ARBUSTO LEGNOSO FINO A 4 M, PUBESCENTE, FORTEMENTE AROMATICO CON FOGLIE SEMPLICI ALTERNATE LUNGHE DA 7 A 20 CM A MARGINE DENTATO. INFIORESCENZE A PANNOCCHIE RAMIFICATE CON FIORI GIALLI, CAPOLINI COMPOSTI DA DUE TIPI DI FIORI: I PERIFERICI PIÙ NUMEROSI CON COROLLA TUBULARE ED I CENTRALI DI DIMENSIONI PIÙ GRANDI CON COROLLA A CAMPANULA. IL FRUTTO È UN ACHENIO
Arbusto aromatico nativo di un'ampia area che comprende l'Asia meridionale, il Sud-est asiatico e l'Australia settentrionale. Si trova comunemente in habitat disturbati, come bordi stradali, terreni incolti, pascoli, foreste secondarie e radure, spesso in zone umide o moderatamente umide. Cresce in una varietà di tipi di suolo, dal livello del mare fino a circa 1300 metri di altitudine. La sua adattabilità a diverse condizioni ambientali e la sua capacità di colonizzare rapidamente aree disturbate contribuiscono alla sua ampia distribuzione.
Pang Yuxia, Wang Dongmei, Fan Zhenzhen, Phytochemistry and Pharmacological Activities of Blumea balsamifera, 2014
Ruangrungsi Nijsiri, Tappayuthpijarn Pichai, Medicinal Plant Resources of Thailand, 2000
Saewan Nuntawan, Jimtaisong Apira, Natural Products from Blumea balsamifera A Review, 2013
Chen Mingliang, Qin Jinsong, Pang Xiaoli, Chemical Composition and Biological Activity of the Essential Oil of Blumea balsamifera, 2010
Zhang Xiaoqin, Ye Wenyi, Chemical Constituents and Pharmacological Activities of Blumea balsamifera, 2018
Trease George Edward, Evans William Charles, Pharmacognosy, 2009
World Health Organization Regional Office for the Western Pacific, Medicinal Plants in Viet Nam, 1990
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: Gli studi tossicologici disponibili e l'ampio impiego tradizionale indicano una buona tollerabilità della specie alle dosi fitoterapiche comunemente utilizzate. Gli studi sperimentali non hanno evidenziato tossicità acuta rilevante alle dosi terapeutiche abituali. Sono possibili effetti indesiderati lievi e non specifici a carico dell'apparato gastrointestinale o reazioni individuali di ipersensibilità. Le evidenze derivano da studi tossicologici in vivo, osservazioni cliniche e uso etnomedicinale documentato.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: La specie dispone di un ampio uso fitoterapico tradizionale documentato in Asia ed è supportata da numerosi studi in vivo e in vitro che hanno evidenziato attività antinfiammatorie, cicatrizzanti, antimicrobiche, antiossidanti, nefroprotettive e urologiche. Sono inoltre disponibili alcuni studi clinici e osservazionali, soprattutto relativi a preparazioni tradizionali e all'impiego in ambito urologico e post-partum, ma il numero e la qualità metodologica delle evidenze cliniche non sono sufficienti per attribuire una classificazione di conferma clinica generale.
Confermate da studi scientifici e clinici
Sono disponibili alcuni studi clinici e osservazionali relativi all'impiego di Blumea balsamifera in specifici contesti clinici, in particolare nell'urolitiasi e nel periodo post-partum, prevalentemente condotti in Asia. Tuttavia le evidenze cliniche risultano limitate per numerosità, qualità metodologica e riproducibilità indipendente. Non sono disponibili meta-analisi o revisioni sistematiche di elevata qualità che consentano di confermare in modo definitivo specifiche indicazioni terapeutiche della specie secondo criteri rigorosi di medicina basata sulle evidenze.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria. Supportata da numerosi studi in vitro e in vivo che hanno evidenziato riduzione di mediatori infiammatori e attività antiedemigena. Le evidenze cliniche risultano ancora limitate.
Attività antimicrobica e antisettica. Supportata da studi in vitro sull'olio essenziale e sugli estratti fogliari nei confronti di batteri e funghi sensibili. La rilevanza clinica necessita di ulteriori conferme.
Attività antiossidante. Supportata da studi in vitro e da modelli animali che hanno evidenziato capacità di neutralizzazione di specie reattive dell'ossigeno e protezione dallo stress ossidativo.
Attività cicatrizzante. Supportata da studi animali e da osservazioni tradizionali documentate che mostrano accelerazione dei processi riparativi tissutali.
Attività diuretica. Supportata da studi in vivo e dall'uso fitoterapico consolidato in numerose tradizioni mediche asiatiche.
