QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 19/06/2026
CALAMO AROMATICO Acorus calamus L.
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Autore: erbeofficinali.org
Acorus calamus
Photo by Arnoldo Mondadori Editore SpA
Photo by Pankaj Oudhia
Photo by Van Wyk B.-E.
TOSSICITÀ MEDIO-ALTA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Mesangiospermae
Clade Monocotyledoneae
Ordine Acorales
Famiglia Acoraceae
Genere Acorus
Specie Acorus calamus
ERBACEA PERENNE RIZOMATOSA ALTA 50-100 CM, CON RIZOMA STRISCIANTE AROMATICO. FOGLIE ENSIFORMI (A FORMA DI SPADA), LUNGHE E STRETTE, CON NERVATURA CENTRALE PROMINENTE. INFIORESCENZA È UNO SPADICE CILINDRICO VERDOGNOLO O GIALLASTRO, LATERALE RISPETTO ALLE FOGLIE, DENSO DI PICCOLI FIORI ERMAFRODITI. SPATA ASSENTE O RIDOTTA A UNA BRATTEA FOGLIACEA. FRUTTO È UNA BACCA PICCOLA E SECCA, RARAMENTE PRODOTTA. LA PROPAGAZIONE È PREVALENTEMENTE VEGETATIVA TRAMITE RIZOMA. TUTTA LA PIANTA È AROMATICA.
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, FINE PRIMAVERA, ESTATE
Cresce tipicamente in zone umide e paludose come rive di laghi e fiumi, paludi, fossi, stagni, sorgenti e acquitrini. Predilige terreni fangosi, argillosi o ricchi di humus, permanentemente umidi o inondati. È una pianta semi-acquatica o palustre che può crescere sia in acque poco profonde che su suoli saturi d'acqua. Si trova in diverse regioni temperate e subtropicali dell'emisfero settentrionale, tra cui Europa, Asia e Nord America, dove in alcuni casi è naturalizzata. Può crescere dal livello del mare fino a medie altitudini.
Motivazione: La tossicità dipende in modo determinante dal contenuto di beta-asarone del rizoma e dell'olio essenziale. I citotipi diploidi poveri o privi di beta-asarone presentano una tossicità significativamente inferiore rispetto ai citotipi triploidi e tetraploidi ricchi di beta-asarone. Studi in vivo e valutazioni tossicologiche hanno documentato potenziale genotossicità, cancerogenicità e tossicità cronica associate soprattutto al beta-asarone ad alte esposizioni. Nell'uso corretto di preparazioni a basso contenuto di beta-asarone non sono generalmente documentati effetti tossici gravi, ma la sicurezza non è uniforme per tutte le forme della specie.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: Le evidenze dirette sulla specie riguardano principalmente il rizoma e specifici estratti caratterizzati da differente contenuto di beta-asarone. Sono disponibili studi in vitro, numerosi studi in vivo e un uso fitoterapico tradizionale consolidato per disturbi digestivi; tuttavia le evidenze cliniche controllate risultano limitate e la rilevanza terapeutica è fortemente condizionata dal citotipo botanico, dal contenuto di beta-asarone e dalla forma di preparazione. La presenza di problematiche tossicologiche e regolatorie legate ai chemotipi ricchi di beta-asarone impedisce una classificazione più elevata.
La composizione dell'olio essenziale varia significativamente in funzione del citotipo diploide, triploide o tetraploide e dell'origine geografica. In particolare il contenuto di beta-asarone può risultare molto basso, assente oppure costituire il componente principale dell'olio essenziale. Tale variabilità è farmacognosticamente rilevante poiché influenza attività biologiche, sicurezza d'impiego e status regolatorio della droga.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino indicazioni terapeutiche specifiche di Acorus calamus L. nell'uomo. Le valutazioni regolatorie moderne evidenziano inoltre limitazioni d'impiego dovute alla presenza di beta-asarone in numerosi chemotipi della specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria. Supportata da studi in vitro e in vivo animale condotti su estratti del rizoma e su costituenti dell'olio essenziale, con riduzione di mediatori dell'infiammazione e dei processi edemigeni.
