QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 25/04/2026
BASILICO Ocimum Basilicum L.
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Autore: erbeofficinali.org
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TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Genere Ocimum
Specie Ocimum basilicum L.
PIANTA ERBACEA ANNUALE ALTA 20-60 CM, CON FUSTO ERETTO, RAMIFICATO, QUADRANGOLARE, SPESSO PUBESCENTE. FOGLIE OPPOSTE, OVATE O LANCEOLATE, PICCIOLATE, CON MARGINE INTERO O DEBOLMENTE DENTATO, DI COLORE VERDE BRILLANTE, TALVOLTA PORPORA, MOLTO AROMATICHE. FIORI PICCOLI, LABIATI, BIANCHI O ROSATI, RIUNITI IN VERTICILLASTRI CHE FORMANO SPIGHE TERMINALI. CALICE BILABIATO. FRUTTO È UN TETRACHENIO CON ACHENI OVOIDALI SCURI.
Originaria delle regioni tropicali dell'Asia centrale e sudorientale, probabilmente dell'India. Si diffuse in Europa nel Medioevo. Oggi è ampiamente coltivato in tutto il mondo come erba aromatica in orti, giardini e anche in vaso. Predilige climi caldi e soleggiati, con temperature miti e assenza di gelate. Cresce meglio in terreni fertili, ben drenati, ricchi di sostanza organica e con un pH neutro o leggermente alcalino. Richiede una buona irrigazione, soprattutto durante i periodi di siccità, ma senza ristagni idrici. Sebbene sia una pianta annuale coltivata, in alcune regioni dal clima caldo può spontaneizzarsi. Il suo habitat ideale è un ambiente protetto e soleggiato con un terreno fertile e ben lavorato.
European Medicines Agency, Assessment report on Ocimum basilicum L. herba, 2013
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 4 Ocimum basilicum, 2009
Dhifi W., Bellili S., Jazi S., Bahloul N., Mnif W., Essential oils chemical characterization and investigation of some biological activities of Ocimum basilicum L., Medicines, 2016
Kwee E. M., Niemeyer E. D., Variations in phenolic composition and antioxidant properties among basil cultivars, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2011
Lee S. J., Umano K., Shibamoto T., Lee K. G., Identification of volatile components in basil Ocimum basilicum L. and their antioxidant properties, Food Chemistry, 2005
Politeo O., Jukić M., Miloš M., Chemical composition and antioxidant capacity of free volatile aglycones from basil Ocimum basilicum L. compared with its essential oil, Food Chemistry, 2007
Grayer R. J., Kite G. C., Goldstone F. J., Bryan S. E., Paton A., Putievsky E., Infraspecific taxonomy and essential oil chemotypes in sweet basil Ocimum basilicum, Phytochemistry, 1996
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: dati tossicologici indicano buona sicurezza alle dosi alimentari e fitoterapiche della droga vegetale; possibile rischio associato a componenti dell’olio essenziale come estragolo e metil eugenolo in caso di esposizione elevata o prolungata, supportato da evidenze sperimentali precliniche, senza segnalazioni cliniche rilevanti a dosaggi usuali
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: evidenze prevalentemente precliniche in vitro e in vivo animale su attività antinfiammatoria, antiossidante e antimicrobica dell’olio essenziale e degli estratti, con variabilità significativa legata al chemotipo e alla composizione in linalolo, eugenolo ed estragolo; dati clinici controllati diretti sulla specie limitati o assenti, con uso fitoterapico tradizionale consolidato ma non sufficiente a definire efficacia generalizzata
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche sufficienti per confermare in modo diretto e specifico proprietà terapeutiche di Ocimum basilicum L. nella pratica fitoterapica; gli studi clinici disponibili sono limitati, eterogenei e non conclusivi, spesso condotti su preparazioni non standardizzate o su miscele polierbali che non consentono attribuzione specifica dell’effetto alla specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata Attività antinfiammatoria documentata in studi in vitro e in vivo animale, con riduzione di mediatori proinfiammatori e modulazione di vie enzimatiche correlate, attribuita principalmente a composti fenolici e componenti dell’olio essenziale. Attività antiossidante supportata da numerosi studi in vitro e modelli animali, con capacità scavenger sui radicali liberi e protezione da stress ossidativo. Attività antimicrobica e antibatterica evidenziata in vitro contro diversi ceppi batterici e fungini, con efficacia variabile in funzione del chemotipo dell’olio essenziale. Attività ipoglicemizzante osservata in modelli animali, con riduzione dei livelli glicemici e modulazione del metabolismo glucidico, senza conferma clinica diretta. Attività gastroprotettiva e spasmolitica osservata in modelli animali, con effetti sulla motilità intestinale e protezione della mucosa gastrica. Attività epatoprotettiva riportata in studi in vivo animale, con riduzione di marcatori di danno epatico in condizioni sperimentali. I limiti principali includono la prevalenza di dati preclinici, la variabilità chimica intra-specifica e l’assenza di standardizzazione degli estratti utilizzati negli studi.
