Trigonella Foenum-graecum Var. Foenum-graecum, Trigonella Tibetana, Trigonella Gladiata, Trigonella Graeca, Trigonella Jemenensis, Trigonella Foenum-graecum Var. Gladiata, Trigonella Foenum-graecum Var. Tibetana, Trigonella Foenum-graecum F. Leucotricha, Foenum-graecum Officinale, Foenum-graecum Sativum, Trigonella Foenum-graecum Subsp. Indica, Trigonella Foenum-graecum Var. Cultum.
PIANTA ERBACEA ANNUALE CON FUSTI ERETTI O ASCENDENTI, RAMIFICATI, ALTI FINO A 60 CM. LE FOGLIE SONO ALTERNE, TRIFOGLIATE, CON FOGLIOLINE OBOVATE O OBLUNGHE, DENTELLATE ALL'APICE. I FIORI SONO PICCOLI, SOLITARI O IN PICCOLE INFIORESCENZE ASCELLARI, DI COLORE BIANCO O GIALLASTRO, PAPILIONACEI. IL CALICE È TUBOLARE CON 5 DENTI. LA COROLLA HA UN VESSILLO, DUE ALI E UNA CARENA. GLI STAMI SONO DIADELPHI (9 SALDATI E 1 LIBERO). L'OVARIO È SUPERO, UNILOCULARE, CON NUMEROSI OVULI E STILO INCURVATO. IL FRUTTO È UN LEGUME ALLUNGATO, APPIATTITO O CILINDRICO, CONTENENTE NUMEROSI SEMI PICCOLI, ROMBOIDALI E GIALLASTRI. LA PIANTA HA UN ODORE CARATTERISTICO AROMATICO.
PRIMAVERA INOLTRATA E IN ESTATE, CON IL PICCO NEI MESI DI MAGGIO, GIUGNO E LUGLIO, CLIMA TEMPERATO
Originaria del Medio Oriente e dell'India, ma ampiamente coltivata in molte regioni del mondo, inclusa l'area mediterranea, l'Asia e alcune parti dell'Africa e del Nord America. Predilige climi temperati caldi e semi-aridi, con estati asciutte e soleggiate. Cresce bene in terreni ben drenati, da sabbiosi a argillosi, e tollera anche suoli poveri e leggermente salini. È spesso coltivato in pieno campo come coltura da foraggio, spezia e medicinale. Si adatta a diverse altitudini, dalle pianure alle zone collinari. La sua capacità di fissare l'azoto atmosferico lo rende utile anche come coltura miglioratrice del suolo. La sua ampia coltivazione testimonia la sua adattabilità a diverse condizioni ambientali e pratiche agricole.
ESTATE, SPECIFICAMENTE NEI MESI DI LUGLIO E AGOSTO, QUANDO LA PIANTA È IN PIENA FIORITURA E HA SVILUPPATO I FRUTTI (SEMI)
PRINCIPALMENTE I SEMI (TRIGONELLAE FOENUM-GRAECUM SEMEN), MENO FREQUENTEMENTE LA PARTE AEREA
FORTE, CARATTERISTICO E AROMATICO, SPESSO DESCRITTO COME DOLCIASTRO E SIMILE A QUELLO DELLO SCIROPPO D'ACERO O DEL CURRY, DOVUTO ALLA PRESENZA DI SOTONINA
AMARO, PICCANTE E LEGGERMENTE ACRE, CON UN RETROGUSTO MUCILLAGINOSO CHE RICORDA IL SEDANO O LO SCIROPPO D'ACERO
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 1, 1999
European Medicines Agency, Assessment report on Trigonella foenum-graecum L. semen, 2011
Madhava Naidu Muthusamy, Shyamala Belur Nagaraj, Pura Naik Jagan Mohan Rao, Srinivas Prapulla, Chemical composition and antioxidant activity of fenugreek Trigonella foenum-graecum L. seed extracts, 2009
Hanan Al-Habori, Ahmad Raman, Antidiabetic and hypocholesterolaemic effects of fenugreek, 1998
Shalini Yadav, Sandeep Sehgal, Effect of home processing and storage on ascorbic acid and beta carotene content of fenugreek Trigonella foenum graecum leaves, 1997
Petropoulos Georgios A., Fenugreek The Genus Trigonella, 2002
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1995
Pooja Basch, Christopher Ulbricht, George Kuo, Patricia Szapary, Ethan Smith, Therapeutic applications of fenugreek, 2003
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili indicano una buona tollerabilità alle dosi fitoterapiche e alimentari comunemente utilizzate. Gli effetti avversi documentati sono prevalentemente gastrointestinali lievi o moderati, come flatulenza, diarrea e discomfort addominale. Sono documentate possibili reazioni allergiche in soggetti sensibilizzati alle Fabaceae e possibili interazioni farmacologiche con ipoglicemizzanti e anticoagulanti. Non risultano evidenze di tossicità sistemica significativa nell’uso corretto della specie.