Attività antiossidante. Supportata da studi in vitro e modelli animali che documentano capacità scavenger verso radicali liberi e riduzione dello stress ossidativo.
Attività antimicrobica. Supportata da studi in vitro contro diversi batteri e miceti; l'attività è stata osservata soprattutto nelle frazioni ricche in olio essenziale.
Attività gastroprotettiva e antiulcera. Supportata da studi in vivo animale che mostrano riduzione delle lesioni gastriche sperimentali e miglioramento di parametri secretori gastrici.
Attività spasmolitica gastrointestinale. Supportata da studi farmacologici sperimentali su preparati tissutali e da impiego fitoterapico tradizionale documentato nelle dispepsie.
Attività carminativa e stomachica. Supportata principalmente da uso fitoterapico tradizionale consolidato e da dati farmacologici coerenti riguardanti l'azione digestiva del rizoma.
Attività neurofarmacologica. Studi in vivo animale hanno evidenziato effetti su memoria, apprendimento, comportamento ansioso e neuroprotezione; le evidenze restano precliniche e non consentono indicazioni terapeutiche cliniche.
Attività anticonvulsivante. Supportata da modelli animali sperimentali; assenti conferme cliniche.
Attività analgesica. Supportata da studi in vivo animale con riduzione di parametri nocicettivi sperimentali.
Attività ipoglicemizzante. Supportata da studi animali; mancano conferme cliniche e i risultati disponibili non consentono indicazioni terapeutiche validate.
Attività epatoprotettiva. Osservata in modelli animali di danno epatico sperimentale; assenti conferme cliniche.
Attività insetticida e repellente. Documentata da studi sperimentali su insetti e parassiti; rilevanza prevalentemente etnobotanica ed ecologica.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale come amaro aromatico digestivo.
Uso tradizionale nelle dispepsie, meteorismo e disturbi digestivi funzionali.
Uso tradizionale come carminativo.
Uso tradizionale come tonico aromatico.
Uso tradizionale nei disturbi nervosi e cognitivi in sistemi medici ayurvedici e asiatici.
Uso tradizionale come espettorante e coadiuvante nelle affezioni respiratorie.
Uso tradizionale come vermifugo.
Uso tradizionale topico in alcune pratiche etnomediche per lesioni cutanee minori e dolori reumatici.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
ESTRATTO VEGETALE NON AMMESSO NEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
LA COMPOSIZIONE CHIMICA VARIA SIGNIFICATIVAMENTE IN FUNZIONE DEL CITOTIPO BOTANICO E DELL'ORIGINE GEOGRAFICA. IL CONTENUTO DI BETA-ASARONE PUÒ RISULTARE ASSENTE, BASSO O ELEVATO. EVIDENZA: ANALISI FITOCHIMICHE E FARMACOGNOSTICHE DIRETTE SULLA SPECIE.
L'OLIO ESSENZIALE E GLI ESTRATTI RICCHI IN BETA-ASARONE HANNO MOSTRATO ATTIVITÀ GENOTOSSICA E CANCEROGENA IN STUDI SPERIMENTALI ANIMALI. EVIDENZA: STUDI TOSSICOLOGICI IN VIVO E VALUTAZIONI REGOLATORIE.
LA SICUREZZA DELL'IMPIEGO PROLUNGATO NON È STATA ADEGUATAMENTE DIMOSTRATA PER PREPARAZIONI CONTENENTI QUANTITÀ RILEVANTI DI BETA-ASARONE. EVIDENZA: STUDI TOSSICOLOGICI CRONICI E REVISIONI REGOLATORIE.
A DOSAGGI ELEVATI POSSONO COMPARIRE NAUSEA, VOMITO E IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE. EVIDENZA: OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE E TOSSICOLOGICHE RIPORTATE PER LA SPECIE.
