Centaurea benedicta L., Carbenia benedicta (L.) Arc., Carduus benedictus Brunsf., Carduus benedictus Blak., Calcitrapa laguginosa Lamk., Benedicta officinalis Bernh.
PIANTA ERBACEA ANNUALE, SPINOSA, CON FUSTO ERETTO, RAMIFICATO SUPERIORMENTE, ALTO FINO A 60 CM. LE FOGLIE BASALI FORMANO UNA ROSETTA E SONO OBLANCEOLATE, PROFONDAMENTE LOBATE E SPINOSE AL MARGINE. LE FOGLIE CAULINE SONO ALTERNE, SESSILI, LANCEOLATE E ANCH'ESSE SPINOSE. I FIORI SONO TUTTI TUBULOSI, ERMAFRODITI, DI COLORE GIALLO, RACCOLTI IN CAPOLINI SOLITARI O IN PICCOLI GRUPPI ALL'APICE DEI RAMI. L'INVOLUCRO È FORMATO DA BRATTEE SPINOSE. IL RICETTACOLO È DENSAMENTE SETOLOSO. I FRUTTI SONO ACHENI OBLUNGHI, SORMONTATI DA UN PAPPO FORMATO DA SETOLE PIUMOSE.
Originaria della regione mediterranea, ma ampiamente naturalizzata in molte altre parti d'Europa, Nord Africa, Asia occidentale e Nord America. Cresce tipicamente in luoghi asciutti e soleggiati, come prati aridi, pascoli, bordi di strade, campi abbandonati, aree incolte e terreni disturbati. Predilige suoli ben drenati, spesso calcarei o sassosi, e si adatta a climi temperati e mediterranei. La si può trovare dal livello del mare fino a circa 1700 metri di altitudine. È una pianta che colonizza facilmente terreni poveri e secchi, e la sua diffusione è spesso associata ad attività umane che creano ambienti aperti e disturbati.
Motivazione: L’uso corretto dei frutti e delle parti aeree a dosi terapeutiche previste in fitoterapia è generalmente ben tollerato; possibili disturbi lievi includono nausea o crampi gastrointestinali, considerati effetti secondari leggeri e prevedibili dell’azione amara.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Cnicus benedictus (blessed thistle) è usata tradizionalmente come digestivo stimolante, tonico amaro, promuove secrezioni biliari e stimola l’appetito, e contiene principi attivi come sesquiterpene lattone cnicina, flavonoidi e altri costituenti con attività biologica dimostrata in studi in vitro e in modelli sperimentali (ad es. attività antinfiammatoria, antimicrobica e antinocicettiva in modelli animali), ma mancano studi clinici umani controllati solidi che confermino in modo definitivo indicazioni terapeutiche specifiche.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
European Medicines Agency. Assessment report on Cnicus benedictus L., herba. EMA/HMPC.
Li Y., Wang J., Zhang H. Blessed thistle (*Cnicus benedictus*): pharmacological properties and therapeutic potential. Journal of Ethnopharmacology, 2024.
Ahmadimoghaddam D., et al. Antinociceptive activity of *Cnicus benedictus* leaf extract. Research in Pharmaceutical Sciences, 2020.
Paun G., et al. Chemical and bioactivity evaluation of polyphenolic-rich extracts of *Cnicus benedictus*. Biomedical Research International, 2019.
Estratti fogliari e il costituente cnicin hanno mostrato effetti antinfiammatori e riduzione del dolore in test comportamentali su animali, indicando potenziale uso per disturbi dolorifici ed infiammatori.
Estratti ricchi di composti fenolici (acidi fenolici e flavonoidi) mostrano forte capacità di cattura dei radicali liberi in studi di laboratorio, suggerendo benefici come antiossidanti sistemici.
In modelli animali e cellule umane in vitro, il composto cnicin ha accelerato la crescita degli assoni, suggerendo un potenziale uso nel supporto alla rigenerazione delle fibre nervose.
Alcuni studi indicano che estratti possono mostrare attività contro batteri, sebbene manchino prove cliniche robuste.
La cnicina, un lattone sesquiterpenico amaro, possiede attività antibatterica ed antitumorale.
Estratti metanolici di foglie hanno mostrato capacità di inibire la crescita di cellule tumorali in coltura (linee tumorali), suggerendo potenziale anticancro preliminare ma non ancora confermato clinicamente.
