QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 13/05/2026
ORTHOSIPHON Orthosiphon stamineus Benth.
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Autore: erbeofficinali.org
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TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Nepetoideae
Tribù Ocimeae
Genere Orthosiphon
Specie Orthosiphon stamineus
Famiglia:
Tè di Giava, Baffo di gatto, Java tea, Cat's Whiskers, Koemis Koettjing
PIANTA ERBACEA PERENNE O SUFFRUTICOSA CON FUSTI ERETTI O ASCENDENTI, QUADRANGOLARI E SPESSO RAMIFICATI. FOGLIE OPPOSTE, SEMPLICI, OVATE O ROMBOIDALI, CON MARGINE SEGHETTATO E PICCIOLO CORTO. FIORI ERMAFRODITI, BIANCHI O LILLA PALLIDO, CON LUNGHI STAMI SPORGENTI, RIUNITI IN VERTICILLASTRI CHE FORMANO LUNGHE SPIGHE TERMINALI. CALICE CAMPANULATO CON CINQUE DENTI. COROLLA TUBOLARE CON LABBRO SUPERIORE FORMATO DA QUATTRO LOBI E LABBRO INFERIORE INTERO. ANDROCEO CON QUATTRO STAMI MOLTO LUNGHI E FILIFORMI CHE SPORGONO DALLA COROLLA. GINECEO CON OVARIO SUPERO TETRALOCULARE. FRUTTO È UN TETRACHENIO FORMATO DA QUATTRO PICCOLI ACHENI OVOIDALI.
QUASI TUTTO L'ANNO NELLE ZONE TROPICALI DI ORIGINE; NEI CLIMI TEMPERATI, PRINCIPALMENTE ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO ____LILLÀ CHIARO
Originaria del Sud-est asiatico, in particolare Indonesia, Malesia e Thailandia. Il suo habitat tipico comprende foreste umide tropicali e subtropicali, boschi aperti, margini forestali, praterie umide, paludi e aree ripariali, spesso in prossimità di corsi d'acqua o in zone con elevata umidità. Predilige suoli umidi, ben drenati e ricchi di materia organica, con un pH da leggermente acido a neutro. Cresce meglio in climi caldi e umidi con abbondanti precipitazioni e temperature elevate durante tutto l'anno. Si adatta a diverse altitudini, dalle pianure fino alle zone collinari. La sua distribuzione è favorita da ambienti con elevata umidità atmosferica e del suolo, e spesso si trova in zone ombreggiate o parzialmente ombreggiate. È una specie che può anche essere coltivata in giardini e come coltura commerciale nelle regioni tropicali con condizioni ambientali adatte.
Akowuah G A, Zhari I, Norhayati I, Sadikun A, Khamsah S M, Sinensetin, eupatorin, 3-idrossi-5,6,7,4-tetrametossiflavone and rosmarinic acid contents and antioxidative effect of Orthosiphon stamineus from Malaysia, 2004
Ameer O Z, Salman I M, Asmawi M Z, Ibraheem Z O, Yam M F, Orthosiphon stamineus: traditional uses, phytochemistry, pharmacology and toxicology, 2012
Mohamed E A H, Yam M F, Ang L F, Mohamed A J, Asmawi M Z, Antidiabetic properties and mechanism of action of Orthosiphon stamineus, 2011
Tezuka Y, Stampoulis P, Banskota A H, Awale S, Tran K Q, Saiki I, Kadota S, Constituents of the Vietnamese medicinal plant Orthosiphon stamineus, 2000
Awale S, Tezuka Y, Banskota A H, Kouda K, Tun K M, Kadota S, Nitric oxide inhibitory activity and antioxidant constituents of Orthosiphon stamineus, 2003
Yam M F, Ang L F, Basir R, Salman I M, Ameer O Z, Asmawi M Z, Evaluation of the anti-inflammatory and analgesic activities of Orthosiphon stamineus, 2009
Hossain M A, Ismail Z, Rahman A, Kang S C, Chemical composition and anti-fungal properties of the essential oils and crude extracts of Orthosiphon stamineus, 2008
WHO, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, 2007
Khare C P, Indian Medicinal Plants: An Illustrated Dictionary, 2007
Matsubara T, Bohgaki T, Watarai M, Suzuki H, Ohashi K, Shibuya H, Malaysian medicinal plant Orthosiphon stamineus and its bioactive constituents, 1999
