Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Rosidi
Clade Malvidi
Ordine Malvales
Famiglia Malvaceae
Sottofamiglia Malvoideae
Tribù Hibisceae
Genere Hibiscus
Specie Hibiscus sabdariffa
Famiglia:
Carcadè, Ibisco, Rosa di Abissinia, Rossella, Roselle, Rozelle, Queensland jelly plant, Jelly okra, Red sorrel, Hibiscus, Jamaica sorrel, Jamaican Tea, Indian sorrel, Guinea sorrel, Sour-sour, Rosella, Roselle, Royal Roselle, Rozelle, Sereni, Oseille De Guinée, Thé Rose D´abyssinie, Afrikanischer Eibisch, Hibiscus-Tee, Malventee, Rote Malve, Amerikaansch Zuur, Acedera De Guinea, Caruru De Guine, Quiabo Da Angola, Vinagreira, Kra Chiap Daeng, Krachiap, Mei Gui Qie, Shan Qie Zi, Roozera, Roozeru, Rozerusou
ERBACEA ANNUALE O PERENNE ALTA FINO A 2-2.5 METRI CON FUSTI ERETTI RAMIFICATI ROSSASTRI. FOGLIE ALTERNE PICCIOLATE POLIMORFE CON LAMINA DA OVATA A PALMATO-LOBATA CON 3-7 LOBI DENTATI. FIORI SOLITARI ASCELLARI O IN RACEMI ALL'APICE DEI RAMI. CALICE PERSISTENTE CARNOSO ROSSO VIVO COMPOSTO DA 5 SEPALI SALDATI E UN EPICALICE DI 8-12 BRATTEOLE LINEARI. COROLLA CON 5 PETALI LIBERI OBOVATI DI COLORE GIALLO O BIANCO CON BASE SPESSO ROSSA. ANDROCEO MONOADELFO CON NUMEROSI STAMI SALDATI A FORMARE UN TUBO CHE CIRCONDA IL PISTILLO. GINECEO SUPERO PENTACARPELLARE CON STILO UNICO E 5 STIGMI CAPITATI. FRUTTO CAPSULA OVOIDE DEISCENTE CONTENUTA NEL CALICE ACCRESCENTE CARNOSO. SEMI NUMEROSI RENIFORMI BRUNO-SCURI.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE (ESTATE-INIZIO AUTUNNO), CON FIORI GIALLI/ROSSI A CALICE CARNOSO
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____ROSSO ____ROSSO ARANCIO ____ROSSO VERMIGLIO
Originario dell'Africa tropicale occidentale, ma si è ampiamente diffuso e naturalizzato in molte regioni tropicali e subtropicali del mondo, tra cui Asia, Australia, Caraibi e America Centrale e Sud America. Predilige climi caldi e umidi con abbondante luce solare e una stagione delle piogge ben definita. Cresce meglio in terreni ben drenati, fertili e leggermente acidi, ma può adattarsi a diversi tipi di suolo. Si trova spesso in aree disturbate, ai margini dei campi coltivati, lungo le strade e in giardini e orti domestici. La sua altitudine di crescita varia dal livello del mare fino a circa 600 metri. È coltivato principalmente per i suoi calici carnosi e aciduli utilizzati nella preparazione di bevande, marmellate e altri prodotti alimentari, nonché per le sue fibre in alcune regioni. La sua capacità di prosperare in climi caldi e la sua adattabilità a diversi suoli hanno contribuito alla sua ampia distribuzione attraverso la coltivazione umana.
