QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 12/06/2026
ASSENZIO ROMANO Artemisia Absinthium L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: A.Tucci
Autore: A.Tucci
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Superasteridae
Clade Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Anthemideae
Sottotribù Artemisiinae
Genere Artemisia
Specie Artemisia absinthium
Famiglia:
Assenzio Vero, Assenzio Maggiore, Artemisia, Assenzio Maggiore, Wormwood, Green Ginger, Absinth, Absinthe, Armoise, Wermutkraut, Mugwort, Wermutkraut, Absintio, Sintro, Losna Maior
Absinthium Bipedale Gilib., Absinthium Majus Garsault, Absinthium Officinale Brot., Absinthium Vulgare Lam., Artemisia Absinthia St.-Lag., Artemisia Absinthium F. Argentea (Aspegren Ex Svanlund) Neuman, Artemisia Absinthium F. Contracta Werner Christ., Artemisia Absinthium Var. Absinthium L., Artemisia Absinthium Var. Argentea Aspegren, Artemisia Absinthium Var. Argentea Aspegren Ex Svanlund, Artemisia Absinthium Var. Insipida Stechm., Artemisia Absinthium Var. Inspida Stechm., Artemisia Arborescens F. Rehan (Chiov.) Chiov., Artemisia Arborescens Var. Cupaniana Chiov., Artemisia Baldaccii Degen, Artemisia Doonense Royle, Artemisia Inodora Mill., Artemisia Kulbadica Boiss. & Buhse, Artemisia Pendula Salisb., Artemisia Rehan Chiov., Artemisia Rhaetica Brügger
ERBACEA PERENNE ALTA 50-120 CM, CON FUSTO ERETTO, RAMIFICATO, ARGENTEO-TOMENTOSO. FOGLIE ALTERNE, BI-TRIPENNATOSETTE, CON LACINIE LANCEOLATE O LINEARI, DENSAMENTE TOMENTOSE DI GRIGIO-ARGENTO SU ENTRAMBE LE SUPERFICI. FIORI PICCOLI, GIALLI, TUBULOSI, NUMEROSI, RIUNITI IN CAPOLINI GLOBOSI PENDULI, FORMANTI UNA PANNOCCHIA FOGLIOSA. FRUTTO È UN ACHENIO PICCOLO E LISCIO.
TUTTA LA PIANTA È INTENSAMENTE AROMATICA E AMARA.
LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, ESTATE, INIZIO AUTUNNO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO ____GIALLO CHIARISSIMO ____GIALLOGNOLO
Originaria delle regioni temperate di Europa, Asia e Nord Africa. Si è naturalizzata in molte altre parti del mondo, tra cui Nord e Sud America e Australia. Cresce spontanea in ambienti aperti e soleggiati, come pendii rocciosi, terreni incolti, bordi stradali, scarpate, pascoli aridi e zone ruderali.
Predilige suoli ben drenati, anche poveri e sassosi, spesso calcarei. È una specie resistente che tollera la siccità e si adatta a diverse altitudini, dalla pianura fino alla montagna.
In Italia è comune in quasi tutte le regioni, soprattutto in zone aride e sassose. La sua capacità di propagarsi sia per seme che vegetativamente tramite rizomi contribuisce alla sua ampia diffusione. Spesso forma colonie dense.
SOMMITÀ FIORITE (RACCOLTE IN PIENA FIORITURA, LUGLIO-SETTEMBRE).
FOGLIE (MENO COMUNI, MA TALVOLTA IMPIEGATE).
INTENSAMENTE AROMATICO, AMARO E CANFORATO, CON NOTE PUNGENTI DI TUJONE E UN CARATTERISTICO RETROGUSTO ERBACEO-MEDICINALE.
L'AROMA È PIÙ AGGRESSIVO RISPETTO AD ALTRE ARTEMISIE.
INTENSAMENTE AMARO E PERSISTENTE, CON NOTE CANFORATE, METALLICHE E UN RETROGUSTO PICCANTE-IRRITANTE DOVUTO AL TUJONE. L'AMARO DOMINA SU TUTTI GLI ALTRI SAPORI.
