QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento 31/05/2026
POLIPODIO Polypodium vulgare L.
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Autore: erbeofficinali.org
Autore: Maurizio Trenchi
TOSSICITÀ BASSISSIMA
EFFICACIA DUBBIA O NON CONFERMATA
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SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Streptophyta
Clade Embryophyta
Clade Tracheophyta
Clade Euphyllophyta
Clade Monilophyta
Clade Polypodiopsida
Ordine Polypodiales
Famiglia Polypodiaceae
Genere Polypodium
Specie Polypodium vulgare
La classificazione segue i sistemi filogenetici contemporanei utilizzati per le Monilophyta e le Polypodiopsida.
FELCE SEMPREVERDE CON RIZOMA STRISCIANTE E SQUAMOSO. FRONDE PENNATOSETTE, LANCEOLATE, CON SEGMENTI LINEARI-OBLUNGHI, OTTUSI E SPESSO CONFLUENTI ALLA BASE. SORI ROTONDI, NUDI, DI COLORE GIALLO-ARANCIO CHE DIVENTANO BRUNI A MATURAZIONE, POSTI SUL LATO INFERIORE DELLE FRONDE. SPORANGI CON ANELLO DI CELLULE ISPESSITE INTERROTTO DAL LATO. SPORE RENIFORMI, VERRUCOSE.
NON FIORISCE (FELCE), MA PRODUCE SPORE A GIUGNO LUGLIO AGOSTO E SETTEMBRE
Si adatta a una varietà di habitat. Cresce tipicamente in luoghi ombrosi o semi-ombrosi e umidi, come boschi, rupi, muri antichi, fessure nelle rocce e alla base degli alberi. Può anche comportarsi da epifita, crescendo su tronchi e rami muschiosi di alberi, specialmente in ambienti umidi. Predilige suoli ben drenati, ma tollera anche terreni sabbiosi, argillosi e calcarei, con un pH da leggermente acido a basico. È una specie rustica che si trova comunemente nelle zone temperate dell'emisfero nord, dalle pianure fino a quote montane. Può sopravvivere anche in condizioni relativamente secche una volta stabilizzata.
AUTUNNO (SETTEMBRE-NOVEMBRE), QUANDO IL RIZOMA RAGGIUNGE IL MASSIMO CONTENUTO DI PRINCIPI ATTIVI
RIZOMA ESSICCATO (POLYPODII RHIZOMA)
OLEAGINOSO SGRADEVOLE E CARATTERISTICO, DESCRITTO COME PERSISTENTE E NAUSEANTE . LE FRONDE FRESCHE HANNO UN AROMA ERBACEO TIPICO DELLE FELCI, MA MENO INTENSO
DOLCE INIZIALMENTE (DOVUTO ALL'OSLADINA, 500 VOLTE PIÙ DOLCE DELLO ZUCCHERO), MA DIVENTA RAPIDAMENTE AMARO E NAUSEANTE, CON RETROGUSTO PERSISTENTE . LE FRONDE HANNO UN SAPORE AMARO-ERBACEO
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs Supplement 2009, 2009
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Rudolf Hänsel, Pharmacognosy and Phytotherapy, 1999
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Friedrich Mohr, The Sweet Principle Osladin from Polypodium vulgare L., 1982
Atsushi Kaneda, Chemical and Sensory Evaluation of Osladin and Related Sweet Constituents from Polypodium vulgare, 1992
K. A. Evans, Constituents of Polypodium vulgare Rhizome and Their Pharmacognostic Significance, 1987
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
TOSSICITÀ: BASSISSIMA
Motivazione: I dati tossicologici disponibili su Polypodium vulgare L. non evidenziano tossicità significativa nell'uso tradizionale corretto del rizoma. Non sono riportati effetti tossici gravi, danni d'organo o eventi avversi rilevanti nella letteratura farmacognostica disponibile. Possono verificarsi occasionalmente lievi effetti gastrointestinali correlati all'azione lassativa tradizionalmente attribuita alla droga. L'evidenza deriva principalmente dall'esperienza fitoterapica storica, dalla documentazione farmacognostica e dall'assenza di segnalazioni tossicologiche rilevanti, mentre gli studi tossicologici moderni specifici sulla specie rimangono limitati.
EFFICACIA: DUBBIA O NON CONFERMATA
Motivazione: Per Polypodium vulgare L. esiste una documentazione etnobotanica e fitoterapica storica come blando lassativo, colagogo ed espettorante, supportata da alcuni dati farmacologici e sperimentali limitati. Tuttavia mancano studi clinici controllati adeguati, revisioni sistematiche e un corpus moderno di evidenze precliniche sufficientemente robusto e riproducibile. Le evidenze disponibili sono prevalentemente storiche, farmacognostiche ed etnobotaniche, con limitata conferma sperimentale diretta sulla specie. Applicando un criterio conservativo, l'attività terapeutica generale deve essere considerata dubbia o non confermata.
