QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 06/05/2026
VERBENA OFFICINALE Verbena officinalis L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA BUONA
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ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Tracheophyta
Clade Angiospermae
Clade Eudicotyledones
Clade Asteridae
Ordine Lamiales
Famiglia Verbenaceae
Genere Verbena
Specie Verbena officinalis
Verbena Officinalis Subsp. Officinalis, Verbena Officinalis Var. Latiloba Sennen, Vitex ×adulterina Hausskn., Verbena Abbreviata, Verbena Erecta, Verbena Glandulifera, Verbena Hastata, Verbena Lamprophylla, Verbena Officinalis F. Albiflora, Verbena Officinalis F. Rosea, Verbena Officinalis Subsp. Abbreviata, Verbena Officinalis Subsp. Bracteosa, Verbena Officinalis Subsp. Macrostachya, Verbena Officinalis Subsp. Officinalis, Verbena Officinalis Subsp. Prostrata, Verbena Officinalis Subsp. Teucriifolia, Verbena Officinalis Var. Abbreviata, Verbena Officinalis Var. Bracteosa, Verbena Officinalis Var. Erecta, Verbena Officinalis Var. Glandulifera, Verbena Officinalis Var. Macrostachya, Verbena Officinalis Var. Multibracteata, Verbena Officinalis Var. Prostrata, Verbena Officinalis Var. Teucriifolia, Verbena Patula, Verbena Spuria, Verbena Teucriifolia, Verbena Vera
PIANTA ERBACEA PERENNE O ANNUALE ALTA 30-80 CM, CON FUSTI ERETTI, RAMIFICATI, QUADRANGOLARI E SCABRI. LE FOGLIE SONO OPPOSTE, LE INFERIORI SPESSO LOBATE O DIVISE, LE SUPERIORI LANCEOLATE O OBLUNGHE, SESSILI O BREVEMENTE PICCIOLATE, CON MARGINE DENTATO O INCISO, DI COLORE VERDE. I FIORI SONO PICCOLI, DI COLORE LILLA O LAVANDA PALLIDO, RIUNITI IN SPIGHE SOTTILI E ALLUNGATE ALL'APICE DEI FUSTI E DEI RAMI. IL CALICE È TUBOLARE CON CINQUE DENTI ACUTI. LA COROLLA È GAMOPETALA CON CINQUE LOBI DISUGUALI. GLI STAMI SONO QUATTRO, DIDINAMI, INCLUSI NEL TUBO COROLLINO. L'OVARIO È SUPERO E QUADRILOCULARE. IL FRUTTO È UNO SCHIZOCARPO CHE SI DIVIDE IN QUATTRO NUCULE MONOSPERME, STRETTE E OBLUNGHE, RACCHIUSE NEL CALICE PERSISTENTE. LA FIORITURA AVVIENE IN ESTATE.
IN ESTATE, GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, SETTEMBRE, CON PICCHI IN LUGLIO-AGOSTO. I FIORI SONO PICCOLI, LILLA O BIANCASTRI, RIUNITI IN SPIGHE SOTTILI
Ampiamente diffusa in Europa, Asia e Nord Africa, e naturalizzata in molte altre parti del mondo, inclusa l'Italia. Predilige ambienti disturbati e aperti come bordi stradali, campi incolti, ruderi, scarpate, fossi e giardini. Cresce bene in una varietà di suoli, da argillosi a sabbiosi, anche poveri e secchi, con esposizione al sole pieno o parziale. In Italia è molto comune in tutte le regioni, dalle pianure fino alla fascia montana, in diverse tipologie di ambienti antropizzati e naturali aperti. La sua capacità di adattarsi a diverse condizioni di suolo e di luce contribuisce alla sua ampia distribuzione.