EFFICACIA: CONFERMATA DA EVIDENZE SCIENTIFICHE
Motivazione: Sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi e revisioni sistematiche su Trigonella foenum-graecum L., soprattutto per modulazione glicemica nel diabete tipo 2, riduzione della glicemia postprandiale, effetti ipolipidemizzanti e supporto alla lattazione. Le evidenze cliniche risultano tuttavia dipendenti dal dosaggio e dalla tipologia di preparazione, ma sufficienti a confermare un’attività terapeutica reale della specie.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività ipoglicemizzante e modulante della glicemia nel diabete tipo 2. Sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi e revisioni sistematiche che documentano riduzione della glicemia a digiuno, della glicemia postprandiale e in alcuni studi dell’emoglobina glicata mediante uso di semi polverizzati o estratti standardizzati di Trigonella foenum-graecum L. Gli effetti risultano dipendenti dal dosaggio, dal contenuto in fibre e saponine e dalla formulazione utilizzata.
Attività ipolipidemizzante. Studi clinici e revisioni sistematiche riportano riduzione moderata di colesterolo totale, LDL e trigliceridi in soggetti con dislipidemia o sindrome metabolica. I risultati sono eterogenei ma riproducibili in più studi clinici.
Attività galattogoga. Esistono studi clinici controllati e revisioni sistematiche che indicano un possibile incremento della produzione lattea in donne durante l’allattamento. La qualità metodologica degli studi è variabile e gli effetti risultano moderati e non uniformi tra le preparazioni.
Attività modulatrice dell’appetito e del metabolismo glucidico. Alcuni studi clinici controllati mostrano riduzione dell’introito alimentare e miglioramento della risposta insulinica, soprattutto con preparazioni ricche in fibre galattomannani.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria. Studi in vitro e in vivo animale mostrano riduzione di mediatori proinfiammatori e modulazione dello stress ossidativo tramite saponine steroidee, flavonoidi e alcaloidi della specie.
Attività antiossidante. Documentata in studi in vitro e modelli animali mediante riduzione della perossidazione lipidica e incremento di enzimi antiossidanti endogeni.
Attività gastroprotettiva. Studi animali suggeriscono effetti protettivi sulla mucosa gastrica e intestinale attribuiti soprattutto al contenuto mucillaginoso e polisaccaridico dei semi.
Attività epatoprotettiva. Studi sperimentali animali documentano riduzione di marker di danno epatico in modelli tossicologici e metabolici. Mancano conferme cliniche robuste.
Attività fitoestrogenica e modulazione ormonale. Sono disponibili dati sperimentali in vitro e animali relativi alla presenza di diosgenina e altre saponine steroidee con possibile attività estrogeno-simile. Le evidenze cliniche rimangono limitate e non conclusive.
Attività ergogenica e supporto alla composizione corporea. Alcuni studi clinici preliminari e studi sperimentali suggeriscono possibili effetti su forza muscolare, recupero e composizione corporea, ma i dati risultano eterogenei e insufficienti per conferme definitive.
Attività antimicrobica. Studi in vitro mostrano attività antibatterica e antifungina contro alcuni microrganismi patogeni. Mancano evidenze cliniche pertinenti.
Attività immunomodulante. Evidenze in vitro e animali indicano modulazione di citochine e risposta immunitaria, senza conferme cliniche sufficienti.
Uso storico e nella tradizione
Uso digestivo e carminativo nelle dispepsie e nel meteorismo.
Uso ricostituente e nutrizionale in stati di debilitazione.
Uso emolliente e lenitivo nelle irritazioni gastrointestinali.
