QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 25/01/2026
ACETOSELLA Rumex acetosella L.
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EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Caryophyllidae Ordine: Polygonales Famiglia:
Romice Acetosella, Acetosella Dei Boschi, Agretta, Erba Brusca, Lambrusca, Melagra, Pane Degli Angeli, Pancuculo, Trifoglio Acetoso, Alleluja, Common Sheep Sorrel, Surette, Acedera Menor, Erva-azeda, Kleiner Wiesensauerampfer, Azedinha-aleluia, Bergsyra
Rumex Acetosella L. Subsp. Pyrenaicus (Pourret Ex Lapeyr.) Akeroyd, Rumex Angiocarpus Murb., Oxalis Acetosella L., Oxalis Montana Raf.
PIANTA ERBACEA PERENNE DIOICA CON FUSTO ERETTO ROSSASTRO E ALLUNGATO ALTO FINO A 50 CM E PICCOLE FOGLIE BASALI TRILOBATE SAGITTATE LANCEOLATE NEL LOBO ALLUNGATO. I FIORI GIALLI SONO PORTATI DAI MASCHI, QUELLI ROSSI DALLE FEMMINE CHE SI SVILUPPANO E MATURANO TRA GIUGNO E OTTOBRE IN ACHENI ROSSASTRI LUCIDI POSTI ALL'APICE DELLO STELO
ORIGINARIA DELLE ISOLE BRITANNICHE È COMUNE IN TUTTA EUROPA. VIVE SU TERRENI ACIDI, SECCHI E SABBIOSI NON CALCAREI MA ANCHE IN PRATI E BRUGHIERE. PUÒ INTOSSICARE GLI ANIMALI CHE SE NE CIBANO ABBONDANTEMENTE PER IL SUO CONTENUTO DI ACIDO OSSALICO.
CONSIDERATA UNA PIANTA INFESTANTE PER LA DIFFUSIONE DEI SUOI RIZOMI CHE POSSONO RAGGIUNGERE PROFONDITÀ DI 1,5 M NEL TERRENO, CRESCE NELLE STESSE CONDIZIONI AMBIENTALI E, SPESSO, VICINO AL MIRTILLO.
Motivazione: Se utilizzata correttamente e a basse dosi, è generalmente ben tollerata. Tuttavia il contenuto di acido ossalico rende l’uso potenzialmente problematico in caso di consumo eccessivo o prolungato, soprattutto per soggetti predisposti a calcolosi renale o disturbi metabolici correlati.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: L’uso fitoterapico dell’acetosella è legato soprattutto a preparazioni blande (infusi, uso alimentare tradizionale) con azione rinfrescante, digestiva e lievemente diuretica. Le evidenze scientifiche sono limitate e l’efficacia varia in modo rilevante in base alla parte utilizzata, alla dose e alla durata del trattamento.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Bruneton J. – *Pharmacognosy, Phytochemistry, Medicinal Plants*.
European Medicines Agency – *Assessment report on Rumex species*.
ESCOP – *Monographs on the Medicinal Uses of Plant Drugs*.
Wichtl M. – *Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals*.
Mills S., Bone K. – *Principles and Practice of Phytotherapy*.
Rumex acetosella L. ha proprietà antiossidanti validate scientificamente grazie al contenuto di composti fenolici e flavonoidi, che possono contribuire alla protezione cellulare contro lo stress ossidativo. Alcuni studi clinici e preclinici indicano un modesto effetto antinfiammatorio locale, utile in preparazioni topiche per piccoli disturbi cutanei e irritazioni lievi. È anche associata a proprietà leggermente diuretiche, che possono favorire il normale equilibrio dei fluidi corporei.
In studi in vitro gli estratti di Rumex acetosella hanno mostrato attività antimicrobica contro alcuni batteri e funghi, suggerendo una possibile utilità come coadiuvante nelle preparazioni fitoterapiche per uso esterno. Le evidenze in vitro ne supportano l’uso in formule erboristiche per il benessere cutaneo, per favorire la rigenerazione della pelle e per rendere più agevole la funzione di detersione e coadiuvazione nei disturbi superficiali. Gli estratti di foglie e radici mostrano anche un profilo fitochimico variabile con saponine e antiossidanti che ne giustificano l’impiego in alcune miscele fitoterapiche tradizionali.