Estratti polifenolici di diverse ecotipi mostrano potenziale attività inibitoria di α‑amilasi e α‑glucosidasi, legata alla gestione glicemica in modelli di laboratorio, suggerendo potenziale fitoterapico per il controllo glicemico
GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLE PIANTE DELLA FAMIGLIA ASTERACEAE, ULCERA GASTRICA ATTIVA, GASTRITE ACUTA, CALCOLI BILIARI SINTOMATICI, DISTURBI GASTROINTESTINALI GRAVI, BAMBINI PICCOLI, USO CONCOMITANTE DI FARMACI ANTIACIDI O INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA SENZA SUPERVISIONE MEDICA
USARE CON CAUTELA IN CASO DI DISTURBI EPATICI O BILIARI PREESISTENTI, ASSUMERE SEMPRE SECONDO DOSAGGI CONSIGLIATI, EVITARE ASSUNZIONE PROLUNGATA SENZA CONTROLLO FITOTERAPICO, MONITORARE POSSIBILI DISTURBI GASTROINTESTINALI LIEVI COME NAUSEA O CRAMPI, NON COMBINARE CON ALTRE ERBE AMARO-STIMOLANTI AD ALTE DOSI SENZA SUPERVISIONE, INTERROMPERE IN CASO DI REAZIONI ALLERGICHE O PEGGIORAMENTO DEI SINTOMI
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIACIDI E INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA
EMETICI
SOSTANZE ALCALINE O ALCALINIZZANTI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Tintura alcolica di Cnicus benedictus: preparazione alcolica ricavata dalle parti aeree essiccate, solitamente in rapporto 1:5 o simile; posologia tipica 3–6 mL, 3 volte al giorno, da assumere preferibilmente prima dei pasti come stimolante digestivo e tonico amaro.
Liquido estratto fluido (estratto 1:1 in 25 % etanolo): estratto standardizzato in alcol e acqua, impiegato per funzioni digestive e stimolo dell’appetito; 1.5–3.0 mL, 3 volte al giorno è il dosaggio utilizzato nelle formulazioni fitoterapiche.
Infuso o decotto della droga essiccata: erba tagliata di Cnicus benedictus (fiori e parti aeree) 1.5–3 g in 150–200 mL di acqua bollente, da bere 1 tazza, 3 volte al giorno, tipicamente 15–30 minuti prima dei pasti per favorire digestione e appetito.
Polvere o compresse di erba standardizzata: formulazioni di erba secca in polvere o compresse, spesso titolate per contenuto di amaro (cnicin o valore di amarezza); posologia 1–2 g al giorno suddivisa in 2–3 assunzioni, come tonico digestivo.
Estratto in gocce non alcolico: preparazioni in glicerina o acqua/glicerina standardizzate, adatte a chi evita alcol; indicazione di dose 30–40 gocce, 2–3 volte al giorno diluite in acqua o tisana.
Queste formulazioni sono utilizzate in fitoterapia principalmente per stimolare la secrezione di succhi digestivi, aumentare l’appetito e favorire la funzione gastrointestinale, basandosi su dosi tradizionali e raccomandazioni di monografie erboristiche europee e nordamericane. L’uso in combinazione con altri estratti amari è comune nei preparati per la salute digestiva.
European Medicines Agency. Final assessment report on Cnicus benedictus L., herba (EMA/HMPC/648162/2022).
PerfectHerbs.ca. *Cnicus benedictus* Herb Monograph with traditional dose guidance.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana digestiva classica: 2 g di erba essiccata di Cnicus benedictus in 200 mL di acqua bollente, infuso per 10–15 minuti, bere 1 tazza 2–3 volte al giorno prima dei pasti per stimolare la digestione e l’appetito.
Infuso amaro sinergico per funzione epatobiliare: Cnicus benedictus 2 g, Taraxacum officinale (radice) 1,5 g, Gentiana lutea (radice) 1 g, infusione in 250 mL di acqua, 1 tazza 2 volte al giorno prima dei pasti per favorire secrezioni digestive e supportare la funzione epatica e biliare.
Formulazione antiossidante e digestiva: Cnicus benedictus 2 g, Matricaria chamomilla (fiori) 1,5 g, Foeniculum vulgare (semi) 1 g, infusione 10 minuti in acqua bollente, 1 tazza 2–3 volte al giorno per migliorare comfort gastrointestinale e azione antiossidante.
Decotto bilioso moderato: Cnicus benedictus 2 g, Angelica archangelica (radice) 1 g, Rosmarinus officinalis (foglie) 0,5 g, bollire in 300 mL d’acqua per 5–8 minuti, 1 tazza 1–2 volte al giorno per stimolare la produzione di bile e favorire la digestione dei grassi.