Uso tradizionale come tonico generale e alimento medicinale.
Uso tradizionale come supporto nelle affezioni respiratorie catarrali.
Uso tradizionale come coadiuvante nell’aumento ponderale e nella convalescenza.
Uso tradizionale nelle dismenorree e nei disturbi mestruali.
Uso topico tradizionale in impiastri per infiammazioni cutanee e foruncolosi.
European Medicines Agency, Assessment Report on Trigonella foenum-graecum L. semen, 2011
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Ulbricht Catherine et al., An Evidence-Based Systematic Review of Fenugreek by the Natural Standard Research Collaboration, Journal of Dietary Supplements, 2008
Basch Ethan et al., Fenugreek Trigonella foenum-graecum L. as a Therapeutic Agent, Alternative Medicine Review, 2003
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Wani Sajjad Ahmad et al., Fenugreek A Review on Its Nutraceutical Properties and Utilization in Various Food Products, Journal of the Saudi Society of Agricultural Sciences, 2018
Acharya S.N. et al., A Review on Medicinal Uses and Pharmacological Properties of Fenugreek Trigonella foenum-graecum L., African Journal of Pharmacy and Pharmacology, 2006
Goyal Shivani et al., Fenugreek and Its Medicinal Uses, Natural Product Radiance, 2007
Neelakantan Nithiya et al., Effect of Fenugreek Trigonella foenum-graecum L. Intake on Glycemia A Meta-analysis of Clinical Trials, Nutrition Journal, 2014
Bubnis Wendy A. et al., A Review of the Composition and Health Effects of Fenugreek Seed Extracts, Food Reviews International, 2022
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’ASSUNZIONE CONCOMITANTE CON INSULINA O FARMACI IPOGLICEMIZZANTI RICHIEDE MONITORAGGIO GLICEMICO PER POSSIBILE EFFETTO ADDITIVO IPOGLICEMIZZANTE. L’EVIDENZA DERIVA DA STUDI CLINICI CONTROLLATI E OSSERVAZIONALI SULLA RIDUZIONE DELLA GLICEMIA E DELLA RISPOSTA POSTPRANDIALE.
L’ASSOCIAZIONE CON ANTICOAGULANTI, ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI O FARMACI AD AZIONE EMOSTATICA RICHIEDE CAUTELA PER POSSIBILE INCREMENTO DEL RISCHIO EMORRAGICO. L’EVIDENZA È BASATA SU DATI FARMACOLOGICI, CASE REPORT E STUDI SPERIMENTALI RELATIVI ALLA PRESENZA DI CUMARINE, SAPONINE E ATTIVITÀ ANTIAGGREGANTE MODERATA.
LE PREPARAZIONI RICCHE IN MUCILLAGINI E FIBRE POSSONO RIDURRE O RALLENTARE L’ASSORBIMENTO INTESTINALE DI FARMACI E MICRONUTRIENTI ASSUNTI CONTEMPORANEAMENTE. LA PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA È DOCUMENTATA DA STUDI NUTRIZIONALI E FARMACOCINETICI SULLE FIBRE SOLUBILI DEL SEME.
SONO STATI DOCUMENTATI DISTURBI GASTROINTESTINALI DOSE DIPENDENTI COMPRENDENTI METEORISMO, DIARREA, CRAMPI ADDOMINALI E NAUSEA. L’EVIDENZA DERIVA DA STUDI CLINICI E OSSERVAZIONI POST-COMMERCIALIZZAZIONE.
L’ASSUNZIONE PUÒ MODIFICARE L’ODORE CORPOREO E URINARIO CON CARATTERISTICO AROMA DOLCIASTRO SIMILE ALLO SCIROPPO D’ACERO. L’EFFETTO È CLINICAMENTE DOCUMENTATO E CORRELATO ALLA PRESENZA DI SOTOLONE.
NEI SOGGETTI ALLERGICI AD ARACHIDE, CECI O ALTRE FABACEAE PUÒ ESISTERE REATTIVITÀ CROCIATA IMMUNOLOGICA. L’EVIDENZA DERIVA DA STUDI ALLERGOLOGICI E CASE REPORT CLINICI SPECIFICI SULLA SPECIE.
