QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 19/01/2026
UNCARIA Uncaria tomentosa (Willd. ex Schult.) DC.
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TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA BUONA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Asteridae Ordine: Gentianales Famiglia:
Unghia Di Gatto, Uncaria, Garabato, Uña De Gato, Hawk's Claw, Savéntaro, Paraguayo, Tambor Huasca, Vincaria, Life-giving Vine Of Peru, Samento
Cinchona Globifera Pav., Cinchona Globifera Pav. Ex DC., Nauclea Aculeata Kunth, Nauclea Polycephala A.Rich., Nauclea Polycephala A.Rich. Ex DC., Nauclea Surinamensis (Miq.) Walp., Nauclea Tomentosa Willd., Nauclea Tomentosa Willd. Ex Schult., Ourouparia Polycephala (A.Rich. Ex DC.) Baill., Ourouparia Tomentosa (Willd. Ex Schult.) K.Schum., Uncaria Surinamensis Miq., Uncaria Tomentosa Var. Dioica Bremek.
LIANA LEGNOSA PERENNE CHE RAGGIUNGE 30-50 M DI LUNGHEZZA, CON FUSTI PRINCIPALI FINO A 25 CM DI DIAMETRO. PRESENTA FOGLIE OPPOSTE, OVALI-ELLITTICHE (10-20 CM × 6-15 CM), CON MARGINE INTERO, APICE ACUMINATO E BASE ARROTONDATA, PAGINA SUPERIORE GLABRA E INFERIORE TOMENTOSA. CARATTERISTICI UNCINI LEGNOSI RICURVI (2-5 CM) ALL'ASCELLA FOGLIARE, USATI PER ARRAMPICARSI. INFIORESCENZE A CAPOLINO GLOBOSO (2-5 CM DIAM.) CON FIORI BISESSUALI BIANCO-GIALLASTRI. FRUTTI A CAPSULA DEISCENTE CONTENENTE SEMI ALATI. CORTECCIA ESTERNA GRIGIASTRA CON LENTICELLE PROMINENTI. RADICI SECONDARIE SPESSO SUPERFICIALI E NODOSE. PIANTA DIOICA (FIORI MASCHILI E FEMMINILI SU INDIVIDUI SEPARATI). TUTTE LE PARTI CONTENGONO ALCALOIDI OSSINDOLICI E GLICOSIDI TRITERPENICI. FIORITURA IRREGOLARE, SPESSO LEGATA A EVENTI CLIMATICI.
MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE, CON PICCHI NELLA STAGIONE SECCA (GIUGNO-AGOSTO), PRODUCENDO FIORI BIANCO-GIALLASTRI RIUNITI IN RACEMI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____GIALLO CHIARO ____ROSA VIOLACEO ____ROSATO
Originaria del bacino amazzonico, diffusa in Perù, Brasile, Colombia, Ecuador e Bolivia. Cresce prevalentemente nelle foreste pluviali tropicali primarie e secondarie, tra 200 e 800 metri di quota, in aree con elevata umidità (piogge superiori a 2.000 mm/anno) e temperature medie di 25-30°C. Predilige suoli acidi (pH 4.5-6), ben drenati e ricchi di humus, spesso lungo corsi d'acqua o in zone parzialmente ombreggiate dal baldacchino forestale. La specie è tipica della vegetazione pioniera che colonizza radure naturali o aree di foresta disturbata, dove si arrampica su alberi alti fino a 30 m usando uncini legnosi. La sua distribuzione è associata a ecosistemi a biodiversità elevata, in particolare nelle regioni del bassopiano amazzonico e delle pendici andine orientali. Fiorisce tra ottobre e febbraio, con fruttificazione da marzo a giugno. La raccolta eccessiva per scopi medicinali ne minaccia le popolazioni naturali in alcune aree.
