QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 13/04/2026
BARBABIETOLA Beta vulgaris L.
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Autore: erbeofficinali.org
Hermann Adolph Köhler (1834-1879)
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TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
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SCHEDA BOTANICA
Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo) Regno: Plantae Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari) Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi) Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori) Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni) Sottoclasse: Caryophyllidae Ordine: Caryophyllales Famiglia:
Bietola sevatica, Bedrèva, Bia rava, Bieda, Biedla, Biedula, Bleo, Erbetta rava, Gê, Gniff, Raa rona, Biede bastarde, Bietola da zuppa, Bietolina, Fogliamolle, Ravastoni, Gliera, Gneta, Jeta, Secli, Veta, Aita sarvaggia, Gira i ripi di mari, Secala sarbaggia, Sèghila, Uidi, Birrava, Eda, Piarada, Zea, Rosso di Barbabietola, Red beet color, Silver beet, Beetroot, Sugarbeet, Zuckerrübe
Beta Altissima, Beta Brasiliensis, Beta Cicla, Beta Crispa, Beta Esculenta, Beta Foliosa, Beta Hortensis, Beta Hybrida, Beta Incarnata, Beta Lutea, Beta Maritima, Beta Orientalis, Beta Purpurea, Beta Rapa, Beta Rubra, Beta Saccharifera, Beta Sulcata, Beta Vulgaris Var. Altissima, Beta Vulgaris Var. Cicla, Beta Vulgaris Var. Cruenta, Beta Vulgaris Var. Esculenta, Beta Vulgaris Var. Flavescens, Beta Vulgaris Var. Foliosa, Beta Vulgaris Var. Lutea, Beta Vulgaris Var. Maritima, Beta Vulgaris Var. Rubra, Beta Vulgaris Var. Saccharifera.
PIANTA ERBACEA BIENNALE O DI RADO PERENNE. RADICE A FITTONE. FUSTI FLORALI ALTI NON RAMIFICATI. FOGLIE CON PEDUNCOLO E NERVATURA CENTRALE A LAMINA ALLARGATA. IL COLORE DI NERVATURE, FUSTI, E GAMBI PUÒ VIRARE AL ROSSICCIO. INFIORESCENZE COMPOSTE: I FIORI PICCOLI FORMANO GLOMERULI RACCOLTI IN SPIGHE RIUNITE IN PANNOCCHIE.
GIUGNO, LUGLIO, AGOSTO, FINE PRIMAVERA, ESTATE
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____ROSSICCIO ____VERDE OLIVA
Originaria delle regioni costiere dell'Europa occidentale e meridionale, dal Regno Unito fino al Mediterraneo. Cresce spontanea in ambienti salmastri, come spiagge, dune sabbiose, paludi salate e scogliere costiere, adattandosi a terreni sabbiosi o argillosi con elevata salinità (ma sembra non cresca più spontaneamente). Predilige esposizioni in pieno sole. Nel corso del tempo, attraverso la coltivazione, si sono sviluppate numerose varietà che si sono adattate a una gamma più ampia di habitat e condizioni di suolo, venendo coltivate in orti e campi di tutto il mondo per le loro radici (barbabietole da zucchero, da orto e da foraggio) e per le foglie (bietole da foglia o coste). Tuttavia, la specie selvatica mantiene la sua predilezione per gli ambienti costieri salini.
Motivazione: i dati tossicologici derivati da consumo alimentare umano e studi clinici indicano un profilo di sicurezza elevato con assenza di effetti avversi rilevanti alle dosi usuali, salvo effetti benigni e prevedibili come beeturia e possibile colorazione delle urine e delle feci; non emergono evidenze di tossicità sistemica significativa.