I DATI CLINICI SULLA SICUREZZA DURANTE ALLATTAMENTO A DOSI ELEVATE O TRAMITE ESTRATTI CONCENTRATI RESTANO LIMITATI NONOSTANTE L’USO TRADIZIONALE GALATTOGOGO. L’AVVERTENZA DERIVA DALL’INSUFFICIENZA DI STUDI DI SICUREZZA A LUNGO TERMINE.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
CONTROINDICATA IN SOGGETTI CON IPERSENSIBILITÀ DOCUMENTATA A TRIGONELLA FOENUM-GRAECUM O AD ALTRE FABACEAE, PER LA PRESENZA DI REAZIONI ALLERGICHE CLINICAMENTE DOCUMENTATE COMPRENDENTI ORTICARIA, RINITE ALLERGICA, BRONCOSPASMO E ANAFILASSI.
CONTROINDICATA IN GRAVIDANZA AD ALTE DOSI FITOTERAPICHE O MEDICINALI PER LA DOCUMENTATA ATTIVITÀ UTEROTONICA E OSSITOCICA OSSERVATA IN STUDI FARMACOLOGICI E RIPORTATA NELLA PRATICA TRADIZIONALE E SPERIMENTALE.
CONTROINDICATA IN SOGGETTI CON ANAMNESI DI OCCLUSIONE INTESTINALE O GRAVI STENOSI GASTROINTESTINALI PER IL CONTENUTO ELEVATO DI MUCILLAGINI E FIBRE CON POTENZIALE RISCHIO DI AGGRAVAMENTO OSTRUTTIVO.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO)
ANTICOAGULANTI CUMARINICI
ANTIDIABETICI ORALI (POTENZIAMENTO)
ASPIRINA
CLOPIDOGREL
FARMACI E INTEGRATORI ORALI (MALASSORBIMENTO)
FARMACI PER OS (RIDUCE ASSORBIMENTO)
FARMACI PER TIROIDE (LEVOTIROXINA)
FIBRE VEGETALI (QUANTITÀ ELEVATE)
INSULINA
INSULINA (POTENZIAMENTO)
IPOGLICEMIZZANTI (POTENZIAMENTO)
OMEGA-3 AD ALTI DOSAGGI
TAMOXIFENE
TERAPIE ORMONALI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Polvere micronizzata dei semi in capsule o compresse. È la forma più tradizionale e documentata per impiego metabolico, digestivo e galattogogo. I dosaggi comunemente utilizzati negli studi clinici e nelle monografie fitoterapiche sono compresi tra 1 e 6 g al giorno di semi polverizzati suddivisi in 2-3 assunzioni. Per il supporto glicemico vengono frequentemente impiegati 5-25 g/die di polvere alimentare o fibra totale dei semi in preparazioni standardizzate. Non esiste un titolo farmacopoeico universalmente obbligatorio, ma gli estratti destinati all’attività metabolica vengono generalmente standardizzati in saponine steroidiche totali oppure in galattomannani.
Estratto secco nebulizzato o titolato dei semi. Gli estratti secchi vengono preparati prevalentemente con etanolo acquoso al 20-60%. Per applicazioni metaboliche e ipoglicemizzanti gli estratti vengono spesso titolati al 20-50% in saponine oppure standardizzati in 4-idrossi-isoleucina e fibre galattomannaniche. I dosaggi documentati negli studi clinici variano mediamente tra 300 mg e 2 g al giorno secondo il rapporto estrattivo e il titolo. Alcuni estratti commerciali ad attività metabolica utilizzano standardizzazioni elevate in saponine steroidiche o aminoacidi insulino-modulatori.
Estratto molle idroalcolico. Utilizzato soprattutto in formulazioni fitoterapiche magistrali e galeniche per finalità digestive, ricostituenti e galattogoghe. Le preparazioni tradizionali impiegano estratti ottenuti con etanolo al 60% V/V. La posologia equivalente corrisponde generalmente a 2-6 g di droga secca al giorno.
Tintura madre fitoterapica dei semi freschi o secchi. Le formulazioni tradizionali prevedono rapporti droga-solvente 1:5 in etanolo. I dosaggi usuali nella pratica fitoterapica documentata variano da 2 a 5 mL fino a tre volte al giorno, equivalenti circa a 6 g/die di semi. È utilizzata soprattutto nelle formulazioni digestive, ricostituenti e galattogoghe.