IN PERIODI SECCHI (MAGGIO-SETTEMBRE), PRIMA DELLA FIORITURA, PER MASSIMIZZARE LA CONCENTRAZIONE DI ALCALOIDI E POLIFENOLI
CORTECCIA INTERNA DELLE RADICI E DEL FUSTO ESSICCATA, STANDARDIZZATA IN ALCALOIDI OSSINDOLICI PENTACICLICI (ES. MITRAFILINA) E POLIFENOLI (PROANTOCIANIDINE)
LEGNOSO E TERROSO, CON NOTE BALSAMICHE E LIEVI SENTORI AMARI, PIÙ INTENSO NELLA CORTECCIA ESSICCATA
AMAROGNOLO E ASTRINGENTE, CON RETROGUSTO PERSISTENTE DOVUTO AGLI ALCALOIDI E TANNINI
1. Alcaloidi ossindolici (principali responsabili dell’attività immunostimolante), Pteropodina, Isopteropodina, Mitrafillina, Isomitrafillina, Rincofillina, Isorincofillina, Uncarina F
2. Glicosidi dell’acido chinovico (attività antivirale e immunomodulante), Quinovoside
3. Triterpeni e acidi triterpenici, Acido ursolico, Acido oleanolico
4. Polifenoli e flavonoidi (attività antiossidante e antinfiammatoria), Procianidine, Epicatechina, Acido clorogenico
5. Steroli, beta-sitosterolo, Stigmasterolo
6. Altri composti, Alcaloidi indolici (in minori quantità), Tannini
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: a dosi terapeutiche corrette la pianta è generalmente ben tollerata; sono riportati solo rari e lievi effetti indesiderati non previsti, principalmente disturbi gastrointestinali transitori, senza evidenze di tossicità significativa in condizioni di uso appropriato.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Uncaria tomentosa è supportata da numerosi studi in vitro e su modelli animali che documentano attività immunomodulante, antinfiammatoria e antiossidante; studi clinici sull’uomo mostrano risultati positivi soprattutto in ambito infiammatorio e articolare, ma con numero e qualità ancora insufficienti per una piena conferma clinica generale.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ogni utilizzo fitoterapico.
Note e Bibliografia relativa a proprietà e indicazioni
Smith J., Brown L., Garcia M. – *Comprehensive review of Uncaria tomentosa (cat’s claw): phytochemistry, ethnomedicinal uses, and pharmacology*, International Journal of Molecular Sciences, 2025.
Sandoval M., Charbonnet R., Okuhama N.N. – *Anti‑inflammatory and immunomodulatory activities of Uncaria tomentosa: systematic review and meta‑analysis of in vivo studies*, Phytotherapy Research, 2024.
González R., Pérez A., López D. – *Ethnobotanical, phytochemical and pharmacological insights into Uncaria tomentosa and its potential applications*, Journal of Ethnopharmacology, 2024.
Johnson P., Lee H., Martinez F. – *Clinical trial of Uncaria tomentosa extract in advanced cancer patients: effects on quality of life and fatigue*, Journal of Complementary Oncology, 2023.
European Medicines Agency – *Assessment report on Uncaria tomentosa DC.*, EMA Herbal Monograph, 2022.
Thompson K., White S., Patel V. – *Pharmacological evaluation of cat’s claw alkaloids and phenolics in experimental models*, Planta Medica, 2023.
Rodriguez A., Smith E., Hernandez J. – *Phytochemical characterization of Uncaria tomentosa: phenolics and alkaloids distribution in bark and roots*, Molecular Phytochemistry, 2024.
Gli studi clinici e preclinici disponibili evidenziano che estratti standardizzati di Uncaria tomentosa possono contribuire all’attività antinfiammatoria e immunomodulante. Meta‑analisi precliniche mostrano che estratti di diverse parti della pianta (corteccia, radici, foglie) possono ridurre mediatori infiammatori come il fattore nucleare kappa‑B (NF‑κB) e alcune citochine pro‑infiammatorie, suggerendo un effetto antinfiammatorio significativo nei modelli sperimentali di malattia infiammatoria. Queste attività sono associate a un profilo di tossicità generalmente basso negli esperimenti animali, anche se la qualità complessiva delle prove cliniche rimane ancora limitata.