I DATI RELATIVI A GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SONO INSUFFICIENTI PER DEFINIRE UN ADEGUATO PROFILO DI SICUREZZA. EVIDENZA: ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI E DATI TOSSICOLOGICI LIMITATI.
L'USO DI OLIO ESSENZIALE NON STANDARDIZZATO RICHIEDE PARTICOLARE CAUTELA POICHÉ LA CONCENTRAZIONE DEI COSTITUENTI ATTIVI PUÒ VARIARE NOTEVOLMENTE TRA PREPARAZIONI DIFFERENTI. EVIDENZA: STUDI FITOCHIMICI COMPARATIVI.
LE EVIDENZE CLINICHE CONTROLLATE SULL'EFFICACIA TERAPEUTICA RISULTANO LIMITATE E GRAN PARTE DEI DATI DISPONIBILI DERIVA DA STUDI SPERIMENTALI E DALL'USO TRADIZIONALE. EVIDENZA: REVISIONI DELLA LETTERATURA E VALUTAZIONI REGOLATORIE.
È CONSIGLIABILE USARE LA VARIETÀ AMERICANA DEL CALAMO, PRIVA DI BETA-ASARONE, IN QUANTO LO STESSO È OGGETTO DI RICERCA PER I SUOI PRESUNTI EFFETTI MUTAGENI-CANCEROGENI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ NOTA AD ACORUS CALAMUS O AI SUOI PREPARATI, INCLUSI RIZOMA E OLIO ESSENZIALE. LA CONTROINDICAZIONE DERIVA DA SEGNALAZIONI CLINICHE E DALL'USO FITOTERAPICO DOCUMENTATO.
IMPIEGO DI PREPARAZIONI RICCHE IN BETA-ASARONE. DIVERSI ENTI REGOLATORI E VALUTAZIONI TOSSICOLOGICHE HANNO ESCLUSO O LIMITATO L'IMPIEGO DI TALI PREPARAZIONI A CAUSA DELLA DOCUMENTATA TOSSICITÀ DEL COMPOSTO. EVIDENZA FARMACOLOGICA E TOSSICOLOGICA DIRETTA SULLA SPECIE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Droga polverizzata del rizoma essiccato.
È la forma tradizionale più documentata nella fitoterapia europea e asiatica per impiego digestivo-amaro. Non esistono titolazioni universalmente accettate correlate a specifici effetti terapeutici. I preparati moderni privilegiano materiale proveniente da chemotipi diploidi a basso contenuto di asarone. Posologia tradizionale: 0,5-2 g di polvere di rizoma fino a tre volte al giorno.
Estratto secco di rizoma.
Disponibile in capsule o compresse. Non risultano monografie internazionali che definiscano un titolo terapeutico standard obbligatorio. Nei prodotti commerciali la standardizzazione può essere riferita al contenuto di olio essenziale totale oppure al controllo del contenuto di beta-asarone. Posologia generalmente riportata in letteratura fitoterapica: 250-1000 mg al giorno suddivisi in una o più somministrazioni, variabile secondo l'estratto utilizzato.
Estratto idroalcolico di rizoma.
Utilizzato soprattutto nella tradizione fitoterapica europea come amaro-tonico digestivo. Non esiste una titolazione terapeutica universalmente validata. L'impiego richiede particolare attenzione al contenuto di beta-asarone e alla provenienza botanica del materiale vegetale. Le dosi dipendono dal rapporto droga/estratto e dal tenore alcolico del preparato.
Estratto fluido di rizoma.
Preparazione storicamente impiegata per dispepsia, inappetenza e disturbi digestivi funzionali. Non sono disponibili standard internazionali condivisi relativi ai marcatori attivi responsabili dell'effetto clinico. Posologia tradizionale: 0,5-2 mL fino a tre volte al giorno.
Oleoresina ed estratti ricchi in olio essenziale.