Estratti ricchi in fibre galattomannaniche. Si tratta di preparazioni concentrate nella frazione polisaccaridica e mucillaginosa del seme, utilizzate prevalentemente per il controllo glicemico e lipidico. I dosaggi clinici documentati oscillano generalmente tra 5 e 15 g/die di fibra totale o frazione galattomannanica standardizzata.
Estratti standardizzati in saponine steroidiche e diosgenina. Queste preparazioni sono utilizzate soprattutto in integratori destinati al metabolismo glucidico, al supporto nutraceutico sportivo e alla modulazione endocrina. Le standardizzazioni più diffuse sono comprese tra il 20% e il 50% di saponine totali. I dosaggi comunemente impiegati oscillano tra 300 mg e 1200 mg/die secondo il titolo estrattivo.
Preparazioni omeopatiche di Trigonella foenum-graecum. Disponibili principalmente come tintura madre omeopatica e diluizioni dalla D1 alla D6 oppure dalla CH3 alla CH30. L’impiego omeopatico tradizionale riguarda in particolare supporto dell’appetito, astenia, convalescenza e lattazione insufficiente. Le posologie variano secondo la scuola omeopatica e il grado di diluizione utilizzato. Non esistono evidenze cliniche robuste che confermino efficacia terapeutica specifica delle preparazioni omeopatiche della specie.
European Medicines Agency, Assessment Report on Trigonella foenum-graecum L. semen Revision 1, 2021
Health Canada, TRIGONELLA FOENUM-GRAECUM Oral Monograph, 2018
N Neelakantan, M Narayanan, RJ De Souza, M van Dam, Effect of fenugreek (Trigonella foenum-graecum L.) intake on glycemia: a meta-analysis of clinical trials, 2014
Yasmine Terbeche, Gatien Messire, Sabine Berteina-Raboin, Raphaël Serreau, Exploring the Hypoglycemic Mechanism and Milk Production Effects of Fenugreek: A Systematic Review, 2023
Egyptian Drug Authority, Egyptian Herbal Monograph Trigonella foenum-graecum L., 2023
Kandhare AD, Thakurdesai PA, Wangikar P, Patil A, Bodhankar SL, A systematic literature review of fenugreek seed toxicity by using ToxRTool: evidence from preclinical and clinical studies, 2019
Roberts KT, The potential of fenugreek (Trigonella foenum-graecum) as a functional food and nutraceutical and its effects on glycemia and lipidemia, 2011
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Volete provare una formula per ingrassare usata dalle donne arabe? Fieno greco polvere 20g, miele 20g, olio di oliva 20g.
Infuso digestivo e carminativo con fieno greco e finocchio. Preparare con 1-2 g di semi di Trigonella foenum-graecum leggermente pestati e 1-2 g di semi di Foeniculum vulgare in 200 mL di acqua calda lasciando in infusione 10-15 minuti. Assumere fino a due volte al giorno dopo i pasti. La combinazione è documentata nella pratica fitoterapica tradizionale e supportata da dati farmacologici su attività carminativa, modulazione glicemica e sostegno digestivo.
Decotto galattogogo con fieno greco e anice verde. Utilizzare 3 g di semi di Trigonella foenum-graecum e 2 g di Pimpinella anisum in 250 mL di acqua, facendo sobbollire per 10 minuti. Assumere una o due volte al giorno. L’associazione è tradizionalmente utilizzata nel supporto della lattazione e dispone di documentazione clinica soprattutto per il fieno greco e di evidenze farmacologiche complementari per l’anice.
Infuso metabolico con fieno greco e cannella. Preparare con 2-5 g di semi di Trigonella foenum-graecum e 1 g di corteccia di Cinnamomum verum in 250 mL di acqua calda lasciando in infusione per circa 15 minuti. Utilizzato tradizionalmente come supporto dietetico nel metabolismo glucidico e lipidico. La combinazione è coerente con dati clinici e sperimentali sulle proprietà ipoglicemizzanti e ipolipidemizzanti delle due droghe.
