QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 18/04/2026
PASSIFLORA INCARNATA Passiflora incarnata L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: A.Tucci
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TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Rosidae Ordine: Malpighiales Famiglia: Sottofamiglia: Passifloroideae Tribù: Passifloreae
Fiore della passione, Granadiglia incarnata, Passiflora rossa, Apricot Vine, May Apple, May Pops, Maypop, Maypop Passionflower, Purple Passion Flower, Wild Passion Flower, Passion vine, Fleur De La Passion, Passiflore Officinale, Passiflore Purpurine, Passiflore Rouge, Fleischfarbige Passionsblume, Passions-kraut, Flor De Pasión, Pasiflora, Pasionaria, Maracujá-Roxo, Burucuyà
Granadilla Incarnata (L.) Medik., Passiflora Edulis Var. Keri (Spreng.) Mast., Passiflora Incarnata F. Alba Waterf., Passiflora Incarnata Var. Integriloba DC., Passiflora Incarnata Var. Major Sweet, Passiflora Keri Spreng., Passiflora Rigidula J.Jacq.
VITE RAMPICANTE PERENNE CON FUSTI VOLUBILI MUNITI DI VITICCI ASCELLARI. FOGLIE ALTERNE, TRILOBATE O RARAMENTE INTERE, CON MARGINE SEGHETTATO E PICCIOLO PROVVISTO DI GHIANDOLE. FIORI ERMAFRODITI, VISTOSI, SOLITARI ALL'ASCELLA DELLE FOGLIE, CON UN CALICE DI CINQUE SEPALI PETALOIDI E UNA CORONA DI FILAMENTI PETALIFORMI DISPOSTI IN PIÙ SERIE, DI COLORE BIANCO, ROSA O PORPORA. ANDROCEO CON CINQUE STAMI SALDATI AL GINOFORO. GINECEO CON OVARIO SUPERO PORTATO SU UN GINOFORO, CON TRE STILI E TRE STIGMI CAPITATI. FRUTTO È UNA BACCA OVOIDE, GIALLA-VERDASTRA A MATURAZIONE, CONTENENTE NUMEROSI SEMI APPIATTITI.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE (ESTATE-INIZIO AUTUNNO), CON FIORI BIANCO-VIOLACEI PROFUMATI CHE SI RINNOVANO CONTINUAMENTE
Originaria del Nord America sudorientale, in particolare degli Stati Uniti sudorientali. Il suo habitat naturale comprende boschi aperti, praterie, pascoli, bordi stradali, terreni incolti, siepi e aree disturbate, spesso in associazione con altre piante a cui aggrapparsi tramite i suoi viticci. Predilige suoli ben drenati, da leggermente acidi a neutri, e esposizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. Si adatta a una varietà di condizioni climatiche temperate e subtropicali, con estati calde e umide e inverni miti. La sua diffusione è favorita dalla produzione di semi contenuti nei frutti commestibili, che vengono dispersi dagli animali, e dalla capacità di propagarsi vegetativamente tramite rizomi sotterranei. È una specie resistente che può tollerare una certa siccità una volta stabilita e si naturalizza facilmente in regioni con climi simili al suo areale originario.
Motivazione: dati tossicologici clinici e osservazionali indicano buona tollerabilità alle dosi terapeutiche con effetti indesiderati rari e lievi quali sonnolenza o disturbi gastrointestinali; assenza di evidenze di tossicità significativa negli studi su umani e animali alle dosi usuali di impiego fitoterapico
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: evidenze cliniche disponibili su Passiflora incarnata L. indicano effetti ansiolitici e sedativi in studi controllati su preparazioni specifiche standardizzate, con risultati non completamente uniformi e limitati a particolari estratti e dosaggi; supporto aggiuntivo da studi in vivo e dati farmacologici sui flavonoidi e alcaloidi, ma mancanza di meta analisi robuste e standardizzazione universale
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
European Medicines Agency, Assessment report on Passiflora incarnata L., herba, 2014
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 4, 2009
ESCOP Monographs, Passiflorae herba, 2003
Miroddi M et al., Passiflora incarnata L.: ethnopharmacology, clinical application, safety and evaluation of clinical trials, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Dhawan K et al., Passiflora: a review update, Journal of Ethnopharmacology, 2004
Sarris J et al., Herbal medicines in the treatment of psychiatric disorders: a systematic review, Phytotherapy Research, 2011
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività ansiolitica con indicazione nei disturbi d’ansia lieve e moderata. Studi clinici randomizzati controllati hanno mostrato efficacia comparabile a benzodiazepine a basso dosaggio in condizioni specifiche, con migliore tollerabilità; tuttavia il numero di studi è limitato e spesso basato su estratti non completamente sovrapponibili, con eterogeneità metodologica.