European Medicines Agency, Assessment report on Hibiscus sabdariffa L calyx, 2013
Da Costa-Rocha I, Bonnlaender B, Sievers H, Pischel I, Heinrich M, Hibiscus sabdariffa L a phytochemical and pharmacological review, 2014
McKay DL, Chen CY, Saltzman E, Blumberg JB, Hibiscus sabdariffa L tea polyphenols and blood pressure systematic review, 2010
Hopkins AL, Lamm MG, Funk JL, Ritenbaugh C, Hibiscus sabdariffa L in the treatment of hypertension and hyperlipidemia a systematic review, 2013
Ali BH, Wabel NA, Blunden G, Phytochemical pharmacological and toxicological aspects of Hibiscus sabdariffa L a review, 2005
Borrás-Linares I, Fernández-Arroyo S, Arráez-Román D, Palmeros-Suárez PA, Del Val-Díaz R, Andrade-Gonzáles I, Fernández-Gutiérrez A, Segura-Carretero A, Characterization of phenolic compounds in Hibiscus sabdariffa L by advanced analytical techniques, 2015
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: i dati tossicologici derivati da studi clinici, studi in vivo su animali e valutazioni di sicurezza indicano una buona tollerabilità alle dosi terapeutiche, con effetti indesiderati generalmente lievi e rari; non sono evidenziati effetti tossici significativi nell’uso tradizionale e clinico, sebbene dosi elevate possano determinare effetti ipotensivi marcati o interazioni farmacologiche (evidenza clinica e preclinica coerente)
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: sono disponibili studi clinici controllati e revisioni sistematiche che documentano effetti significativi di Hibiscus sabdariffa L. nella riduzione della pressione arteriosa e nel miglioramento del profilo lipidico; tali evidenze derivano principalmente da preparazioni acquose standardizzate (infusi o estratti), con risultati riproducibili in diversi studi clinici su soggetti con ipertensione lieve-moderata e dislipidemia (evidenza clinica diretta sulla specie)
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Effetto antipertensivo con riduzione significativa della pressione arteriosa sistolica e diastolica documentata da studi clinici randomizzati controllati e meta analisi su preparazioni acquose e infusi standardizzati di calici di Hibiscus sabdariffa; l’effetto è dose dipendente e comparabile in alcuni studi a farmaci antipertensivi di prima linea in forme lievi di ipertensione
Effetto ipolipidemizzante con riduzione di colesterolo totale e LDL e miglioramento del profilo lipidico documentato da studi clinici controllati e revisioni sistematiche, con risultati tuttavia eterogenei tra gli studi e dipendenti dalla durata del trattamento e dalla forma estrattiva
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante significativa attribuita ad antociani e polifenoli con evidenze in vitro e in vivo animale su riduzione dello stress ossidativo e modulazione dei biomarcatori ossidativi
Attività epatoprotettiva osservata in modelli animali con riduzione di danno epatico indotto e miglioramento dei parametri biochimici epatici; evidenze cliniche limitate e non conclusive
Attività ipoglicemizzante con riduzione della glicemia e miglioramento della sensibilità insulinica in modelli animali e in studi clinici preliminari non sempre coerenti; evidenza considerata ancora non definitiva
Attività diuretica e natriuretica documentata in modelli animali e supportata da plausibilità farmacologica legata al contenuto in acidi organici e flavonoidi; evidenza clinica diretta limitata
Attività antimicrobica e antivirale dimostrata in vitro contro diversi patogeni batterici e virali con meccanismi legati ai polifenoli; assenza di conferma clinica diretta
Attività antiinfiammatoria osservata in modelli sperimentali con modulazione di mediatori infiammatori; dati clinici insufficienti
Uso storico e nella tradizione
Impiego come bevanda medicinale per stati febbrili e disidratazione in diverse tradizioni africane e asiatiche
Uso tradizionale come diuretico e depurativo nelle medicine popolari
Impiego per disturbi digestivi lievi e come rinfrescante gastrointestinale
Uso tradizionale per supporto cardiovascolare e regolazione della pressione arteriosa senza validazione storica formalizzata da protocolli clinici
European Medicines Agency, Assessment report on Hibiscus sabdariffa L calyx, 2013
McKay DL, Chen CY, Saltzman E, Blumberg JB, Hibiscus sabdariffa L tea consumption and blood pressure a randomized controlled trial, 2010
Serban C, Sahebkar A, Ursoniu S, Andrica F, Banach M, Effect of sour tea Hibiscus sabdariffa on lipid profile a systematic review and meta analysis of randomized controlled trials, 2015
Hopkins AL, Lamm MG, Funk JL, Ritenbaugh C, Hibiscus sabdariffa L in the treatment of hypertension and hyperlipidemia a systematic review, 2013
Da Costa Rocha I, Bonnlaender B, Sievers H, Pischel I, Heinrich M, Hibiscus sabdariffa L a phytochemical and pharmacological review, 2014
Ali BH, Al Wabel N, Blunden G, Phytochemical pharmacological and toxicological aspects of Hibiscus sabdariffa L a review, 2005
NON SONO RIPORTATE CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE CHIARAMENTE DOCUMENTATE DA STUDI CLINICI CONTROLLATI SPECIFICI SULLA SPECIE HIBISCUS SABDARIFFA L.; TUTTAVIA È CONTROINDICATO IN CASO DI IPERSENSIBILITÀ NOTA ALLA PIANTA O AI SUOI COMPONENTI SULLA BASE DI SEGNALAZIONI CLINICHE GENERALI DI REAZIONI ALLERGICHE.