Decotto mucillaginoso gastroprotettivo con fieno greco e malva. Preparare con 3 g di semi di Trigonella foenum-graecum e 2 g di foglie o fiori di Malva sylvestris in 250 mL di acqua, lasciando sobbollire per 5-10 minuti. Utilizzato per azione emolliente e lenitiva gastrointestinale. Le mucillagini del fieno greco e della malva mostrano attività protettiva sulle mucose in modelli sperimentali e nella fitoterapia documentata.
Infuso tonico ricostituente con fieno greco e avena. Utilizzare 2 g di semi di Trigonella foenum-graecum e 2 g di sommità di Avena sativa in 200-250 mL di acqua calda per 10 minuti. Tradizionalmente impiegato in convalescenza, astenia e scarso appetito. Il razionale fitoterapico deriva dal contenuto proteico, minerale e mucillaginoso del fieno greco associato alle proprietà nutritive dell’avena.
Preparazione erboristica in polvere con fieno greco e psillio. Miscelare 2-5 g di polvere di semi di Trigonella foenum-graecum con 3-5 g di Plantago ovata da assumere con abbondante acqua una volta al giorno. La formulazione è utilizzata per il supporto metabolico e la modulazione dell’assorbimento glucidico e lipidico. È necessario mantenere adeguata idratazione e distanziare l’assunzione dai farmaci orali.
Infuso espettorante tradizionale con fieno greco e timo. Preparare con 2 g di semi di Trigonella foenum-graecum e 1 g di Thymus vulgaris in 200 mL di acqua calda lasciando in infusione 10 minuti. Utilizzato nella tradizione erboristica per irritazioni respiratorie e catarro. Le evidenze disponibili sono prevalentemente etnofarmacologiche e sperimentali.
Decotto nutriente con fieno greco e liquirizia. Utilizzare 2 g di Trigonella foenum-graecum e 1 g di Glycyrrhiza glabra in 250 mL di acqua, sobbollendo per circa 10 minuti. Tradizionalmente utilizzato come formulazione ricostituente e lenitiva gastrica. La combinazione richiede cautela nei soggetti ipertesi o in terapia corticosteroidea per la presenza di glicirrizina.
European Medicines Agency, Assessment Report on Trigonella foenum-graecum L. semen Revision 1, 2021
Health Canada, TRIGONELLA FOENUM-GRAECUM Oral Monograph, 2018
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Kandhare AD, Thakurdesai PA, Wangikar P, Patil A, Bodhankar SL, A systematic literature review of fenugreek seed toxicity by using ToxRTool: evidence from preclinical and clinical studies, 2019
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Marco Leonti, Casimiro Ballero, Traditional Mediterranean and European herbal teas, 2011
Miquel Blumenthal, The Complete German Commission E Monographs: Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Vino medicato tradizionale al fieno greco. La preparazione storica consiste nella macerazione di 20-30 g di semi leggermente pestati di Trigonella foenum-graecum in circa 1 L di vino bianco secco o marsala per 7-10 giorni, con agitazione periodica e successiva filtrazione. L’uso tradizionale era quello di tonico ricostituente, stimolante dell’appetito e supporto digestivo nelle condizioni di deperimento e convalescenza. L’impiego appartiene prevalentemente alla tradizione erboristica europea e mediterranea; non sono disponibili studi clinici moderni specifici sul vino medicato come formulazione.
Tintura vinosa aromatica con fieno greco e spezie digestive. In alcune preparazioni popolari mediterranee e medio-orientali i semi di Trigonella foenum-graecum venivano associati a Foeniculum vulgare, Pimpinella anisum o scorze di Citrus limon in vino liquoroso o vino aromatizzato. La macerazione avveniva generalmente per 5-15 giorni. L’utilizzo era rivolto soprattutto a digestione lenta, astenia e scarso appetito. Le evidenze disponibili sono etnobotaniche e fitoterapiche tradizionali, senza validazione clinica diretta della formulazione alcolica.
Tintura madre idroalcolica di fieno greco. Le preparazioni fitoterapiche moderne impiegano estrazione idroalcolica dei semi con rapporto droga/estratto variabile. Le dosi tradizionali corrispondono generalmente a 20-40 gocce diluite in acqua una o più volte al giorno. L’uso è documentato soprattutto come supporto metabolico, ricostituente e galattogogo. Questa preparazione non è un vino medicato ma rappresenta la principale formulazione alcolica standardizzata attualmente reperibile in fitoterapia.