European Medicines Agency, Assessment Report on Verbena officinalis L. herba, 2010
European Medicines Agency, Community Herbal Monograph on Verbena officinalis L. herba, 2010
ESCOP, ESCOP Monographs The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products Verbenae Herba, 2003
Blumenthal Mark, Busse William R., Goldberg Andrew et al., The Complete German Commission E Monographs Therapeutic Guide to Herbal Medicines, 1998
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Kubica Paweł, Szopa Agnieszka, Ekiert Halina, Verbena officinalis L. Common Vervain A Review on the Investigations of This Medicinally Important Plant Species, Molecules, 2020
Deepak M., Handa S. S., Antiinflammatory Activity and Chemical Composition of Extracts of Verbena officinalis, Phytotherapy Research, 2000
Calvo M. I., Cavero R. Y., Medicinal Plants Used for Neurological and Mental Disorders in Navarra and Their Validation from Official Sources, Journal of Ethnopharmacology, 2015
Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs Second Edition, 2002
Petrova Anna, Kozuharova Emilia, Ionkova Iliana, Verbena officinalis L. Phytochemical Profile and Biological Activity Review, Pharmacognosy Reviews, 2019
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: i dati tossicologici disponibili sulla specie indicano una buona tollerabilità alle dosi fitoterapiche tradizionali. Gli effetti indesiderati documentati risultano generalmente lievi e occasionali, principalmente gastrointestinali o legati a ipersensibilità individuale. Studi sperimentali e monografie ufficiali non riportano tossicità significativa nell’uso corretto della droga vegetale, pur esistendo cautela farmacologica in gravidanza per possibile attività uterotonica osservata in modelli sperimentali.
EFFICACIA: BUONA
Motivazione: Verbena officinalis è tradizionalmente utilizzata come antinfiammatorio, digestivo, antispasmodico e blando sedativo; tali impieghi sono supportati da studi in vitro e su modelli animali che mostrano attività antiossidante, antinfiammatoria, analgesica e neuroprotettiva, oltre a una lunga e coerente pratica fitoterapica, mentre le conferme cliniche dirette sono ancora limitate.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Confermate da studi scientifici e clinici
Per Verbena officinalis L. non sono disponibili evidenze cliniche robuste, meta-analisi o revisioni sistematiche che confermino in modo conclusivo specifiche indicazioni terapeutiche nell’uomo. Gli studi clinici controllati risultano scarsi, metodologicamente eterogenei oppure riferiti a formulazioni multi-componente che non consentono attribuzione specifica dell’effetto alla specie.
Sono disponibili dati clinici preliminari limitati relativi ad attività antinfiammatoria e analgesica in preparazioni fitoterapiche combinate contenenti Verbena officinalis, soprattutto in ambito respiratorio e oro-faringeo, ma l’evidenza non è sufficiente per una conferma clinica autonoma della specie.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antinfiammatoria supportata da studi in vitro e in vivo animali. Estratti acquosi ed idroalcolici hanno mostrato modulazione di mediatori proinfiammatori, riduzione dell’edema sperimentale e inibizione di pathway infiammatori correlati a composti iridoidici e fenilpropanoidi quali verbenalina, hastatoside e verbascoside.
Attività antiossidante documentata in sistemi in vitro mediante scavenging radicalico, riduzione della perossidazione lipidica e attività riducente totale attribuita prevalentemente ai composti fenolici e flavonoidici.
Attività sedativa e ansiolitica lieve supportata da modelli animali. Alcuni estratti hanno evidenziato riduzione dell’attività locomotoria, prolungamento del sonno indotto farmacologicamente e modulazione neurocomportamentale in roditori. Le evidenze restano preliminari e dipendenti dalla tipologia di estratto.
Attività spasmolitica e rilassante della muscolatura liscia osservata in studi sperimentali su preparati intestinali e uterini animali. I dati risultano coerenti con l’uso tradizionale gastroenterico ma privi di conferma clinica.
Attività antimicrobica documentata esclusivamente in vitro contro alcuni ceppi batterici e fungini mediante estratti concentrati. La rilevanza clinica di tali risultati non è dimostrata.
Attività espettorante e secretolitica riportata nella fitoterapia tradizionale europea e supportata indirettamente da dati farmacologici sperimentali, ma priva di studi clinici controllati specifici.
Attività epatoprotettiva e gastroprotettiva suggerita da modelli animali sperimentali con riduzione di marker di danno ossidativo e infiammatorio epatico o gastrico. Le evidenze risultano limitate e non trasferibili direttamente all’impiego clinico umano.
Attività analgesica documentata in modelli animali nocicettivi con riduzione della risposta algica in test sperimentali. Mancano conferme cliniche.