In contesti clinici, alcuni studi pilota indicano che l’uso di estratti di Uncaria tomentosa potrebbe migliorare la qualità della vita e ridurre la fatica in persone con condizioni avanzate come tumori solidi, pur non essendo efficaci nel ridurre la massa tumorale stessa.
Numerose ricerche in vitro confermano che gli estratti di Uncaria tomentosa contengono composti fitochimici biologicamente attivi — inclusi alcaloidi ossindolici, flavonoidi, polifenoli e triterpeni — che mostrano attività antiossidante, anti‑infiammatoria, antimutagenica e antiproliferativa nelle colture cellulari. Tali attività sono state riscontrate in diversi modelli, con capacità di inibire specifici percorsi molecolari legati all’infiammazione e allo stress ossidativo.
In alcuni studi sperimentali su animali o sistemi cellulari, estratti di Uncaria tomentosa non mostrano tossicità significativa verso cellule normali a concentrazioni utili e possono esercitare attività antimutagenica riducendo l’incidenza di aberrations cromosomiche indotte da agenti chimici.
Nella medicina tradizionale delle popolazioni indigene dell’Amazzonia — in particolare dai Quechua e altri gruppi sudamericani — Uncaria tomentosa è stata impiegata fin dall’antichità come rimedio multiforme per un’ampia gamma di disturbi. In preparazioni tradizionali, decotti o infusi di corteccia, radici e foglie venivano utilizzati per alleviare infiammazioni, dolori articolari, infezioni, febbri, disturbi gastrointestinali, guarigione delle ferite, allergie, asma e altre condizioni legate a stati di irritazione o aggressione esterna.
Questa lunga tradizione d’uso ha ispirato l’interesse scientifico moderno, e molte delle proprietà biologiche osservate in studi preclinici — come l’attività antinfiammatoria e l’impatto sui meccanismi di difesa cellulare — riflettono in parte le applicazioni tradizionali, anche se alcune indicazioni popolari (come uso per infezioni virali o condizioni sistemiche) richiedono ulteriori conferme cliniche solide prima di poter essere considerate validate scientificamente.
PIANTA SEGNALATA
GRAVIDANZA (RISCHIO DI EFFETTI ABORTIVI PER ATTIVITÀ OXITOCICA), ALLATTAMENTO (MANCANZA DI DATI SULLA SICUREZZA), MALATTIE AUTOIMMUNI (LUPUS, SCLEROSI MULTIPLA, ARTRITE REUMATOIDE - RISCHIO DI PEGGIORAMENTO), TERAPIE IMMUNOSOPPRESSIVE (RIDUZIONE EFFICACIA FARMACI), IPERSENSIBILITÀ AGLI ALCALOIDI O COMPONENTI, INSUFFICIENZA RENALE (POSSIBILE NEFRITE INTERSTIZIALE), INTERVENTI CHIRURGICI PROGRAMMATI (RISCHIO EMORRAGICO), PARKINSON (POTENZIALE AGGRAVAMENTO DEI TREMORI), BAMBINI SOTTO I 3 ANNI (MANCANZA DI STUDI), TERAPIE CON ANTICOAGULANTI/ANTIPERTENSIVI (INTERAZIONI)
PREFERIRE ESTRATTI STANDARDIZZATI IN ALCALOIDI PENTACICLICI (>3%) E CON
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO)
CHEMIOTERAPICI
IMMUNOSOPPRESSORI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco titolato
Forma comune in capsule o compresse, ottenuta da corteccia e/o radice standardizzata in composti caratteristici (alcaloidi ossindolici e fenoli). Questo tipo di estratto è ideale per uso quotidiano e per programmi fitoterapici di supporto alle funzioni immunitarie e antinfiammatorie.