Attività sedativa lieve con indicazione nei disturbi del sonno e nell’insonnia lieve. Studi clinici controllati e osservazionali riportano miglioramento della qualità del sonno e della latenza di addormentamento, ma con variabilità nei risultati e nella standardizzazione degli estratti; evidenza presente ma non uniformemente consolidata.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività modulatrice del sistema GABAergico con effetti ansiolitici e sedativi. Evidenze in vitro e in vivo animale dimostrano interazione con recettori GABA e modulazione della neurotrasmissione inibitoria; plausibilità farmacologica coerente con gli effetti clinici osservati.
Attività anticonvulsivante. Studi in vivo animale evidenziano riduzione della suscettibilità alle crisi convulsive; dati clinici diretti sulla specie risultano limitati e non conclusivi.
Attività antinfiammatoria. Evidenze in vitro e in modelli animali indicano riduzione di mediatori infiammatori; non esistono studi clinici specifici che confermino tale effetto nell’uomo per questa indicazione.
Attività analgesica centrale lieve. Studi in vivo animale mostrano riduzione della percezione del dolore, verosimilmente mediata da meccanismi neurocentrali; assenza di conferme cliniche dirette.
Attività antiossidante. Evidenze in vitro dimostrano capacità scavenger dei radicali liberi attribuibile ai flavonoidi; rilevanza clinica non dimostrata.
Attività miorilassante centrale. Studi preclinici indicano riduzione del tono muscolare e dell’attività motoria; assenza di conferme cliniche dirette.
Uso storico e nella tradizione
Uso come sedativo e calmante nervino in stati di agitazione e nervosismo.
Uso come rimedio per insonnia e disturbi del sonno.
Uso come antispasmodico in disturbi gastrointestinali di origine nervosa.
Uso come coadiuvante nei disturbi cardiaci funzionali associati a ansia.
Uso come rimedio per irrequietezza e disturbi neurovegetativi.
PIANTA SEGNALATA
NON SONO DOCUMENTATE CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE SUPPORTATE DA DATI CLINICI O OSSERVAZIONALI SPECIFICI PER PASSIFLORA INCARNATA L. NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI E NELLA LETTERATURA SCIENTIFICA DISPONIBILE.
POSSIBILE RIDUZIONE DELLO STATO DI VIGILANZA E DELLA CAPACITÀ DI ATTENZIONE; EVIDENZA CLINICA DERIVANTE DA STUDI CONTROLLATI SU SOGGETTI TRATTATI CON ESTRATTI DI PASSIFLORA INCARNATA CHE RIPORTANO SONNOLENZA COME EFFETTO INDESIDERATO.
USO IN GRAVIDANZA NON ADEGUATAMENTE SUPPORTATO DA DATI CLINICI; EVIDENZA LIMITATA, BASATA SU ASSENZA DI STUDI CLINICI CONTROLLATI E SU DATI SPERIMENTALI NON CONCLUSIVI, CON INDICAZIONE PRUDENZIALE NELLE MONOGRAFIE UFFICIALI.
USO IN ETÀ PEDIATRICA NON ADEGUATAMENTE SUPPORTATO DA EVIDENZE CLINICHE ROBUSTE; EVIDENZA DERIVANTE DA INSUFFICIENZA DI STUDI CONTROLLATI SPECIFICI SULLA POPOLAZIONE PEDIATRICA.