Uso storico e nella tradizione
Tradizionalmente impiegata nella fitoterapia europea come amaro digestivo e stomachico nelle dispepsie e nell’inappetenza.
Storicamente utilizzata come sedativo leggero, calmante nervino e coadiuvante dell’insonnia lieve.
Utilizzata nella medicina popolare per stati febbrili, raffreddore, tosse e affezioni catarrali delle vie respiratorie.
Documentato l’uso etnobotanico come galattogogo, emmenagogo e regolatore del ciclo mestruale senza validazione clinica moderna.
Impiegata tradizionalmente per spasmi gastrointestinali, coliche e tensioni addominali.
Utilizzata esternamente nella tradizione erboristica per infiammazioni cutanee lievi, contusioni e irritazioni del cavo orale.
Riportato l’impiego tradizionale in cefalea, reumatismi e dolori articolari senza conferme scientifiche adeguate.
European Medicines Agency, Assessment Report on Verbena officinalis L., herba, 2016
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants, Volume 2, 2002
Wichtl Max, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Blumenthal Mark, The Complete German Commission E Monographs, 1998
Newall Carol A., Anderson Lorne A., Phillipson J. David, Herbal Medicines: A Guide for Health-Care Professionals, 1996
Duke James A., Handbook of Medicinal Herbs, 2002
PDR for Herbal Medicines, 4th Edition, 2007
ESCOP Monographs, The Scientific Foundation for Herbal Medicinal Products, Second Edition, 2003
Calvo M. I., Cavero R. Y., Medicinal plants used for neurological and mental disorders in Navarra and their validation from official sources, Journal of Ethnopharmacology, 2015
Deepak M., Handa S. S., Antiinflammatory activity and chemical composition of extracts of Verbena officinalis, Phytotherapy Research, 2000
Makris D. P., Kallithraka S., Kefalas P., Flavonols in Verbena officinalis and antioxidant activity, Food Chemistry, 2007
Speroni E., Cervellati R., Govoni P., Guizzardi S., Renzulli C., Guerra M. C., Efficacy of different extracts of Verbena officinalis as anti-inflammatory, cicatrizing and antioxidant agents, Fitoterapia, 2007
Shinomiya K., Inoue T., Utsu Y., Tokunaga S., Masuoka T., Ohmori A., Kamei C., Effects of Verbena officinalis extracts on exploratory behavior and anxiety-related responses in mice, Pharmacology Biochemistry and Behavior, 2004
Pastorino G., Cornara L., Soares S., Rodrigues F., Oliveira M. B. P. P., Liquorice and verbena extracts: phytochemical composition and biological activities, Molecules, 2018
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
L’USO IN GRAVIDANZA RICHIEDE CAUTELA PER LA PRESENZA DI EVIDENZE FARMACOLOGICHE SPERIMENTALI RELATIVE A POSSIBILE ATTIVITÀ UTEROTONICA E STIMOLANTE DELLA MUSCOLATURA LISCIA UTERINA OSSERVATA IN MODELLI IN VITRO E IN VIVO.
DOSI ELEVATE O USO PROLUNGATO POSSONO PROVOCARE IRRITAZIONE GASTRICA O DISTURBI GASTROINTESTINALI LIEVI IN SOGGETTI SENSIBILI; EVIDENZA DERIVANTE DA OSSERVAZIONI FITOTERAPICHE TRADIZIONALI E DATI FARMACOLOGICI SULLA PRESENZA DI PRINCIPI AMARI E IRIDOIDI.
LE EVIDENZE CLINICHE DIRETTE SULLA SICUREZZA A LUNGO TERMINE DELLA SPECIE RISULTANO LIMITATE E NON SONO DISPONIBILI STUDI CLINICI CONTROLLATI DI ELEVATA QUALITÀ SPECIFICAMENTE DEDICATI ALLA SICUREZZA CRONICA DI VERBENA OFFICINALIS L.