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: esistono studi clinici controllati su Beta vulgaris L. principalmente relativi al succo di barbabietola standardizzato in nitrati con effetti su pressione arteriosa e performance vascolare, ma tali effetti sono specifici per particolari preparazioni, dosaggi e matrici alimentari e non generalizzabili all’intera pianta o a tutte le forme fitoterapiche; ulteriori evidenze derivano da studi in vivo e in vitro su betalaini e composti fenolici.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Clifford Tom et al., The Potential Benefits of Red Beetroot Supplementation in Health and Disease, 2015
Bondonno Catherine P et al., Acute Effects of Beetroot Juice on Blood Pressure A Meta Analysis of Randomized Controlled Trials, 2015
Kapil Vikas et al., Dietary nitrate provides sustained blood pressure lowering in hypertensive patients, 2015
Ninfali Paolino et al., C Glycosyl Flavonoids from Beta vulgaris Cicla and Betalains from Beta vulgaris rubra Antioxidant Anticancer and Antiinflammatory Activities A Review, 2017
Baião Diogo et al., Bioactive potential of beetroot Beta vulgaris, 2022
Confermate da studi scientifici e clinici
Attività ipotensiva e vasodilatatoria con indicazione nel supporto al controllo della pressione arteriosa, documentata da studi clinici controllati e meta-analisi su succo di Beta vulgaris L. standardizzato in nitrati che evidenziano riduzione significativa della pressione sistolica e diastolica attraverso incremento della biodisponibilità di ossido nitrico.
Miglioramento della funzione endoteliale e della performance cardiovascolare con indicazione in condizioni di disfunzione endoteliale e supporto nella prevenzione cardiovascolare, supportato da studi clinici randomizzati e controllati che dimostrano miglioramento della dilatazione flusso-mediata e parametri emodinamici.
Effetto ergogenico con indicazione nel miglioramento della capacità di esercizio e della resistenza fisica, supportato da numerosi studi clinici controllati su soggetti sani e atleti, correlati alla via nitrato nitrito ossido nitrico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività antiossidante con indicazione nello stress ossidativo, supportata da studi in vitro e in vivo animale sui betalaini e polifenoli che dimostrano attività scavenger e modulazione dei sistemi antiossidanti endogeni.
Attività antinfiammatoria con indicazione nei processi infiammatori cronici a bassa intensità, supportata da studi in vitro e modelli animali con riduzione di citochine proinfiammatorie e mediatori dell’infiammazione.
Attività epatoprotettiva con indicazione nel danno epatico indotto, supportata da studi in vivo animale che evidenziano riduzione di marker di citotossicità epatica e miglioramento dello stato ossidativo.
Attività ipoglicemizzante con indicazione nel metabolismo glucidico alterato, supportata da studi in vivo animale e studi osservazionali limitati nell’uomo, con dati non uniformi e non conclusivi.
Attività ipolipidemizzante con indicazione nelle dislipidemie, supportata da studi in vivo animale che mostrano riduzione di colesterolo totale e trigliceridi.
Attività chemio-preventiva e antiproliferativa con indicazione in modelli sperimentali di carcinogenesi, supportata da studi in vitro e in vivo animale sui betalaini, senza conferme cliniche.
Uso storico e nella tradizione
Impiego come depurativo e tonico generale nella medicina tradizionale europea e mediterranea.
Impiego nel trattamento di disturbi digestivi e stipsi come alimento funzionale.
Impiego come supporto ematico e “ricostituente” in condizioni di affaticamento, senza evidenze cliniche dirette.
NON SONO DOCUMENTATE CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE SUPPORTATE DA EVIDENZE CLINICHE O OSSERVAZIONALI DIRETTE SULL’USO FITOTERAPICO DI BETA VULGARIS L. ALLE DOSI USUALI.
POSSIBILE AUMENTO DELL’ESCREZIONE URINARIA DI OSSALATI CON POTENZIALE INCREMENTO DEL RISCHIO DI NEFROLITIASI IN SOGGETTI PREDISPOSTI, SUPPORTATO DA DATI OSSERVAZIONALI E STUDI METABOLICI SULL’UOMO CHE EVIDENZIANO UN ELEVATO CONTENUTO DI OSSALATI NELLA SPECIE.
EFFETTO IPOTENSIVO CORRELATO ALL’ELEVATO CONTENUTO DI NITRATI CON POSSIBILE POTENZIAMENTO DELL’AZIONE DI FARMACI ANTIPERTENSIVI, SUPPORTATO DA STUDI CLINICI CONTROLLATI SULL’ASSUNZIONE DI SUCCO DI BETA VULGARIS L. RICCO IN NITRATI.
