Foto modificata per uso didattico. Gentile concessione del Centro Clinico Medicina Naturale (naturamedica.net)
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
++
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Genere Alchemilla
Specie Alchemilla vulgaris L.
Nota
Alchemilla vulgaris è un complesso di specie apomittiche strettamente correlate spesso trattate collettivamente come aggregato tassonomico Alchemilla vulgaris agg.
Famiglia:
Alchimilla, Erba Stella, Erba Rugiada, Erba Rossa, Ventaglina, Zampa Di Leone, Common Lady´s Mantle, Manteau Des Dames, Alchémille Commune, Pastoral Lady´s Mantle, Hairy Lady´s Mantle
Alchemilla Acutangula Buser, Alchemilla Acutangula F. Autumnalis Snarskis, Alchemilla Acutangula Var. Adpressepilosa H.Lindb., Alchemilla Acutangula Var. Micantoides Snarskis, Alchemilla Acutangula Var. Typica Snarskis, Alchemilla Acutiloba Buser, Alchemilla Acutiloba Opiz, Alchemilla Acutiloba F. Acutiloba, Alchemilla Acutiloba F. Adpressepilosa (H.Lindb.) Hyl., Alchemilla Acutiloba F. Adpressepilosa (H.Lindb.) Hyl. Ex Sam., Alchemilla Acutiloba F. Altissima Buser, Alchemilla Acutiloba F. Glabriuscula H.Wulff, Alchemilla Acutiloba F. Gracilior Bornm., Alchemilla Acutiloba F. Intonsa S.E.Fröhner, Alchemilla Acutiloba F. Typica Buser, Alchemilla Acutiloba Subsp. Pontica H.Wulff, Alchemilla Acutiloba Var. Acutiloba Opiz, 1838, Alchemilla Acutiloba Var. Pontica Buser, Alchemilla Acutiloba Var. Stellata Poelt, Alchemilla Latifolia Salisb., Alchemilla Palmata Subsp. Acutangula (Buser) Palitz, Alchemilla Pontica (Buser) K.Malý, Alchemilla Pratensis F. Aestivalis Snarskis, Alchemilla Pratensis F. Autumnalis Snarskis, Alchemilla Pratensis Var. Acutangula (Buser) Schinz & R.Keller, Alchemilla Pratensis Var. Vulgaris Schinz & R.Keller, Alchemilla Sylvestris Var. Acutangula (Buser) Hayek, Alchemilla Vulgaris Subsp. Acutangula (Buser) Murb., Alchemilla Vulgaris Subsp. Acutangula (Buser) Palitz, Alchemilla Vulgaris Subsp. Acutiloba (Opiz) Dostál, Alchemilla Vulgaris Subsp. Assurgens Braun-Blanq., Alchemilla Vulgaris Subsp. Genuina Godr., Alchemilla Vulgaris Subsp. Macrotoma Borbás, Alchemilla Vulgaris Subsp. Vulgaris, Alchemilla Vulgaris Var. Acutangula (Buser) Asch. & Graebn., Alchemilla Vulgaris Var. Acutangula (Buser) R.Keller, Alchemilla Vulgaris Var. Acutiloba (Opiz) Stoj., Stef. & Kitan., Alchemilla Vulgaris Var. Ambigens Murr, Alchemilla Vulgaris Var. Genuina Boiss., Alchemilla Vulgaris Var. Leiocalycina Wettst., Alchemilla Vulgaris Var. Typica Beck, Potentilla Acutiloba (Opiz) Christenh. & Väre
PIANTA ERBACEA PERENNE, ALTA 20-50 CM. PRESENTA RIZOMA CORTO E FUSTI ERETTI O ASCENDENTI, RAMIFICATI NELLA PARTE SUPERIORE, CON PELI PATENTI. FOGLIE BASALI PALMATE (7-9 LOBI), RENIFORMI, CON MARGINE DENTATO E SUPERFICIE PIEGHETTATA, GLABRE O LEGGERMENTE PUBESCENTI SOPRA, TOMENTOSE SOTTO. STIPOLE AMPIE, BRUNE E MEMBRANOSE. FIORI PICCOLI (3-5 MM), GIALLO-VERDASTRI, RIUNITI IN DENSE CIME CORIMBOSE. CALICE CON 4 SEPALI (PETALI ASSENTI), 4 STAMI E OVARIO SUPERO. FRUTTO ACHENIO RACCHIUSO NEL CALICE PERSISTENTE. FIORITURA DA MAGGIO A SETTEMBRE. SPECIE POLIMORFA, SPESSO APOMITTICA. DIFFUSA IN PRATI UMIDI E BOSCHI RADI DI EUROPA E ASIA, UTILIZZATA IN FITOTERAPIA PER LE PROPRIETÀ ASTRINGENTI (TANNINI) ED ESTROGENICHE (FITOSTEROLI).