Bilia A. R., Santomauro F., Sacco C., Bergonzi M. C., Donato R., Essential Oil of Artemisia annua and Artemisia absinthium: Composition, Antimicrobial and Antioxidant Activities, 2014
Szopa A., Pajor J., Klin P., Rzepiela A., Elansary H. O., Al-Mana F. A., Ekiert H., Artemisia absinthium L. Importance in the History of Medicine, the Latest Advances in Phytochemistry and Therapeutical, Cosmetic and Culinary Uses, 2020
Ivanescu B., Miron A., Corciova A., Sesquiterpene Lactones from Artemisia Genus: Biological Activities and Methods of Analysis, 2015
Willcox M., Artemisia Species: From Traditional Medicines to Modern Antimalarials and Back Again, 2009
Abad M. J., Bedoya L. M., Apaza L., Bermejo P., The Artemisia L. Genus: A Review of Bioactive Essential Oils, 2012
TOSSICITÀ: RELATIVA A QUANTO SPECIFICATO
Motivazione: L’uso moderato di Artemisia absinthium nelle preparazioni tradizionali può essere ben tollerato, ma la pianta contiene thujone, una sostanza con potenziale neurotossico che è associata a effetti indesiderati quali convulsioni e disturbi neurologici a dosi elevate o con uso prolungato, e può causare irritazioni gastrointestinali o allergie; la tossicità dipende quindi dalla forma (in particolare oli essenziali ad alto contenuto di thujone vs estratti acquosi a basso contenuto) e dalla dose, richiedendo attenzione nell’uso terapeutico.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Esistono evidenze cliniche dirette su Artemisia absinthium L., comprese sperimentazioni cliniche di dimensioni limitate e studi osservazionali, ma l'efficacia risulta confinata a specifici preparati, estratti e indicazioni. Le monografie ufficiali EMA riconoscono l'uso tradizionale della droga come amaro aromatico per perdita temporanea dell'appetito e disturbi dispeptici lievi. Sono inoltre disponibili numerosi studi in vitro e in vivo che documentano attività farmacologiche della specie. Tuttavia, le evidenze cliniche non sono sufficientemente robuste e generalizzabili da consentire la classificazione come attività terapeutica confermata per l'intera pianta e per tutti gli impieghi.
Confermate da studi scientifici e clinici
Sono disponibili evidenze cliniche, seppur limitate e non numerose, per preparazioni contenenti Artemisia absinthium L. impiegate come coadiuvanti in patologie infiammatorie intestinali, in particolare nel morbo di Crohn. Alcuni studi clinici controllati hanno riportato miglioramenti di parametri clinici e della qualità di vita con estratti standardizzati della specie. L'effetto osservato è stato principalmente correlato ad attività antinfiammatoria e immunomodulante documentata per specifici estratti.
Sono inoltre disponibili dati clinici preliminari relativi al miglioramento di sintomi dispeptici e dell'appetito mediante preparazioni amare tradizionali contenenti Artemisia absinthium L.; tuttavia il livello di evidenza risulta inferiore rispetto alle indicazioni digestive consolidate dalle monografie fitoterapiche europee.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività amaro-tonica e stomachica. Supportata da monografie ufficiali, studi farmacologici e lunga tradizione fitoterapica. I principi amari sesquiterpenici stimolano fisiologicamente le secrezioni digestive e favoriscono l'appetito.
Attività digestiva nelle dispepsie non infiammatorie e nelle atonie gastriche. Supportata da dati farmacologici, osservazioni cliniche tradizionali e monografie fitoterapiche ufficiali.
Attività coleretica e colagoga. Documentata da studi sperimentali e coerente con l'impiego tradizionale nei disturbi funzionali epatobiliari.
Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro e in vivo che hanno evidenziato modulazione di mediatori dell'infiammazione da parte di estratti e componenti della specie.
Attività antiossidante. Evidenziata in numerosi studi in vitro mediante riduzione dello stress ossidativo e attività scavenger verso radicali liberi.
Attività antimicrobica antibatterica. Dimostrata prevalentemente in vitro contro differenti microrganismi patogeni mediante estratti ed olio essenziale.
Attività antifungina. Evidenziata in studi in vitro contro diversi miceti e lieviti di interesse medico.
Attività antiparassitaria e antielmintica. Supportata principalmente da studi sperimentali in vitro e in modelli animali.
Attività immunomodulante. Documentata in modelli sperimentali e proposta come possibile contributo agli effetti osservati nelle malattie infiammatorie croniche intestinali.