Preparazioni utilizzate prevalentemente in ambito aromatico, cosmetico o di ricerca farmacologica. A causa delle problematiche tossicologiche associate al beta-asarone non esistono attualmente indicazioni fitoterapiche moderne consolidate con dosaggi terapeutici standardizzati universalmente accettati.
Olio essenziale di Acorus calamus.
Prodotto ottenuto per distillazione del rizoma. L'impiego interno è fortemente limitato o scoraggiato in numerose giurisdizioni per la possibile presenza di beta-asarone, composto oggetto di valutazioni tossicologiche e cancerogene sperimentali. Non esistono dosaggi fitoterapici interni generalmente riconosciuti come sicuri ed efficaci.
Tintura madre fitoterapica.
Preparazione ottenuta da rizoma fresco o essiccato secondo differenti farmacopee nazionali. Utilizzata tradizionalmente come tonico amaro e digestivo. Non sono disponibili titoli terapeutici universalmente riconosciuti. La posologia varia in funzione della farmacopea di riferimento e della concentrazione finale del preparato.
Preparazioni omeopatiche Acorus calamus.
Disponibili in tintura madre omeopatica, diluizioni decimali e centesimali e globuli. Le diluizioni più frequentemente reperibili comprendono D3, D4, D6, D12, CH5, CH7, CH9, CH15 e CH30. Non esistono titolazioni farmacologiche né dosaggi terapeutici validati secondo criteri fitoterapici evidence-based.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Acorus calamus L. contiene beta-asarone in numerosi chemotipi e presenta limitazioni tossicologiche riconosciute da varie autorità regolatorie. Non esistono formulazioni tisanali moderne validate clinicamente con dosaggi standardizzati e universalmente accettati. Le preparazioni sotto riportate derivano dalla tradizione fitoterapica documentata e dall'uso storico del rizoma in quantità prudenti.
Infuso digestivo aromatico
Rizoma di Acorus calamus 0,5 g
Radice di Angelica archangelica 1 g
Frutti di Foeniculum vulgare 2 g
Versare 200 mL di acqua bollente sulla miscela e lasciare in infusione per 10 minuti. Assumere una tazza dopo i pasti principali.
Infuso per dispepsia e meteorismo
Rizoma di Acorus calamus 0,5 g
Frutti di Pimpinella anisum 1,5 g
Sommità di Matricaria chamomilla 2 g
Foglie di Melissa officinalis 1,5 g
Infondere in 250 mL di acqua per 10-15 minuti. Assumere una o due volte al giorno dopo i pasti.
Decotto amaro-tonico tradizionale
Rizoma di Acorus calamus 1 g
Radice di Gentiana lutea 0,5 g
Scorza di Citrus aurantium amara 1 g
Far bollire in 250 mL di acqua per 5 minuti e lasciare riposare altri 10 minuti. Assumere prima dei pasti principali.
Infuso stomachico aromatico
Rizoma di Acorus calamus 0,5 g
Foglie di Mentha × piperita 1,5 g
Frutti di Carum carvi 1,5 g
Infondere in 200 mL di acqua bollente per 10 minuti. Utilizzare dopo i pasti in presenza di pesantezza digestiva.
Miscela digestiva tradizionale per inappetenza
Rizoma di Acorus calamus 0,5 g
Radice di Taraxacum officinale 2 g
Erba di Centaurium erythraea 1 g
Preparare come infuso in 250 mL di acqua. Assumere circa 30 minuti prima dei pasti.
Infuso carminativo complesso
Rizoma di Acorus calamus 0,5 g
Frutti di Foeniculum vulgare 1,5 g
Frutti di Coriandrum sativum 1 g
Frutti di Carum carvi 1 g
Preparare in infusione per 10 minuti in 250 mL di acqua. Assumere dopo i pasti principali.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Le preparazioni alcoliche a base di Acorus calamus L. sono ampiamente documentate nella tradizione erboristica europea, ayurvedica e nordamericana. Tuttavia, a causa della presenza di beta-asarone in numerosi chemotipi della specie, il loro impiego fitoterapico moderno è stato fortemente ridimensionato o limitato in diversi Paesi. Le formulazioni seguenti hanno valore storico e farmacognostico; non costituiscono raccomandazioni terapeutiche moderne.