Tisana armonizzante con moderazione dell’amaro: Cnicus benedictus 1,5 g, Glycyrrhiza glabra (liquirizia) 0,5 g, Matricaria chamomilla 1 g, infusione 10 minuti, 1 tazza 2 volte al giorno per ridurre l’intensità dell’amaro e migliorare tollerabilità gastrica mantenendo l’effetto digestivo.
Queste formulazioni sono adatte per adulti senza controindicazioni specifiche; si raccomanda di evitare in gravidanza e allattamento, di non superare le dosi indicate, e di consultare personale sanitario qualificato in presenza di patologie epatiche o gastrointestinali. Le erbe sinergiche scelte sono tradizionalmente associate a Cnicus benedictus per potenziarne l’azione digestiva, epatobiliare e antiossidante, mantenendo profili di sicurezza consolidati.
European Medicines Agency. Final assessment report on *Cnicus benedictus* L., herba (EMA/HMPC/648162/2022).
Li Y., Wang J., Zhang H. *Cnicus benedictus* L.: pharmacological properties and traditional uses. Journal of Ethnopharmacology, 2024.
Ahmadimoghaddam D., et al. Antinociceptive and digestive effects of blessed thistle extracts. Research in Pharmaceutical Sciences, 2020.
Paun G., et al. Polyphenolic profile and bioactivity of *Cnicus benedictus*. Biomedical Research International, 2019.
Southern Cross University Medicinal Plant Garden. *Cnicus benedictus* monograph (2025).
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Tintura o Vino amaro digestivo di Cardo benedetto
Preparazione: si utilizzano le parti aeree essiccate della pianta (1 parte) immerse in vino bianco o rosso di buona qualità (5–10 parti) o in alcol 40–60%, lasciando macerare per 2–4 settimane in luogo fresco e buio, con agitazione quotidiana. Al termine della macerazione, il liquido viene filtrato e conservato in bottiglie scure.
Uso: la preparazione viene assunta 5–15mL, 1–2 volte al giorno, preferibilmente prima dei pasti come stimolante digestivo e tonico amaro per favorire secrezione biliare, appetito e digestione. Può essere utilizzata singolarmente o come componente di miscele digestive con altre erbe amare come Gentiana lutea, Taraxacum officinale o Angelica archangelica.
L'estratto di Cardo benedetto costituisce ingrediente per bevande alcoliche e bitter.
European Medicines Agency. Final assessment report on Cnicus benedictus L., herba (EMA/HMPC/648162/2022).
Li Y., Wang J., Zhang H. Cnicus benedictus L.: pharmacological properties and traditional uses. Journal of Ethnopharmacology, 2024.
Southern Cross University Medicinal Plant Garden. Cnicus benedictus monograph (2025).
Cnicus benedictus L. è considerata una pianta mellifera moderata, cioè attrae le api per il polline e il nettare, ma non è una fonte primaria per produzioni di miele su larga scala.
Colore: ambrato chiaro o dorato, con tendenza a tonalità più calde se mescolato ad altre fonti floreali.
Aroma: delicato, leggermente erbaceo e amaro, con un retrogusto che ricorda le note amare della pianta.
Sapore: dolce con sfumature amare tipiche dei composti sesquiterpenici presenti nella pianta; persistente in bocca.
Consistenza: fluida, cristallizzazione lenta, simile ad altri mieli di erbe aromatiche.
Questo miele viene raramente prodotto in commercio da solo, ma può contribuire a mieli multiflora aromatici con proprietà digestive leggere grazie alla presenza di tracce dei composti amari della pianta.
Ricettacoli florali:
si possono preparare come i carciofi
Costole florali e germogli centrali:
lessati o stufati
In generale, l’uso culinario di Cnicus benedictus è più funzionale che gastronomico: il suo impiego è finalizzato a stimolare la digestione o a conferire un leggero amaro aromatico, piuttosto che a sostituire ingredienti principali nelle ricette.
Sono quelle che aumentano la quantità di succo gastrico e prendono il nome generale di 'eupeptici' o, più volgarmente, di aperitivi, digestivi, stomachici.
Esse influenzano la secrezione cloropeptica in base a diversi meccanismi d'azione:
A) Eupeptici a meccanismo nervoso riflesso o amari puri: rappresentati da quelle droghe che agiscono su terminazioni nervose lontane dallo stomaco (palato e lingua). Qui la secrezione è stimolata da semplice contatto dei recettori gustativi che, attraverso i nervi vaghi, determinano aumento della secrezione salivare, dei succhi gastrici e dalla mtilità del tubo digerente (Genziana, Quassio, Trifoglio fibrino, Centaurea minore).