Tipica di ambienti freschi e umidi dell'Europa e Asia temperata. Cresce in prati umidi, margini boschivi, radure forestali e lungo i corsi d'acqua, prediligendo suoli ricchi di humus, da neutri a leggermente acidi, con buona disponibilità idrica. Presente dalla pianura fino a 2.500 metri di altitudine, è particolarmente abbondante in zone montane e subalpine. Frequente in associazioni vegetali dei Molinio-Arrhenatheretea (prati falciati) e Betulo-Adenostyletea (ambienti forestali umidi), spesso associata a Geranium sylvaticum e Ranunculus acris. Specione sciafila, mesofila e nitrofila, indicatrice di terreni con buona fertilità naturale. La sua distribuzione è favorita da ambienti poco disturbati e con elevata umidità atmosferica
Granica Sebastian, Krupa Krzysztof, Kłębowska Agnieszka, Kiss Anna K, Development and validation of HPLC method for determination of ellagitannins in Alchemilla vulgaris L., 2013
Fecka Izabela, Qualitative and quantitative determination of hydrolysable tannins and flavonoids in Alchemilla vulgaris L., 2007
Czerwińska Monika E, Kiss Anna K, Bioactive compounds in Alchemilla vulgaris L. and their pharmacological activity, 2013
Olennikov Daniil N, Kashchenko Nina I, Chirikova Nadezhda K, Polyphenolic profile of Alchemilla vulgaris L. and related species, 2015
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: dati tossicologici disponibili indicano buona tollerabilità alle dosi terapeutiche tradizionali, con eventuali effetti indesiderati limitati a disturbi gastrointestinali lievi correlati al contenuto in tannini; assenza di evidenze di tossicità sistemica significativa nella specie alle dosi corrette
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: evidenze derivanti da studi in vitro e in vivo animale coerenti con l’elevato contenuto in tannini ed ellagitannini con attività astringente e antinfiammatoria, supportate da uso fitoterapico tradizionale consolidato e riconosciuto in monografie ufficiali; assenza di studi clinici controllati sufficienti per classificazione superiore
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili evidenze cliniche controllate, meta-analisi o revisioni sistematiche specifiche su Alchemilla vulgaris L. che consentano di confermare in modo rigoroso proprietà fitoterapiche o indicazioni terapeutiche. I dati clinici risultano assenti o non sufficientemente documentati per questa specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività astringente con indicazione in diarrea lieve e infiammazioni delle mucose orali e faringee. Evidenza basata su composizione chimica ricca in tannini e su studi in vitro di precipitazione proteica e attività antimicrobica, supportata da uso fitoterapico consolidato.
Attività antinfiammatoria con indicazione in irritazioni cutanee e mucosali. Evidenza da studi in vitro su estratti della pianta con inibizione di mediatori infiammatori e da modelli sperimentali limitati; dati non uniformi e non standardizzati.
Attività antiossidante con possibile indicazione nel supporto allo stress ossidativo. Evidenza in vitro su estratti ricchi in polifenoli e flavonoidi con attività scavenger dei radicali liberi; assenza di correlazione clinica diretta.
Attività antimicrobica con indicazione in infezioni superficiali del cavo orale e della cute. Evidenza in vitro su batteri Gram-positivi e alcuni microrganismi patogeni; efficacia non confermata in vivo sull’uomo.
Attività cicatrizzante con indicazione in lesioni cutanee superficiali. Evidenza da studi sperimentali in vitro e modelli animali che suggeriscono accelerazione dei processi riparativi; dati limitati e non standardizzati.
Uso storico e nella tradizione
Uso nelle diarree e nei disturbi gastrointestinali lievi come rimedio astringente tradizionale europeo.
Uso in infiammazioni del cavo orale, faringe e gengive mediante gargarismi e sciacqui.
