Rabarbaro, Poligono giapponese e Spincervino sono glicosidi derivati dall'antracene. La loro metabolizzazione in agliconi (più attivi) avviene nel colon: qui si ha una rimozione dello zucchero ed i prodotti ottenuti stimolano ulteriormente la motilità aumentando anche il peristaltismo e la produzione di muco. L'azione lassativa che inizia a livello dell'intestino crasso con inibizione del riassorbimento dell'acqua e degli elettroliti, si manifesta dopo 8-12 ore. Gli effetti collaterali sono: colorazione delle urine, passaggio nel latte materno, pseudomelanosi reversibile del colon, perdita di elettroliti per l'uso prolungato o diarrea severa con coliche per sovradosaggio.
L'uso cronico di antranoidi può essere responsabile di pigmentazione della mucosa del colon (melanosis coli), alterazione del quadro elettrolitico e dell'equilibrio acido-base, colon dilatato con pseudo-restringimenti per alterazione del plesso nervoso intramurale, aggravamento della stitichezza, colon irritabile, rischio di degenerazione neoplastica e interazioni con altri farmaci.
b) Droghe che favoriscono lo svuotamento dell'intestino stimolando prevalentemente la muscolatura dell'intestino tenue e parte del crasso (Olio di Ricino).
c) Purganti meccanici che favoriscono lo svuotamento dell'intestino aumentando il volume fecale (Agar-agar, Psillio, Lino semi, Carragenina);
d) Purganti osmotici (zuccherini) che richiamano nell'intestino acqua dal sangue (Manna, Lattosio, Prugne, Tamarindo, Cassia fistula in canna, Pesco).
e) Purganti oleosi che favoriscono la progressione delle feci essendo lubrificanti dell'intestino (Olio di oliva, Olio di lino, Olio di mandorle dolci).
Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno";
[Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali";]
[Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute".]
Rheum palmatum L. è una delle specie storicamente più rilevanti nel commercio del rabarbaro medicinale, noto in Europa per secoli come “rabarbaro cinese” o “rabarbaro della Tartaria”, con un valore commerciale elevato già nel Medioevo.
La droga era oggetto di rotte commerciali complesse lungo la Via della Seta e veniva importata in Europa attraverso intermediari arabi e veneziani, mantenendo per lungo tempo un’origine geografica volutamente ambigua per preservarne il valore economico.
Nel Rinascimento e fino al XVIII secolo il rabarbaro era considerato una sostanza medicinale di grande pregio, spesso più costosa di molte spezie, e veniva utilizzato come purgante ma anche come rimedio “equilibrante” secondo la teoria umorale.
Un aspetto curioso riguarda le frequenti adulterazioni storiche della droga, con sostituzioni o mescolanze con altre specie di Rheum o radici di minor valore, problema che ha contribuito allo sviluppo precoce di tecniche di controllo della qualità in farmacognosia.
In medicina tradizionale cinese la pianta è conosciuta come Da Huang ed è classificata tra le droghe che “purgano il calore”, con un ruolo centrale in numerose formule classiche ancora oggi studiate anche in ambito farmacologico moderno.
Dal punto di vista botanico il nome specifico “palmatum” deriva dalla forma delle foglie profondamente lobate, che ricordano una struttura palmata, caratteristica distintiva utile per il riconoscimento della specie.
Nel XVIII secolo diversi botanici europei tentarono di acclimatare Rheum palmatum nei giardini botanici occidentali per ridurre la dipendenza dalle importazioni, contribuendo allo sviluppo della coltivazione del rabarbaro medicinale in Europa.
Un elemento interessante è che, nonostante il nome comune condiviso, il rabarbaro alimentare moderno deriva da ibridi selezionati con contenuto ridotto di antrachinoni, mentre Rheum palmatum mantiene un profilo chimico tipicamente medicinale.
Il R.rhaponticum è il Rabarbaro siberiano, meno attivo e meno sicuro del R.cinese ma utilizzato dalle industrie liquoristiche. In generale le foglie possono essere tossiche per reni e mucose in quanto contenenti sali di ossalato di calcio. Ai fini curativi viene utilizzata la radice mentre la corteccia è sfruttata dall'industria dolciaria.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Krenn L, Presser A, Pradhan R, Bahr B, Paper DH, Mayer KK, Sulfated and non-sulfated flavonoids in Rheum species, Phytochemistry, 2003
Zhang Y, Lu X, Zhang Y, Qin L, Rheum officinale Baill: A review of its botany, chemistry, pharmacology and clinical applications, Journal of Ethnopharmacology, 2016