Liquore aromatico tradizionale con fieno greco. In alcune tradizioni locali del Medio Oriente e del Nord Africa il fieno greco veniva aggiunto in piccole quantità a preparazioni liquoristiche speziate insieme a cannella, coriandolo o anice. L’impiego era prevalentemente digestivo e aromatico. Mancano dati farmacologici o clinici specifici relativi a tali preparazioni alcoliche composte.
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Mahendra P Rai, Medicinal Plants of the World Volume 3: Chemical Constituents, Traditional and Modern Medicinal Uses, 2006
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Un miele monofloreale di Fieno greco presenta le seguenti caratteristiche, che rispecchiano in parte l'aroma intenso della droga (i semi):
Colore: Tendente all'ambra scuro, quasi brunastro.
Profumo: Aromatico, forte e distintivo. Ricorda molto il caratteristico odore dei semi, con note dolciastre che evocano lo sciroppo d'acero, il caramello e il liquirizia. Il profumo può essere persistente e complesso.
Sapore: Intenso e caldo. Il gusto dominante è un particolare dolce-amaro (non eccessivamente zuccherino), con marcate note aromatiche che ricordano ancora una volta lo sciroppo d'acero, il curry (in cui il fieno greco è spesso un componente) e sentori erbacei. L'amaro è una nota retrolfattiva persistente e caratteristica, che lo distingue dalla maggior parte dei mieli.
Cristallizzazione: Tendenza a cristallizzare in modo relativamente rapido in una pasta fine e cremosa, a causa del suo bilanciamento tra glucosio e fruttosio.
Utilizzo dei Semi
I semi, dal sapore amaro e aromatico, sono la parte più comunemente usata.
Interi: Vengono spesso tostati leggermente in padella per attenuare l'amaro e esaltare le note di nocciola e caramello. Vengono aggiunti a:
Miscele di spezie: Sono un componente fondamentale del panch phoron (miscela bengalese di 5 spezie) e di alcuni curry.
Sottofondi per stufati, zuppe e legumi (es. il piatto indiano dal).
Pane e prodotti da forno: Mescolati nell'impasto per pane naan e roti.
Macinati (in polvere): La polvere è più intensa e viene usata come spezia pura per:
Curry in polvere e masala (è uno degli ingredienti che contribuisce al caratteristico aroma di molti curry).
Marinature per carni, grazie alle sue proprietà emulsionanti e aromatiche.
Miscele per il barbecue e rub per la carne.
Utilizzo delle Foglie (Freshi o Essiccate)
Le foglie hanno un aroma più erbaceo e meno aggressivo dei semi.
Foglie Fresche (dette "Methi" in hindi): Vengono trattate come un'erba o una verdura.
Verdure saltate: Aggiunte a fine cottura in piatti indiani come aloo methi (patate con foglie di fieno greco).
Insalate: Le foglie tenere possono essere aggiunte crude in piccole quantità.
Frittate e omelette.
Foglie Essiccate (Kasuri Methi): Hanno un aroma molto concentrato e sono fondamentali nella cucina indiana.
Usate come condimento finale, sbriciolate su curry, dal, piatti di carne e pane naan appena sfornato, a cui conferiscono un profumo inconfondibile.
Aggiunte alle salse a base di yogurt e panna.
Germogli
I semi germogliati sono meno amari e più croccanti, con un retrogusto dolce che ricorda lo sciroppo d'acero.
Insalate: Aggiungono una nota originale e croccante.
Sandwich e wrap.
Garnish per zuppe e piatti principali.
Altre Applicazioni
Simulazione di Sciroppo d'Acero: Grazie al suo contenuto di sotonina (che ricorda l'aroma dello sciroppo d'acero), l'estratto di fieno greco è talvolta usato per aromatizzare prodotti per la colazione o come ingrediente economico in miscele per pancake.
Addensante: I semi, ricchi di mucillagini, possono essere utilizzati in piccole quantità per addensare zuppe e salse.
In conclusione, il fieno greco è una pianta versatile e dal carattere forte, in grado di trasformare un piatto semplice in un'esperienza sensoriale complessa, donando profondità, un amaro piacevole e un caldo aroma speziato.