IN ASSENZA DI DATI CLINICI SUFFICIENTI, L’USO DURANTE ALLATTAMENTO, ETÀ PEDIATRICA E IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI SEDATIVI O ANTISPASTICI RICHIEDE PRUDENZA FARMACOLOGICA BASATA SU PLAUSIBILITÀ MECCANICISTICA E DATI SPERIMENTALI PRELIMINARI.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
IPERSENSIBILITÀ NOTA O DOCUMENTATA A VERBENA OFFICINALIS L. O AI COMPONENTI DELLA DROGA VEGETALE.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ANSIOLITICI
ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI
ANTICOAGULANTI (POTENZIAMENTO)
ASPIRINA
FANS (FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI)
IPNOTICI
MIORILASSANTI
SEDATIVI DEL SNC
SEDATIVI VEGETALI
UTEROTONICI
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
* Si tenga presente che talvolta la stessa erba indicata come sinergica o antagonista, potrebbe assumere entrambi i ruoli in funzione della dose utilizzata e/o della forma estrattiva o di trattamento. Consultare un fitoterapeuta per personalizzare le combinazioni.
(Erbe che possono diminuire l'effetto fitoterapico o causare interazioni avverse)
Estratto secco nebulizzato o atomizzato delle parti aeree di Verbena officinalis L. titolato in glicosidi iridoidi totali espressi come verbenalina o hastatoside, generalmente con titolo compreso tra 0,5% e 2%. Utilizzato soprattutto come coadiuvante digestivo, lievemente sedativo e antinfiammatorio. Posologia usuale negli adulti compresa tra 300 mg e 1200 mg al giorno suddivisa in 1-3 somministrazioni.
Estratto secco standardizzato titolato in verbascoside e polifenoli totali, con titoli generalmente compresi tra 2% e 10% di verbascoside. Impiegato in formulazioni ad azione antiossidante, antinfiammatoria e mucosale. Posologia orientativa compresa tra 200 mg e 800 mg al giorno secondo il rapporto droga:estratto e il titolo.
Estratto idroalcolico fluido delle sommità fiorite o della pianta intera fresca, con rapporto estrattivo variabile da 1:1 a 1:2 e gradazione alcolica generalmente tra 25% e 60%. Utilizzato nella fitoterapia tradizionale per dispepsia, spasmi gastrointestinali lievi e tensione nervosa. Posologia abituale compresa tra 2 ml e 6 ml al giorno suddivisa in 2-3 assunzioni.
Tintura madre fitoterapica ottenuta dalla pianta fresca fiorita secondo farmacopee erboristiche europee, generalmente con rapporto 1:10 in etanolo 45-70%. Impiegata soprattutto come amaro aromatico digestivo e coadiuvante sedativo lieve. Posologia usuale compresa tra 20 e 50 gocce fino a tre volte al giorno diluite in acqua.
Estratto molle o semisolido standardizzato ricco in frazione fenilpropanoide e iridoide, utilizzato prevalentemente in formulazioni composte epatobiliari o rilassanti gastrointestinali. I titoli terapeuticamente rilevanti sono riferibili soprattutto a verbascoside e verbenalina. Posologia equivalente generalmente compresa tra 500 mg e 1500 mg al giorno di estratto.
Capsule o compresse fitoterapiche contenenti polvere micronizzata della droga essiccata o estratti secchi standardizzati. Le formulazioni più documentate utilizzano estratti con standardizzazione in verbascoside o glicosidi iridoidi. Dosaggi comunemente utilizzati tra 250 mg e 600 mg per unità posologica, una o tre volte al giorno.
Preparazioni omeopatiche di Verbena officinalis disponibili come tintura madre omeopatica, diluizioni centesimali o decimali e granuli. Le diluizioni più utilizzate nella pratica omeopatica comprendono D2-D6, TM, 5CH, 7CH e 9CH. Tradizionalmente impiegate in ambito omeopatico per cefalea, tensione nervosa, disturbi digestivi funzionali e irritabilità, senza validazione clinica specifica secondo criteri evidence-based.
Preparazioni galeniche magistrali in capsule, estratti secchi composti o soluzioni orali associate ad altre droghe amare o sedative come Melissa officinalis L., Passiflora incarnata L., Matricaria chamomilla L. o Cynara cardunculus var. scolymus. Le dosi vengono adattate in funzione della standardizzazione dell’estratto e dell’indicazione fitoterapica.