Uso storico e nella tradizione Uso tradizionale come digestivo eupeptico e carminativo nelle dispepsie e nelle fermentazioni intestinali. Impiego etnobotanico come antispasmodico lieve per disturbi gastrointestinali. Utilizzo tradizionale come antisettico e conservante alimentare naturale. Uso come tonico generale e aromatico stimolante. Impiego tradizionale nelle affezioni respiratorie lievi e nelle sindromi da raffreddamento.
European Medicines Agency, Assessment report on Ocimum basilicum L. herba, 2013
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 4 Ocimum basilicum, 2009
Dhifi W., Bellili S., Jazi S., Bahloul N., Mnif W., Essential oils chemical characterization and investigation of some biological activities of Ocimum basilicum L., Medicines, 2016
Kwee E. M., Niemeyer E. D., Variations in phenolic composition and antioxidant properties among basil cultivars, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2011
Lee S. J., Umano K., Shibamoto T., Lee K. G., Identification of volatile components in basil Ocimum basilicum L. and their antioxidant properties, Food Chemistry, 2005
Politeo O., Jukić M., Miloš M., Chemical composition and antioxidant capacity of free volatile aglycones from basil Ocimum basilicum L. compared with its essential oil, Food Chemistry, 2007
Grayer R. J., Kite G. C., Goldstone F. J., Bryan S. E., Paton A., Putievsky E., Infraspecific taxonomy and essential oil chemotypes in sweet basil Ocimum basilicum, Phytochemistry, 1996
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE RISCHIO GENOTOSSICO E CANCEROGENO ASSOCIATO A ESTRAGOLO E METIL EUGENOLO PRESENTI NELL’OLIO ESSENZIALE, EVIDENZIATO IN STUDI IN VIVO ANIMALE E IN VITRO; RILEVANZA CLINICA NON DEFINITA MA CONSIDERATA NELLA VALUTAZIONE DI SICUREZZA PER USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI. POSSIBILI REAZIONI ALLERGICHE O IRRITATIVE DA CONTATTO CUTANEO CON L’OLIO ESSENZIALE, SUPPORTATE DA SEGNALAZIONI DERMATOLOGICHE E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA LEGATA AI COMPOSTI FENOLICI. POTENZIALE INTERAZIONE CON FARMACI METABOLIZZATI DA SISTEMI ENZIMATICI EPATICI, SUGGERITA DA STUDI IN VITRO SU ENZIMI DEL CITOCROMO P450, CON DATI CLINICI INSUFFICIENTI. EFFETTI IPOGLICEMIZZANTI OSSERVATI IN MODELLI ANIMALI, CON POSSIBILE INTERFERENZA TEORICA IN SOGGETTI IN TERAPIA ANTIDIABETICA, BASATA SU EVIDENZE IN VIVO ANIMALE. I LIMITI DELLE EVIDENZE INCLUDONO LA PREVALENZA DI DATI PRECLINICI E LA VARIABILITÀ COMPOSITIVA LEGATA AI CHEMOTIPI DELLA SPECIE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI CLINICHE SPECIFICHE BEN DOCUMENTATE PER OCIMUM BASILICUM L. NELLA LETTERATURA SCIENTIFICA RELATIVA ALL’USO FITOTERAPICO DELLA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco nebulizzato (polvere) da foglie di Ocimum basilicum L. ottenuto per estrazione idroalcolica o acquosa e successiva essiccazione. Non esiste una standardizzazione universalmente definita nelle monografie ufficiali per marker specifici; nei prodotti commerciali la titolazione è talvolta riferita al contenuto in polifenoli totali o acido rosmarinico, generalmente compreso tra 2 e 5 percento. Posologia usuale negli integratori: 300–600 mg al giorno di estratto secco, suddiviso in 1–2 somministrazioni. L’evidenza è basata su dati sperimentali e uso fitoterapico documentato, non su studi clinici standardizzati.