POSSIBILE INTERFERENZA CON PARAMETRI DI LABORATORIO A CAUSA DELLA BEETURIA, OVVERO COLORAZIONE ROSSA DI URINE E FECI, DOCUMENTATA IN STUDI CLINICI E OSSERVAZIONALI, SENZA RILEVANZA PATOLOGICA MA POTENZIALMENTE CONFONDENTE IN AMBITO DIAGNOSTICO.
POSSIBILE EFFETTO SUL METABOLISMO DEL FERRO CON AUMENTO DELL’ASSORBIMENTO, SUGGERITO DA STUDI SPERIMENTALI E OSSERVAZIONALI, CON RILEVANZA CLINICA NON COMPLETAMENTE DEFINITA.
I DATI DISPONIBILI DERIVANO PREVALENTEMENTE DA STUDI NUTRIZIONALI E CLINICI SU SUCCO O ALIMENTO INTERO E NON DA PREPARAZIONI FITOTERAPICHE STANDARDIZZATE, LIMITANDO L’ESTRAPOLAZIONE DIRETTA A TUTTI GLI USI FITOTERAPICI.
IL COLORANTE ROSSO POSSIEDE UNA DEBOLE ATTIVITÀ MUTAGENICA SECONDO IL TEST DI AMES. TUTTAVIA QUESTI STUDI NON SONO STATI CONFERMATI. SUI RATTI NON HA PROVOCATO CARCINOGENESI A BREVE TERMINE.
IL CONSUMO DI BARBABIETOLA, IN ALCUNI INDIVIDUI, PUÒ CAUSARE BEETURIA (COLORAZIONE ROSSA-ROSATA DELLE URINE) E MELENA (COLORAZIONE SCURA DELLE FECI). QUESTO È DOVUTO ALLA PRESENZA DI BETACIANINE, I PIGMENTI RESPONSABILI DEL COLORE ROSSO.
QUESTA COLORAZIONE BENIGNA PUÒ ESSERE SCAMBIATA PER SANGUE (EMATURIA O EMORRAGIA GASTROINTESTINALE) DURANTE ESAMI DELLE URINE O DELLE FECI, PORTANDO A FALSI ALLARMI E INDAGINI DIAGNOSTICHE NON NECESSARIE.
INFORMARE IL MEDICO DEL RECENTE CONSUMO DI BARBABIETOLA SE SI DEVONO EFFETTUARE ESAMI DELLE URINE O DELLE FECI.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
1. Polvere di Radice Essiccata (Spray-dried)
Descrizione: Radice essiccata e macinata, spesso ottenuta mediante tecnologia spray-dry per preservare i composti termolabili. Può essere standardizzata in betalaine.
Posologia Tipica: 5 - 10 grammi (1-2 cucchiaini da tè) al giorno, sciolti in acqua, frullati o yogurt.
2. Succo Concentrato Liofilizzato in Polvere
Descrizione: Il succo viene estratto, concentrato e successivamente liofilizzato. Questa forma è spesso standardizzata in nitrati (es. 1-2% in peso, equivalente a ~500-1000 mg di nitrati per 100g di polvere) e/o in betalaine.
Posologia Tipica: 3 - 6 grammi al giorno, a seconda della concentrazione di nitrati dichiarata, per raggiungere un apporto di 400-600 mg di nitrati.
3. Estratto Secco Titolato in Betalaine Totali
Descrizione: Estratto concentrato, titolato per garantire un alto e costante contenuto di pigmenti betalianici (betacianine e betaxantine), potenti antiossidanti.
Titolazione Tipica: 0,5% - 1% in betalaine totali.
Posologia Tipica: 500 - 1000 mg al giorno.
4. Succo di Barbabietola Stabilizzato
Descrizione: Succo pastorizzato e stabilizzato per il consumo diretto. Il contenuto di nitrati è variabile a seconda della cultivar, della stagione e del terreno, ma è generalmente intorno a 250-300 mg per 250 ml.
Posologia Tipica: 250 - 500 ml al giorno, preferibilmente assunto circa 2-3 ore prima dell'attività fisica per l'effetto ergogenico.
5. Estratto in Compresse o Capsule
Descrizione: Formulazione pratica che contiene tipicamente uno degli estratti sopra citati (polvere, succo liofilizzato, estratto secco).
Posologia Tipica: Seguire il dosaggio del produttore, calcolato per fornire un apporto di 400-600 mg di nitrati o l'equivalente in betalaine.