Attività epatoprotettiva. Riportata in alcuni modelli animali, ma con evidenze ancora limitate e non sufficienti per conferme cliniche.
Attività antitumorale in vitro. Diversi estratti e costituenti hanno mostrato attività antiproliferativa su linee cellulari; tali risultati non costituiscono prova di efficacia terapeutica nell'uomo.
Uso storico e nella tradizione
Inappetenza e anoressia funzionale.
Dispepsia e cattiva digestione.
Atonia gastrica.
Meteorismo e fermentazioni intestinali.
Disturbi funzionali epatobiliari.
Coliche digestive.
Vermi intestinali e parassitosi.
Febbri intermittenti.
Tonico generale e ricostituente.
Reumatismi e dolori articolari.
Stimolante delle funzioni digestive dopo malattie debilitanti.
Aromatizzante per vini medicinali, liquori amari e preparazioni tradizionali.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
European Medicines Agency, Assessment Report on Artemisia absinthium L. Herba, 2020
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Blumenthal M., Goldberg A., Brinckmann J., Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Krebs S., Omer T. N., Omer B., Wormwood Artemisia absinthium Suppresses Tumour Necrosis Factor Alpha and Accelerates Healing in Crohn's Disease, 2010
Omer B., Krebs S., Omer H., Noor T. O., Steroid Reducing Effect of Wormwood in Crohn's Disease, 2007
Bora K. S., Sharma A., The Genus Artemisia: A Comprehensive Review, 2011
Abad M. J., Bedoya L. M., Apaza L., Bermejo P., The Artemisia L. Genus: A Review of Bioactive Essential Oils, 2012
Szopa A., Pajor J., Klin P., Rzepiela A., Elansary H. O., Al-Mana F. A., Mattar M. A., Ekiert H., Artemisia absinthium L. Importance in the History of Medicine, the Latest Advances in Phytochemistry and Therapeutical, Cosmetic and Culinary Uses, 2020
Todorova M., Trendafilova A., Artemisia absinthium L. Phytochemical Profile and Biological Activity Review, 2014
EMA Committee on Herbal Medicinal Products, European Union Herbal Monograph on Artemisia absinthium L. Herba, 2020
QUESTA PIANTA RIENTRA NELLA LISTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE PER L'IMPIEGO NON AMMESSO NEL SETTORE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.
ANCHE ESTRATTO VEGETALE (OLIO) NON AMMESSO NEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L'IMPIEGO PROLUNGATO O A DOSI ELEVATE PUÒ DETERMINARE EFFETTI NEUROTOSSICI CORRELATI AL CONTENUTO DI TUJONE. EVIDENZA DISPONIBILE: DATI TOSSICOLOGICI SPERIMENTALI, OSSERVAZIONI CLINICHE E VALUTAZIONI REGOLATORIE SULLA SPECIE E SUI SUOI PREPARATI CONTENENTI OLIO ESSENZIALE.
L'OLIO ESSENZIALE DELLA SPECIE RICHIEDE PARTICOLARE CAUTELA RISPETTO ALLA DROGA ERBACEA POICHÉ CONTIENE CONCENTRAZIONI SIGNIFICATIVAMENTE SUPERIORI DI TUJONE. EVIDENZA DISPONIBILE: ANALISI FITOCHIMICHE E STUDI TOSSICOLOGICI DIRETTI SULLA SPECIE.
IN CASO DI COMPARSA DI SINTOMI GASTROINTESTINALI PERSISTENTI O PEGGIORAMENTO DEI DISTURBI DIGESTIVI DURANTE IL TRATTAMENTO È INDICATA RIVALUTAZIONE MEDICA. EVIDENZA DISPONIBILE: RACCOMANDAZIONI PRESENTI NELLE MONOGRAFIE REGOLATORIE DELLA SPECIE.
L'IMPIEGO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON È RACCOMANDATO PER INSUFFICIENZA DI DATI CLINICI DI SICUREZZA E PER LA PRESENZA DOCUMENTATA DI TUJONE. EVIDENZA DISPONIBILE: VALUTAZIONI REGOLATORIE BASATE SU DATI TOSSICOLOGICI E ASSENZA DI STUDI CLINICI ADEGUATI.