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: Gli studi tossicologici disponibili, inclusi studi subcronici e osservazioni cliniche su estratti standardizzati e preparazioni tradizionali, mostrano una buona tollerabilità alle dosi fitoterapiche comunemente utilizzate. Gli effetti indesiderati documentati risultano generalmente lievi e poco frequenti, prevalentemente gastrointestinali o correlati all’effetto diuretico. Non sono documentati effetti tossici rilevanti nell’uso corretto a breve termine.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici controllati, revisioni farmacologiche e dati sperimentali coerenti riguardanti soprattutto attività diuretica, supporto nelle affezioni urinarie lievi e modulazione metabolica. Le evidenze cliniche risultano più solide per l’uso urologico e drenante rispetto ad altre indicazioni tradizionali. Esistono inoltre dati in vivo e in vitro su attività antinfiammatoria, antiossidante, ipoglicemizzante e nefroprotettiva.
Confermate da studi scientifici e clinici
Per Orthosiphon stamineus Benth. sono disponibili evidenze cliniche limitate ma relativamente coerenti sull’attività diuretica e sul supporto funzionale delle vie urinarie inferiori. Studi clinici controllati e osservazionali, prevalentemente asiatici e con numerosità ridotta, hanno documentato aumento della diuresi e della clearance urinaria in soggetti con disturbi urinari funzionali o lieve ritenzione idrica. Le evidenze cliniche restano tuttavia eterogenee per standardizzazione degli estratti e qualità metodologica.
Sono presenti dati clinici preliminari relativi all’impiego coadiuvante nella calcolosi urinaria e nell’iperuricemia lieve, con osservazione di incremento dell’escrezione urinaria e riduzione di alcuni parametri litogenici urinari. Le evidenze non sono sufficienti per confermare efficacia terapeutica definitiva.
Per le attività antidiabetiche, epatoprotettive, antipertensive, antinfiammatorie e ipolipidemizzanti non sono disponibili evidenze cliniche robuste o revisioni sistematiche con conclusioni definitive specifiche sulla specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
L’attività diuretica è supportata da numerosi studi in vivo su roditori e da dati farmacologici coerenti con l’elevato contenuto in acidi fenolici, flavonoidi metossilati e derivati dell’acido rosmarinico. Gli studi mostrano incremento del volume urinario e dell’eliminazione di sodio e cloruri.
L’attività nefroprotettiva e antiurolitiasica è supportata da modelli animali di nefrotossicità e litiasi urinaria, nei quali gli estratti hanno mostrato riduzione della cristallizzazione urinaria, modulazione dello stress ossidativo renale e protezione tubulare.
L’attività ipoglicemizzante e modulante glicemica è documentata in modelli animali diabetici e in studi in vitro. Sono stati osservati miglioramenti della glicemia, della sensibilità insulinica e di alcuni marker ossidativi, ma mancano conferme cliniche solide.
L’attività antinfiammatoria è supportata da studi in vitro e in vivo con riduzione di mediatori proinfiammatori, edema sperimentale e stress ossidativo. I dati risultano coerenti ma prevalentemente preclinici.
L’attività antiossidante è ampiamente documentata in vitro mediante saggi radical scavenging e in vivo tramite modulazione di biomarcatori ossidativi. Tale attività è attribuita principalmente ai polifenoli e ai flavonoidi lipofili.
L’attività epatoprotettiva è stata osservata in modelli animali di epatotossicità chimica con riduzione degli enzimi epatici e miglioramento istopatologico. Mancano tuttavia conferme cliniche adeguate.