È RICHIESTA CAUTELA NEI SOGGETTI CON IPOTENSIONE O IN TRATTAMENTO CON FARMACI ANTIPERTENSIVI, POICHÉ STUDI CLINICI CONTROLLATI DIMOSTRANO UN EFFETTO IPOTENSIVO SIGNIFICATIVO DELLA PIANTA CON POSSIBILE EFFETTO ADDITIVO (EVIDENZA CLINICA DIRETTA). È NECESSARIA CAUTELA NEI PAZIENTI IN TRATTAMENTO CON FARMACI IPOGLICEMIZZANTI, IN QUANTO STUDI CLINICI E IN VIVO INDICANO UN EFFETTO MODULANTE SULLA GLICEMIA CON POSSIBILE POTENZIAMENTO FARMACOLOGICO (EVIDENZA CLINICA E PRECLINICA). È RACCOMANDATA PRUDENZA IN CASO DI ASSUNZIONE CONCOMITANTE DI FARMACI METABOLIZZATI A LIVELLO EPATICO, POICHÉ STUDI IN VITRO E DATI SPERIMENTALI SUGGERISCONO UNA POSSIBILE MODULAZIONE DEGLI ENZIMI DEL CITOCROMO P450, SEBBENE LA RILEVANZA CLINICA NON SIA COMPLETAMENTE DEFINITA (EVIDENZA IN VITRO CON LIMITATA CONFERMA CLINICA). L’USO IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO RICHIEDE CAUTELA PER INSUFFICIENZA DI DATI CLINICI DIRETTI SULLA SICUREZZA E PER EVIDENZE IN VIVO ANIMALE CHE SUGGERISCONO POSSIBILI EFFETTI SULLA FUNZIONE RIPRODUTTIVA A DOSAGGI ELEVATI (EVIDENZA PRECLINICA).
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
Estratto secco standardizzato di Hibiscus sabdariffa L. titolato in antociani totali (principalmente delfinidina-3-sambubioside e cianidina-3-sambubioside) con titolo generalmente compreso tra circa 5 mg e 250 mg di antociani per dose giornaliera. Nei trial clinici sull’ipertensione sono stati utilizzati estratti standardizzati contenenti circa 9,6 mg fino a 100–250 mg di antociani totali al giorno. Posologia usuale 250–500 mg di estratto secco standardizzato una o due volte al giorno, oppure formulazioni equivalenti titolate, per periodi di 4–16 settimane.
Estratto acquoso concentrato (capsule o compresse) derivato dai calici, non necessariamente standardizzato ma caratterizzato da contenuto fenolico totale elevato. Nei dati clinici e osservazionali sono riportate dosi variabili da circa 100 mg fino a diversi grammi equivalenti di droga secca al giorno, con impiego per 2–6 settimane. Posologia tipica 300–1000 mg/die di estratto equivalente, suddivisa in due somministrazioni, adattata al contenuto in polifenoli e alla risposta clinica.
Estratto idroalcolico (tintura o estratto fluido) standardizzato su polifenoli totali o antociani, con contenuto fenolico totale elevato. Non esistono standard ufficiali univoci ma in ambito fitoterapico si considera rilevante un apporto giornaliero equivalente a frazioni di grammo di droga secca standardizzata. Posologia generalmente 1–3 ml due o tre volte al giorno di estratto fluido (rapporto droga:estratto variabile), oppure equivalenti titolati in polifenoli. Evidenze prevalentemente farmacologiche e di supporto ai dati clinici sugli estratti acquosi.
Estratto secco nebulizzato o microincapsulato titolato in polifenoli totali o acido ibiscico utilizzato negli integratori per sindrome metabolica. Titolo variabile ma orientato a garantire apporto significativo di composti fenolici. Posologia generalmente 250–500 mg due volte al giorno, spesso in associazione con altri estratti vegetali. Evidenza derivata da studi clinici combinati e meta-analisi su formulazioni miste.