L'USO NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI NON È RACCOMANDATO PER INSUFFICIENZA DI DATI SPECIFICI DI SICUREZZA ED EFFICACIA. EVIDENZA DISPONIBILE: VALUTAZIONI REGOLATORIE E ASSENZA DI STUDI CLINICI ADEGUATI SULLA SPECIE.
LE EVIDENZE DISPONIBILI RIGUARDANO PRINCIPALMENTE LA DROGA ERBACEA E L'OLIO ESSENZIALE DI ARTEMISIA ABSINTHIUM L.; IL PROFILO RISCHIO-BENEFICIO PUÒ VARIARE IN FUNZIONE DELLA PREPARAZIONE, DELLA TITOLAZIONE E DEL CONTENUTO DI TUJONE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA AD ARTEMISIA ABSINTHIUM L. O AD ALTRI COMPONENTI DELLA FAMIGLIA ASTERACEAE. LA CONTROINDICAZIONE È RIPORTATA NELLE MONOGRAFIE REGOLATORIE UFFICIALI E NELLA DOCUMENTAZIONE FITOTERAPICA DELLA SPECIE.
OSTRUZIONE DELLE VIE BILIARI. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DALLE MONOGRAFIE UFFICIALI DELLA SPECIE CHE NE ESCLUDONO L'IMPIEGO IN PRESENZA DI OSTACOLO AL DEFLUSSO BILIARE.
COLANGITE. LA CONTROINDICAZIONE È RIPORTATA NELLE MONOGRAFIE FITOTERAPICHE UFFICIALI RIFERITE ALLA SPECIE.
PATOLOGIE EPATICHE DOCUMENTATE. LE MONOGRAFIE REGOLATORIE DELLA SPECIE NE CONTROINDICANO L'USO IN PRESENZA DI MALATTIE DEL FEGATO.
ULCERA GASTRICA O DUODENALE. LA CONTROINDICAZIONE È RIPORTATA NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI PER IL POSSIBILE EFFETTO IRRITANTE DELLA DROGA AMARA SULLA MUCOSA GASTRICA.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratti di Artemisia Absinthium L. (ASSENZIO ROMANO)
Droga polverizzata in capsule o compresse.
La droga essiccata polverizzata rappresenta una delle forme più tradizionali e documentate. La posologia abituale negli adulti varia da 1 a 3 g al giorno suddivisi in due o tre assunzioni prima dei pasti. Non è richiesto un titolo specifico purché la droga rispetti gli standard qualitativi ufficiali per Artemisia absinthium.
Estratto secco.
È la forma fitoterapica moderna più utilizzata. Gli estratti secchi vengono generalmente standardizzati sul contenuto di sostanze amare totali oppure su absintina e derivati sesquiterpenici amari. Per finalità digestive e stomachiche vengono comunemente impiegati estratti con rapporto droga estratto compreso tra 3:1 e 7:1. La dose giornaliera corrisponde normalmente a 300-1000 mg di estratto secco suddivisi in due o tre somministrazioni prima dei pasti.
Estratto secco titolato in lattoni sesquiterpenici amari.
Per il supporto dell'appetito e della funzione digestiva gli estratti titolati in sostanze amare sono considerati i più appropriati. Nella letteratura fitoterapica non esiste tuttavia un titolo terapeutico universalmente riconosciuto e validato. Le dosi generalmente impiegate corrispondono a 200-500 mg per assunzione fino a tre volte al giorno.
Estratto idroalcolico fluido.
Preparazione ottenuta mediante estrazione idroalcolica della parte aerea fiorita. La posologia tradizionale documentata varia generalmente da 1 a 3 ml per dose, da una a tre volte al giorno, preferibilmente prima dei pasti.
Tintura madre fitoterapica.
Preparata dalla pianta fresca o dalla droga essiccata secondo le farmacopee nazionali. La dose abitualmente utilizzata negli adulti varia da 10 a 30 gocce diluite in acqua, da una a tre volte al giorno prima dei pasti. L'impiego deve essere limitato nel tempo a causa della presenza di tuione.
Estratto molle.
Forma meno comune ma presente in alcuni preparati magistrali. Le dosi sono generalmente equivalenti a quelle degli estratti secchi, con adeguamento in base al rapporto di estrazione dichiarato dal produttore.
Olio essenziale.