POSSIBILI INTERAZIONI FARMACOCINETICHE NON COMPLETAMENTE CARATTERIZZATE; EVIDENZA IN VITRO E FARMACOLOGICA SU SISTEMI ENZIMATICI EPATICI SUGGERISCE UN POTENZIALE COINVOLGIMENTO, MA DATI CLINICI DIRETTI SULLA SPECIE RISULTANO LIMITATI E NON CONCLUSIVI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANSIOLITICI
ANTICONVULSIVANTI
ANTIDEPRESSIVI
DEPRESSIVI DEL SNC
IPNOTICI
OPPIACEI
SEDATIVI DEL SNC
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Estratto secco titolato da parti aeree di Passiflora incarnata L. ottenuto con solventi idroalcolici. Il titolo farmacologicamente rilevante è costituito dai flavonoidi totali espressi come vitexina, con valori minimi generalmente compresi tra 2,0 percento secondo Farmacopea Europea e tra 3 e 4 percento negli integratori commerciali standardizzati. La posologia efficace negli studi e nelle monografie è compresa tra 300 e 600 milligrammi al giorno di estratto secco titolato, suddivisi in due o tre somministrazioni, con assunzione serale raccomandata per l’effetto sul sonno
Estratto secco nebulizzato standardizzato in flavonoidi. Questa forma presenta una maggiore biodisponibilità e standardizzazione, con titolo tipico in flavonoidi totali non inferiore a 0,3 percento come iperoside o espresso come vitexina a seconda della farmacopea di riferimento. La posologia usuale è compresa tra 300 e 600 milligrammi al giorno, con impiego mirato nei disturbi d’ansia lieve e insonnia funzionale
Estratto fluido idroalcolico da Passiflora incarnata L. con rapporto droga estratto variabile generalmente tra 1:1 e 1:2 in etanolo al 40–70 percento. Il contenuto in flavonoidi non è sempre dichiarato ma deve essere coerente con un contenuto equivalente ad almeno 2 percento sull’estratto secco corrispondente. La posologia tipica è di 1–4 millilitri fino a tre volte al giorno, con adattamento individuale in base alla concentrazione
Tintura madre da Passiflora incarnata L. preparata secondo farmacopee ufficiali con rapporto droga solvente generalmente 1:10 in etanolo al 45–70 percento. La titolazione non è standardizzata ma il contenuto in flavonoidi rappresenta il marker qualitativo principale. La posologia usuale è compresa tra 20 e 50 gocce fino a tre volte al giorno, con somministrazione serale per effetto sedativo
Estratto molle o estratto idroalcolico concentrato. Questa forma intermedia tra estratto fluido ed estratto secco mantiene una concentrazione più elevata di principi attivi lipofili e idrofili. Il titolo in flavonoidi deve risultare equivalente ad almeno 2 percento sull’estratto secco. La posologia varia generalmente tra 100 e 300 milligrammi al giorno equivalenti
Preparazioni combinate standardizzate con altre droghe sedative come Valeriana officinalis L. e Melissa officinalis L. con titolazione in flavonoidi per Passiflora incarnata e in acidi valerenici o acidi fenolici per le altre componenti. La posologia dipende dalla formulazione ma mantiene generalmente un apporto di Passiflora equivalente a 200–500 milligrammi di estratto secco al giorno
Preparazioni omeopatiche da Passiflora incarnata L. ottenute per diluizioni successive della tintura madre. Le diluizioni più utilizzate sono D1, D2, D4 e fino a CH5–CH9. Non esiste una titolazione in principi attivi e l’impiego si basa su approccio omeopatico individualizzato. La posologia tipica varia da 5 a 20 gocce o globuli una o più volte al giorno secondo la diluizione
European Medicines Agency, Assessment report on Passiflora incarnata L., herba, 2014
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Passiflora incarnata L., herba, 2014
ESCOP, Monographs on the medicinal uses of plant drugs Passiflorae herba, 2003
Blumenthal M, The Complete German Commission E Monographs, 1998
Miroddi M et al., Passiflora incarnata L. ethnopharmacology clinical application safety and evaluation of clinical trials, 2013
Dhawan K et al., Passiflora a review update, 2004