Integratori combinati standardizzati contenenti estratto di Hibiscus sabdariffa L. titolato in antociani associato ad altri fitocomplessi (ad esempio per rischio cardiovascolare). Il titolo in antociani rappresenta il marker principale di qualità. Posologia variabile ma generalmente equivalente a 50–150 mg/die di antociani totali nell’ambito della formulazione combinata. Evidenza clinica indiretta da studi su combinazioni fitoterapiche.
Preparazioni omeopatiche di Hibiscus sabdariffa L. disponibili in diluizioni centesimali o decimali (es. D3–D30, CH5–CH30), utilizzate secondo la pratica omeopatica per disturbi generici del metabolismo o circolazione. Non esistono evidenze cliniche dirette di efficacia specifica sulla specie in ambito omeopatico. Posologia secondo schema omeopatico individualizzato.
Herrera-Arellano A., Flores-Romero S., Chavez-Soto M.A., Tortoriello J., Effectiveness and tolerability of a standardized extract from Hibiscus sabdariffa in patients with mild to moderate hypertension, 2004
Herrera-Arellano A., Miranda-Sanchez J., Avila-Castro P., Clinical effects produced by a standardized herbal medicinal product of Hibiscus sabdariffa on patients with hypertension, 2007
McKay D.L., Chen C.Y., Saltzman E., Blumberg J.B., Hibiscus sabdariffa L. tea lowers blood pressure in prehypertensive and mildly hypertensive adults, 2010
Serban C., Sahebkar A., Ursoniu S. et al., Effect of Hibiscus sabdariffa on blood pressure: a systematic review and meta-analysis, 2015
Montalvo-González E., García-Magaña M., Téllez-Medina D., Physiological effects and human health benefits of Hibiscus sabdariffa: a review, 2022
Norouzzadeh M., Effects of Hibiscus sabdariffa supplementation on cardiometabolic risk factors: overview of reviews and meta-analysis, 2025
Al-Anbaki M., Hibiscus sabdariffa as a treatment for uncontrolled hypertension: clinical and pharmacological perspectives, 2021
García-Muñoz A.M., Effects of Hibiscus sabdariffa in combination with other plant extracts on metabolic syndrome: systematic review and meta-analysis, 2023
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso semplice di Hibiscus sabdariffa L. (calici essiccati) preparato con 1,25–2 g di droga in 200–250 ml di acqua bollente, tempo di infusione 5–10 minuti, da assumere 2–3 volte al giorno. Questa modalità corrisponde ai protocolli di studi clinici controllati sull’ipertensione lieve e moderata, con durata di somministrazione compresa tra 2 e 6 settimane e consumo totale giornaliero di circa 2–6 g di droga secca.
Infuso concentrato a dose clinica con 2 g di calici in 150–240 ml di acqua bollente, somministrato due volte al giorno dopo i pasti. Questo schema è documentato in studi quasi-sperimentali e interventistici con riduzione significativa della pressione arteriosa e modulazione di parametri cardiovascolari dopo 1–4 settimane di trattamento.
Decotto leggero di Hibiscus sabdariffa L. con 5–10 g di calici essiccati in 250 ml di acqua, ebollizione per 5–10 minuti e successiva filtrazione, da assumere 1–2 volte al giorno. Questo intervallo posologico è coerente con studi clinici e osservazionali che riportano efficacia dose-dipendente sul controllo pressorio fino a circa 10 g/die di droga.
Infuso polifito cardiovascolare con Hibiscus sabdariffa L. 2 g, Camellia sinensis foglie 1 g e Crataegus monogyna fiori e foglie 1–2 g in 250 ml di acqua bollente, infusione 8–10 minuti, 2 volte al giorno. L’associazione è giustificata da evidenze cliniche indipendenti sulle singole specie per modulazione pressoria e profilo lipidico, con plausibile sinergia farmacodinamica sul sistema cardiovascolare.
Infuso metabolico con Hibiscus sabdariffa L. 2 g, Zingiber officinale rizoma 0,5–1 g e Cinnamomum verum corteccia 0,5 g in 250 ml di acqua bollente, infusione 10 minuti, 1–2 volte al giorno. L’impiego è supportato da dati sperimentali e clinici separati sulle singole droghe per modulazione glicemica e infiammatoria, con evidenza diretta per Hibiscus su parametri cardiometabolici.
Infuso di mantenimento a basso dosaggio con Hibiscus sabdariffa L. 1–2 g in 250 ml di acqua, una o due volte al giorno, indicato per uso prolungato entro limiti di sicurezza documentati negli studi clinici, con consumo giornaliero complessivo generalmente inferiore a 10 g di droga.