L'olio essenziale di Artemisia absinthium presenta concentrazioni variabili di tuione e altri monoterpeni neuroattivi. A causa del potenziale rischio neurotossico non esistono posologie fitoterapiche standard moderne universalmente accettate per uso interno. L'impiego interno non è generalmente raccomandato in automedicazione.
Preparazioni omeopatiche.
Sono disponibili preparazioni denominate Absinthium in diluizioni decimali e centesimali, comunemente D3-D30, CH4-CH30 e superiori. L'impiego segue i criteri propri della medicina omeopatica e non dispone di titoli fitochimici terapeutici né di evidenze cliniche specifiche comparabili a quelle richieste per la fitoterapia.
European Medicines Agency, Assessment Report on Artemisia absinthium L. herba, 2020
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume Two, 2002
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 2001
Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Norman Grainger Bisset, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 1994
American Herbal Pharmacopoeia, Wormwood Aerial Parts Artemisia absinthium Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2007
Morteza Ebrahimzadeh, Antioxidant and Free Radical Scavenging Activity of Artemisia absinthium Extracts, 2008
Mohsen Hosseinzadeh, Pharmacological Effects of Artemisia absinthium and Its Bioactive Compounds, 2017
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Assenzio romano 0,5 g, menta piperita 1 g, melissa 1 g.
Infondere in 200 ml di acqua appena bollita per 5-10 minuti. Assumere una tazza fino a due volte al giorno prima dei pasti. Formulazione tradizionalmente impiegata per supportare appetito, digestione e funzionalità gastrointestinale.
Assenzio romano 0,5 g, genziana 0,5 g, centaurea minore 1 g.
Infondere in 200 ml di acqua per 10 minuti. Assumere una tazza 15-30 minuti prima dei pasti principali. Miscela ad elevata attività amara utilizzata per iporessia, atonia gastrica e dispepsie funzionali.
Assenzio romano 0,5 g, angelica radice 1 g, finocchio frutti 1 g.
Infondere in 200 ml di acqua per 10 minuti. Assumere una tazza dopo i pasti. Formulazione destinata al supporto digestivo e alla riduzione della sensazione di pesantezza postprandiale.
Assenzio romano 0,5 g, camomilla capolini 1,5 g, melissa foglie 1 g.
Infondere in 200 ml di acqua per 10 minuti. Assumere una tazza dopo i pasti principali. Miscela utilizzata nella fitoterapia tradizionale per dispepsie accompagnate da tensione addominale.
Assenzio romano 0,5 g, carciofo foglie 1,5 g, tarassaco radice 1 g.
Infondere in 250 ml di acqua per 10 minuti. Assumere una tazza prima del pasto principale. Formulazione tradizionalmente impiegata a supporto della funzione biliare e digestiva.
Assenzio romano 0,5 g, achillea sommità fiorite 1 g, finocchio frutti 1 g.
Infondere in 200 ml di acqua per 10 minuti. Assumere una tazza due volte al giorno dopo i pasti. Miscela utilizzata nella tradizione erboristica per disturbi digestivi associati a meteorismo.
Decotto leggero di assenzio romano 0,5 g e radice di angelica 1 g in 250 ml di acqua.
Portare a ebollizione per 3 minuti e lasciare riposare per altri 10 minuti. Assumere una tazza prima dei pasti. Preparazione tradizionale per sostenere la secrezione digestiva.
Formula erboristica digestiva in polvere composta da assenzio romano 10 parti, genziana 10 parti, centaurea minore 20 parti e finocchio 20 parti.
Assumere 500-1000 mg prima dei pasti principali. Preparazione destinata a favorire appetito e digestione.
Formula erboristica in capsule composta da estratto secco di assenzio romano, estratto secco di carciofo ed estratto secco di genziana.
La dose giornaliera complessiva può apportare 200-500 mg di estratto di assenzio associato agli altri estratti secondo le specifiche del produttore. Utilizzata come supporto nelle dispepsie funzionali e nell'inappetenza.
European Medicines Agency, Assessment Report on Artemisia absinthium L. herba, 2020
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume Two, 2002
American Herbal Pharmacopoeia, Wormwood Aerial Parts Artemisia absinthium Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2007
Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 2001
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Thomas Brendler, Herbal Medicines Compendium, 2018
Bahman Efferth, From Traditional Herb to Rational Drug Artemisia absinthium and Its Bioactive Constituents, 2011
Morteza Ebrahimzadeh, Antioxidant and Free Radical Scavenging Activity of Artemisia absinthium Extracts, 2008
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino di assenzio.