Uso in ambito ginecologico tradizionale per disturbi mestruali e leucorrea, senza evidenze scientifiche dirette sulla specie.
Uso topico per ferite, abrasioni e dermatosi minori nella medicina popolare europea.
Uso come tonico generale e rimedio per disturbi epatici e digestivi, non supportato da dati farmacologici specifici.
European Medicines Agency, Assessment report on Alchemilla vulgaris L., herba, 2013
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Alchemilla vulgaris, 2003
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
European Directorate for the Quality of Medicines, European Pharmacopoeia Monograph Alchemillae herba, 2022
Granica Sebastian, Kiss Anna K, Biological and pharmacological activity of Agrimonia eupatoria L. and Alchemilla vulgaris L. extracts, 2013
Fecka Izabela, Tannins and flavonoids in Alchemilla vulgaris L. and their biological activity, 2007
Denev Petko, Kratchanova Milena, Ciz Marco, Lojek Antonin, Kratchanov Chavdar, Bioavailability and antioxidant activity of black chokeberry polyphenols comparison with Alchemilla vulgaris extracts, 2012
Gawron-Gzella Agnieszka, Witkowska-Banaszczak Ewa, Chemical composition and antimicrobial activity of Alchemilla vulgaris L. extracts, 2013
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’ELEVATO CONTENUTO IN TANNINI IDROLIZZABILI PUÒ DETERMINARE RIDUZIONE DELL’ASSORBIMENTO INTESTINALE DI FARMACI E MICRONUTRIENTI SE ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE; EVIDENZA BASATA SU PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA E DATI SPERIMENTALI GENERALI SUI TANNINI, CON ASSENZA DI STUDI CLINICI SPECIFICI SULLA SPECIE.
L’USO PROLUNGATO O AD ALTE DOSI PUÒ CAUSARE IRRITAZIONE DELLA MUCOSA GASTROINTESTINALE CON SINTOMATOLOGIA LIEVE QUALI NAUSEA O DISCOMFORT ADDOMINALE; EVIDENZA DERIVATA DA OSSERVAZIONI FARMACOLOGICHE SUI TANNINI E CONFERMATA INDIRETTAMENTE DA DATI SPERIMENTALI SULLA COMPOSIZIONE DELLA SPECIE.
L’IMPIEGO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO NON È ADEGUATAMENTE SUPPORTATO DA DATI CLINICI SPECIFICI SULLA SPECIE; EVIDENZA BASATA SU ASSENZA DI STUDI E PRINCIPIO DI PRECAUZIONE IN FITOTERAPIA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DISPONIBILI CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE SUPPORTATE DA DATI CLINICI O OSSERVAZIONALI DIRETTI SULLA SPECIE ALCHEMILLA VULGARIS L. NELLE PRINCIPALI MONOGRAFIE UFFICIALI E NELLA LETTERATURA SCIENTIFICA PEER REVIEWED.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCALOIDI
CALCIO (INTEGRATORI)
FARMACI PER OS (RIDUCE ASSORBIMENTO)
FERRO (INTEGRATORI)
INTEGRATORI DI MINERALI (ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE)
Estratto secco titolato di Alchemilla vulgaris L. ottenuto da parti aeree mediante estrazione idroalcolica con successiva essiccazione e standardizzazione in tannini totali espressi come acido gallico generalmente compresi tra il 5 e il 10 percento. Questo tipo di estratto rappresenta la forma più coerente con l’attività astringente e antidiarroica. La posologia usuale negli integratori è compresa tra 300 e 600 mg al giorno suddivisi in due o tre somministrazioni. Non esistono studi clinici che definiscano un titolo minimo efficace preciso, ma la presenza di tannini è considerata il principale marker farmacognostico.
Estratto fluido idroalcolico con rapporto droga estratto tipicamente 1:1 o 1:2 in etanolo al 25-45 percento. Questa forma mantiene l’intero fitocomplesso con tannini, flavonoidi e acidi fenolici. La posologia generalmente utilizzata è di 20-40 gocce fino a tre volte al giorno, corrispondenti a circa 1-2 ml per dose. L’impiego è coerente con attività astringente su mucose gastrointestinali e orofaringee. I dati disponibili sono basati su farmacognosia e uso tradizionale documentato, senza validazione clinica.