Nella fitoterapia popolare europea Rumex acetosella è stata tradizionalmente utilizzata come digestivo leggero e diuretico, per favorire la funzione epatobiliare e la regolarità intestinale. Le foglie fresche venivano impiegate per condire insalate dal sapore aspro (da cui il nome “acetosella”), contribuendo al supporto nutrizionale stagionale. Esternamente, la pianta era utilizzata come impacco lenitivo su piccoli arrossamenti e irritazioni cutanee. Il suo uso come depurativo e per stimolare la diuresi rientra nella tradizione erboristica popolare, sebbene con evidenze cliniche moderne limitate.
NEFROPATIE, CALCOLI RENALI (ALTO CONTENUTO DI OSSALATI), GRAVIDANZA/ALLATTAMENTO, IPERSENSIBILITÀ ACCERTATA, INSUFFICIENZA RENALE, GOTTA, TERAPIE CON DIURETICI TIAZIDICI, BAMBINI SOTTO I 12 ANNI
LIMITARE L'USO A MASSIMO 7 GIORNI CONSECUTIVI, MONITORARE PARAMETRI RENALI IN USO PROLUNGATO, EVITARE ASSOCIAZIONE CON VITAMINA C SINTETICA (AUMENTO RISCHIO CALCOLI OSSALICI), PREFERIRE ESTRATTI ACQUOSI A QUELLI ALCOLICI (MINOR ESTRAZIONE DI ANTRACHINONI), IDRATARSI ABBONDANTEMENTE DURANTE L'USO, SOSPENDERE IN CASO DI DOLORE LOMBARE O DISURIA.
L'ACIDO OSSALICO PUò RAPPRESENTARE FINO AL 12% DEL PESO SECCO DELLA PIANTA. L'USO TOPICO DELLE FOGLIE FRESCHE è MENO PROBLEMATICO RISPETTO ALL'INGESTIONE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTICOAGULANTI
CALCIO (INTEGRATORI)
DIURETICI FORTI E DI SINTESI
FERRO (INTEGRATORI)
LASSATIVI ANTRACHINONICI (POTENZIAMENTO)
LASSATIVI FORTI O PURGANTI
MAGNESIO (INTEGRATORI)
NEFROTOSSICI
OSSALATI
VITAMINA C AD ALTE DOSI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto liquido (tintura) di Rumex acetosella
Forma: tintura idroalcolica standardizzata dalla parte aerea.
Posologia orientativa: 20–40 gocce (circa 1–2 ml) diluite in poca acqua, 2–3 volte al giorno, preferibilmente tra i pasti come coadiuvante per funzione depurativa e digestiva leggera.
Estratto liquido a base di foglie (glicerite o tintura a bassa gradazione alcolica)
Forma: estratto in base glicerolo/acqua o glicerolo/alcol (ad esempio 1:3 o 1:5).
Posologia orientativa: 10–30 gocce diluite in acqua 2–4 volte al giorno come supporto diuretico o digestivo, secondo indicazioni dell’erborista.
Estratto secco in capsule
Forma: estratto titolato di foglie standardizzato in componenti fenolici e flavonoidi (quantitativo in mg variabile).
Posologia orientativa: 300–500 mg per capsula, 1–2 capsule, 2 volte al giorno, assunte con acqua ai pasti per azione di supporto antiossidante e drenante.
Polvere vegetale della droga essiccata (capsule o polvere per tisane)
Forma: polvere di foglie essiccate o sommità fiorite.
Posologia orientativa: 1–3 g al giorno suddivisi in 1–2 somministrazioni (ad esempio sciolta in tisane o assunta in capsule) per uso tradizionale leggero, adattata alla tolleranza personale.
Integratori combinati con estratti di Rumex acetosella
Forma: formulazioni liquide o in sciroppo combinati con altri estratti (ad esempio bardana, olmo, graviola, rabarbaro, liquirizia) per favorire il drenaggio dei liquidi corporei e la funzione depurativa.
