EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Ordine Brassicales
Famiglia Brassicaceae
Genere Nasturtium
Specie Nasturtium officinale (DC.) R.Br.
Famiglia:
Lavaroni, Nasturzio acquatico, Sisimbrio acquatico, Erba da scorbuto, Bistorc, Cresciùn, Cresson, Grassù, Gressa, Nasturzi, Agretto, Allegretto, Aschione, Cannele, Erba da scorbuto, Jerve pe´ d´acque, Livrije, Arbulette, Cardamo, Sanaccione, Scìrpole, Crisciuni, Mastrozzu, Acione, Ascione, Gruspinu, Mastruzzu, Nastruzzu de riu, Common watercress, Brunnenkresse, Wara kebis, Cresson de fontaine, Cresson d´eau, Agriao de agua, Berro, Bramhi-sag, Piriya halim
PIANTA ERBACEA PERENNE ACQUATICA O SEMI-ACQUATICA CON FUSTI CAVI, CARNOSI E RAMIFICATI, STRISCIANTI O GALLEGGIANTI, CHE POSSONO RAGGIUNGERE UNA LUNGHEZZA DI 10-60 CM E RADICANO FACILMENTE AI NODI. LE FOGLIE SONO COMPOSTE, IMPARIPENNATE, CON 3-9 FOGLIOLINE OVATO-ELLITTICHE O SUBORBICOLARI, CON UN PICCIOLO BREVE. I FIORI SONO PICCOLI, BIANCHI, CON QUATTRO PETALI DISPOSTI A CROCE (TIPICI DELLE BRASSICACEAE), RIUNITI IN RACEMI TERMINALI ALLUNGATI. I FRUTTI SONO SILIQUE LINEARI, ERETTE O PATENTI, LUNGHE 1-2 CM, CHE CONTENGONO NUMEROSI SEMI PICCOLI E LISCI. TUTTA LA PIANTA HA UN SAPORE PICCANTE E LEGGERMENTE AMARO.
PRIMAVERA-ESTATE (APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO), CON FIORI BIANCHI A CROCE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BIANCO
Cresce spontaneamente in sorgenti, ruscelli, fossi, paludi e in generale in acque fresche, limpide e ben ossigenate, spesso con fondo ghiaioso o fangoso. Predilige climi temperati freschi e umidi. La sua distribuzione è cosmopolita, presente in Europa, Asia, Nord America e altre regioni del mondo. In Italia, si trova comunemente lungo corsi d'acqua e in zone umide di pianura e collina. La sua capacità di radicarsi ai nodi del fusto le permette di espandersi rapidamente in ambienti acquatici e ripariali.
Motivazione: i dati tossicologici indicano un profilo di sicurezza elevato alle dosi alimentari e fitoterapiche tradizionali, con possibili lievi effetti irritativi gastroenterici o urinari attribuibili agli isotiocianati; assenza di evidenze di tossicità significativa in studi in vivo e nell’uso alimentare consolidato, salvo uso eccessivo o condizioni predisponenti
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: le evidenze disponibili per Nasturtium officinale sono principalmente di tipo sperimentale in vitro e in vivo animale, con alcuni studi clinici limitati focalizzati su biomarcatori (in particolare effetti antiossidanti e modulazione di stress ossidativo da esercizio); l’efficacia risulta associata a specifiche preparazioni fresche o estratti standardizzati ricchi in glucosinolati e isotiocianati, senza conferme cliniche robuste e generalizzabili sull’intera droga vegetale
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche robuste, derivanti da studi controllati randomizzati, meta analisi o revisioni sistematiche, che dimostrino in modo conclusivo specifiche proprietà terapeutiche di Nasturtium officinale; gli studi clinici esistenti sono limitati, spesso condotti su piccoli campioni e focalizzati prevalentemente su biomarcatori intermedi come lo stress ossidativo senza traduzione diretta in indicazioni terapeutiche validate.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante con potenziale impiego nella modulazione dello stress ossidativo supportata da studi in vitro e studi clinici preliminari su biomarcatori, attribuita principalmente a glucosinolati e derivati isotiocianati; evidenza di tipo in vitro e studi interventistici limitati. Attività antimutagena e antiproliferativa con potenziale rilevanza in ambito oncologico preventivo supportata da studi in vitro e in vivo animale su estratti della specie; evidenza sperimentale senza conferma clinica. Attività epatoprotettiva con possibile impiego nella protezione da danno ossidativo epatico documentata in modelli animali; evidenza in vivo animale. Attività antimicrobica nei confronti di batteri e microrganismi patogeni documentata in vitro su estratti e frazioni ricche in isotiocianati; evidenza in vitro. Attività chemiopreventiva mediata da induzione di enzimi di detossificazione e modulazione di sistemi enzimatici cellulari documentata in vitro e in modelli animali; evidenza sperimentale. I dati risultano eterogenei e non consentono una definizione clinica univoca delle indicazioni terapeutiche.