B) Eupeptici a meccanismo nervoso centrale: hanno azione parasimpaticomimetica ovvero stimolano il sistema parasimpatico determinando un aumento di tutte le secrezioni, compresa quella gastrica. Tuttavia non vengono usate per questo scopo a causa dei loro effetti collaterali.
C) Eupeptici a meccanismo diretto: giunte allo stomaco stimolano direttamente la mucosa gastrica per via chimica o fisica. Le sostanze a meccanismo chimico determinano abbondante formazione di gastrina (succhi, brodi e polveri di carne opportunamente sgrassati). Le sostanze a meccanismo fisico, invece, stimolano direttamente le ghiandole gastriche o iperemizzano la mucosa (gran parte delle piante con odore e sapore intenso come Aglio, Salvia, Rosmarino, ecc.; alcuni amari aromatici contenenti essenze irritanti).
Le caratteristiche eupeptiche degli amari vengono esaltate per una gradazione alcolica inferiore ai 25¦.
D) Eupeptici a meccanismo misto: sommano meccanismi diretti e riflessi provocati dalle loro caratteristiche organolettiche.
Infine, in base alla natura chimica dei principi attivi contenuti nelle droghe eupeptiche possiamo suddividerle in: - AMARI PURI se contengono solo principi amari (Genziana, Quassia, Centaurea, Trifoglio fibrino);
- AMARI ALCALOIDEI se contengono alcaloidi di sapore amaro (China, Noce vomica, Fava di St. Ignazio);
- AMARI AROMATICI se contengono principi amari e oli essenziali (Angelica, Arancio amaro, Assenzio, Calamo aromatico, Luppolo, Ruta, Condurango, Cascarilla);
- AMARI MUCILLAGINOSI se contengono principi amari e forti quantità di mucillagini (Colombo, Lichene islandico);
- AMARI SALINI se contengono principi amari a cui si associano elevate quantità di sali (Cardo benedetto, Cicoria, Tarassaco).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Origine e nome: chiamata comunemente “cardo benedetto” o “blessed thistle”, è originaria dell’Europa meridionale e del Nord Africa. Il nome deriva dalla tradizione monastica medievale, in cui si credeva che la pianta proteggesse dai mali e favorisse la salute, spesso coltivata nei giardini dei monasteri.
Uso storico in medicina popolare: fin dal Medioevo era utilizzata come tonico amaro per stimolare l’appetito, migliorare la digestione e supportare la funzione epatica. Veniva anche impiegata come galattogogo per aumentare la produzione di latte materno, sebbene le evidenze scientifiche moderne siano limitate.
Riferimenti religiosi e simbolici: in alcune tradizioni cristiane la pianta era considerata protettiva e “benedetta”, usata anche in rituali o preparazioni simboliche per la purificazione e la protezione domestica.
Curiosità botanica: la pianta appartiene alla famiglia delle Asteraceae ed è strettamente imparentata con altri cardi, mostrando caratteristiche tipiche come fiori gialli e spine sulle foglie; il suo amaro principale è il cnicin, un sesquiterpene lactone responsabile sia del gusto intenso sia delle proprietà digestive.
Usi tradizionali meno noti: oltre all’uso come digestivo e tonico, alcune fonti popolari indicano l’impiego topico su piccole ferite o irritazioni cutanee, sfruttando presunte proprietà antibatteriche e antinfiammatorie.
Interesse moderno: oggi è studiata soprattutto per i suoi effetti antinfiammatori, antiossidanti e stimolanti digestivi, e inserita in formulazioni fitoterapiche e tisane tonico-digestive.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Benedek, B., Kopp, B., Melzig, M. F., & Nahrstedt, A. (2007). Cnicus benedictus L. (Carduus benedictus L.): Botanical, phytochemical, pharmacological, and ethnomedical review. Journal of Pharmacy and Pharmacology, 59(3), 303-319.
Chevallier, A. (2016). Encyclopedia of herbal medicine: 550 herbs and remedies for common ailments. Simon and Schuster.
Duke, J. A. (2002). Duke's handbook of medicinal herbs. CRC press.
Foster, S., & Tyler, V. E. (1999). Tyler's honest herbal: A sensible guide to the use of herbs and related remedies. Haworth Press.
Vogt, H., & Nahrstedt, A. (1997). Cnicin and related bitter sesquiterpene lactones from Cnicus benedictus and their in vitro anti-inflammatory activity. Planta Medica, 63(2), 130-134.