Bibliografia:
Davidson, A. - The Oxford Companion to Food
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Sharma, R. K. - The Authentic Cuisine of Kashmir
Farrell, K. T. - Spices, Condiments and Seasonings
È utilizzato come ingrediente nella polvere di curry. Negli USA l'uso principale concerne le imitazioni dello sciroppo di mele. Gli estratti sono usati come base per profumi, detergenti, lozioni e creme e anche in prodotti alimentari, quali bevande alcoliche ed analcoliche, prodotti da forno, gelatine e pudding, carne e prodotti derivati.
Il Fieno greco venne introdotto nella medicina cinese nel 1057 D.C.; da allora è stato usato come nutriente, per malattie renali,impotenza e altre patologie maschili. Sono usati i semi naturali o tostati (fritti e spruzzati con acqua salata). + stato usato per millenni come droga, alimento e spezia in Egitto, India e Medio oriente.
I suoi impieghi medicinali comprendono quello antipiretico, il trattamento di ulcere alla bocca, bronchiti, tossi croniche, labbra screpolate, aumento della produzione del latte, coadiuvante della digestione, trattamento del cancro; a Giava è usato anche come tonico per capelli e per curare la calvizie. Impiegato anche per aromatizzare il Tabacco, in molti paesi l'uso principale è quello di mangime per bestiame. In ragione del suo contenuto in sapogenine, i semi di Fieno greco costituiscono una fonte potenziale di materia prima per l'emisintesi degli ormoni steroidei e delle sostanze attive correlate.
[Tratto da: A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"]
Il nome botanico Trigonella foenum-graecum significa letteralmente “piccolo triangolo fieno greco”. Il termine Trigonella deriva dalla forma triangolare dei fiori o dei semi, mentre foenum-graecum significa “fieno greco”, poiché nell’antichità veniva impiegato come foraggio aromatico importato o associato alla Grecia.
È una delle piante medicinali e alimentari più antiche documentate nel bacino mediterraneo e nel Vicino Oriente. Semi di fieno greco sono stati rinvenuti in siti archeologici dell’antico Egitto e la specie compare in papiri medici egizi come ingrediente impiegato per preparazioni emollienti e digestive.
Nella medicina greca e romana il fieno greco era considerato una pianta riscaldante e ammorbidente. Dioscoride e Galeno lo descrivevano come rimedio per infiammazioni, impacchi emollienti e preparazioni digestive. I semi venivano spesso trasformati in cataplasmi.
Nella tradizione ayurvedica indiana il fieno greco è noto come “methi” ed è utilizzato sia come spezia sia come pianta medicinale. I semi e le foglie fresche fanno parte della cucina quotidiana di numerose regioni dell’India e del Medio Oriente.
L’odore caratteristico del fieno greco è dovuto soprattutto al sotolone, una molecola aromatica presente anche nello sciroppo d’acero e in alcuni vini ossidativi. Per questo motivo l’assunzione elevata di fieno greco può modificare l’odore del sudore e delle urine rendendolo simile a quello del caramello o dello sciroppo d’acero.
Nel mondo arabo e persiano il fieno greco è stato storicamente associato a preparazioni nutrienti per il recupero post-partum e l’aumento della produzione lattea. Alcune tradizioni culinarie lo consideravano anche un alimento fortificante per i periodi di digiuno o debilitazione.
I semi contengono elevate quantità di mucillagini e galattomannani; quando vengono immersi in acqua sviluppano una consistenza gelatinosa che storicamente veniva sfruttata anche come addensante alimentare e lenitivo per le mucose.
Nel XIX e XX secolo il fieno greco venne utilizzato in Europa come ingrediente di ricostituenti e farine nutrienti per bambini e convalescenti, specialmente in associazione a cacao o cereali maltati.
L’aroma intenso e amarognolo dei semi ha favorito il loro utilizzo nella produzione di curry, miscele speziate, sottaceti e formaggi aromatizzati. In alcune regioni alpine europee veniva aggiunto in piccole quantità ai mangimi per migliorare l’appetibilità del latte animale.
La diosgenina contenuta nei semi ha attirato grande interesse industriale nel XX secolo perché utilizzata come precursore chimico nella sintesi di ormoni steroidei e corticosteroidi, contribuendo alla diffusione scientifica e commerciale della specie.