Uso storico e nella tradizione
Impiego come digestivo e stomachico nella dispepsia lieve e nei disturbi digestivi funzionali documentato nella tradizione erboristica europea. Uso come diuretico blando e depurativo nelle pratiche popolari senza conferma sperimentale diretta sulla specie. Utilizzo come alimento funzionale e tonico generale in condizioni di astenia o carenze nutrizionali nella tradizione dietetica. Impiego tradizionale come espettorante e supporto nelle affezioni respiratorie lievi documentato etnobotanicamente ma non supportato da evidenze sperimentali specifiche.
European Medicines Agency, Assessment report on Nasturtium officinale, 2013
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 4, 2009
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NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI FORMALMENTE DOCUMENTATE DA STUDI CLINICI, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICI SPECIFICI SU NASTURTIUM OFFICINALE.
POSSIBILE IRRITAZIONE GASTROINTESTINALE E DELLE VIE URINARIE IN CASO DI ASSUNZIONE A DOSAGGI ELEVATI O PROLUNGATI, ATTRIBUIBILE ALLA PRESENZA DI ISOTIOCIANATI DERIVATI DAI GLUCOSINOLATI; EVIDENZA DI TIPO FARMACOLOGICO E OSSERVAZIONALE DERIVATA DA STUDI SPERIMENTALI SULLA SPECIE. POTENZIALE INTERFERENZA CON LA FUNZIONALITÀ TIROIDEA IN CASO DI CONSUMO ELEVATO E CRONICO PER CONTENUTO IN COMPOSTI GOZZIGENI DERIVATI DAI GLUCOSINOLATI; EVIDENZA DI TIPO IN VITRO E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA DOCUMENTATA, CON ASSENZA DI CONFERME CLINICHE DIRETTE SULLA SPECIE. POSSIBILE RISCHIO MICROBIOLOGICO SE CONSUMATO CRUDO E NON ADEGUATAMENTE LAVATO IN AMBIENTI CONTAMINATI, CORRELATO ALLA CRESCITA ACQUATICA DELLA PIANTA; EVIDENZA OSSERVAZIONALE E IGIENICO-SANITARIA SPECIFICA PER LA SPECIE COLTIVATA IN AMBIENTI NATURALI. DATI CLINICI DIRETTI SULL’UOMO RISULTANO LIMITATI, PERTANTO IL PROFILO DI SICUREZZA SI BASA PREVALENTEMENTE SU STUDI SPERIMENTALI E SULL’USO ALIMENTARE TRADIZIONALE.