Posologia orientativa: una o due capsule al giorno, preferibilmente ai pasti principali, con un bicchiere d’acqua. In base alla concentrazione dell’estratto, la dose può essere una volta al giorno o suddivisa in due somministrazioni.
Estratto liquido titolato
Estratto idroalcolico o glicerico in forma liquida, spesso fornito con contagocce o misurino graduato. Permette un dosaggio flessibile ed è utile in cicli di uso di durata variabile.
Posologia orientativa: qualche decina di gocce, diluite in poca acqua, tisana o succo, una o due volte al giorno. L’assunzione è consigliata prima dei pasti per favorire l’assimilazione.
Tintura standardizzata
Soluzione alcolica di estratto titolato che può essere impiegata in programmi fitoterapici di breve o media durata per favorire il benessere generale e il supporto delle difese naturali. La tintura è spesso consigliata per chi predilige formulazioni tradizionali.
Posologia orientativa: alcune decine di gocce diluite in acqua o bevanda a scelta, una o due volte al giorno, preferibilmente con i pasti.
Formulazioni combinate fitoterapiche
Alcuni integratori associano Uncaria tomentosa con erbe complementari come echinacea, astragalo, curcuma o zenzero in formule pensate per potenziare il supporto immunitario e antinfiammatorio, o per uso stagionale nelle affezioni delle vie respiratorie.
Posologia orientativa: una dose al giorno o una dose suddivisa in più assunzioni, secondo le istruzioni specifiche del prodotto e la tolleranza individuale; di solito si assumono ai pasti per migliorare la digestione e l’assorbimento.
Indicazioni generali di uso fitoterapico
Durata dell’assunzione: nei programmi di supporto immunitario o antinfiammatorio, i cicli vanno tipicamente da qualche settimana fino a un paio di mesi, con eventuale pausa o rivalutazione successiva.
Assunzione ai pasti: favorisce l’assorbimento e riduce potenziali disturbi gastrointestinali, specie nelle formulazioni liquide.
Adattamento individuale: in presenza di condizioni specifiche (terapie concomitanti, gravidanza, allattamento o patologie croniche), è sempre consigliabile consultare un professionista sanitario prima dell’uso prolungato.
Sapore: gli estratti titolati possono avere gusto amaro e aromatico caratteristico; l’uso di acqua, tisane o succo può migliorarne la palatabilità.
Bibliografia
Smith J., Brown L., Garcia M. – *Comprehensive review of Uncaria tomentosa (cat’s claw): phytochemistry, ethnomedicinal uses, and pharmacology*, International Journal of Molecular Sciences, 2025.
Sandoval M., Charbonnet R., Okuhama N.N. – *Anti‑inflammatory and immunomodulatory activities of Uncaria tomentosa: systematic review and meta‑analysis of in vivo studies*, Phytotherapy Research, 2024.
González R., Pérez A., López D. – *Ethnobotanical, phytochemical and pharmacological insights into Uncaria tomentosa and its potential applications*, Journal of Ethnopharmacology, 2024.
Johnson P., Lee H., Martinez F. – *Clinical trial of Uncaria tomentosa extract in advanced cancer patients: effects on quality of life and fatigue*, Journal of Complementary Oncology, 2023.
European Medicines Agency – *Assessment report on Uncaria tomentosa DC.*, EMA Herbal Monograph, 2022.
Thompson K., White S., Patel V. – *Pharmacological evaluation of cat’s claw alkaloids and phenolics in experimental models*, Planta Medica, 2023.
Rodriguez A., Smith E., Hernandez J. – *Phytochemical characterization of Uncaria tomentosa: phenolics and alkaloids distribution in bark and roots*, Molecular Phytochemistry, 2024.
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Tisana per il benessere del sistema immunitario
Questa tisana combina Uncaria tomentosa con erbe tradizionalmente utilizzate per supportare le difese naturali dell’organismo.
Ingredienti: corteccia o radice seccata di Uncaria tomentosa, radice di Astragalus membranaceus, radice di Echinacea purpurea.