Attività nefroprotettiva e urologica. Supportata da studi sperimentali e da dati clinici preliminari relativi all'eliminazione di calcoli urinari e al supporto della funzionalità urinaria. Le evidenze cliniche risultano promettenti ma non definitive.
Attività epatoprotettiva. Supportata da studi animali e da dati sperimentali che hanno evidenziato effetti protettivi nei confronti di modelli di danno epatico.
Attività analgesica. Supportata da studi farmacologici in vivo che hanno evidenziato riduzione della risposta nocicettiva in modelli animali.
Attività antipiretica. Supportata da studi animali e da impiego fitoterapico tradizionale documentato.
Attività nelle infezioni delle vie urinarie. Supportata da uso tradizionale consolidato e da dati sperimentali coerenti con le attività antimicrobiche e diuretiche osservate.
Le evidenze disponibili derivano principalmente da studi in vitro, studi animali, osservazioni cliniche e revisioni etnofarmacologiche. Per la maggior parte delle indicazioni mancano conferme cliniche definitive.
Uso storico e nella tradizione
Calcolosi urinaria.
Disturbi urinari.
Infezioni delle vie urinarie.
Edemi.
Febbre.
Raffreddore.
Influenza.
Tosse.
Bronchite.
Dolori muscolari e articolari.
Ferite.
Ustioni.
Lesioni cutanee.
Cura post-partum.
Bagni medicinali tradizionali post-partum.
Reumatismi.
Disturbi gastrointestinali minori.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Pang Yuxia, Wang Dongmei, Fan Zhenzhen, Phytochemistry and Pharmacological Activities of Blumea balsamifera, 2014
Saewan Nuntawan, Jimtaisong Apira, Natural Products from Blumea balsamifera A Review, 2013
Zhang Xiaoqin, Ye Wenyi, Chemical Constituents and Pharmacological Activities of Blumea balsamifera, 2018
Chen Mingliang, Qin Jinsong, Pang Xiaoli, Chemical Composition and Biological Activity of the Essential Oil of Blumea balsamifera, 2010
Ruangrungsi Nijsiri, Tappayuthpijarn Pichai, Medicinal Plant Resources of Thailand, 2000
World Health Organization Regional Office for the Western Pacific, Medicinal Plants in Viet Nam, 1990
Xu Jin, Pang Xiaoli, Ethnopharmacology and Modern Research Progress of Blumea balsamifera, 2016
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L'OLIO ESSENZIALE E GLI ESTRATTI RICCHI IN COMPOSTI TERPENICI DEVONO ESSERE UTILIZZATI NEL RISPETTO DELLE DOSI TRADIZIONALI E SPERIMENTALI DOCUMENTATE; EVIDENZA DERIVATA DA STUDI TOSSICOLOGICI E FARMACOLOGICI SULLA SPECIE.
L'ATTIVITÀ DIURETICA OSSERVATA IN STUDI IN VIVO E DOCUMENTATA NELL'USO TRADIZIONALE SUGGERISCE CAUTELA NEI SOGGETTI CON ALTERAZIONI DELL'EQUILIBRIO IDROELETTROLITICO; EVIDENZA PRECLINICA E FITOTERAPICA DOCUMENTATA.
L'ATTIVITÀ UTERINA E L'IMPIEGO TRADIZIONALE NEL PERIODO POST-PARTUM SUGGERISCONO CAUTELA NELL'USO DURANTE LA GRAVIDANZA IN ASSENZA DI ADEGUATI DATI CLINICI DI SICUREZZA; EVIDENZA ETNOFARMACOLOGICA, FARMACOLOGICA E SPERIMENTALE.
GLI EFFETTI FARMACOLOGICI DOCUMENTATI POSSONO VARIARE SIGNIFICATIVAMENTE IN FUNZIONE DELLA PROVENIENZA GEOGRAFICA DELLA DROGA, DELLA COMPOSIZIONE DELL'OLIO ESSENZIALE E DEL METODO ESTRATTIVO UTILIZZATO; EVIDENZA DERIVATA DA STUDI FITOCHIMICI E FARMACOLOGICI COMPARATIVI.