L’attività antimicrobica presenta riscontri in vitro contro alcuni batteri e miceti, ma le concentrazioni efficaci spesso risultano elevate e clinicamente non trasferibili.
L’attività antipertensiva e vasomodulante è stata descritta in modelli animali e studi farmacologici sperimentali, con possibile correlazione all’effetto diuretico e vasorilassante. Le evidenze cliniche sono insufficienti.
L’attività immunomodulante e antiproliferativa è limitata a studi cellulari e modelli sperimentali preliminari; non esistono evidenze cliniche sufficienti per attribuire un uso oncologico o immunoterapeutico validato.
Uso storico e nella tradizione
Nella medicina tradizionale malese e indonesiana Orthosiphon stamineus è stato impiegato come rimedio urinario per oliguria, disuria, renella e disturbi della minzione.
Nella tradizione fitoterapica del Sud-Est asiatico la specie è stata utilizzata per gotta, dolori reumatici, edema e ritenzione idrica.
Sono documentati usi tradizionali per ipertensione, diabete, febbre, disturbi epatici e infiammazioni generiche, senza tuttavia adeguata validazione clinica specifica.
In alcune pratiche etnomediche la pianta è stata utilizzata come depurativo, drenante e supporto metabolico generale.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Akowuah G. A., Zhari I., Norhayati I., Sadikun A., Khamsah S. M., Sinensetin, eupatorin, 3'-hydroxy-5,6,7,4'-tetramethoxyflavone and rosmarinic acid contents and antioxidative effect of Orthosiphon stamineus from Malaysia, Food Chemistry, 2004
Ameer O. Z., Salman I. M., Asmawi M. Z., Ibraheem Z. O., Yam M. F., Orthosiphon stamineus: traditional uses, phytochemistry, pharmacology and toxicology, Journal of Medicinal Food, 2012
Azam A. A., Pariyani R., Dewi K., Ismail I. S., Fakurazi S., Shaari K., Abas F., Urinary metabolomics study on the protective role of Orthosiphon stamineus in streptozotocin induced diabetes mellitus in rats, Journal of Ethnopharmacology, 2017
European Medicines Agency, Assessment report on Orthosiphon stamineus leaves, 2012
Hossain M. A., Rahman S. M. M., Isolation and characterisation of flavonoids from the leaves of medicinal plant Orthosiphon stamineus, Arabian Journal of Chemistry, 2015
Mohamed E. A. H., Siddiqui M. J. A., Ang L. F., Sadikun A., Chan S. H., Tan S. C., Asmawi M. Z., Yam M. F., Potent α-glucosidase and α-amylase inhibitory activities of standardized 50% ethanolic extracts and sinensetin from Orthosiphon stamineus Benth as anti-diabetic mechanism, BMC Complementary and Alternative Medicine, 2012
Olah N. K., Hanganu D., Vlase L., Comparative phytochemical study of Orthosiphon stamineus Benth. extracts, Farmacia, 2003
Yam M. F., Ang L. F., Basir R., Salman I. M., Ameer O. Z., Asmawi M. Z., Evaluation of the anti-inflammatory and analgesic activities of Orthosiphon stamineus leaf extract, Journal of Medicinal Food, 2009
Yuliana N. D., Khatib A., Link-Struensee A. M. Q., Ijzerman A. P., Rungkat-Zakaria F., Choi Y. H., Verpoorte R., Adenosine A1 receptor binding activity of methoxy flavonoids from Orthosiphon stamineus, Planta Medica, 2009
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’ATTIVITÀ DIURETICA DOCUMENTATA IN STUDI CLINICI E IN VIVO PUÒ AUMENTARE L’ELIMINAZIONE URINARIA DI ACQUA ED ELETTROLITI; È PERTANTO RACCOMANDATO MONITORARE L’IDRATAZIONE E L’EQUILIBRIO ELETTROLITICO IN SOGGETTI PREDISPOSTI O IN USO CONCOMITANTE DI DIURETICI. EVIDENZA: STUDI CLINICI E FARMACOLOGICI.