Avvertenze Importanti:
I dosaggi indicati sono per adulti sani e a scopo generale. È fondamentale attenersi alle dosi riportate sull'etichetta del prodotto specifico.
L'assunzione per l'effetto ipotensivo o ergogenico richiede costanza (assunzione quotidiana per diverse settimane).
L'uso in presenza di condizioni mediche (ipotensione, malattia renale) o in concomitanza con farmaci (antipertensivi) richiede supervisione medica.
Bibliografia:
Journal of the International Society of Sports Nutrition - A review of beetroot product supplementation and athletic performance
Nutrients - The Effect of Dietary Nitrate Supplementation on Endurance Exercise Performance in Healthy Adults: A Systematic Review and Meta-Analysis
European Journal of Clinical Nutrition - Composition and functionality of beetroot powder for use in foods
Food Chemistry - Betalains, the nature-inspired pigments, in health and diseases
Comprehensive Reviews in Food Science and Food Safety - Red Beetroot: A source of natural colorants and bioactive compounds
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
1. Decotto di Radice Essiccata
Descrizione: Preparazione tradizionale per estrarre i composti attivi, inclusi minerali e alcuni antiossidanti termostabili. I nitrati, essendo idrosolubili, si trasferiscono parzialmente in acqua.
Dosaggio: 5-10 grammi di radice essiccata e sminuzzata per 250 ml di acqua.
Preparazione: Portare a ebollizione l'acqua con la radice, far sobbollire per 10-15 minuti. Spegnere il fuoco e lasciare in infusione coperto per altri 5-10 minuti. Filtrare.
Posologia: Fino a 2 tazze al giorno.
Nota: Il calore degrada parzialmente le betalaine (pigmenti antiossidanti), alterando il colore da rosso a bruno-giallastro.
2. Succo di Radice Fresca (Spremuto a freddo)
Descrizione: La forma più studiata e evidence-based. Preserva intatti i nitrati, le betalaine e gli enzimi. È la scelta prioritaria per gli effetti ipotensivi ed ergogenici.
Dosaggio: 250 ml (circa un bicchiere).
Preparazione: Utilizzare una centrifuga o un estrattore a freddo su barbabietola cruda, sbucciata e lavata. Può essere miscelato con succo di mela o carota per migliorarne il gusto.
Posologia: 1 volta al giorno, preferibilmente al mattino o 2-3 ore prima dell'attività fisica.
Avvertenza: Iniziare con dosi minori (es. 100 ml) per testare la tolleranza gastrointestinale.
3. Polvere di Succo Liofilizzato Sciolto in Acqua
Descrizione: Alternativa pratica al succo fresco, standardizzata in nitrati. Simula una "tisana fredda" istantanea.
Dosaggio: 3-6 grammi di polvere (circa 1-2 cucchiaini da tè rasati).
Preparazione: Mescolare la polvere in un bicchiere d'acqua (200-250 ml) fino a completo scioglimento.
Posologia: 1-2 volte al giorno.
4. Infuso di Foglie Fresche
Descrizione: Le foglie (bietola) sono ricche di vitamine, minerali e antiossidanti. Contengono meno nitrati rispetto alla radice.
Dosaggio: Una manciata di foglie fresche e lavate per tazza.
Preparazione: Versare acqua bollente sulle foglie e lasciare in infusione per 5-10 minuti. Filtrare.
Posologia: 1-2 tazze al giorno.
Utilizzo: Più come infuso nutritivo che terapeutico.
5. Fermentato (Kvas)
Descrizione: Bevanda tradizionale dell'Europa orientale. La fermentazione lattica può modificare il profilo dei composti bioattivi e migliorare la biodisponibilità.
Dosaggio: 100-150 ml.
Preparazione: La barbabietola cruda viene tagliata a cubetti e fermentata in acqua con sale e eventuali aromi per alcuni giorni.
Posologia: Fino a una porzione al giorno.
Nota: Il contenuto di nitrati e betalaine può variare notevolmente in base al processo.
Avvertenze Generali:
Beeturia: Un consumo elevato può colorare di rosa/rosso urine e feci. È un fenomeno benigno ma da non confondere con sangue.
Calcoli renali: Gli ossalati contenuti nella pianta suggeriscono cautela a soggetti predisposti a calcoli ossalici.