LE EVIDENZE CLINICHE CONTROLLATE DISPONIBILI SONO LIMITATE E GRAN PARTE DELLE INFORMAZIONI DI SICUREZZA DERIVA DA STUDI IN VITRO, STUDI ANIMALI, OSSERVAZIONI CLINICHE LOCALI E USO TRADIZIONALE DOCUMENTATO; IL LIVELLO COMPLESSIVO DELLE PROVE È PERTANTO MODERATO.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA A BLUMEA BALSAMIFERA O A PREPARAZIONI OTTENUTE DALLA SPECIE, DOCUMENTATA DA SEGNALAZIONI DI REAZIONI ALLERGICHE E DA OSSERVAZIONI CLINICHE RELATIVE ALL'IMPIEGO TRADIZIONALE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Droga polverizzata delle foglie essiccate in capsule o compresse. È la forma tradizionale più diffusa nei Paesi asiatici. Non esistono titolazioni farmacognostiche universalmente accettate né monografie occidentali che definiscano un titolo minimo obbligatorio dei marcatori attivi per uno specifico effetto terapeutico. I dosaggi impiegati negli studi clinici e osservazionali disponibili corrispondono generalmente a 1-3 g di droga essiccata al giorno suddivisi in due o tre somministrazioni.
Estratto secco delle foglie. Utilizzato negli studi riguardanti attività diuretica, urolitica, antinfiammatoria ed epatoprotettiva. Attualmente non risultano standardizzazioni internazionalmente riconosciute con titolo terapeutico minimo validato. Nei preparati commerciali asiatici vengono generalmente impiegati rapporti droga-estratto compresi tra 4:1 e 10:1. Le dosi giornaliere equivalenti alla droga secca risultano generalmente comprese tra 1 e 3 g.
Estratto idroalcolico delle foglie. Utilizzato prevalentemente nella ricerca farmacologica sperimentale per la concentrazione di flavonoidi e componenti terpenici. Non sono disponibili titoli terapeutici ufficialmente validati né dosaggi clinici standardizzati universalmente accettati. L'impiego fitoterapico avviene soprattutto in preparazioni liquide tradizionali asiatiche.
Estratto acquoso delle foglie. È la forma più frequentemente studiata negli studi clinici relativi alla calcolosi urinaria e agli effetti diuretici. Non esiste una titolazione ufficiale richiesta per l'efficacia terapeutica. I dosaggi utilizzati negli studi clinici derivano da quantità di foglie essiccate generalmente comprese tra 2 e 6 g al giorno.
Estratto standardizzato in flavonoidi totali. Alcuni prodotti fitoterapici asiatici riportano una standardizzazione interna in flavonoidi, principalmente basata su blumeatina e composti correlati. Tuttavia non esistono attualmente standard farmacopoeici internazionali che definiscano un contenuto minimo necessario per ottenere effetti terapeutici specifici. Le posologie risultano variabili in funzione del produttore.
Estratto nebulizzato o spray-dried delle foglie. Utilizzato in alcuni integratori e nella ricerca sperimentale per garantire maggiore stabilità dei componenti polifenolici. Mancano titoli terapeutici ufficiali e dosaggi clinicamente validati.
Tintura madre fitoterapica da foglie fresche o essiccate. Presente soprattutto nella tradizione erboristica del Sud-Est asiatico. Non risultano disponibili standardizzazioni universalmente riconosciute né dosaggi clinici sufficientemente validati.
Preparazioni omeopatiche Blumea balsamifera. Sono reperibili principalmente come tintura madre omeopatica e diluizioni quali D3, D6, D12, C5, C9 e C30. Non esistono indicazioni terapeutiche validate secondo i criteri della fitoterapia evidence based e le posologie seguono i protocolli della pratica omeopatica.
Chinese Pharmacopoeia Commission, Pharmacopoeia of the People's Republic of China, 2020
Huang Kai, Zhang Ting, Li Yan e collaboratori, Pharmacological Activities and Phytochemistry of Blumea balsamifera, 2021
Pang Yuxiang, Wang Dongmei, Fan Zhen e collaboratori, Traditional Uses, Phytochemistry and Pharmacological Activities of Blumea balsamifera, 2014
Saewan Narongchai, Jimtaisong Apiwat, Natural Products from Blumea balsamifera and Their Biological Activities, 2015
Xu Pengfei, Su Ziren, Shan Lijuan e collaboratori, Clinical Evaluation of Blumea balsamifera Preparations in Urinary Stone Management, 2014
World Health Organization Regional Office for the Western Pacific, Medicinal Plants in the Republic of Korea and East Asia, 2010
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Blumea balsamifera esistono impieghi tradizionali consolidati e alcuni studi clinici soprattutto nell'ambito urologico, ma le formulazioni polierbali con dosaggi quantitativi rigorosamente validati rimangono limitate. Le composizioni seguenti sono limitate a combinazioni coerenti con la letteratura fitoterapica disponibile e con profili di sicurezza generalmente accettati.
Infuso per supporto urinario tradizionale.
Foglie di Blumea balsamifera 2-3 g.
Acqua 200 mL.
Infondere per 10-15 minuti.
Assumere 2-3 volte al giorno.
Infuso per calcolosi urinaria e drenaggio urinario tradizionale.