L’AZIONE IPOGLICEMIZZANTE OSSERVATA IN MODELLI ANIMALI E IN ALCUNI STUDI CLINICI PRELIMINARI SUGGERISCE CAUTELA NEI SOGGETTI TRATTATI CON FARMACI ANTIDIABETICI O INSULINA PER POSSIBILE POTENZIAMENTO DELL’EFFETTO GLICEMICO. EVIDENZA: STUDI IN VIVO, DATI SPERIMENTALI E OSSERVAZIONI CLINICHE PRELIMINARI.
ALCUNI ESTRATTI STANDARDIZZATI HANNO MOSTRATO ATTIVITÀ ANTIPERTENSIVA MODERATA E VASOMODULANTE; È CONSIGLIABILE PRUDENZA IN SOGGETTI IN TERAPIA ANTIPERTENSIVA O CON IPOTENSIONE. EVIDENZA: STUDI SPERIMENTALI E FARMACOLOGICI.
L’USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON DISPONE DI DATI CLINICI ADEGUATI SPECIFICI SULLA SPECIE; L’IMPIEGO FITOTERAPICO NON È SUFFICIENTEMENTE DOCUMENTATO IN TALI CONDIZIONI. EVIDENZA: ASSENZA DI DATI CLINICI DIRETTI.
L’ASSUNZIONE PROLUNGATA AD ALTE DOSI NON È STATA SUFFICIENTEMENTE VALUTATA MEDIANTE STUDI CLINICI DI LUNGA DURATA, SEBBENE GLI STUDI TOSSICOLOGICI DISPONIBILI MOSTRINO BASSA TOSSICITÀ ACUTA E SUBCRONICA. EVIDENZA: STUDI TOSSICOLOGICI ANIMALI E LIMITATA DOCUMENTAZIONE CLINICA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE UNIVERSALMENTE VALIDATE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI SPECIFICI SULLA SPECIE. NELLA PRATICA FITOTERAPICA E NELLE MONOGRAFIE ASIATICHE L’USO È GENERALMENTE EVITATO IN PRESENZA DI INSUFFICIENZA CARDIACA O RENALE SEVERA CON EDEMA, IN ANALOGIA ALLA GESTIONE CLINICA DELLE DROGHE DIURETICHE, MA LE EVIDENZE DIRETTE SPECIFICHE RISULTANO LIMITATE.
IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA VERSO ORTHOSIPHON STAMINEUS O VERSO COMPONENTI DELLA FAMIGLIA LAMIACEAE RAPPRESENTA UNA CONTROINDICAZIONE FARMACOLOGICA PLAUSIBILE BASATA SU OSSERVAZIONI FITOTERAPICHE GENERALI E CASI SPORADICI DI REATTIVITÀ INDIVIDUALE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO)
ANTIPERTENSIVI
CALCIO ANTAGONISTI
DIGITALICI
DIURETICI
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
INSULINA
INSULINA (POTENZIAMENTO)
IPOGLICEMIZZANTI E ANTIDIABETICI
IPOKALIEMIZZANTI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco nebulizzato e titolato delle foglie di Orthosiphon stamineus Benth. standardizzato in sinensetina o flavoni polimetossilati. I titoli maggiormente utilizzati in ambito fitoterapico sono compresi tra 0,1% e 0,3% di sinensetina oppure 5% di flavonoidi totali. Le posologie comunemente impiegate negli studi e nella pratica fitoterapica variano da 300 mg a 1200 mg al giorno suddivisi in una o due somministrazioni. Gli effetti documentati riguardano soprattutto drenaggio urinario, supporto metabolico e funzionalità delle vie urinarie. Estratti con tenore insufficiente di sinensetina mostrano attività meno riproducibile.
Estratto idroalcolico fluido rapporto droga/estratto 1:1 ottenuto prevalentemente dalle foglie. Utilizzato tradizionalmente per favorire diuresi, eliminazione di acido urico e drenaggio dei liquidi corporei. Le dosi usuali corrispondono a 2-4 ml una o due volte al giorno diluiti in acqua. Nelle preparazioni fitoterapiche europee viene spesso associato a pilosella, betulla o gramigna.