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso semplice di Passiflora incarnata L. ottenuto da parti aeree essiccate finemente frammentate. La preparazione prevede 1–2 grammi di droga in 150 millilitri di acqua bollente con infusione per 10–15 minuti. La somministrazione può essere ripetuta fino a 3–4 volte al giorno oppure in dose singola serale per favorire il sonno. Questo schema posologico deriva da monografie ufficiali europee ed è considerato sicuro per uso tradizionale negli adulti
Infuso serale potenziato per insonnia lieve costituito da Passiflora incarnata L. 1,5 grammi associata a Valeriana officinalis L. radix 1,5 grammi e Melissa officinalis L. folium 1 grammo in 200 millilitri di acqua bollente. Infusione per 10–15 minuti con assunzione unica 30–60 minuti prima del sonno. La combinazione rientra nelle cosiddette specie sedativae riconosciute a livello europeo per il trattamento dei disturbi lievi del sonno e dello stress, con uso consolidato e supporto farmacologico coerente
Infuso ansiolitico diurno con Passiflora incarnata L. 1 grammo, Melissa officinalis L. 1 grammo e Lavandula angustifolia Mill. 0,5 grammi in 150–200 millilitri di acqua. Somministrazione fino a tre volte al giorno. La formulazione si basa su associazioni tradizionali documentate e su evidenze farmacologiche convergenti sui sistemi GABAergici e colinergici centrali, con buon profilo di sicurezza a questi dosaggi
Decotto leggero combinato per disturbi neurovegetativi gastrointestinali con Passiflora incarnata L. 1 grammo, Matricaria chamomilla L. 1 grammo e Foeniculum vulgare Mill. 0,5 grammi in 200 millilitri di acqua. Ebollizione breve di 5 minuti seguita da infusione di 10 minuti. Assunzione dopo i pasti fino a due volte al giorno. L’uso è giustificato da evidenze precliniche antispasmodiche e da tradizione fitoterapica consolidata
Infuso rilassante per stati di agitazione con Passiflora incarnata L. 1,5 grammi e Tilia cordata Mill. infiorescenze 1 grammo in 200 millilitri di acqua. Infusione 10–15 minuti con assunzione fino a due volte al giorno. La combinazione è supportata da uso tradizionale europeo e da plausibilità farmacologica sedativa centrale
Infuso modulatore dello stress con Passiflora incarnata L. 1 grammo associata a Humulus lupulus L. strobili 0,5 grammi e Citrus aurantium L. flos 0,5 grammi in 150–200 millilitri di acqua bollente. Infusione per 10 minuti con assunzione serale. La formulazione è documentata in letteratura fitoterapica classica e coerente con attività sedativa e ansiolitica sinergica
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Passiflora incarnata L., herba, 2014
European Medicines Agency, Assessment report on Passiflora incarnata L., herba, 2014
ESCOP Monographs, Passiflorae herba, 2003
Barnes J, Anderson L, Phillipson J, Herbal Medicines, 2007
Wichtl M, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Blumenthal M, The Complete German Commission E Monographs, 1998
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicinale sedativo a base di Passiflora incarnata L.
La preparazione prevede la macerazione di 20–30 grammi di parti aeree essiccate in 1 litro di vino bianco di buona gradazione alcolica per un periodo di 7–10 giorni in contenitore chiuso e al riparo dalla luce, con agitazione quotidiana. Al termine si filtra accuratamente.
L’uso tradizionale di questa preparazione è limitato a 50–100 millilitri la sera, come blando sedativo e coadiuvante del sonno. Dal punto di vista farmacologico la concentrazione di principi attivi è inferiore rispetto agli estratti idroalcolici standardizzati e l’efficacia risulta quindi meno prevedibile.
Preparazione idroalcolica tipo liquore medicinale o elisir
Una preparazione più concentrata e coerente con l’estrazione fitoterapica prevede la macerazione di 1 parte di droga essiccata in 5 parti di soluzione idroalcolica al 40–60 percento per 10–14 giorni, seguita da filtrazione. Questa forma è sovrapponibile a una tintura non standardizzata.
L’impiego tradizionale è di 20–40 gocce diluite in acqua fino a tre volte al giorno oppure in dose unica serale. Preparazioni di questo tipo sono coerenti con le formulazioni attualmente disponibili come estratti idroalcolici commerciali
Liquore erboristico aromatizzato con Passiflora incarnata L.