Vino aromatico digestivo al calamo
La preparazione tradizionale prevedeva la macerazione di 20-30 g di rizoma essiccato e frammentato in 1 litro di vino bianco secco per 7-14 giorni, con agitazione periodica e successiva filtrazione. Il preparato veniva assunto in quantità di 20-50 mL prima dei pasti come amaro-tonico, stomachico e stimolante dell'appetito nelle dispepsie iposecretive e negli stati di inappetenza.
Vino composto digestivo al calamo e genziana
Formula tradizionale costituita da 10 g di rizoma di Acorus calamus, 10 g di radice di Gentiana lutea e 5 g di scorza di arancio amaro lasciati macerare in 1 litro di vino bianco per circa due settimane. L'impiego storico era rivolto a digestione lenta, atonia gastrica e riduzione dell'appetito.
Tintura di calamo
Preparazione ottenuta mediante macerazione del rizoma in etanolo diluito generalmente compreso tra 45 e 70 gradi alcolici per un periodo di 1-3 settimane. Le farmacopee storiche riportano rapporti droga-solvente variabili. La tintura era utilizzata come amaro aromatico e correttivo digestivo in piccole quantità prima dei pasti.
Elisir aromatico al calamo
Preparazione liquoristica medicinale tradizionale costituita da tintura o estratto di calamo associato ad altre droghe aromatiche quali angelica, cardamomo, cannella e scorze di agrumi. Tali preparati erano impiegati come digestivi dopo pasti abbondanti e come correttivi di formulazioni galeniche amare.
Liquore medicinale al calamo
Numerose tradizioni dell'Europa centrale e orientale descrivono liquori ottenuti dalla macerazione del rizoma in acquaviti o distillati cerealicoli. L'uso era prevalentemente digestivo e stomachico. La composizione e il contenuto di principi attivi risultavano estremamente variabili e privi di standardizzazione.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
DROGHE ATTIVE SULLO STOMACO (EUPEPTICHE)
Sono quelle che aumentano la quantità di succo gastrico e prendono il nome generale di 'eupeptici' o, più volgarmente, di aperitivi, digestivi, stomachici.
Esse influenzano la secrezione cloropeptica in base a diversi meccanismi d'azione:
A) Eupeptici a meccanismo nervoso riflesso o amari puri: rappresentati da quelle droghe che agiscono su terminazioni nervose lontane dallo stomaco (palato e lingua). Qui la secrezione è stimolata da semplice contatto dei recettori gustativi che, attraverso i nervi vaghi, determinano aumento della secrezione salivare, dei succhi gastrici e dalla mtilità del tubo digerente (Genziana, Quassio, Trifoglio fibrino, Centaurea minore).
B) Eupeptici a meccanismo nervoso centrale: hanno azione parasimpaticomimetica ovvero stimolano il sistema parasimpatico determinando un aumento di tutte le secrezioni, compresa quella gastrica. Tuttavia non vengono usate per questo scopo a causa dei loro effetti collaterali.
C) Eupeptici a meccanismo diretto: giunte allo stomaco stimolano direttamente la mucosa gastrica per via chimica o fisica. Le sostanze a meccanismo chimico determinano abbondante formazione di gastrina (succhi, brodi e polveri di carne opportunamente sgrassati). Le sostanze a meccanismo fisico, invece, stimolano direttamente le ghiandole gastriche o iperemizzano la mucosa (gran parte delle piante con odore e sapore intenso come Aglio, Salvia, Rosmarino, ecc.; alcuni amari aromatici contenenti essenze irritanti).