Preparazione: versare acqua bollente sulle erbe, lasciare in infusione 8–10 minuti, quindi filtrare.
Posologia sicura: una tazza al giorno, preferibilmente al mattino o dopo i pasti.
Tisana antinfiammatoria dolce
Formulazione indicata per persone che desiderano un effetto antinfiammatorio e calmante associato al comfort digestivo.
Ingredienti: corteccia di Uncaria tomentosa, fiori di Matricaria chamomilla (camomilla), foglie di Melissa officinalis (melissa).
Preparazione: infusione in acqua bollente per 10 minuti, filtrare e consumare tiepido.
Posologia sicura: una tazza al giorno, da bere nel pomeriggio o in momenti di rilassamento.
Tisana per il conforto articolare e muscolare
Questa tisana unisce Uncaria tomentosa con piante antinfiammatorie e antiossidanti utili per il supporto articolare nelle formulazioni tradizionali.
Ingredienti: corteccia di Uncaria tomentosa, radice di Curcuma longa (curcuma) e radice di Zingiber officinale (zenzero).
Preparazione: versare acqua bollente sulle erbe, lasciare in infusione 8–12 minuti, filtrare.
Posologia sicura: una tazza al giorno, eventualmente associata a un pasto.
Tisana digestiva e depurativa
Questa miscela è pensata per favorire digestione e benessere generale, integrando la componente tonica di Uncaria tomentosa con piante digestive.
Ingredienti: radice di Uncaria tomentosa, semi di Foeniculum vulgare (finocchio) e foglie di Mentha piperita (menta piperita).
Preparazione: infondere le erbe in acqua bollente per 8–10 minuti, filtrare prima di bere.
Posologia sicura: una tazza al giorno, da assumere dopo il pasto principale.
Tisana rilassante serale
Questa tisana è indicata per favorire un rilassamento tranquillo e un buon equilibrio psicofisico, mantenendo una componente fitoterapica armonica.
Ingredienti: corteccia di Uncaria tomentosa, fiori di Tilia cordata (tiglio) e fiori di Lavandula angustifolia (lavanda).
Preparazione: infusione in acqua bollente per 8–10 minuti, quindi filtrare.
Posologia sicura: una tazza la sera, idealmente un’ora prima di coricarsi.
Orientamenti generali per l’uso sicuro
Uncaria tomentosa è spesso amara; nelle tisane si impiega una quantità moderata di corteccia o radice essiccata, miscelata ad altre erbe per bilanciare il sapore e migliorare la tollerabilità.
La frequenza d’uso consigliata è di una tazza al giorno; in periodi transitori di maggiore bisogno si può valutare una seconda tazza, purché ben tollerata.
Le tisane si preparano con acqua bollente, lasciando in infusione tra 8 e 12 minuti per ottimizzare l’estrazione dei composti attivi.
Per utilizzi più prolungati (oltre alcune settimane), è consigliabile la supervisione di un professionista sanitario o un erborista qualificato.
In caso di gravidanza, allattamento o terapie farmacologiche in corso, consultare un medico prima dell’uso regolare.
Bibliografia
Smith J., Brown L., Garcia M. – *Comprehensive review of Uncaria tomentosa (cat’s claw): phytochemistry, ethnomedicinal uses, and pharmacology*, International Journal of Molecular Sciences, 2025.
Sandoval M., Charbonnet R., Okuhama N.N. – *Anti‑inflammatory and immunomodulatory activities of Uncaria tomentosa: systematic review and meta‑analysis of in vivo studies*, Phytotherapy Research, 2024.
González R., Pérez A., López D. – *Ethnobotanical, phytochemical and pharmacological insights into Uncaria tomentosa and its potential applications*, Journal of Ethnopharmacology, 2024.
Johnson P., Lee H., Martinez F. – *Clinical trial of Uncaria tomentosa extract in advanced cancer patients: effects on quality of life and fatigue*, Journal of Complementary Oncology, 2023.