È BUONA NORMA, COME PER TUTTE LE PIANTE ACQUATICHE CHE SI USANO CRUDE COME ALIMENTO, EFFETTUARE UN PRETRATTAMENTO ATTO A ELIMINARE I PROBABILI MOLLUSCHI CHE POSSONO INFESTARLE E CHE POTREBBERO PROCURARE LA DISTOMATOSI A CAUSA DEI PARASSITI IN ESSI CONTENUTI CAUSANDO NOTEVOLI DANNI SPECIALMENTE ALLE VIE EPATICHE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto fluido idroalcolico da parti aeree fresche o essiccate con rapporto droga estratto tipicamente 1:1 o 1:2 in etanolo 45–70 per cento. Non esistono standard internazionali consolidati per la titolazione, ma per finalità fitoterapiche si considera utile un contenuto minimo di glucosinolati totali espresso come gluconasturtiina non inferiore a circa 0,2–0,5 per cento o un contenuto equivalente di isotiocianati totali liberabili. Posologia orientativa 2–4 ml fino a tre volte al giorno, modulata in base al contenuto in principi attivi e alla tollerabilità gastrica.
Tintura madre ottenuta da pianta fresca secondo metodiche farmacopee con titolo alcolico intorno a 45–65 per cento e rapporto droga estratto 1:10. Non sono definiti requisiti ufficiali di titolazione ma è rilevante la presenza di precursori glucosinolatati e attività mirosinasica residua. Posologia usuale 20–40 gocce due o tre volte al giorno, con eventuale diluizione in acqua per ridurre l’irritazione.
Estratto secco nebulizzato o liofilizzato da parti aeree con rapporto di estrazione variabile 4–6:1 o superiore. Per un uso razionale si richiede standardizzazione in glucosinolati totali o isotiocianati equivalenti con intervallo indicativo 0,5–1,5 per cento, tenendo conto della perdita enzimatica durante la lavorazione. Posologia indicativa 300–800 mg al giorno suddivisi in due o tre somministrazioni, preferibilmente in forme gastroprotette se presenti sensibilità gastriche.
Succo fresco stabilizzato o estratto pressato a freddo da pianta fresca, talvolta addizionato di etanolo come conservante. La qualità è correlata al contenuto di glucosinolati e vitamina C, senza standard ufficiali di titolazione. Posologia tipica 10–20 ml una o due volte al giorno per periodi brevi, valutando la tolleranza individuale.
Polvere micronizzata di droga essiccata incapsulata o compressa. Non esistono titoli normati ma si considera adeguata una droga con contenuto naturale di glucosinolati e assenza di inattivazione enzimatica eccessiva. Posologia orientativa 1–2 g al giorno suddivisi, con cautela per possibile irritazione gastrointestinale.
Preparazioni omeopatiche derivate da Tintura Madre di Nasturtium officinale, disponibili in diluizioni decimali o centesimali. Le forme più utilizzate sono D3–D6 per uso a bassa diluizione e 5CH–9CH per uso medio, secondo pratica omeopatica. Posologia tipica 5–10 gocce o 3–5 granuli una o due volte al giorno, modulata dal quadro individuale e dal principio di similitudine.
European Medicines Agency, Assessment report on Nasturtium officinale L. herba, 2013
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, Volume 4, 2009
Blumenthal M, Goldberg A, Brinckmann J, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
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Fahey JW, Zalcmann AT, Talalay P, The chemical diversity and distribution of glucosinolates and isothiocyanates among plants, 2001
Rose P, Faulkner K, Williamson G, Mithen R, 7-methylsulfinylheptyl and 8-methylsulfinyloctyl isothiocyanates from watercress, 2000
Boyd LA, McNaughton SA, Effects of watercress consumption on oxidative stress and cancer biomarkers, 2007
Gill CI, Haldar S, Boyd LA, et al., Watercress supplementation in diet reduces DNA damage and increases antioxidant status, 2007
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Nasturtium officinale ottenuto da parti aeree fresche o essiccate finemente sminuzzate, 2–4 g per 150 ml di acqua calda non bollente per preservare l’attività enzimatica della mirosinasi, lasciando in infusione 10 minuti con recipiente coperto. Si consiglia una o due somministrazioni al giorno per periodi brevi, con finalità di supporto antiossidante e nutrizionale. L’uso prolungato deve considerare la possibile irritazione gastrica.