Le caratteristiche eupeptiche degli amari vengono esaltate per una gradazione alcolica inferiore ai 25¦.
D) Eupeptici a meccanismo misto: sommano meccanismi diretti e riflessi provocati dalle loro caratteristiche organolettiche.
Infine, in base alla natura chimica dei principi attivi contenuti nelle droghe eupeptiche possiamo suddividerle in: - AMARI PURI se contengono solo principi amari (Genziana, Quassia, Centaurea, Trifoglio fibrino);
- AMARI ALCALOIDEI se contengono alcaloidi di sapore amaro (China, Noce vomica, Fava di St. Ignazio);
- AMARI AROMATICI se contengono principi amari e oli essenziali (Angelica, Arancio amaro, Assenzio, Calamo aromatico, Luppolo, Ruta, Condurango, Cascarilla);
- AMARI MUCILLAGINOSI se contengono principi amari e forti quantità di mucillagini (Colombo, Lichene islandico);
- AMARI SALINI se contengono principi amari a cui si associano elevate quantità di sali (Cardo benedetto, Cicoria, Tarassaco).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Acorus calamus, noto come calamo aromatico o sweet flag, è una pianta palustre originaria probabilmente dell’Asia centrale e orientale. La sua diffusione in Europa è attribuita alle rotte commerciali e militari medievali: secondo diverse fonti storiche, sarebbe stata introdotta in Europa centrale dai Tartari nel XIII secolo, che ne utilizzavano il rizoma per profumare l’acqua e come rimedio digestivo.
Pianta sacra e simbolica
Nell’India antica Acorus calamus, conosciuto come Vacha, era considerato una pianta sacra associata alla parola, alla conoscenza e alla chiarezza mentale. Era tradizionalmente dedicato alla dea Saraswati, divinità della sapienza e dell’eloquenza, e veniva impiegato in rituali volti a migliorare memoria e capacità di apprendimento.
Uso rituale e protettivo in Europa
Nel Medioevo europeo il rizoma di calamo veniva sparso sui pavimenti delle chiese e delle abitazioni durante festività importanti. Calpestato, rilasciava un aroma intenso ritenuto purificante e protettivo contro malattie e “miasmi”, secondo la teoria medica dell’epoca.
Impiegato come profumo e aromatizzante, pare che i Tartari bevessero solamente acqua in cui fossero stati messi in macerazione rizomi di Calamo aromatico.
Prima delle moderne restrizioni normative, Acorus calamus era utilizzato come ingrediente aromatico in liquori, amari, birre e dolci tradizionali, soprattutto nell’Europa settentrionale. Il suo aroma caldo, speziato e leggermente amaro lo rendeva apprezzato come sostituto di spezie più costose.
Confusione storica tra varietà e sicurezza
Per secoli non si è distinto tra le diverse varietà chimiche di Acorus calamus. Solo in epoca moderna si è compreso che alcune varietà contengono quantità elevate di β-asarone, mentre altre ne sono quasi prive. Questa distinzione ha portato a una revisione critica del suo uso fitoterapico e alimentare.
Citazioni nella letteratura classica
Il calamo aromatico è citato in testi antichi come la Bibbia, dove compare tra le sostanze profumate e preziose, e negli scritti di Dioscoride e Galeno, che lo descrivevano come pianta riscaldante e digestiva, utile per lo stomaco e la mente.
Curiosità botanica
Nonostante l’aspetto simile a una graminacea, Acorus calamus non appartiene alle vere graminacee. Per lungo tempo la sua classificazione botanica è stata controversa, e solo studi moderni hanno chiarito la sua collocazione sistematica in una famiglia autonoma.
Uso non terapeutico tradizionale
In alcune culture il rizoma veniva masticato non tanto come rimedio, ma come abitudine aromatica, simile alla masticazione di spezie o resine, per rinfrescare l’alito e stimolare la saliva, soprattutto durante lunghi viaggi o digiuni.