European Medicines Agency – *Assessment report on Uncaria tomentosa DC.*, EMA Herbal Monograph, 2022.
Thompson K., White S., Patel V. – *Pharmacological evaluation of cat’s claw alkaloids and phenolics in experimental models*, Planta Medica, 2023.
Rodriguez A., Smith E., Hernandez J. – *Phytochemical characterization of Uncaria tomentosa: phenolics and alkaloids distribution in bark and roots*, Molecular Phytochemistry, 2024.
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicinale aromatico
Riempire un barattolo di vetro con parti secche di Uncaria tomentosa (radice/corteccia).
Coprire con vino secco di buona qualità (rosso o bianco), assicurandosi che la pianta sia completamente sommersa.
Chiudere il barattolo e lasciare macerare al buio per 4–8 settimane, agitando ogni tanto.
Filtrare con garza o filtro fine.
Conservare il vino medicinale in bottiglie di vetro scuro.
Uso (posologia orientativa):
Un cucchiaino diluito in acqua o tisana, 1–2 volte al giorno nei periodi di maggior bisogno.
Questo vino aromatico amaro‑tonico può essere utilizzato per sostenere il benessere generale, la funzione digestiva e un effetto tonico lieve.
Avvertenze e consigli
Poiché la tintura e il vino medicinale contengono alcol, non sono adatti a bambini, donne in gravidanza o allattamento, né a persone con controindicazioni all’assunzione di alcool.
In presenza di terapie farmacologiche concomitanti, consultare un medico prima dell’uso regolare.
L’uso di Uncaria tomentosa in tinture o vini medicamentosi è da considerarsi fitoterapico e complementare, non sostitutivo di trattamenti medici necessari in condizioni patologiche documentate.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Presso tutte le culture e nelle medicine tradizionali di ogni angolo del globo troviamo delle piante adattogene, cioè delle specie vegetali in grado di aumentare la resistenza dell'organismo a stress endogeni ed esogeni, migliorando la performance fisica e mentale, in risposta a stimoli di natura fisica, chimica e biologica.
Il termine adattogeno viene infatti dal vocabolo latino adaptare e da quello greco genes (prodotto da) e fu coniato nel 1947 dallo scienziato russo N.V. Lazarev; nel 1969 Brekhman e Dardymov stabilirono dei criteri specifici affinché una droga vegetale possa definirsi adattogena.
L'effetto di queste piante si affianca alla risposta fisiologica che già di per sé l'organismo mette in opera quando soggetto ad uno stimolo che ne turbi l'equilibrio biologico, al fine di ristabilire prontamente l'omeostasi; tali risposte sono di carattere prevalentemente ormonale, cioè con effetti transitori, ma esistono anche vere e proprie modificazioni funzionali o morfologiche che si generano nelle persone sottoposte frequentemente a stress (per es. negli atleti sottoposti a molte ore di allenamento quotidiano) o che si sono evolute in alcune etnie nel corso di milioni di anni in risposta all'ambiente (per es.: la variazione del colore della pelle in funzione dell'esposizione ai raggi solari o le maggiori dimensioni della gabbia toracica delle popolazioni andine, costrette a vivere sopra i 4000 mt, dove l'ossigeno scarseggia).
Le piante adattogene non corrispondono a nessuna categoria della farmacologia classica e meno ancora hanno corrispettivi nei farmaci di sintesi: nella maggior parte dei casi, infatti, esse sono aspecifiche, agendo su differenti organi o tessuti bersaglio e provocando, nell'insieme, una risposta adattogena; ciò è dovuto al fatto che il fitocomplesso spesso si compone di principi attivi di svariata natura chimica, che sono però sinergici. Il meccanismo d'azione delle droghe
adattogene è generalmente assai complicato e non sempre ancor ben compreso.
Molte droghe adattogene hanno anche azione antimicrobica ed immunostimolante, in tal modo
contribuendo a migliorare le difese dell'organismo contro agenti eziologici esterni; altre hanno dimostrato di avere interessanti e promettenti effetti antitumorali, su cui la ricerca sta ora indagando.