Tintura madre ottenuta da pianta fresca o essiccata con rapporto droga solvente tipico 1:5 in etanolo al 45-70 percento. La titolazione non è standardizzata ma il contenuto in polifenoli e tannini è rilevante per l’attività biologica. La posologia usuale è di 30-50 gocce due o tre volte al giorno. L’efficacia è supportata da plausibilità farmacologica e uso fitoterapico tradizionale, non da studi clinici controllati.
Estratto glicolico utilizzato prevalentemente in ambito dermatologico e cosmetico, standardizzato in frazioni polifenoliche totali. Viene impiegato in concentrazioni variabili tra il 2 e il 10 percento in formulazioni topiche per effetto astringente, lenitivo e dermoprotettivo. Le evidenze derivano da studi in vitro su attività antiossidante e da modelli sperimentali su cicatrizzazione cutanea .
Estratto secco per uso topico incorporato in gel o creme, standardizzato in composti fenolici totali. Le concentrazioni nei preparati topici variano generalmente tra il 1 e il 5 percento. Studi sperimentali in vitro e in vivo su modelli animali indicano un potenziale effetto cicatrizzante e modulatore dell’infiammazione cutanea .
Preparazioni omeopatiche di Alchemilla vulgaris L. disponibili sotto forma di tintura madre omeopatica e diluizioni successive quali D4, D6, D12. La posologia varia in funzione della diluizione e della pratica omeopatica, generalmente 5-10 gocce o globuli una o più volte al giorno. Non esistono evidenze scientifiche farmacologiche o cliniche che supportino un effetto terapeutico secondo criteri evidence based.
European Medicines Agency, Assessment report on Alchemilla vulgaris L., herba, 2013
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Alchemilla vulgaris, 2003
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
European Directorate for the Quality of Medicines, European Pharmacopoeia Monograph Alchemillae herba, 2022
Tasić-Kostov Marija, Arsić Ivana, Pavlović Dragana, Stojanović Sanja, Najman Stevo, Naumović Sonja, Tadić Vanja, In vitro and in vivo evaluation of Alchemilla vulgaris L. gel wound healing potential, 2019
Takir S, Altun IH, Sezgi B, Suzgec-Selcuk S, Mat A, Uydes-Dogan BS, Vasorelaxant and blood pressure lowering effects of Alchemilla vulgaris extracts, 2015
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso semplice di Alchemilla vulgaris L. per uso astringente intestinale e orofaringeo
Preparazione con 2–4 g di droga secca in 150–200 ml di acqua bollente, lasciando in infusione per 10 minuti. Assunzione fino a tre volte al giorno tra i pasti. Questa formulazione è coerente con l’uso fitoterapico documentato per diarrea lieve e infiammazioni delle mucose, basata sul contenuto in tannini con attività astringente e precipitante proteica
Decotto leggero astringente per diarrea acuta lieve
Preparazione con circa 5 g di droga in 250 ml di acqua, bollitura per 5 minuti seguita da filtrazione. Assunzione di una tazza ogni 6 ore per un massimo di 48 ore. Questa modalità migliora l’estrazione dei tannini idrolizzabili ed è coerente con impiego farmacognostico a breve termine per disturbi enterici
Infuso composto astringente intestinale
Composizione con Alchemilla vulgaris 50 percento, Plantago major 20 percento, Vaccinium myrtillus foglie 30 percento. Preparazione con 2–3 g della miscela in 200 ml di acqua bollente, infusione 10 minuti, due o tre somministrazioni giornaliere. La formulazione si basa su sinergia astringente e mucoprotettiva documentata in fitoterapia tradizionale con supporto farmacologico sui tannini
Infuso composto per dismenorrea e disturbi del ciclo
Composizione con Alchemilla vulgaris 40–50 percento, Achillea millefolium 30 percento, Urtica dioica o Agnocasto quota restante. Preparazione con 2 g di miscela in 200 ml di acqua bollente, infusione 10 minuti, due tazze al giorno nella fase luteale del ciclo. L’impiego deriva da uso fitoterapico consolidato e da plausibilità farmacologica su attività astringente e modulante delle mucose
Infuso drenante e digestivo
Composizione con Alchemilla vulgaris 30 percento, Taraxacum officinale 20 percento, Foeniculum vulgare 20 percento, Orthosiphon stamineus 30 percento. Preparazione con 2–3 g in 200 ml di acqua bollente, una tazza al giorno per periodi brevi. Evidenza limitata a uso fitoterapico e studi farmacologici su singoli componenti, non specificamente validata per la specie
Infuso per uso topico orofaringeo
Preparazione più concentrata con 5–10 g di droga in 150 ml di acqua bollente, infusione 10 minuti, utilizzato per gargarismi o sciacqui due o tre volte al giorno. Indicato per infiammazioni del cavo orale e gengivali sulla base dell’attività astringente e antimicrobica in vitro
Decotto per uso topico cutaneo
Preparazione con 10 g di droga in 250 ml di acqua, bollitura per 10 minuti, filtrazione e applicazione mediante impacchi su cute lesa o irritata. L’impiego è supportato da evidenze sperimentali su attività cicatrizzante e antinfiammatoria in modelli in vitro e animali.