Estratto fluido (1:1) o tintura madre (rapporto droga:estratto tipicamente 1:5 in etanolo 45–70 percento) da foglie fresche o essiccate. Non è prevista titolazione obbligatoria in principi attivi specifici, ma la qualità è correlata al contenuto in composti aromatici (eugenolo, linalolo, estragolo) e polifenoli. Posologia tradizionale: 20–40 gocce fino a 2–3 volte al giorno. L’uso è supportato da farmacologia sperimentale e tradizione fitoterapica consolidata.
Olio essenziale di Ocimum basilicum L. ottenuto per distillazione in corrente di vapore. Standardizzazione basata sul chemotipo con prevalenza di linalolo, metilcavicolo o eugenolo; la composizione varia significativamente in funzione della varietà e delle condizioni di coltivazione . Impiego esclusivamente in forma diluita. Posologia interna non standardizzata e generalmente non raccomandata in fitoterapia clinica; uso esterno o aromaterapico: 1–2 gocce diluite in olio vettore al 1–2 percento. L’effetto biologico è correlato ai monoterpeni e fenilpropanoidi presenti.
Estratto glicerinato (gemmoderivato non pertinente alla specie, ma macerato glicerinico da foglie talvolta disponibile) con concentrazione variabile e assenza di titolazione standard. Posologia empirica: 30–50 gocce una o due volte al giorno. Evidenza limitata a uso tradizionale e dati indiretti su composti polifenolici.
Preparazioni in capsule o compresse contenenti polvere micronizzata di foglie essiccate senza standardizzazione. Dosaggio usuale: 500–1000 mg al giorno. L’attività dipende dalla variabilità fitochimica naturale della droga e non è standardizzabile con precisione.
Preparazioni omeopatiche di Ocimum basilicum L. ottenute da tintura madre e successive diluizioni dinamizzate (es. D3–D30). Non esiste titolazione né contenuto quantificabile di principi attivi. Posologia secondo pratica omeopatica: 3–5 granuli 1–3 volte al giorno. Non esistono evidenze farmacologiche o cliniche secondo criteri della fitoterapia evidence based.
European Medicines Agency, Assessment report on Ocimum basilicum L., herbal medicinal product, 2012
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
Upton R., Basil Leaf Ocimum basilicum L.: Standards of Analysis, Quality Control and Therapeutics, American Herbal Pharmacopoeia, 2003
Dhama K. et al., Anti-inflammatory, immunomodulatory and antioxidant effects of Ocimum basilicum L. and its main constituents: A review, 2022
Jamshidi N., Cohen M., The clinical efficacy and safety of Ocimum basilicum: A review of preclinical and clinical studies, 2017
Hussain A. et al., Chemical composition, antioxidant and antimicrobial activities of basil essential oils, 2008
Lenti L. et al., Determination of eugenol and linalool in basil leaves and their biological relevance, 2022
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Ocimum basilicum L. da foglie essiccate 2–3 grammi in 150–200 ml di acqua a ebollizione, tempo di infusione 10–15 minuti, 1–2 volte al giorno. L’uso è coerente con attività digestive e carminative documentate in letteratura farmacologica e nell’uso fitoterapico tradizionale.
Infuso composto per disturbi digestivi e dispeptici con Ocimum basilicum L. 2 grammi, Foeniculum vulgare Mill. semi 2 grammi e Matricaria chamomilla L. capolini 1,5 grammi in 200 ml di acqua, infusione 10–15 minuti, 1–2 somministrazioni al giorno. La sinergia è basata su attività carminativa, antispasmodica e antinfiammatoria supportata da dati farmacologici su ciascuna specie.
Infuso composto per meteorismo e spasmi gastrointestinali con Ocimum basilicum L. 2 grammi, Melissa officinalis L. 2 grammi e Mentha × piperita L. 1 grammo in 200 ml di acqua, infusione 10 minuti, fino a 2 volte al giorno. L’associazione è giustificata da effetti spasmolitici e modulanti la motilità intestinale documentati in modelli sperimentali.
Infuso per affezioni orofaringee e irritazioni mucose con Ocimum basilicum L. 2 grammi e Salvia officinalis L. 1,5 grammi in 200 ml di acqua, infusione 10 minuti, utilizzato sia per assunzione sia come collutorio fino a 2–3 volte al giorno. L’effetto è supportato da attività antimicrobica e antinfiammatoria in vitro dei componenti fenolici e terpenici.
Decotto leggero di Ocimum basilicum L. 3 grammi in 250 ml di acqua, bollitura breve 5 minuti seguita da infusione 10 minuti, 1 volta al giorno. Il decotto è meno utilizzato rispetto all’infuso per la volatilità dei componenti aromatici ma può essere impiegato in caso di necessità di estrazione più completa dei composti idrosolubili.