È una delle preparazioni tradizionali più documentate di Artemisia absinthium. Si ottiene mediante macerazione di 20-30 g di sommità fiorite essiccate in 1 litro di vino bianco secco per 5-10 giorni, seguita da filtrazione. L'impiego tradizionale prevedeva l'assunzione di 20-50 ml prima dei pasti come amaro-tonico, stomachico e stimolante dell'appetito. L'uso moderno deve essere prudente e limitato nel tempo per la presenza di tuione.
Vinum Absinthii farmaceutico.
Numerose farmacopee europee storiche riportavano preparazioni medicinali ottenute per macerazione della droga in vino bianco a gradazione moderata. Veniva utilizzato come correttivo digestivo nelle dispepsie atoniche, nell'inappetenza e nelle condizioni caratterizzate da insufficiente secrezione gastrica. Oggi ha prevalentemente interesse storico e galenico.
Tintura di assenzio.
Si prepara generalmente utilizzando una parte di droga essiccata e cinque o dieci parti di miscela idroalcolica. Dopo macerazione e filtrazione si ottiene una preparazione concentrata utilizzata tradizionalmente in dosi di 10-30 gocce prima dei pasti. L'indicazione principale è il supporto della funzione digestiva e dell'appetito.
Elisir amaro all'assenzio.
Preparazione liquoristica ottenuta mediante macerazione dell'assenzio insieme ad altre droghe amare e aromatiche quali genziana, angelica, coriandolo, anice o finocchio. Tradizionalmente impiegato come aperitivo amaro e digestivo in piccole quantità prima o dopo i pasti.
Assenzio liquoroso tradizionale.
La celebre bevanda nota come assenzio viene preparata mediante estrazione idroalcolica di Artemisia absinthium associata ad altre specie aromatiche, seguita in molte formulazioni da distillazione. L'uso storico era prevalentemente voluttuario e non terapeutico. A causa del contenuto alcolico elevato e della presenza di composti neuroattivi non è considerata una preparazione fitoterapica raccomandabile.
European Medicines Agency, Assessment Report on Artemisia absinthium L. herba, 2020
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume Two, 2002
American Herbal Pharmacopoeia, Wormwood Aerial Parts Artemisia absinthium Standards of Analysis Quality Control and Therapeutics, 2007
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 2001
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, Drogen A-D, 1992
Jonathan Harnum, Absinthe History in a Bottle, 2012
T. A. G. Noël, Absinthe and Artemisia absinthium A Historical and Scientific Review, 2001
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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Il miele di assenzio è raro e prodotto solo in aree con abbondante presenza spontanea della pianta (es. zone aride mediterranee o balcaniche).
DROGHE ATTIVE SULLO STOMACO (EUPEPTICHE)
Sono quelle che aumentano la quantità di succo gastrico e prendono il nome generale di 'eupeptici' o, più volgarmente, di aperitivi, digestivi, stomachici.
Esse influenzano la secrezione cloropeptica in base a diversi meccanismi d'azione:
A) Eupeptici a meccanismo nervoso riflesso o amari puri: rappresentati da quelle droghe che agiscono su terminazioni nervose lontane dallo stomaco (palato e lingua). Qui la secrezione è stimolata da semplice contatto dei recettori gustativi che, attraverso i nervi vaghi, determinano aumento della secrezione salivare, dei succhi gastrici e dalla mtilità del tubo digerente (Genziana, Quassio, Trifoglio fibrino, Centaurea minore).
B) Eupeptici a meccanismo nervoso centrale: hanno azione parasimpaticomimetica ovvero stimolano il sistema parasimpatico determinando un aumento di tutte le secrezioni, compresa quella gastrica. Tuttavia non vengono usate per questo scopo a causa dei loro effetti collaterali.
C) Eupeptici a meccanismo diretto: giunte allo stomaco stimolano direttamente la mucosa gastrica per via chimica o fisica. Le sostanze a meccanismo chimico determinano abbondante formazione di gastrina (succhi, brodi e polveri di carne opportunamente sgrassati). Le sostanze a meccanismo fisico, invece, stimolano direttamente le ghiandole gastriche o iperemizzano la mucosa (gran parte delle piante con odore e sapore intenso come Aglio, Salvia, Rosmarino, ecc.; alcuni amari aromatici contenenti essenze irritanti).