Infuso freddo (macerazione a freddo) con 2–3 g di calici in 250–500 ml di acqua per 6–12 ore a temperatura ambiente o refrigerata, da assumere entro la giornata. Questa modalità preserva il contenuto in antociani ed è coerente con l’impiego tradizionale e con i dosaggi studiati per gli effetti cardiovascolari.
McKay D.L., Chen C.Y., Saltzman E., Blumberg J.B., Hibiscus sabdariffa L. tea lowers blood pressure in prehypertensive and mildly hypertensive adults, 2010
Montalvo-González E., Villagrán Z., González-Torres S., et al., Physiological effects and human health benefits of Hibiscus sabdariffa: a review, 2022
Ellis L.R., et al., A systematic review and meta-analysis of the effects of Hibiscus sabdariffa on cardiovascular risk factors, 2022
Norouzzadeh M., et al., Effects of Hibiscus sabdariffa supplementation on cardiometabolic risk factors: overview of reviews and meta-analysis, 2025
Al-Anbaki M., Hibiscus sabdariffa as a treatment for uncontrolled hypertension: clinical and pharmacological perspectives, 2021
Jamrozik D., et al., Hibiscus sabdariffa in diabetes prevention and treatment: a review, 2022
Herrera-Arellano A., Flores-Romero S., Chavez-Soto M.A., Tortoriello J., Effectiveness and tolerability of a standardized extract from Hibiscus sabdariffa in patients with mild to moderate hypertension, 2004
Serban C., Sahebkar A., Ursoniu S. et al., Effect of Hibiscus sabdariffa on blood pressure: a systematic review and meta-analysis, 2015
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Preparazione di vino di Hibiscus sabdariffa L.
Ingredienti
100 g di calici essiccati di hibiscus
1 litro di vino rosso secco o bianco a piacere
100–150 g di zucchero (opzionale, secondo gusto)
Spezie opzionali: cannella, chiodi di garofano, scorza di agrume
Procedimento
Sciacquare rapidamente i calici essiccati sotto acqua fredda.
Mettere i calici in un contenitore di vetro o ceramica resistente e versare il vino.
Aggiungere lo zucchero e, se desiderato, le spezie o la scorza di agrume.
Lasciare in infusione a temperatura ambiente o in frigorifero per 5–7 giorni, agitando delicatamente 1 volta al giorno.
Filtrare la miscela con un colino fine o garza, trasferire in bottiglia pulita.
Conservare in frigorifero e consumare entro 2–3 settimane.
Uso
Bevanda da aperitivo o rinfrescante, servita fredda o a temperatura ambiente.
Leggero effetto antiossidante e rinfrescante, tradizionalmente consumato per supporto cardiovascolare e digestivo.
Può essere utilizzato come base per cocktail o miscelato con acqua frizzante per un effetto dissetante.
Note pratiche
Il colore del vino tende a diventare rosso intenso grazie agli antociani dei calici.
Il gusto finale è leggermente acidulo, con note floreali e fruttate.
La gradazione alcolica e il contenuto di zuccheri variano secondo il vino di partenza e l’aggiunta di zucchero.
Bibliografia
Ojeda D, et al. “Hibiscus sabdariffa L.: Phytochemistry, pharmacology, and traditional uses.”
Da-Costa-Rocha I, et al. “Hibiscus sabdariffa L. – A phytochemical and pharmacological review.”
Ali BH, et al. “The antioxidant and lipid-lowering effects of Hibiscus sabdariffa.”
Lin TL, et al. “Clinical efficacy of Hibiscus sabdariffa in mild to moderate hypertension.”
Mahdavi R, et al. “Effects of Hibiscus sabdariffa on blood pressure and lipid profile: A systematic review.”
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
Hibiscus sabdariffa L. è utilizzato in ambito culinario principalmente attraverso i calici carnosi, che costituiscono la parte edule più rilevante. Il loro profilo organolettico è caratterizzato da acidità marcata dovuta alla presenza di acidi organici come acido ibiscico, citrico e malico, associata a composti fenolici e antociani che conferiscono il tipico colore rosso intenso.
L’impiego più diffuso è nella preparazione di bevande, sia calde sia fredde. L’infusione dei calici essiccati produce una bevanda nota in diverse tradizioni come karkadè o sorrel, caratterizzata da gusto acidulo e leggermente astringente. Può essere consumata tal quale oppure aromatizzata con spezie, agrumi o dolcificanti, risultando particolarmente apprezzata nei climi caldi per il profilo rinfrescante.