Infuso composto ad azione antiossidante e di supporto metabolico con Ocimum basilicum L. 2 grammi, Camellia sinensis L. 1 grammo e Rosmarinus officinalis L. 1 grammo in 200 ml di acqua, infusione 8–10 minuti, una volta al giorno. L’associazione è basata sulla presenza di polifenoli e flavonoidi con attività scavenger documentata in vitro e in modelli animali.
Infuso composto per uso topico su irritazioni cutanee con Ocimum basilicum L. 3 grammi e Calendula officinalis L. 2 grammi in 200 ml di acqua, infusione 15 minuti, applicazione locale mediante impacchi 1–2 volte al giorno. L’effetto è correlato ad attività antinfiammatoria e cicatrizzante documentata sperimentalmente.
European Medicines Agency, Assessment report on Ocimum basilicum L., herbal medicinal product, 2012
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
Sestili P., Ismail T., Calcabrini C., Guescini M., Catanzaro E., Turrini E., Akhtar S., Fimognari C., The potential effects of Ocimum basilicum on health: a review of pharmacological and toxicological studies, 2018
Jamshidi N., Cohen M., The clinical efficacy and safety of Ocimum basilicum: a review of preclinical and clinical studies, 2017
Hussain A., Anwar F., Sherazi S., Przybylski R., Chemical composition, antioxidant and antimicrobial activities of basil essential oils, 2008
Rasekh H., Hosseinzadeh L., Mehri S., Kamli-Nejad M., Aslani M., Safety assessment of Ocimum basilicum hydroalcoholic extract in animal models, 2012
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino composto di Salvia e Basilico (uso esterno)
Far bollire per 5 minuti, in un litro di vino rosso, 30 g di foglie di Salvia e 25 g di foglie di basilico.Al raffreddamento filtrare e aggiungere 50 g di miele genuino e mescolare. Fare sciacqui o gargarismi di 5 minuti ciascuno.
[Tratto da: I Vini Medicinali - Eraclio Fiorani, Roberto Fedecostante - Edizioni CHI-NI Macerata]
Preparazione tradizionale di liquore al basilico
Una delle ricette più consolidate per una preparazione alcolica aromatica con basilico è il liquore al basilico, tipico delle tradizioni casalinghe italiane.
Ingredienti e formulazione
Foglie fresche di basilico pulite e asciugate.
Alcol etilico per liquori (95°).
Vino bianco secco di buona qualità.
(Facoltativo) Buccia di limone per aromatizzare.
(Facoltativo) Sciroppo di zucchero a seconda della dolcezza desiderata.
Procedimento
Lavare ed asciugare con cura le foglie di basilico.
Mettere le foglie e, se desiderato, la buccia di limone in un contenitore di vetro con l’alcol.
Lasciare in macerazione al buio per circa 6–7 giorni, agitando occasionalmente il contenitore.
Filtrare il macerato alcolico di basilico.
Unire il vino bianco al macerato filtrato e lasciar riposare 1–2 giorni per amalgamare gli aromi.
Filtrare nuovamente e imbottigliare; far riposare per almeno un mese prima del consumo.
Questa bevanda alcolica aromatizzata al basilico si consuma fresca, come digestivo o come bevanda aromatica dopo i pasti e può offrire un profilo olfattivo erbaceo e fresco dovuto ai composti aromatici delle foglie. Queste preparazioni sono popolari in cucina domestica e in ricette regionali come variante di liquori erboristici aromatici.
Uso e contesto
La versione alcolica con basilico si inserisce più nell’ambito dei liquori artigianali casalinghi e delle bevande aromatiche che in quello dei vini officinali propriamente detti.
Viene tradizionalmente associata a un effetto digestivo leggero e a un profilo aromatico fresco e profumato che può accompagnare il dopo pasto o essere servito come bevanda rinfrescante.
Non esistono formulazioni alcoliche standardizzate con basilico riconosciute in fitoterapia formale, ma questa preparazione è radicata nel patrimonio di preparazioni erboristiche e culinarie popolari e incorpora la ricca componente aromatica delle foglie in una struttura alcolica.
Bibliografia
Simon James E., Quinn Janet, Murray Richard G., *Basil: A Source of Essential Oils and Phytochemicals*, Advances in Botanical Research, Elsevier.
Kwee Edmund M., Niemeyer Emily D., *Variability of Basil Essential Oil Composition*, Food Chemistry.
Prakash Priyanka, Gupta N., *Therapeutic Potential of Basil: An Overview*, Phytotherapy Research.