In ambito erboristico tradizionale non normato, la Passiflora può essere utilizzata come componente aromatica e funzionale in liquori digestivi sedativi insieme ad altre droghe come Melissa officinalis L. o Citrus aurantium L. flos. La preparazione segue schema di macerazione in alcol etilico diluito con successiva aggiunta di sciroppo zuccherino.
L’uso è limitato a piccole quantità serali. Dal punto di vista farmacologico queste preparazioni hanno valore principalmente tradizionale e non possono essere considerate equivalenti a preparazioni fitoterapiche standardizzate.
European Medicines Agency, Assessment report on Passiflora incarnata L., herba, 2014
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Passiflora incarnata L., herba, 2014
ESCOP Monographs, Passiflorae herba, 2003
Dhawan K, Kumar S, Sharma A, Passiflora a review update, 2004
Miroddi M et al., Passiflora incarnata L ethnopharmacology clinical application safety and evaluation of clinical trials, 2013
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Passiflora incarnata L. ha un uso culinario limitato ma documentato, soprattutto in ambito tradizionale e sperimentale. A differenza di altre specie del genere Passiflora coltivate per il frutto, P. incarnata viene impiegata principalmente per le parti aeree e, in misura minore, per il frutto, con preparazioni semplici e delicate.
Parti utilizzate in cucina
Foglie giovani e sommità tenere
Fiori
Frutti maturi (di piccole dimensioni, meno aromatici rispetto a Passiflora edulis)
Uso delle foglie e delle parti aeree
Foglie giovani cotte
In alcune tradizioni rurali nordamericane, le foglie giovani:
vengono sbollentate brevemente per ridurne l’amaro
utilizzate come verdura cotta in zuppe leggere o come contorno
abbinate a erbe aromatiche delicate
Il sapore è erbaceo tenue, simile a quello di altre verdure spontanee primaverili.
Uso dei fiori
Decorazione e infusione aromatica
I fiori freschi o leggermente essiccati:
sono usati come decorazione commestibile in insalate e dessert
possono aromatizzare sciroppi leggeri, gelatine o bevande analcoliche
Il gusto è neutro-dolce, con una nota floreale appena percettibile.
Uso dei frutti
Consumo tradizionale
I piccoli frutti maturi:
possono essere consumati freschi, ma hanno sapore poco intenso
talvolta trasformati in confetture casalinghe o gelatine
usati in passato come ingrediente per bevande fermentate artigianali
La polpa è leggermente acidula, con aroma tenue.
Preparazioni dolci tradizionali
Sciroppo di passiflora ottenuto da infusione delle parti aeree zuccherata
Gelatine leggere a base di frutti e miele
Miele aromatizzato con fiori o foglie essiccate
Queste preparazioni erano consumate soprattutto come alimenti funzionali, più che come dessert veri e propri.
Considerazioni gastronomiche
Passiflora incarnata non è una pianta da uso culinario quotidiano, ma occasionale
l’impiego è sempre sobrio e in piccole quantità
è apprezzata per il valore simbolico, aromatico e tradizionale più che per l’intensità del gusto
oggi trova spazio soprattutto in cucina erboristica, foraging e gastronomia botanica
In sintesi, Passiflora incarnata L. occupa una nicchia nella tradizione culinaria: un ingrediente discreto, funzionale e rituale, utilizzato con rispetto e moderazione.
Molte malattie dello stomaco sono provocate da esagerata secrezione gastrica e/o aumento di acido cloridrico con le note manifestazioni di bruciore di stomaco, dolori ed eruttazioni acide.
Oltre alla terapia dietetica, tendente a moderare o eliminare alcuni cibi (carne, sale, spezie, caffè, vino, liquori, ecc.) è utile somministrare presidi medicamentosi tra i quali vi sono le droghe che inibiscono la secrezione acida e che in base al meccanismo d'azione agiscono su:
a) succo gastrico, riducendo l'acidità dell'acido cloridrico prodotto in eccesso
1) antiacidi chimici (sostanze alcaline come bicarbonato di sodio, citrato di sodio e potassio, tartrato di sodio e potassio, malato di sodio e potassio, magnesia, idrossido di magnesio e di alluminio).