Estratto secco acquoso standardizzato in polifenoli e acido rosmarinico. Le formulazioni moderne impiegano generalmente estratti concentrati con rapporto droga/estratto tra 4:1 e 10:1. I dosaggi medi sono compresi tra 250 mg e 800 mg al giorno. L’acido rosmarinico e i flavonoidi metossilati vengono considerati i principali marcatori fitochimici per l’attività antiossidante e antinfiammatoria sperimentale.
Capsule o compresse fitoterapiche standardizzate contenenti estratto secco di foglie titolato allo 0,2% in sinensetina. I prodotti commerciali più diffusi apportano circa 500-1000 mg di estratto secco al giorno con apporto medio di 1-2 mg di sinensetina. Le formulazioni sono indirizzate soprattutto al drenaggio dei liquidi corporei e al supporto urinario.
Tintura madre fitoterapica preparata da parti aeree fresche o essiccate con titolo alcolico variabile tra 45° e 65°. Le dosi tradizionali impiegate sono generalmente comprese tra 20 e 50 gocce due o tre volte al giorno. L’uso è prevalentemente orientato a ritenzione idrica funzionale e drenaggio urinario. Le evidenze cliniche rimangono limitate rispetto agli estratti standardizzati.
Preparazioni fitoterapiche combinate con Orthosiphon stamineus Benth. in associazione a Betula pendula Roth, Solidago virgaurea L., Equisetum arvense L., Taraxacum officinale F.H.Wigg. o Cynodon dactylon (L.) Pers. Le formulazioni vengono impiegate come supporto drenante e urinario. I dosaggi di Orthosiphon nelle associazioni risultano generalmente compresi tra 200 mg e 600 mg di estratto secco standardizzato per dose giornaliera.
Preparazioni omeopatiche denominate Orthosiphon stamineus o Orthosiphon aristatus in diluizioni generalmente comprese tra D3 e D30 oppure CH5-CH30. L’impiego omeopatico tradizionale riguarda drenaggio renale e disturbi urinari funzionali. Non esistono evidenze cliniche robuste che ne confermino l’efficacia terapeutica secondo criteri evidence based.
European Medicines Agency, Assessment Report on Orthosiphon stamineus, 2012
Marcello Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Simon Mills, Kerry Bone, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
G. A. Akowuah, Zhari Ismail, Polyphenols and Free Radical Scavenging Activity of Orthosiphon stamineus, Food Chemistry, 2005
Mohamed EA, Siddiqui MJ, Ang LF et al., Potent Alpha-Glucosidase and Alpha-Amylase Inhibitory Activities of Standardized Extracts of Orthosiphon stamineus, Molecules, 2012
Yam MF, Ang LF, Basir R et al., Evaluation of the Anti-Pyretic Potential of Orthosiphon stamineus Standardized Extract, Inflammopharmacology, 2009
Laavola M, Nieminen R, Yam MF et al., Flavonoids Eupatorin and Sinensetin Present in Orthosiphon stamineus Inhibit Inflammatory Gene Expression, Planta Medica, 2012
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso drenante e urinario con Orthosiphon stamineus Benth., Betula pendula Roth ed Equisetum arvense L. Preparare con 2 g di foglie di orthosiphon, 2 g di foglie di betulla e 1 g di equiseto in 250 ml di acqua quasi bollente. Lasciare in infusione per 10-15 minuti e filtrare. Assumere una o due volte al giorno lontano dai pasti. La formulazione è utilizzata come supporto al drenaggio dei liquidi corporei e alla funzionalità urinaria.
Tisana metabolica con Orthosiphon stamineus Benth., Camellia sinensis (L.) Kuntze e Taraxacum officinale F.H.Wigg. Preparare con 1,5 g di orthosiphon, 1 g di tè verde e 1,5 g di tarassaco in 200-250 ml di acqua a 85-90 °C. Infondere per circa 10 minuti. Utilizzare una o due volte al giorno preferibilmente nelle ore mattutine. La combinazione è tradizionalmente impiegata per supporto metabolico, controllo del peso e drenaggio.