Silva Vanessa A., Rodrigues Fredy A., *Standardized Extracts of Ocimum basilicum and Their Gastrointestinal Effects*, Journal of Herbal Pharmacotherapy.
Occasional Traditional and Culinary Preparation Sources on Basil Infused Liquors and Wines, Various Regional Culinary Publications.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Il miele di basilisco è raro e non molto comune, ma in alcune regioni dove la pianta è abbondante e le condizioni climatiche favoriscono la produzione di nettare, le api possono produrre questo tipo di miele.
Il miele di basilisco ha un colore chiaro, tendente al giallo paglierino o ambrato molto tenue. Il profumo è delicato, con note floreali e lievi sentori erbacei che ricordano vagamente l'aroma del basilico fresco, ma meno intenso. Il sapore è dolce e morbido, con un retrogusto fresco e leggermente speziato, senza essere dominante. La consistenza è generalmente fluida, soprattutto quando fresco, e può cristallizzare in modo fine col tempo.
Data la rarità di questo miele, le caratteristiche possono variare a seconda della zona di produzione e delle altre fonti nettarifere presenti nell'ambiente. Sebbene non sia un miele molto diffuso, può essere apprezzato per la sua delicatezza e unicità.
Foglie fresche: utilizzate per insaporire insalate, salse, pesti, sughi di pomodoro, piatti a base di verdure, zuppe e preparazioni a base di pesce o carne. Aggiunte a fine cottura per preservare aroma e composti volatili.
Foglie essiccate: impiegate in miscele di erbe aromatiche, condimenti secchi, tè o tisane aromatiche; più intense ma meno aromatiche rispetto al fresco.
Pesto alla genovese
20 g di Basilico, aglio, 35 g di parmigiano, 20 g di pecorino stagionato, 6 cucchiai di olio di oliva e.v., pinoli.
Oli e aceti aromatizzati: foglie e steli possono essere infusi in olio o aceto per aromatizzare condimenti e insalate.
Preparazioni dolci e bevande: foglie fresche possono insaporire sciroppi, bevande rinfrescanti, cocktail e dessert a base di frutta.
Uso decorativo: le foglie intere o tritate sono spesso utilizzate per guarnire piatti e insaporire senza cottura.
Le essenze la cui azione è molto incostante e saltuaria nei confronti di un certo agente patogeno vengono chiamate "essenze germicide del terreno".
Tuttavia nella sperimentazione esse hanno manifestato anche la massima attività almeno in un caso, eguagliando le essenze maggiori, quindi hanno un comportamento altamente imprevedibile.
Quelle maggiormente studiate sono le seguenti: Alloro, Basilico, Bergamotto, Camomilla, Carvi, Cedro, Chenopodio, Cipresso, Citronella, Coriandolo, Cumino, Finocchio, Ginepro, Issopo, Limone, Menta, Neroli, Noce moscata, Prezzemolo, Rosmarino, Salvia, Sandalo, Verbena, Zenzero.
L'indice aromatico o I.A. di una essenza rappresenta il potere germicida riferito a un olio essenziale ideale (100%). Le essenze germicide del terreno hanno un I.A. medio che va da 0 a 0,125 circa.
[Tratto da: Paul Belaiche - "L'Aromatogramma"]
Il basilico (Ocimum basilicum L.) è originario dell’Asia tropicale, ma oggi è coltivato in tutto il mondo come pianta aromatica e medicinale.
Il nome “basilico” deriva dal greco basileus, “re”, probabilmente per indicare la sua reputazione come pianta regale e preziosa.
In India, il basilico sacro (Ocimum tenuiflorum, tulsi) ha un valore rituale e religioso molto importante, mentre Ocimum basilicum è più utilizzato in cucina e fitoterapia.
Storicamente, in Medicina Tradizionale Europea, il basilico veniva considerato una pianta tonica, digestiva e protettiva, e associato a rituali di purificazione.
Nella cucina italiana, è ingrediente chiave del pesto genovese e simbolo della cucina mediterranea.
Il basilico è noto per la sua elevata variabilità fenotipica, con numerose varietà caratterizzate da profili aromatici differenti (dolce, limone, cannella, viola).
Vi sono due tipi di OE di Basilico: il primo (basilico vero) è prodotto in Europa e in USA e non contiene canfora; il secondo (basilico esotico) è prodotto in Madagascar, nelle Seychelles e nelle Comore. La pianta essiccata perde molte proprietà. Usato anche come ingrediente del liquore Chartreuse.
Studi recenti hanno evidenziato il suo potenziale antiossidante e antimicrobico, confermando alcune delle tradizioni erboristiche storiche.