European Medicines Agency, Assessment Report on Verbena officinalis L., herba, 2010
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Mundkinajeddu Deepak, Sukhdev Swami Handa, Antiinflammatory Activity and Chemical Composition of Extracts of Verbena officinalis, 2000
Yasuko Makino, Shigeru Kondo, Yoshihiro Nishimura, Yoshinori Tsukamoto, Zhi-Li Huang, Hastatoside and Verbenalin are Sleep-Promoting Components in Verbena officinalis, 2009
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Kurt Hostettmann, Andrew Marston, Saponins and Other Glycosides of Medicinal Plants, 2005
American Herbal Pharmacopoeia, Botanical Pharmacognosy Microscopic Characterization of Botanical Medicines, 2011
Lisa Ganora, Herbal Constituents Foundations of Phytochemistry, 2009
Simon Mills, Kerry Bone, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso digestivo e spasmolitico con Verbena officinalis L. e Melissa officinalis L.
Verbena officinalis parti aeree essiccate 2 g
Melissa officinalis foglie 2 g
Acqua 200 ml
Infondere per 10 minuti in acqua quasi bollente. Assumere 1-2 volte al giorno dopo i pasti principali. Formulazione utilizzata nella fitoterapia europea per dispepsia funzionale, tensione gastrica e lieve componente nervosa associata.
Tisana rilassante serale con Verbena officinalis L., Passiflora incarnata L. e Tilia cordata Mill.
Verbena officinalis 1,5 g
Passiflora incarnata sommità fiorite 1,5 g
Tilia cordata infiorescenze 2 g
Acqua 250 ml
Infondere per 10-15 minuti. Assumere la sera o fino a due volte al giorno. Combinazione coerente con dati fitoterapici e farmacologici su tensione nervosa lieve, insonnia funzionale e somatizzazioni gastrointestinali.
Infuso epatobiliare tradizionale con Verbena officinalis L. e Cynara cardunculus var. scolymus
Verbena officinalis 1,5 g
Cynara scolymus foglie 2 g
Foeniculum vulgare frutti 1 g
Acqua 250 ml
Infondere per circa 10 minuti. Utilizzare dopo i pasti principali fino a due volte al giorno. Preparazione impiegata come coadiuvante digestivo amaro e nel supporto funzionale epatobiliare.
Decotto leggero ad azione amaro-tonica con Verbena officinalis L. e Gentiana lutea L.
Verbena officinalis 2 g
Gentiana lutea radice 0,5-1 g
Acqua 250 ml
Portare a lieve ebollizione per 5 minuti e lasciare riposare altri 10 minuti. Utilizzare prima dei pasti principali. Preparazione indicata nella tradizione fitoterapica per ipocloridria e digestione lenta. Non prolungare l’uso in soggetti con gastrite erosiva o ulcera peptica.
Tisana per irritazioni del cavo orale con Verbena officinalis L. e Salvia officinalis L.
Verbena officinalis 2 g
Salvia officinalis foglie 1,5 g
Matricaria chamomilla capolini 1 g
Acqua 200 ml
Infondere 10 minuti e utilizzare tiepida per sciacqui o gargarismi fino a tre volte al giorno. Formulazione coerente con uso fitoterapico documentato nelle irritazioni orofaringee lievi.
Infuso tradizionale per stati febbrili lievi con Verbena officinalis L. e Sambucus nigra L.
Verbena officinalis 2 g
Sambucus nigra fiori 2 g
Mentha × piperita foglie 1 g
Acqua 250 ml
Infondere 10 minuti e assumere caldo una o due volte al giorno. Uso storico europeo come coadiuvante diaforetico e di supporto sintomatico nelle affezioni stagionali.
Formulazione erboristica liquida digestiva con Verbena officinalis L., Achillea millefolium L. e Matricaria chamomilla L.
Estratto fluido di Verbena officinalis 1 ml
Estratto fluido di Achillea millefolium 1 ml
Estratto fluido di Matricaria chamomilla 1 ml
Diluire in poca acqua e assumere fino a tre volte al giorno prima dei pasti. Utilizzata in ambito fitoterapico per dispepsia atonica e spasmi gastrointestinali lievi.
Infuso tradizionale femminile con Verbena officinalis L. e Alchemilla vulgaris L.