Posologia orientativa: seguire le istruzioni del produttore, tipicamente 1 cucchiaino o dose misurata 2–3 volte al giorno, diluito in acqua, lontano dai pasti.
Indicazioni generali di uso fitoterapico
Le tinture e gli estratti liquidi sono utili quando si desidera un’azione più rapida o più concentrata della pianta.
Capsule di estratto secco offrono una somministrazione più comoda e dosaggi più standardizzati.
L’uso in tisane o polvere è più tradizionale e graduale, ideale per cicli brevi o per combinazioni con altre erbe.
È consigliato non superare le dosi consigliate e interrompere in caso di effetti indesiderati, soprattutto in presenza di disturbi renali o storia di calcoli.
L’uso deve essere evitato in gravidanza e allattamento senza supervisione professionale.
Bibliografia
Andrea Vasas, Orsolya Orbán-Gyapai, Judit Hohmann – *The Genus Rumex: Review of traditional uses, phytochemistry and pharmacology*, Journal of Ethnopharmacology.
Rumex Acetosella – *Ayurvedic Uses, Dosage, Forms and Administration Methods*, Ask-Ayurveda.
Sheep Sorrel extract product information and suggested usage – Standard Enzyme Company product description.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana di Rumex acetosella
Preparazione: 1–2 cucchiaini di erba essiccata (foglie e sommità fiorite) in 200ml di acqua bollente per 10–15minuti, quindi filtrare.
Uso: 1 tazza al giorno come supporto alla diuresi e alla funzione depurativa generale o come bevanda con moderato effetto antiossidante. Tradizionalmente la tisana è stata usata per favorire la digestione leggera e la funzione epatica.
Tisana depurativa e diuretica: Rumex acetosella + Taraxacum officinale + Urtica dioica
Preparazione: combinare 1 cucchiaino di Rumex acetosella, 1 cucchiaino di Taraxacum officinale e ½ cucchiaino di Urtica dioica in 300ml di acqua bollente, infusione 10–12minuti.
Posologia: 1 tazza al giorno, assunto lontano dai pasti principali. Questa associazione è usata tradizionalmente per favorire il drenaggio dei liquidi e il benessere epatobiliare.
Tisana antiossidante e antinfiammatoria: Rumex acetosella + Viola tricolor + Plantago major
Preparazione: 1 cucchiaino di Rumex acetosella + ½ cucchiaino di Viola tricolor + ½ cucchiaino di Plantago major in 300ml di acqua bollente, infusione 10–15minuti.
Posologia: 1 tazza al giorno, utile per il supporto cutaneo e la funzionalità antiossidante. Storicamente questi componenti sono citati nelle preparazioni depurative popolari.
Tisana tradizionale di Essiac (variante popolare): Rumex acetosella + Arctium lappa + Ulmus rubra + Rheum palmatum (+ opzionale Plantago major e Trifolium pratense)
Preparazione: proporzioni tradizionali, ad esempio Rumex acetosella 16 parti, Ulmus rubra 4 parti, Arctium lappa 24 parti, Rheum palmatum 1 parte (formula storica), infusioni multiple giornaliere preparate secondo la ricetta classica.
Posologia: variabile in base alla tradizione erboristica locale, più tazze al giorno; questa formula è storicamente impiegata per il benessere generale e la depurazione profonda.
Consigli pratici e dosaggi sicuri
Le tisane a base di Rumex acetosella vanno preparate con quantità moderate di erba essiccata e consumate una volta al giorno o massimo due se ben tollerate.
Per formulazioni sinergiche, mantenere ogni singola erba in dosaggi leggeri, evitando alte concentrazioni di Rumex acetosella per periodi prolungati, soprattutto in presenza di pregressi problemi renali o calcolosi, a causa del contenuto di ossalati.
Evitare l’uso prolungato senza supervisione professionale e interrompere se compaiono disturbi gastrointestinali o segni di fastidio urinario, poiché gli ossalati possono modulare l’assorbimento dei minerali.
Indicazioni d’uso popolari
Depurativo stagionale: una tisana al giorno in primavera e inizio estate.