Decotto leggero con Orthosiphon stamineus Benth. e Cynodon dactylon (L.) Pers. Utilizzare 2 g di orthosiphon e 2 g di gramigna in 300 ml di acqua. Portare a lieve ebollizione per 5 minuti e lasciare riposare altri 10 minuti prima di filtrare. Assunzione consigliata una o due volte al giorno come supporto urinario e per aumentare la diuresi fisiologica.
Formulazione erboristica per supporto urinario con Orthosiphon stamineus Benth., Solidago virgaurea L. e Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng. Impiegare 1,5 g di orthosiphon, 1 g di solidago e 1 g di uva ursina in infuso su 250 ml di acqua. Lasciare in infusione per 10 minuti. Utilizzo limitato a brevi periodi, generalmente non oltre 7-10 giorni consecutivi, per supporto delle basse vie urinarie.
Infuso epatobiliare con Orthosiphon stamineus Benth., Cynara scolymus L. e Curcuma longa L. Preparare con 2 g di orthosiphon, 1,5 g di carciofo e 0,5-1 g di curcuma in 250 ml di acqua calda. Lasciare in infusione per 10 minuti. La formulazione viene tradizionalmente impiegata per il supporto epatobiliare e digestivo.
Tisana per iperuricemia e metabolismo purinico con Orthosiphon stamineus Benth., Filipendula ulmaria (L.) Maxim. e Urtica dioica L. Utilizzare 2 g di orthosiphon, 1 g di olmaria e 1 g di ortica in 250 ml di acqua. Infondere 10-12 minuti e assumere una o due volte al giorno. L’associazione è utilizzata tradizionalmente per favorire eliminazione urinaria di urati e drenaggio metabolico.
Preparazione tradizionale sud-est asiatica con Orthosiphon stamineus Benth. e Zingiber officinale Roscoe. Impiegare 2 g di orthosiphon e 0,5-1 g di rizoma di zenzero fresco in 250 ml di acqua calda. Lasciare in infusione per 8-10 minuti. La formulazione è utilizzata come bevanda digestiva e drenante.
Miscela fitoterapica con Orthosiphon stamineus Benth., Phyllanthus niruri L. e Zea mays L. stigma. Preparare con 1,5 g di orthosiphon, 1,5 g di phyllanthus e 1 g di stimmi di mais in 300 ml di acqua. Infusione di circa 15 minuti. Tradizionalmente utilizzata come supporto funzionale urinario e renale.
European Medicines Agency, Assessment Report on Orthosiphon stamineus, 2012
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
Simon Mills, Kerry Bone, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Marcello Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Akowuah GA, Ismail Z, Norhayati I et al., The Effects of Different Extraction Solvents of Orthosiphon stamineus on Antioxidant Activity and Total Phenolic Content, Journal of Food Composition and Analysis, 2005
Yam MF, Ang LF, Basir R et al., Evaluation of the Anti-Inflammatory and Analgesic Activities of Orthosiphon stamineus, Journal of Medicinal Food, 2008
Arafat OM, Tham SY, Sadikun A et al., Studies on Diuretic and Hypouricemic Effects of Orthosiphon stamineus Methanol Extracts in Rats, Journal of Ethnopharmacology, 2008
Mohamed EAH, Siddiqui MJA, Ang LF et al., Potent Alpha-Glucosidase and Alpha-Amylase Inhibitory Activities of Standardized Extracts of Orthosiphon stamineus, Molecules, 2012
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Liquore erboristico funzionale (uso moderno)
Questa preparazione non appartiene alla tradizione storica ma rappresenta un adattamento erboristico moderno.