European Medicines Agency, Assessment report on Alchemilla vulgaris L., herba, 2013
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Alchemilla vulgaris, 2003
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
European Directorate for the Quality of Medicines, European Pharmacopoeia Monograph Alchemillae herba, 2022
Tasić-Kostov Marija, Arsić Ivana, Pavlović Dragana, Stojanović Sanja, Najman Stevo, Naumović Sonja, Tadić Vanja, In vitro and in vivo evaluation of Alchemilla vulgaris L. gel wound healing potential, 2019
Granica Sebastian, Kiss Anna K, Biological and pharmacological activity of Alchemilla vulgaris L., 2013
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino Medicinale
Sebbene meno comune, esiste anche la tradizione di preparare un vino medicinale aromatizzato o macerato con Alchemilla.
Preparazione:
In questo caso, le foglie essiccate e polverizzate di Alchemilla vengono mescolate direttamente con vino rosso . La tradizione storica, riportata da figure come Andrés Laguna de Segovia, suggeriva di utilizzare questa preparazione come vulnerario (per curare le ferite).
Uso:
L'uso del vino medicinale è storicamente legato alla cura delle ferite . Al giorno d'oggi, questo preparato è estremamente raro e il suo consumo è sostituito dall'uso più standardizzato e controllato della tintura madre.
Riepilogo della Preparazione e dell'Uso
Preparazione Processo Principale Gradazione Alcolica Dosaggio e Modalità d'Uso Scopo Principale
Tintura Madre Macerazione di pianta in solvente idroalcolico (50-60°) 50-60% vol 30-40 gocce, 2-3 volte/giorno, diluite in acqua Trattamento di disturbi ginecologici (dismenorrea, menorragia) e gastrointestinali (diarrea, colite).
Vino Medicinale Macerazione di polvere di pianta in vino rosso Bassa (≈12% vol) Uso storico/topico (vulnerario) Uso storico per la cura delle ferite; oggi molto raro.
Note Importanti
Non è un Vino da Pasto: Le preparazioni alcoliche di Alchemilla vulgaris sono preparati fitoterapici e non vini destinati al consumo alimentare per piacere. Huno un gusto tipicamente amaro e astringente, dovuto all'alto contenuto di tannini.
Riferimenti Bibliografici
Erboristeria dei Frati. "ALCHEMILLA (Alchemilla vulgaris)". Disponibile su: https://www.erboristeriadeifrati.it/glossary/alchemilla-alchemilla-vulgaris/
La Erbolaia. "Alchemilla Vulgaris – Soluzione idroalcolica". Disponibile su: https://www.lerbolaia.it/prodotto/alchemilla-vulgaris-soluzione/
Giardinaggio.it. "Alchemilla proprietà - Piante Medicinali". Disponibile su: https://www.giardinaggio.it/erboristeria/piante-medicinali/alchemilla.asp
Benessere Corpomente. "Alchemilla: proprietà, benefici e utilizzi della pianta amica delle donne". Disponibile su: https://benesserecorpomente.it/alchemilla-proprieta-benefici-e-usi/
Alchemilla. "Filosofia della Spagyria: Venere vegetale – Alchemilla". Disponibile su: https://www.spagyria.it/2019/11/14/filosofia-della-spagyria-venere-vegetale-alchemilla/
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Alchemilla vulgaris L. presenta un uso culinario limitato e secondario, principalmente legato alla tradizione locale piuttosto che a una reale diffusione gastronomica. Le parti impiegate sono soprattutto le foglie giovani, raccolte prima della fioritura quando risultano meno ricche di tannini e quindi meno astringenti.