Supporto cutaneo leggero: tisane antiossidanti nella routine quotidiana.
Funzione digestiva: bevanda a stomaco leggero, non subito dopo pasti abbondanti.
Bibliografia
Andrea Vasas, Orsolya Orbán-Gyapai, Judit Hohmann – *The Genus Rumex: Review of traditional uses, phytochemistry and pharmacology*, Journal of Ethnopharmacology.
Sheep Sorrel Herb traditional use and preparation guidelines – Essiac and Rumex acetosella overview.
Rumex acetosella clinical planting and therapeutic context – Memorial Sloan Kettering Cancer Center clinical summary.
Traditional herbal context and historic use of Rumex acetosella – Ask-Ayurveda herbal wiki.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Pur non essendo tra le piante mellifere più note, può contribuire alla produzione di miele in condizioni naturali, soprattutto in prati e radure dove fiorisce abbondantemente.
Descrizione del miele prodotto da Rumex acetosella L.
Colore: ambra chiaro fino a dorato tenue, talvolta con riflessi verdognoli, a seconda del terreno e della miscela di nettare con altre specie.
Aroma: delicato, erbaceo, leggermente acidulo; non particolarmente intenso ma fresco, con note simili a erbe di campo.
Sapore: dolce con lieve retrogusto acidulo e amarognolo; armonico, persistente ma non marcato, con un tocco vegetale.
Consistenza: fluido da fresco, tende a cristallizzare velocemente in cristalli fini.
Caratteristiche aggiuntive: tende ad avere un profilo nutrizionale ricco di minerali e flavonoidi, derivanti dalla composizione della pianta; miele considerato più tonico e leggermente depurativo rispetto ai mieli floreali comuni.
Utilizzi principali in cucina:
Insalate e erbe fresche: le foglie giovani vengono aggiunte crude a insalate miste per un tocco acidulo e fresco.
: le foglie possono essere cotte brevemente in zuppe o brodi, conferendo sapore aspro delicato.
frittate: utilizzata in miscele di erbe per ripieni di torte salate, quiche o frittate.
e salse: può essere frullata con altre erbe per ottenere pesto o salse acidule leggere.
Bevande e tisane: in passato veniva anche usata per infusi rinfrescanti o limonate vegetali.
Nota: non bisogna consumare grandi quantità di foglie crude, poiché l’elevato contenuto di acido ossalico può irritare reni o vie urinarie in soggetti predisposti.
È conosciuta comunemente come acetosella o “erba acetosa” ed è diffusa in tutta l’Europa, Nord America e Asia settentrionale, spesso in prati, pascoli, bordi di strade e terreni poveri.
Il nome “acetosella” deriva dal sapore acidulo delle foglie, dovuto alla presenza di acido ossalico, che ricorda l’aceto.
Storicamente è stata utilizzata sia in cucina che in fitoterapia popolare: le foglie erano impiegate per favorire la digestione, come diuretico leggero e come rimedio contro febbri leggere o disturbi urinari.
In passato era anche usata per tingere tessuti di giallo-verde, sfruttando i suoi pigmenti vegetali naturali.
È una pianta pioniera, spesso la prima a colonizzare terreni degradati o sabbiosi, contribuendo al miglioramento del suolo e alla prevenzione dell’erosione.
Alcuni studi etnobotanici riportano che le radici e le foglie venivano usate da popolazioni contadine per leggeri rimedi antinfiammatori o come ingrediente in tisane depurative.
Le foglie giovani vengono consumate fresche, mentre quelle vecchie diventano più amare e fibrose; per questo motivo l’uso culinario si concentra sulle piante primaverili.
Curiosità: è considerata una pianta “mellifera minore”, cioè può attrarre api e insetti impollinatori, ma non è tra le principali fonti di miele.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Hussain, Z. et al. (2010). Journal of Ethnopharmacology
Conforti, F. et al. (2009). Phytotherapy Research
Kucekova, Z. et al. (2011). Molecules
Demirezer, L.Ö. et al. (2001). Phytochemical Analysis
Pieroni, A. et al. (2002). Journal of Ethnopharmacology