Infuso combinato con Nasturtium officinale 2 g, Thymus vulgaris 1 g e Althaea officinalis 1 g per 200 ml di acqua calda, in infusione per 10 minuti. Questa formulazione integra componenti aromatiche e mucillaginose con finalità di supporto alle vie respiratorie, con una o due assunzioni giornaliere. L’aggiunta di Althaea riduce l’irritatività dei glucosinolati.
Decotto leggero di Nasturtium officinale associato a Taraxacum officinale radice 3 g e Cynara scolymus foglie 2 g in 250 ml di acqua, portando a ebollizione per 5 minuti e lasciando riposare altri 10 minuti. L’impiego è orientato al supporto epatobiliare e digestivo con una sola assunzione giornaliera dopo i pasti principali, limitando la durata a cicli brevi.
Infuso depurativo con Nasturtium officinale 2 g, Urtica dioica foglie 2 g e Betula pendula foglie 1,5 g per 200 ml di acqua, infusione 10–12 minuti. La combinazione è coerente con dati farmacologici su attività antiossidante e supporto metabolico. Posologia una o due tazze al giorno per periodi limitati, con attenzione a soggetti con ipersensibilità gastrica.
Infuso digestivo aromatico con Nasturtium officinale 1,5 g, Foeniculum vulgare semi 1 g e Mentha piperita foglie 1 g per 200 ml di acqua, infusione 8–10 minuti. Indicato come coadiuvante della funzione digestiva e per la riduzione di meteorismo. Assunzione dopo i pasti principali.
Preparazione a freddo parziale con Nasturtium officinale fresco tritato 10 g lasciato macerare in acqua tiepida 200 ml per 20 minuti seguita da breve riscaldamento senza ebollizione. Questa modalità preserva parte dell’attività enzimatica dei glucosinolati. Assunzione una volta al giorno per cicli brevi, evitando in presenza di gastriti o sensibilità mucosale.
Infuso nutrizionale con Nasturtium officinale 2 g, Rosa canina pseudo-frutti 2 g e Hibiscus sabdariffa 1 g per 200 ml di acqua, infusione 10 minuti. Formulazione orientata all’apporto di vitamina C e polifenoli con una o due assunzioni giornaliere, evitando eccessi per possibile acidità gastrica.
Decotto combinato respiratorio con Nasturtium officinale 1,5 g, Plantago lanceolata foglie 2 g e Glycyrrhiza glabra radice 0,5–1 g in 250 ml di acqua, ebollizione 5 minuti e infusione 10 minuti. Supporto mucolitico e lenitivo con una tazza al giorno, prestando attenzione a soggetti con ipertensione per la presenza di Glycyrrhiza.
European Medicines Agency, Assessment report on Nasturtium officinale L. herba, 2013
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, Volume 4, 2009
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs, 2003
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Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
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Boyd LA, McNaughton SA, Effects of watercress consumption on oxidative stress and cancer biomarkers, 2007
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicato tradizionale a base di Nasturtium officinale ottenuto mediante macerazione di parti aeree fresche tritate in vino bianco a gradazione media per un rapporto approssimativo di 1:5. La macerazione avviene in contenitore chiuso per 5–7 giorni al riparo dalla luce con agitazione quotidiana, seguita da filtrazione. L’uso è storicamente assimilato a tonico digestivo e depurativo leggero con posologia di circa 30–50 ml prima dei pasti per periodi brevi. La stabilità dei glucosinolati e la conversione in isotiocianati risultano variabili e inferiori rispetto agli estratti freschi.