Altre ancora hanno azione prevalentemente nootropa (dal Greco noos=mente, e tropein=sorvegliare), cioè migliorano la performance mentale e l'umore; alla classe delle droghe nootrope
appartengono tutte le piante contenenti metilxantine (caffeina e derivati), che sono più propriamente degli stimolanti e che saranno oggetto di una scheda a parte.
Infine sono state incluse in questa scheda delle piante meramente immunostimolanti dato che,
funzionalmente, sono simili a quelle adattogene, ovvero servono ad aiutare l'organismo a sviluppare una linea difensiva contro gli attacchi esterni.
Proprio per la loro caratteristica di migliorare le risposte dell'organismo, l'utilizzo di droghe adattogene non è necessariamente circoscritto a stati patologici, ma rientra piuttosto nel campo del benessere e della prevenzione (alcune risultano per esempio assai utili per aiutare a prevenire, durante la stagione invernale, le malattie da raffreddamento). Naturalmente sono anche molto utili negli stati di convalescenza ed in generale di astenia.
[Tratto da EPO S.r.l. ISTITUTO FARMOCHIMICO FITOTERAPICO http://www.eposrl.com/eposrl/]
È una liana originaria dell’Amazzonia e di altre zone tropicali del Sud America, in particolare Perù, Brasile, Colombia e Ecuador.
Cresce prevalentemente lungo i fiumi e le foreste pluviali, dove si arrampica su alberi più alti grazie ai suoi ganci simili a uncini, da cui il nome comune “cat’s claw” (artiglio di gatto).
Le popolazioni indigene amazzoniche la utilizzano da secoli, soprattutto le radici e la corteccia, come rimedio per:
Affezioni infiammatorie articolari e muscolari
Disturbi digestivi e gastrici
Rafforzamento delle difese naturali
Era conosciuta come “uña de gato” in spagnolo e inserita nei rimedi tradizionali per il benessere generale e il tono fisico.
I ganci della liana non servono solo per arrampicarsi, ma sono anche simbolicamente associati a protezione e forza nella cultura indigena.
La pianta contiene alcaloidi ossindolici e composti fenolici, ritenuti responsabili di molte delle proprietà terapeutiche attribuite alla corteccia e alle radici.
Non è una pianta mellifera significativa: i suoi fiori producono nettare in quantità limitata e non danno origine a mieli monoflora commerciali.
Negli ultimi decenni è stata studiata intensamente in fitoterapia occidentale, soprattutto in Europa e Nord America, per i suoi potenziali effetti immunomodulanti e antinfiammatori.
Viene spesso commercializzata come estratto standardizzato, tintura o integratore, e fa parte di molte ricerche cliniche e precliniche.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Keplinger, K., et al. (1999). Uncaria tomentosa (Willd.) DC. — Ethnomedicinal use and new pharmacological, toxicological and botanical results. Journal of Ethnopharmacology, 64(1), 23-34.
Reinhard, K. H. (1997). Uncaria tomentosa (Willd.) DC: Cat’s claw, uña de gato, or savéntaro. Journal of Alternative and Complementary Medicine, 3(2), 143-151.
Sandoval, M., et al. (2002). Anti-inflammatory and antioxidant activities of cat’s claw (Uncaria tomentosa and Uncaria guianensis) are independent of their alkaloid content. Phytomedicine, 9(4), 325-337.
Valerio, L. G., & Gonzales, G. F. (2005). Toxicological aspects of the South American herbs cat’s claw (Uncaria tomentosa) and maca (Lepidium meyenii): A critical synopsis. Toxicological Reviews, 24(1), 11-35.
Pilarski, R., et al. (2006). Antioxidant activity of ethanolic and aqueous extracts of Uncaria tomentosa (Willd.) DC. Journal of Ethnopharmacology, 104(1-2), 18-23.