Verbena officinalis 1,5 g
Alchemilla vulgaris 2 g
Melissa officinalis 1 g
Acqua 250 ml
Infondere 10 minuti. Assumere una o due volte al giorno per brevi periodi. Preparazione tradizionale utilizzata nel contesto dei disturbi funzionali del ciclo mestruale e della tensione nervosa associata.
European Medicines Agency, Assessment Report on Verbena officinalis L., herba, 2010
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
Simon Mills, Kerry Bone, Principles and Practice of Phytotherapy Modern Herbal Medicine, 2013
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals, 2004
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Kerry Bone, Simon Mills, Principles and Practice of Phytotherapy, 2013
Rudolf Fritz Weiss, Herbal Medicine, 1988
Lisa Ganora, Herbal Constituents Foundations of Phytochemistry, 2009
Yasuko Makino, Shigeru Kondo, Yoshihiro Nishimura, Yoshinori Tsukamoto, Zhi-Li Huang, Hastatoside and Verbenalin are Sleep-Promoting Components in Verbena officinalis, 2009
Mundkinajeddu Deepak, Sukhdev Swami Handa, Antiinflammatory Activity and Chemical Composition of Extracts of Verbena officinalis, 2000
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Tintura Vinosa o Vino alla Verbena.
Ingredienti
Verbena Officinale (sommità fiorite essiccate): 5 grammi
Vino Bianco (secco, di buona qualità): 100 millilitri (o un litro per aumentare le dosi in proporzione)
Metodo di Preparazione (Macerazione a Freddo)
Mettere le sommità fiorite essiccate di Verbena Officinale in un contenitore di vetro a chiusura ermetica.
Versare il vino bianco fino a coprire completamente la droga.
Lasciare macerare il composto in un luogo fresco e al riparo dalla luce per un periodo di circa 5 giorni (alcune ricette tradizionali prolungano fino a 7-10 giorni, ma i 5 giorni sono un riferimento comune). Agitare il contenitore una volta al giorno.
Trascorso il tempo di macerazione, filtrare il vino attraverso una garza fine o un colino a maglie strette per eliminare i residui vegetali.
Il liquido ottenuto è la Tintura Vinosa di Verbena Officinale.
Uso
La Tintura Vinosa (o Vino alla Verbena) è utilizzata per la sua azione digestiva.
Azione: Amaro-tonica e digestiva. I principi amari della Verbena stimolano le secrezioni salivari e gastriche, preparando l'organismo alla digestione.
Posologia (Uso Tradizionale): Si consuma un piccolo bicchierino (circa 20-30 ml) prima dei pasti principali.
Cautela: L'uso deve essere moderato per il contenuto alcolico e si sconsiglia l'uso frequente o elevato, specialmente a persone con problemi alcolici o in gravidanza (la Verbena è controindicata in gravidanza).
Bibliografia
F. Capasso, G. Grandolini, A. A. Izzo. Farmacognosia: Farmaci Naturali, Loro Preparazioni e Impiego Terapeutico.
Riferimenti di farmacopee e testi di erboristeria tradizionale italiana e francese.
P. L. Bettiol, M. B. Cioni. Curarsi con le Erbe e le Piante.
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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FINE ANNUNCIO
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
PIANTE AD AZIONE FITOESTROGENICA E ANTIANDROGENA
In virtù della loro azione estrogenica alcune piante si dimostrano efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà e per alcune manifestazioni fastidiose che caratterizzano la manifestazioni funzionali della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale, ecc. e per la sindrome premestruale.
Alcuni inconvenienti, come per es. le vampate, hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario; altri invece, come prurito, infiammazione pelvica e secchezza vaginale, sono relativi alla caduta del tasso ematico di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.
Le piante estrogeniche e progesterone-like sono: Angelica, Aletris, Erba medica, Salvia, Luppolo, Ginseng, Alchemilla, Verbena, Salsapariglia, Soia, Kudzu, Cimicifuga; l'Ortica ha azione antiandrogena e la Cimicifuga è attiva sulla secrezione dell'ormone ipofisario. L'Agnocasto aumenta la produzione dell'ormone luteinizzante, inibisce il rilascio dell'ormone che stimola il follicolo, portando ad uno spostamento del rapporto a favore degli estrogeni rispetto ai gestageni, producendo effetti ormonali utilizzati contro disturbi connessi alla menopausa; inoltre, sperimentalmente, inibisce la secrezione della prolattina, risultando efficace sia nella sindrome premestruale che nella iperprolattinemia.