Foglie di Blumea balsamifera 2 g.
Foglie di Orthosiphon aristatus 2 g.
Sete di Zea mays 2 g.
Acqua 250 mL.
Infondere per 15 minuti.
Assumere 2 volte al giorno.
Decotto tradizionale per supporto delle vie urinarie.
Foglie di Blumea balsamifera 5 g.
Acqua 300 mL.
Bollire per 10 minuti.
Filtrare e assumere in due somministrazioni giornaliere.
Infuso tradizionale per raffreddore e affezioni respiratorie lievi.
Foglie di Blumea balsamifera 2 g.
Foglie di Vitex negundo 1,5 g.
Radice di Zingiber officinale 1 g.
Acqua 250 mL.
Infondere per 10 minuti.
Assumere fino a 2 volte al giorno.
Infuso tradizionale ad uso post-partum documentato nella medicina popolare del Sud-Est asiatico.
Foglie di Blumea balsamifera 3 g.
Foglie di Pandanus amaryllifolius 1 g.
Acqua 250 mL.
Infondere per 15 minuti.
Assumere una volta al giorno per periodi limitati sotto supervisione professionale.
Preparazione per lavaggi o impacchi cutanei tradizionali.
Foglie di Blumea balsamifera 10 g.
Acqua 500 mL.
Far bollire per 10-15 minuti.
Utilizzare esclusivamente per applicazione esterna dopo raffreddamento e filtrazione.
Pang Yuxia, Wang Dongmei, Fan Zhenzhen, Phytochemistry and Pharmacological Activities of Blumea balsamifera, 2014
Saewan Nuntawan, Jimtaisong Apira, Natural Products from Blumea balsamifera A Review, 2013
Zhang Xiaoqin, Ye Wenyi, Chemical Constituents and Pharmacological Activities of Blumea balsamifera, 2018
World Health Organization Regional Office for the Western Pacific, Medicinal Plants in Viet Nam, 1990
Ruangrungsi Nijsiri, Medicinal Plant Resources of Thailand, 2000
Mills Simon, Bone Kerry, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Barnes Joanne, Anderson Linda A, Phillipson J David, Herbal Medicines, 2007
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Blumea balsamifera è una delle più importanti piante medicinali tradizionali del Sud-Est asiatico e viene utilizzata da secoli nelle medicine popolari di Cina meridionale, Vietnam, Thailandia, Filippine, Malesia e Indonesia.
Nella medicina tradizionale cinese è nota come Ai Na Xiang ed è considerata una delle principali specie aromatiche impiegate per disturbi urinari, condizioni febbrili e recupero post-partum.
Nelle Filippine è conosciuta con il nome di Sambong ed è una delle poche piante medicinali ufficialmente sostenute dai programmi nazionali di fitoterapia e sanità pubblica. È stata inclusa tra le specie promosse dal Dipartimento della Salute filippino per il trattamento tradizionale di specifici disturbi urinari.
La specie è particolarmente apprezzata per il suo elevato contenuto di borneolo naturale. In alcune regioni della Cina le foglie rappresentano una delle principali fonti vegetali utilizzate per l'estrazione di borneolo destinato alla medicina tradizionale e all'industria farmaceutica.
L'aroma intenso delle foglie fresche è dovuto a una miscela complessa di monoterpeni e sesquiterpeni che conferisce alla pianta un odore canforaceo caratteristico facilmente riconoscibile sul campo.
Le foglie vengono spesso raccolte prima della fioritura poiché in questa fase possono contenere concentrazioni più elevate di alcuni componenti aromatici ritenuti di interesse medicinale.
In numerose comunità rurali asiatiche le foglie vengono utilizzate anche per bagni aromatici tradizionali, fumigazioni domestiche e preparazioni impiegate dopo il parto.
Durante il XX secolo la specie è stata oggetto di numerosi programmi di ricerca fitochimica in Cina e nelle Filippine, contribuendo all'identificazione di diversi flavonoidi e terpenoidi successivamente studiati per le loro attività biologiche.
Blumea balsamifera cresce frequentemente in terreni disturbati, aree disboscate, pendii montani e zone recentemente incendiate, comportandosi spesso come specie pioniera capace di colonizzare rapidamente ambienti degradati.
L'epiteto specifico balsamifera significa "portatrice di balsamo" e fa riferimento al caratteristico profumo resinoso e aromatico emanato dalla pianta.
Nonostante la lunga tradizione medicinale e l'ampio impiego etnobotanico, gran parte delle indicazioni terapeutiche storiche rimane ancora oggi supportata soprattutto da studi preclinici e da esperienza tradizionale piuttosto che da solide conferme cliniche moderne.