Ipotensione: Chi assume farmaci antipertensivi o ha pressione bassa deve utilizzare il succo con cautela e sotto controllo medico per evitare cali pressori eccessivi.
Dosaggio sicuro: La dose evidence-based per l'effetto ipotensivo/ergogenico è di ~400-600 mg di nitrati, contenuti in circa 250-500 ml di succo fresco.
Bibliografia:
Journal of Nutrition - Dietary Nitrate Supplementation and Exercise Performance
Nutrients - Comprehensive Review of the Impact of Dietary Nitrate on Human Health
European Journal of Clinical Nutrition - Bioavailability of nutrients from beetroot-based formulations
International Journal of Food Sciences and Nutrition - Health implications of beetroot ingestion
Comprehensive Reviews in Food Science and Food Safety - Bioactive compounds in beetroot and their health benefits
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
SCHEDA NOTIZIE E VARIE
1. Radice di Barbabietola Rossa (Beta vulgaris subsp. vulgaris)
La radice è l'ortaggio più noto, dal colore rosso-violaceo intenso e dal sapore terroso e dolciastro.
Cruda: Grattugiata fine e aggiunta a insalate (es. con carote, mele e noci) per un apporto croccante e dolce. Viene anche utilizzata per preparare carpacci sottili, conditi con agrumi e olio EVO.
Cotta: La cottura (bollitura, arrostitura, vaporiera) ne intensifica la dolcezza e la morbidezza.
Bollita: È la base per antipasti (es. in pinzimonio), vellutate e il classico borscht (minestra dell'Europa orientale).
Arrostita: Tagliata a spicchi o cubetti e cotta in forno con olio, sale e erbe aromatiche (rosmarino, timo), diventa un contorno dolce e caramellizzato.
Sott'aceto: Un metodo di conservazione tradizionale che ne contrasta il sapore terroso con l'acidità. È un condimento tipico per hamburger e insalate.
Succhi e Smoothie: Il succo fresco è molto popolare per le sue proprietà nutritive. Si abbina bene con mela, carota, zenzero e agrumi.
Polvere Disidratata: Usata come colorante naturale alimentare (E162) in pasta, gelati, dolci e salse, oltre che come integratore.
2. Foglie e Gambi di Bietola (Beta vulgaris subsp. vulgaris)
Le foglie giovani e tenere sono ottime crude, mentre quelle più mature e i gambi carnosi (coste) si consumano cotti.
Crude: Le foglie tenere sono un'ottima aggiunta a misticanze per insalate.
Saltate in Padella: Come gli spinaci, le foglie appassiscono rapidamente in padella con aglio e olio. I gambi (coste), tagliati a pezzi, richiedono un tempo di cottura leggermente più lungo.
Lessate o al Vapore: Cotte e condite con olio e limone, sono un contorno semplice. Sono un ripieno tradizionale per torte salate, ravioli e cannelloni (es. insieme a ricotta).
In Minestre e Zuppe: Aggiunte a fine cottura, donano corpo e nutrienti a minestre di legumi e verdure.
3. Barbabietola da Zucchero (Beta vulgaris subsp. vulgaris)
La sua radice bianca e grande non viene consumata direttamente, ma è la principale fonte mondiale di saccarosio (zucchero da tavola) dopo la canna da zucchero. Il processo industriale di estrazione e raffinazione produce lo zucchero bianco.
4. Altre Applicazioni
Colorante Naturale: Il succo o la polvere di barbabietola rossa sono ampiamente utilizzati nell'industria alimentare per colorare naturalmente salse (come il ketchup), gelati, caramelle e prodotti di pasticceria.
Germogli: I microgreens di barbabietola sono utilizzati in cucina gourmet come guarnizione per il loro colore e sapore delicato.
Con il termine superfood ci si riferisce a una categoria di alimenti che, grazie all'elevata concentrazione di nutrienti, vitamine, minerali e antiossidanti, vengono considerati particolarmente benefici per la salute. Tuttavia, è importante sapere che il termine non è una classificazione scientifica o medica, ma piuttosto una denominazione di marketing.
Cosa rende un alimento un "superfood"?
Un alimento viene etichettato come superfood quando è eccezionalmente ricco di composti che si ritiene supportino la salute. Questi possono includere:
Antiossidanti: Combattono i radicali liberi e riducono lo stress ossidativo.