Preparazione:
20 g di foglie essiccate di Orthosiphon stamineus
500 ml di alcool alimentare a 40% vol.
macerazione per 15–20 giorni
filtrazione
eventuale aggiunta di una minima quantità di miele
Uso:
digestivo leggero
supporto drenante post-prandiale
Posologia:
10–20 ml dopo i pasti principali
uso occasionale
Avvertenze d’uso
Le preparazioni alcoliche di Orthosiphon stamineus non sono consigliate in gravidanza, allattamento o in soggetti con insufficienza renale severa.
L’uso prolungato deve essere ciclico.
Evitare l’associazione con farmaci diuretici senza supervisione medica.
Bibliografia
ESCOP Monographs – Orthosiphon stamineus
European Medicines Agency – Assessment Report on Orthosiphon stamineus
Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, Marcello Wichtl
Principles and Practice of Phytotherapy, Simon Mills and Kerry Bone
Trease and Evans – Pharmacognosy, W.C. Evans
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE DEPURATIVE E DRENANTI
Per combattere disordini biologici e metabolici che accompagnano certe affezioni cutanee è estremamente importante favorire l'eliminazione delle tossine da parte dell'organismo, attraverso quelli che possono essere considerati gli emuntori naturali: fegato, reni, intestino, pelle in quanto il loro funzionamento difettoso ostacola l'eliminazione delle tossine prodotte dall'organismo.
Con l'attività generalizzata sulle ghiandole emuntorie o elettiva su alcuni organi come la pelle, certe piante sono in grado di potenziarne il loro potere filtrante aumentando quindi l'eliminazione degli elementi tossici dal sangue. Non a caso la medicina popolare prescrive "cure depurative primaverili" o "depurativi del sangue" per quelle persone che soffrono di foruncolosi, acne, sfoghi della pelle, disordini epatobiliari, infiammazioni, ecc.
Le piante depurative sono associabili e sinergiche tra loro. Viola tricolore, Bardana, Dulcamara, Olivo, Carciofo, Ribes nero, Fumaria, Tarassaco, Frassino spinoso, per esempio, rinforzano a vicenda la loro azione terapeutica e sono efficaci in tutte le forme di eruzioni cutanee.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
Il nome Orthosiphon deriva dal greco e significa “tubo diritto”, in riferimento alla forma del calice del fiore.
L’epiteto stamineus allude ai lunghissimi stami sporgenti, caratteristica morfologica molto evidente.
In inglese la pianta è comunemente chiamata “cat’s whiskers” per la somiglianza degli stami ai baffi di un gatto.
Originaria del Sud-est asiatico tropicale.
Coltivata tradizionalmente in Indonesia, Malesia, Thailandia e Vietnam.
Introdotta in Europa a scopo officinale nel XIX secolo, soprattutto attraverso i circuiti coloniali olandesi.
Conosciuta da secoli nella medicina tradizionale malese e indonesiana.
Utilizzata come rimedio popolare per “pulire il sangue” e favorire l’eliminazione delle tossine.
Il nome tradizionale indonesiano “kumis kucing” significa letteralmente “baffi di gatto”.
Entrata ufficialmente nella fitoterapia europea tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Rapidamente apprezzata per l’azione diuretica ben tollerata.
Ha trovato largo impiego in Francia e Germania nella fitoterapia clinica.
È una delle poche piante officinali di origine tropicale entrate stabilmente nelle farmacopee europee.
Viene spesso citata come esempio di fitoterapico con buona correlazione tra uso tradizionale ed evidenza scientifica.
Le sue foglie mantengono una buona attività anche dopo essiccazione, caratteristica non comune a molte piante tropicali e vengono utilizzate per preparare una bevanda simile al tè, nota come “Java tea”. A Java le foglie di Orthosiphon vengono lavorate come quelle del tè per mantenerne l´aroma.
In Asia è considerata una pianta di equilibrio e purificazione.
Spesso coltivata vicino alle abitazioni per uso quotidiano.
In alcune culture viene consumata regolarmente come bevanda di mantenimento del benessere.
Orthosiphon stamineus rappresenta un esempio emblematico di pianta medicinale che ha attraversato culture e continenti, mantenendo un ruolo centrale sia nella tradizione popolare asiatica sia nella fitoterapia scientifica moderna.