2) antiacidi adsorbenti (argille ventilate, carbone vegetale di tiglio, pioppo o salice).
b) secrezione gastrica, inibendola in vari modi
1) antiacidi protettori o inibitori fisici che si stratificano sulla mucosa gastrica rivestendola di uno strato protettivo (olio d'oliva, lichene islandico, malva, altea, lino, patata)
2) antiacidi parasimpaticolitici (antivagali), che, frenando il parasimpatico, inibiscono la secrezione gastrica (salvia, biancospino, passiflora).
Altre droghe possono avere effetto antiulcera gastroduodenale, grazie alla loro azione epitelizzante, cicatrizzante e trofica sulla mucosa gastrica (Succo di Cavolo fresco, Liquirizia, Consolida maggiore, Olio di Pelargonium odoratissimum L., Banana, Camomilla matricaria, Camomilla romana).
[Tratto da: Marzio Pedretti "L'erborista moderno"]
Origine del nome e simbolismo religioso
Il nome Passiflora deriva dall’interpretazione simbolica data dai missionari gesuiti nel XVII secolo:
la corona di filamenti del fiore rappresenterebbe la corona di spine
i cinque stami simboleggerebbero le piaghe di Cristo
i tre stili richiamerebbero i chiodi della crocifissione
i petali e sepali sarebbero gli apostoli rimasti fedeli
Da qui il nome “fiore della Passione”, che favorì la diffusione della pianta in Europa come strumento di evangelizzazione simbolica.
Uso tradizionale nelle popolazioni native
Prima dell’arrivo degli europei:
le popolazioni native nordamericane utilizzavano Passiflora incarnata come calmante naturale
era impiegata per favorire il sonno, alleviare irrequietezza e spasmi
veniva considerata una pianta “rinfrescante per la mente”
Questi usi furono successivamente recepiti dalla fitoterapia occidentale.
Introduzione nella medicina europea
Introdotta in Europa nel XVII secolo
Inizialmente coltivata come pianta ornamentale ed esotica
Divenne pianta medicinale solo tra XVIII e XIX secolo
Fu particolarmente apprezzata come alternativa non oppiacea ai sedativi dell’epoca
Ruolo nella storia della fitoterapia moderna
Una delle prime piante calmanti accettate ufficialmente in farmacopee europee
Utilizzata durante il XX secolo per nervosismo, isteria e nevrosi funzionali
Rimane tuttora una delle piante più studiate per l’ansia lieve e i disturbi del sonno
Curiosità botaniche
I fiori durano solo uno o due giorni, ma la fioritura è abbondante
È una pianta rampicante vigorosa, capace di colonizzare rapidamente gli spazi
I viticci sono estremamente sensibili al contatto, esempio classico di tigmotropismo
Differenze con altre specie di Passiflora
Passiflora incarnata è la specie officinale principale
Passiflora edulis è coltivata quasi esclusivamente per il frutto
Non tutte le passiflore condividono le stesse proprietà fitoterapiche
Aspetti culturali e simbolici moderni
Simbolo di calma, equilibrio e introspezione
Spesso associata a pratiche di rilassamento e rituali serali
Presente in arte botanica, giardini monastici e erboristerie storiche
Aneddoto curioso
Negli Stati Uniti, Passiflora incarnata è conosciuta anche come “maypop”, per il suono prodotto dal frutto quando viene schiacciato: una curiosità linguistica che riflette il rapporto diretto tra pianta e cultura popolare.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
European Medicines Agency, Assessment report on Passiflora incarnata L., herba, 2014
World Health Organization, WHO monographs on selected medicinal plants Volume 4, 2009
ESCOP Monographs, Passiflorae herba, 2003
Dhawan K et al., Passiflora: a review update, Journal of Ethnopharmacology, 2004
Miroddi M et al., Passiflora incarnata L.: ethnopharmacology, clinical application, safety and evaluation of clinical trials, Journal of Ethnopharmacology, 2013
Sarris J et al., Herbal medicines in the treatment of psychiatric disorders: a systematic review, Phytotherapy Research, 2011