In ambito gastronomico i calici vengono utilizzati anche per la preparazione di confetture, gelatine e sciroppi. L’elevato contenuto di pectine naturali favorisce la gelificazione, consentendo la produzione di conserve con consistenza stabile e colore brillante. Il sapore ricorda quello dei frutti rossi con una componente acidula più pronunciata, che si presta a preparazioni dolci e agrodolci.
Nei sistemi culinari africani, caraibici e asiatici i calici freschi o reidratati vengono impiegati anche in preparazioni salate. Possono essere aggiunti a salse, chutney, piatti a base di riso o carne, dove contribuiscono con acidità e colore. In alcune tradizioni sono utilizzati come ingrediente per condimenti fermentati o bevande leggermente fermentate.
Le foglie giovani, meno comunemente utilizzate, sono eduli e possono essere consumate cotte come verdura a foglia, con un profilo gustativo acidulo simile ad altre specie ricche di acidi organici. I semi, dopo tostatura, trovano impiego limitato come surrogato alimentare o fonte lipidica, sebbene l’uso sia marginale rispetto ai calici.
Nel complesso Hibiscus sabdariffa L. rappresenta un ingrediente versatile, impiegato sia per bevande sia per preparazioni dolci e salate, con un ruolo tecnologico e sensoriale legato principalmente alla sua acidità naturale e al contenuto in pigmenti antocianici.
Conosciuto come rosella, karkadé, sorrel, flor de Jamaica, red sorrel a seconda dei paesi.
In Africa e Caraibi il nome “sorrel” indica sia la pianta che la bevanda tradizionale.
In alcune culture arabe ed egiziane si chiama karkadé, bevanda consumata calda o fredda per secoli.
Utilizzato tradizionalmente in Egitto, Sudan e Nigeria come bevanda rinfrescante e tonica.
Nei Caraibi, la tisana di hibiscus è una bevanda popolare delle feste natalizie e delle celebrazioni locali.
Impiegato storicamente come diuretico, digestivo e coadiuvante nella regolazione della pressione e fegato.
La pianta è citata nei testi tradizionali africani e asiatici come rimedio popolare per febbre, digestione e disturbi cardiovascolari.
I calici rossi sono la parte più usata, non i petali veri e propri.
I fiori attirano api, farfalle e altri impollinatori, rendendola una pianta mellifera.
I calici contengono antociani, responsabili del caratteristico colore rosso intenso e del leggero sapore acidulo.
Il colore dei calici può influenzare anche il colore del miele prodotto dalle api, conferendo toni rosso-ambra.
Bevanda tradizionale preparata in infuso dolcificato con zucchero o miele.
Nei Caraibi e in Africa occidentale, spesso combinata con spezie come cannella, chiodi di garofano o zenzero per preparazioni festive.
Usata anche per sciroppi, gelatine, marmellate e vini artigianali in alcune culture.
Originaria probabilmente dell’Africa tropicale, oggi coltivata in Sudest asiatico, Caraibi e America centrale.
Albero annuale o perenne in clima tropicale, resistente alla siccità e fiorisce rapidamente.
Gioca un ruolo ecologico come fonte di nettare per api e uccelli, contribuendo alla biodiversità locale.
I calici contengono antociani, acidi organici (acido citrico, malico) e flavonoidi.
Questi composti conferiscono non solo colore e sapore, ma anche proprietà antiossidanti, ipotensive e metaboliche.
Bevanda di hibiscus spesso considerata simbolo di freschezza, salute e ospitalità in varie culture.
In alcune tradizioni africane, il fiore viene offerto in riti e cerimonie come simbolo di prosperità e benessere.
Nei mercati locali, i calici essiccati sono venduti come “oro rosso”, apprezzati per colore, aroma e benefici.
Del Karkadè non si butta quasi niente: i fiori possono essere canditi o rientrare in preparazioni di vini, salse, gelatine ecc. Le foglie possono essere mangiate in insalata. In Egitto sono utilizzate le foglie per trattare disturbi di cuore e nervi, il calice come rinfrescante. Nella tradizione europea i fiori sono utilizzati per perdita di appetito, raffreddamenti, congestione delle vie aeree superiori, disturbi circolatori, diuretico, medio lassativo e come dissetante nel periodo estivo.