Vitamine e minerali essenziali: Contribuiscono al corretto funzionamento dell'organismo.
Fibre: Supportano la salute dell'apparato digerente.
Grassi sani: Come gli omega-3, che sono benefici per il cervello e il cuore.
Esempi comuni di superfood
Anche se non esiste un elenco ufficiale, alcuni alimenti sono comunemente riconosciuti come superfood per la loro densità nutrizionale:
Bacche: Mirtilli, acai e goji sono ricchi di antiossidanti.
Verdure a foglia verde: Il cavolo nero e gli spinaci sono ottime fonti di vitamine K, A, C e acido folico.
Pesce grasso: Il salmone e le sardine sono noti per il loro alto contenuto di acidi grassi omega-3.
Legumi e cereali: La quinoa e i fagioli neri sono fonti complete di proteine e fibre.
Noci e semi: Le noci, i semi di chia e i semi di lino forniscono fibre, grassi sani e proteine.
Ricorda che una dieta sana si basa sulla varietà e sull'equilibrio, non solo sull'inclusione di uno o due superfood.
Beta vulgaris L. è una specie di antica domesticazione, originaria probabilmente delle coste mediterranee e del Medio Oriente, derivata da forme selvatiche come Beta vulgaris subsp. maritima, utilizzate già in epoca preclassica principalmente per le foglie piuttosto che per la radice.
Nel mondo greco e romano la barbabietola era apprezzata soprattutto come alimento e rimedio digestivo; autori come Dioscoride e Plinio il Vecchio ne descrivono l’uso per favorire la funzione intestinale e come pianta “rinfrescante”, ma la radice non aveva ancora il ruolo centrale assunto nelle varietà moderne.
Lo sviluppo della barbabietola da radice carnosa è relativamente tardivo e si consolida in epoca medievale e rinascimentale, quando selezioni agronomiche portano alla formazione delle varietà rosse attuali, caratterizzate dalla presenza di betalaine responsabili della tipica colorazione intensa.
Nel XVIII e XIX secolo la specie assume grande rilevanza economica con la selezione della barbabietola da zucchero, utilizzata per l’estrazione del saccarosio, soprattutto in Europa durante i blocchi continentali, rappresentando una svolta agricola e industriale significativa.
La colorazione rossa intensa ha portato all’uso tradizionale come colorante alimentare naturale e, in alcune culture, anche come pigmento per tessuti e cosmetici artigianali, sfruttando la stabilità relativa delle betacianine.
Un fenomeno curioso associato al consumo è la cosiddetta “beeturia”, ovvero la colorazione rossastra delle urine e talvolta delle feci dopo ingestione, dovuta alla parziale escrezione dei pigmenti non metabolizzati, variabile tra individui e influenzata da fattori come pH gastrico e stato del ferro.
In ambito sportivo moderno, il succo di barbabietola ha acquisito interesse come alimento funzionale per il contenuto in nitrati naturali, studiato per il suo possibile effetto sulla performance aerobica, segnando un passaggio da alimento tradizionale a ingrediente di nutrizione funzionale contemporanea.
Dal punto di vista agricolo, Beta vulgaris rappresenta un esempio emblematico di specie altamente plastiche, comprendente diverse cultivar (barbabietola rossa, da zucchero, da foraggio e bietola da costa), tutte appartenenti alla stessa specie ma selezionate per caratteristiche morfologiche e compositive differenti.
BIBLIOGRAFIA e WEBLIOGRAFIA GENERALE
Arifuzzaman Md et al., A decade of beetroot Beta vulgaris research Phytoconstituents mechanisms preclinical and clinical insights, 2025
Ninfali Paolino et al., C Glycosyl Flavonoids from Beta vulgaris Cicla and Betalains from Beta vulgaris rubra Antioxidant Anticancer and Antiinflammatory Activities A Review, 2017
Lee Eun Jin et al., Betalain and Betaine Composition of Beetroot and Inhibition of HepG2 Cell Proliferation, 2014
Baião Diogo et al., Bioactive potential of beetroot Beta vulgaris, 2022
Kujala Tiina et al., Betalains and phenolics in red beetroot peel extracts extraction and characterisation, 2001