Tratto da: Enrica Campanini "Dizionario di fitoterapia e piante medicinali"; A.Y. Leung & S. Foster "Enciclopedia delle piante medicinali"; Fabio Firenzuoli "Le 100 erbe della salute"
Fitoestrogeni e trattamenti ormonali: legami pericolosi
Il ricorso ai fitoestrogeni va evitato nelle donne con tumore della mammella e affette da deprivazione ormonale da ormonoterapia.
Le donne con carcinoma della mammella positivo per i recettori degli estrogeni devono evitare di ricorrere ai fitoestrogeni nel tentativo di ridurre gli effetti da deprivazione ormonale causati dalla ormonoterapia in atto. Il 70% circa dei carcinomi della mammella esprime recettori per gli estrogeni. Questo dato è alla base della terapia adiuvante con farmaci che riducono la stimolazione di questi recettori quali il tamoxifene e derivati e gli inibitori delle aromatasi. L'ormonoterapia di per sé causa però numerosi effetti collaterali da deprivazione ormonale. I sintomi meno tollerati sono la secchezza delle mucose e la sindrome vasomotoria (le cosiddette vampate), oltre alle manifestazioni legate al lungo trattamento (artralgie, tipicamente causate dagli inibitori delle aromatasi, osteoporosi, ipertensione, alterazioni del metabolismo lipidico). Nelle donne in menopausa, è diventata popolare l'assunzione di integratori alimentari, contenenti principalmente derivati della soia o del trifoglio rosso, nell'ipotesi che abbiano un'azione di contrasto sui sintomi della menopausa. Gli estratti di queste piante contengono infatti fitoestrogeni, e in particolare isoflavoni (genisteina, daidzeina e gliciteina dalla soia e biocanina A e formononetina dal trifoglio), sostanze che hanno una blanda azione sia estrogenica sia antiestrogenica. Queste caratteristiche hanno suggerito la loro indicazione anche alle donne in trattamento con tamoxifene o inibitori dell'aromatasi, suscitando allarme negli oncologi che ritengono tale pratica incongrua e rischiosa. Negli animali di laboratorio si è infatti dimostrato uno stimolo dose-dipendente da fitoestrogeni nella crescita di cellule tumorali umane della mammella estrogeno-sensibili (CMF-7) [1]. In modelli analoghi risulta anche abrogata la prevenzione del tamoxifene alla crescita tumorale [2]. A seguito della diffusione di tale pratica sono stati condotti due studi per verificare l'efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti sintomatiche per deprivazione ormonale (vampate diurne e notturne) [3,4]. Le pazienti, trattate per carcinoma della mammella e molte in trattamento con tamoxifene o raloxifene, sono state randomizzate in doppio cieco a ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia, anche quando stratificate a ricevere tamoxifene. Per cui gli isoflavoni non sembrano ridurre la sintomatologia legata alla terapia ormonale e potrebbero invece avere un'attività di stimolo sulla crescita tumorale. Secondo alcuni lavori scientifici, le popolazioni asiatiche sarebbero meno esposte al rischio di carcinoma della mammella per l'elevata ingestione di derivati della soia: questa osservazione è di difficile interpretazione epidemiologica e non può essere trasferita alle popolazioni occidentali né ad altri effetti ormonali degli isoflavoni [5,6]. Tali sostanze, quindi, vanno utilizzate con molta cautela da parte delle donne con carcinoma della mammella e solo se con recettori ormonali negativi. I medici che hanno pazienti in trattamento con tamoxifene o inibitori delle aromatasi dovrebbero vigilare e sconsigliare l'uso di prodotti a elevato titolo di fitoestrogeni, anche perché molti degli integratori alimentari in commercio rimandano a siti Internet nei quali sono rivendicati effetti terapeutici non dimostrati, sostenuti con letteratura di parte o mal interpretata.
I fitoestrogeni sono estratti di piante medicinali capaci di interagire con i recettori per gli estrogeni (1).