Le caratteristiche eupeptiche degli amari vengono esaltate per una gradazione alcolica inferiore ai 25¦.
D) Eupeptici a meccanismo misto: sommano meccanismi diretti e riflessi provocati dalle loro caratteristiche organolettiche.
Infine, in base alla natura chimica dei principi attivi contenuti nelle droghe eupeptiche possiamo suddividerle in: - AMARI PURI se contengono solo principi amari (Genziana, Quassia, Centaurea, Trifoglio fibrino);
- AMARI ALCALOIDEI se contengono alcaloidi di sapore amaro (China, Noce vomica, Fava di St. Ignazio);
- AMARI AROMATICI se contengono principi amari e oli essenziali (Angelica, Arancio amaro, Assenzio, Calamo aromatico, Luppolo, Ruta, Condurango, Cascarilla);
- AMARI MUCILLAGINOSI se contengono principi amari e forti quantità di mucillagini (Colombo, Lichene islandico);
- AMARI SALINI se contengono principi amari a cui si associano elevate quantità di sali (Cardo benedetto, Cicoria, Tarassaco).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Artemisia absinthium è una delle piante medicinali più antiche della tradizione euroasiatica. Il suo impiego è documentato nell'antico Egitto, dove compare già nel Papiro Ebers, uno dei più importanti testi medici del II millennio a.C.
Il nome del genere Artemisia viene tradizionalmente collegato ad Artemide, dea greca della natura e della salute, oppure alla regina Artemisia II di Caria, nota per il suo interesse verso le piante medicinali.
L'epiteto specifico absinthium deriva dal greco apsínthion, termine che indicava le piante dal sapore estremamente amaro. L'assenzio è infatti considerato una delle droghe vegetali più amare conosciute.
Nella Bibbia l'assenzio compare più volte come simbolo di amarezza, sofferenza e castigo. Il termine è stato tradotto in molte lingue mantenendo il significato metaforico di qualcosa di estremamente amaro.
Nella medicina greca e romana fu descritto da Ippocrate, Dioscoride, Plinio il Vecchio e Galeno, che ne raccomandavano l'impiego soprattutto per favorire digestione e appetito.
Durante il Medioevo europeo l'assenzio era coltivato nei giardini dei monasteri come pianta medicinale e aromatica. Era inoltre utilizzato per allontanare insetti e parassiti domestici.
La pianta è stata per secoli impiegata come conservante naturale di alimenti e bevande grazie alle sue proprietà aromatiche e alla presenza di composti biologicamente attivi.
Tra il XIX e l'inizio del XX secolo divenne celebre per essere l'ingrediente principale dell'assenzio, la bevanda alcolica nota come "fata verde", particolarmente popolare tra artisti e letterati francesi.
Numerosi personaggi storici e culturali, tra cui Vincent van Gogh, Henri de Toulouse-Lautrec, Paul Verlaine, Arthur Rimbaud ed Ernest Hemingway, sono stati associati al consumo di assenzio, contribuendo alla fama quasi leggendaria della pianta.
Per lungo tempo gli effetti neuropsichici attribuiti all'assenzio furono considerati dovuti principalmente al tujone contenuto nella pianta. Studi moderni hanno mostrato che molti dei problemi storicamente descritti erano probabilmente correlati soprattutto all'elevatissimo contenuto alcolico delle preparazioni dell'epoca.
In passato l'assenzio era utilizzato anche come repellente per insetti nei granai e nelle abitazioni. Mazzetti della pianta venivano appesi vicino alle derrate alimentari per scoraggiare l'insediamento di parassiti.
La caratteristica colorazione grigio-argentea delle foglie è dovuta a una fitta copertura di peli che protegge la pianta dall'eccessiva perdita d'acqua e dall'intensa insolazione.
L'assenzio è una specie estremamente resistente alla siccità e può prosperare su terreni poveri, sassosi e fortemente drenati, caratteristica che ne ha favorito la diffusione in molte regioni temperate del mondo.
Il suo aroma intenso e il sapore fortemente amaro hanno reso Artemisia absinthium una delle specie vegetali più riconoscibili e culturalmente influenti nella storia della fitoterapia europea.