Macerato idroalcolico tipo vino liquoroso ottenuto con aggiunta di etanolo al vino per raggiungere una gradazione finale di circa 20–25 per cento, utilizzando droga fresca o leggermente essiccata in rapporto 1:4. La macerazione prolungata fino a 10–14 giorni consente una maggiore estrazione dei composti fenolici e dei precursori solforati. L’impiego è analogo alle tinture a bassa concentrazione con dosi ridotte, generalmente 20–30 ml una volta al giorno, valutando la tollerabilità gastrica.
Liquore erboristico aromatizzato con Nasturtium officinale e piante sinergizzanti come Foeniculum vulgare e Citrus spp. scorze, ottenuto per macerazione in etanolo 40–50 per cento seguita da diluizione e eventuale dolcificazione. La funzione è principalmente digestiva e aromatica piuttosto che fitoterapica diretta, con assunzione occasionale di 10–20 ml dopo i pasti. L’efficacia terapeutica è limitata dalla degradazione enzimatica dei glucosinolati durante il processo.
Tintura alcolica classica ottenuta per macerazione in etanolo 45–70 per cento rappresenta la forma più coerente dal punto di vista farmacognostico rispetto al vino medicato. Il solvente alcolico consente l’estrazione sia di componenti polari che apolari e garantisce stabilità microbiologica. L’uso è sovrapponibile alle preparazioni liquide standard con dosaggi in gocce diluite, generalmente 20–40 gocce due o tre volte al giorno.
European Medicines Agency, Assessment report on Nasturtium officinale L. herba, 2013
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants, Volume 4, 2009
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs, 2003
Blumenthal M, Goldberg A, Brinckmann J, Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, 2000
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Kokhdan E P, A Narrative Review on Therapeutic Potentials of Watercress, 2021
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Soudkhah S S, Hydroalcoholic extract of Nasturtium officinale and protective effects, 2025
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Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Nasturtium officinale è ampiamente utilizzato come ortaggio a foglia cruda, caratterizzato da sapore pungente e leggermente piccante dovuto ai glucosinolati e ai loro derivati isotiocianati. Le foglie giovani e i germogli sono preferiti per consumo diretto, aggiunti a insalate miste, carpacci vegetali o piatti freddi, dove apportano una nota aromatica simile alla senape ma più fresca e vegetale.
Insalate: L'uso più diffuso è nelle insalate, dove le foglie e i gambi teneri aggiungono una nota pepata e un sapore unico, che si sposa bene con verdure dolci o a contrasto.
È impiegato tradizionalmente nella preparazione di minestre e vellutate, in particolare nella cucina europea, dove viene cotto brevemente per preservare parte del contenuto nutrizionale. La cottura prolungata riduce significativamente il profilo aromatico e la concentrazione di composti bioattivi, pertanto è generalmente consigliata una breve scottatura o aggiunta a fine cottura.
Contorni e guarnizioni: Il crescione viene spesso usato come contorno per piatti di carne o pesce, in particolare quelli più grassi, per bilanciarne il sapore. È anche un'ottima guarnizione per zuppe e piatti freddi. Si abbina bene a paste, risotti o carni.
Può essere utilizzato come ingrediente per salse verdi e condimenti, spesso combinato con olio, frutta secca o semi, aglio e formaggi freschi per ottenere preparazioni simili al pesto. In questo contesto svolge sia funzione aromatica sia nutrizionale, contribuendo con vitamina C, carotenoidi e composti fenolici.
Nella cucina tradizionale viene aggiunto a panini, piadine e preparazioni fredde come elemento rinfrescante e leggermente piccante, in sostituzione o in associazione ad altre brassicacee come rucola o senape. È particolarmente apprezzato in abbinamento con pesce, uova e formaggi freschi.
Il sapore del crescione è piccante e leggermente amaro, simile a quello della rucola o della senape. Questa caratteristica è dovuta alla presenza di glucosinolati. È anche una fonte eccellente di Vitamina K, Vitamina C e antiossidanti.