Quattro trial clinici randomizzati di breve durata (in linea di massima di scarsa qualità metodologica) hanno valutato gli effetti di alte dosi di fitoestrogeni della soia (50-100 mg/die di isoflavoni) verso placebo in donne in post-menopausa. Pur in presenza di risultati contrastanti, questi trial sembrano suggerire un leggero effetto preventivo sulle vampate di calore (al meglio, circa 2 episodi evitati a settimana). Poche sono però le conoscenze sui rischi connessi con l'uso prolungato di alte dosi di fitoestrogeni, soprattutto per quanto riguarda il rischio di tromboembolismo e di neoplasie a carico della mammella e dell'endometrio (effetti noti degli estrogeni).
Un trial randomizzato in doppio-cieco, condotto in Italia, ha valutato l'impatto a lungo termine dei fitoestrogeni sull'endometrio (2). Questo è stato il primo trial volto a stabilire gli effetti a lungo termine dei fitoestrogeni. Sono state reclutate 376 donne in post-menopausa non isterectomizzate e randomizzate in un gruppo trattato con un prodotto a base di soia contenente 150 mg/die di isoflavone ed in un gruppo placebo. Le donne sono state sottoposte a biopsia dell'endometrio al momento dell'arruolamento, dopo 30 mesi e dopo 5 anni di trattamento. La biopsia dopo 5 anni è stata eseguita in 319 donne. È stata riscontrata iperplasia dell'endometrio nel 3.8% delle donne trattate con il prodotto a base di soia, ma in nessuna delle donne del gruppo placebo (p
L'Erba Sacra (Herba Sacra): Questo è il nome storico più famoso. Per gli Antichi Romani, la Verbena era considerata un'erba sacra, usata dai sacerdoti (spesso chiamati verbenarii o fetiales) per purificare gli altari e le case e per sigillare patti e trattati di pace. I messaggeri di pace romani portavano spesso un ramoscello di verbena come simbolo di inviolabilità.
Magia e Druidi: I Druidi gallici e britannici ritenevano la Verbena un'erba fondamentale e magica, usandola in rituali di purificazione, per predire il futuro e per preparare pozioni d'amore o per attirare la fortuna.
La "Lacrima di Iside": Nella mitologia egizia, la pianta era associata alla dea Iside, che si diceva avesse pianto lacrime per la morte del marito Osiride, e da cui sarebbe nata la Verbena.
L'Erba della Croce: Nella tradizione cristiana popolare, si credeva che la Verbena fosse stata usata per medicare le ferite di Cristo sulla Croce. Da qui derivava la credenza che avesse il potere di fermare le emorragie e curare ogni male, legandola indissolubilmente alla sfera del sacro e del miracoloso.
L'Erba del Voodoo: Nelle tradizioni popolari afro-caraibiche (come il Voodoo haitiano e la Hoodoo), la Verbena (spesso confusa con l'Erba Luigia) è un ingrediente essenziale nei rituali di protezione, purificazione e per allontanare gli spiriti maligni.
Curiosità e Usi Popolari
Rimedio Contro il Malocchio: In molte culture europee, portare con sé o appendere la Verbena in casa era un popolare rimedio contro il malocchio, le stregonerie e gli incantesimi.
Rimedio per l'Ispirazione: Veniva creduta un'erba di ispirazione. Si pensava che portasse fortuna e arguzia, tanto da essere spesso consigliata a poeti e scrittori per migliorare la creatività.
Contro l'Emicrania e i Morsi: Nella medicina popolare era un antico rimedio sia per curare l'emicrania (se portata intorno alla testa) sia come antidoto per morsi velenosi, sebbene oggi quest'ultima proprietà non sia supportata dalla scienza.
Differenza con l'Erba Luigia: È importante notare che, a causa della somiglianza dei nomi, la Verbena officinalis viene spesso confusa in cucina e nei liquori con la Verbena Odorosa (Aloysia citrodora o Erba Luigia), che è molto più aromatica (sentore di limone) e dolce. La V. officinalis ha un sapore più amaro e marcato.
Talismano d'Amore: Nel folklore, si diceva che se una donna strofinava le mani con succo di Verbena, poteva usarle per incantare e conquistare un uomo al primo tocco.