Le foglie fresche possono essere consumate crude in piccole quantità all’interno di insalate miste, dove apportano una lieve nota erbacea e leggermente amarognola. A causa dell’elevato contenuto in tannini, il consumo deve essere moderato per evitare una sensazione eccessivamente astringente e poco gradevole al palato.
In alcune tradizioni rurali europee le foglie vengono utilizzate cotte, analogamente ad altre erbe spontanee, spesso lessate o aggiunte a minestre e zuppe. La cottura contribuisce a ridurre l’astringenza e rende il profilo gustativo più equilibrato, anche se la pianta non rappresenta un ingrediente principale ma piuttosto complementare.
In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"
Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi
Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia.
Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
I fitoestrogeni sono estratti di piante medicinali capaci di interagire con i recettori per gli estrogeni (1).
Quattro trial clinici randomizzati di breve durata (in linea di massima di scarsa qualità metodologica) hanno valutato gli effetti di alte dosi di fitoestrogeni della soia (50-100 mg/die di isoflavoni) verso placebo in donne in post-menopausa. Pur in presenza di risultati contrastanti, questi trial sembrano suggerire un leggero effetto preventivo sulle vampate di calore (al meglio, circa 2 episodi evitati a settimana). Poche sono però le conoscenze sui rischi connessi con l'uso prolungato di alte dosi di fitoestrogeni, soprattutto per quanto riguarda il rischio di tromboembolismo e di neoplasie a carico della mammella e dell'endometrio (effetti noti degli estrogeni).
Un trial randomizzato in doppio-cieco, condotto in Italia, ha valutato l'impatto a lungo termine dei fitoestrogeni sull'endometrio (2). Questo è stato il primo trial volto a stabilire gli effetti a lungo termine dei fitoestrogeni. Sono state reclutate 376 donne in post-menopausa non isterectomizzate e randomizzate in un gruppo trattato con un prodotto a base di soia contenente 150 mg/die di isoflavone ed in un gruppo placebo. Le donne sono state sottoposte a biopsia dell'endometrio al momento dell'arruolamento, dopo 30 mesi e dopo 5 anni di trattamento. La biopsia dopo 5 anni è stata eseguita in 319 donne. È stata riscontrata iperplasia dell'endometrio nel 3.8% delle donne trattate con il prodotto a base di soia, ma in nessuna delle donne del gruppo placebo (p
Il nome Alchemilla deriva dal termine arabo al-kīmiyā, da cui ha origine anche la parola alchimia, in riferimento all’uso tradizionale della pianta da parte degli alchimisti medievali. Le gocce d’acqua che si raccolgono naturalmente sulle foglie, grazie a un fenomeno di guttazione e alla particolare struttura idrofobica della superficie, erano considerate una sostanza pura e misteriosa, utilizzata nei tentativi di ottenere la pietra filosofale.
Nella tradizione erboristica europea, Alchemilla vulgaris è stata a lungo associata alla salute femminile, tanto da essere conosciuta come “erba delle donne” o “mantello della Madonna”. Il nome popolare richiama sia la forma delle foglie, simile a un mantello, sia il simbolismo mariano legato alla protezione e alla purezza.
Nel Medioevo e nel Rinascimento la pianta era impiegata nei giardini dei monasteri e nelle pratiche mediche tradizionali, soprattutto per le sue proprietà astringenti. Era utilizzata per trattare ferite, emorragie e disturbi ginecologici, spesso senza una distinzione chiara tra uso empirico e credenze simboliche.
Dal punto di vista botanico, Alchemilla vulgaris rappresenta in realtà un complesso di specie molto simili tra loro, difficili da distinguere morfologicamente. Questo ha creato nel tempo ambiguità tassonomiche e una certa variabilità nella composizione chimica dei campioni studiati.
Una curiosità fisiologica riguarda la capacità della pianta di raccogliere e trattenere gocce d’acqua sulle foglie anche in assenza di pioggia. Questo fenomeno ha contribuito alla sua fama storica e alla percezione di pianta “magica”, oltre ad avere un ruolo ecologico nella gestione dell’umidità superficiale.
In alcune tradizioni popolari europee, le gocce raccolte dalle foglie venivano utilizzate anche a scopo cosmetico, ritenute utili per mantenere la pelle giovane e luminosa. Questo uso riflette una continuità simbolica tra le proprietà astringenti della pianta e l’idea di bellezza e conservazione.