Il succo fresco di Nasturtium officinale può essere utilizzato come ingrediente in bevande vegetali o estratti, spesso combinato con altre verdure a foglia o ortaggi. In ambito gastronomico moderno è impiegato anche come guarnizione funzionale per piatti gourmet grazie al colore verde intenso e al sapore distintivo.
I semi e le parti più mature sono meno utilizzati in cucina a causa del gusto più intenso e della maggiore fibrosità, ma possono essere impiegati in piccole quantità come spezia vegetale. L’intera pianta deve essere accuratamente lavata prima del consumo, soprattutto se raccolta spontaneamente, per ridurre il rischio microbiologico associato ad ambienti acquatici.
Per combattere disordini biologici e metabolici che accompagnano certe affezioni cutanee è estremamente importante favorire l'eliminazione delle tossine da parte dell'organismo, attraverso quelli che possono essere considerati gli emuntori naturali: fegato, reni, intestino, pelle in quanto il loro funzionamento difettoso ostacola l'eliminazione delle tossine prodotte dall'organismo.
Con l'attività generalizzata sulle ghiandole emuntorie o elettiva su alcuni organi come la pelle, certe piante sono in grado di potenziarne il loro potere filtrante aumentando quindi l'eliminazione degli elementi tossici dal sangue. Non a caso la medicina popolare prescrive "cure depurative primaverili" o "depurativi del sangue" per quelle persone che soffrono di foruncolosi, acne, sfoghi della pelle, disordini epatobiliari, infiammazioni, ecc.
Le piante depurative sono associabili e sinergiche tra loro. Viola tricolore, Bardana, Dulcamara, Olivo, Carciofo, Ribes nero, Fumaria, Tarassaco, Frassino spinoso, per esempio, rinforzano a vicenda la loro azione terapeutica e sono efficaci in tutte le forme di eruzioni cutanee.
[Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"]
Antica risorsa nutrizionale: Il crescione era già apprezzato dagli antichi Romani, Persiani e Greci, che lo consumavano per le sue proprietà nutrizionali e mediche. Si racconta che Ippocrate, il padre della medicina, lo usasse per curare la tosse e altri disturbi respiratori. La sua ricchezza di nutrienti lo rendeva una risorsa preziosa, specialmente durante i mesi invernali.
Nome e origine: Il nome "crescione d'acqua" deriva dalla sua predilezione per l'acqua pulita e corrente. Tradizionalmente, veniva raccolto lungo i ruscelli, ma è stata una delle prime verdure a essere coltivata su larga scala in fattorie specializzate in Inghilterra a partire dal XIX secolo.
"Superfood" del passato: Prima che il termine "superfood" diventasse popolare, il crescione era già considerato un alimento straordinario. La sua alta concentrazione di Vitamina C lo rendeva un rimedio efficace contro lo scorbuto, una malattia che affliggeva i marinai e le popolazioni con accesso limitato a frutta e verdura fresca.
Simbolo di salute: La sua associazione con l'acqua pura e le sue proprietà benefiche hanno fatto sì che il crescione diventasse un simbolo di salute e vitalità. Ancora oggi, è spesso pubblicizzato per i suoi numerosi benefici, che spaziano dal supporto immunitario alla depurazione del corpo.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
European Medicines Agency, Assessment report on Nasturtium officinale, 2013
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 4, 2009
Fahey JW, Zalcmann AT, Talalay P, The chemical diversity and distribution of glucosinolates and isothiocyanates among plants, Phytochemistry, 2001
Cartea ME, Francisco M, Soengas P, Velasco P, Phenolic compounds in Brassica vegetables, Molecules, 2011
Podsedek A, Natural antioxidants and antioxidant capacity of Brassica vegetables A review, LWT Food Science and Technology, 2007
Gupta S, Prakash J, Nutritional and phytochemical composition of watercress Nasturtium officinale, Journal of Food Composition and Analysis, 2009