Confermate da studi scientifici e clinici
Non sono disponibili studi clinici controllati, meta-analisi o revisioni sistematiche che consentano di attribuire a Polypodium vulgare L. indicazioni terapeutiche clinicamente confermate secondo i criteri della fitoterapia evidence-based moderna.
Le evidenze cliniche sulla specie risultano assenti o insufficienti per la validazione di specifiche indicazioni terapeutiche.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività lassativa blanda. Indicazione: stipsi occasionale. Evidenza derivante principalmente dall'uso fitoterapico tradizionale documentato, da testi farmacognostici e da osservazioni farmacologiche storiche riferite al rizoma. Le conferme sperimentali moderne risultano limitate.
Attività colagoga. Indicazione: tradizionale supporto della funzione biliare. Evidenza basata prevalentemente sulla letteratura fitoterapica storica e farmacognostica. Mancano studi clinici moderni di conferma.
Attività espettorante. Indicazione: supporto tradizionale nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie. Evidenza derivante dall'uso fitoterapico storico e dalla documentazione erboristica tradizionale. Le evidenze sperimentali moderne risultano limitate.
Attività antiossidante. Indicazione: protezione da processi ossidativi in sistemi sperimentali. Evidenze limitate provenienti da studi fitochimici e valutazioni in vitro di alcuni costituenti della specie. La rilevanza clinica non è stata dimostrata.
Attività antimicrobica. Indicazione: attività sperimentale verso alcuni microrganismi. Evidenze limitate provenienti da studi in vitro su estratti della specie. Non esistono evidenze cliniche che supportino un impiego terapeutico antimicrobico.
Le evidenze sperimentali disponibili per Polypodium vulgare L. sono complessivamente limitate, eterogenee e insufficienti per confermare indicazioni terapeutiche moderne.
Uso storico e nella tradizione
Uso tradizionale come blando lassativo.
Uso tradizionale come colagogo e depurativo.
Uso tradizionale nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie.
Uso tradizionale come espettorante.
Uso tradizionale nei disturbi epatici e biliari.
Uso tradizionale nelle affezioni digestive.
Uso tradizionale in alcune preparazioni popolari destinate alle manifestazioni cutanee croniche.
Tali impieghi derivano dalla tradizione erboristica europea e dalla documentazione etnobotanica e non costituiscono conferma di efficacia clinica.
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata*
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Rudolf Hänsel, Pharmacognosy and Phytotherapy, 1999
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs Supplement, 2009
M. Grieve, A Modern Herbal, 1931
Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, Polypodium vulgare, 1998
Peter F. Yeo, Polypodium vulgare L. in Flora Europaea, 1993
ESTRATTO VEGETALE NON AMMESSO NEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE EFFETTO LASSATIVO. IL RIZOMA È STATO TRADIZIONALMENTE IMPIEGATO COME BLANDO LASSATIVO E COLAGOGO. L'AVVERTENZA DERIVA DA DOCUMENTAZIONE FITOTERAPICA STORICA E FARMACOGNOSTICA DELLA SPECIE. LE EVIDENZE SPERIMENTALI MODERNE RISULTANO LIMITATE.
POSSIBILI DISTURBI GASTROINTESTINALI LIEVI. IN RELAZIONE ALL'USO TRADIZIONALE DEL RIZOMA SONO STATI OCCASIONALMENTE DESCRITTI EFFETTI QUALI AUMENTO DELLA MOTILITÀ INTESTINALE O LIEVE DISCOMFORT GASTROINTESTINALE. L'EVIDENZA DERIVA PRINCIPALMENTE DALLA LETTERATURA FITOTERAPICA TRADIZIONALE E DALL'ESPERIENZA D'USO STORICA.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. NON SONO DISPONIBILI DATI CLINICI ADEGUATI SULLA SICUREZZA D'IMPIEGO DURANTE GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO. L'AVVERTENZA È BASATA SULL'ASSENZA DI DATI SPECIFICI PIUTTOSTO CHE SULLA DIMOSTRAZIONE DI TOSSICITÀ.
USO PROLUNGATO. NON SONO DISPONIBILI STUDI TOSSICOLOGICI MODERNI SUFFICIENTI A DEFINIRE LA SICUREZZA DELL'IMPIEGO CONTINUATIVO A LUNGO TERMINE. L'AVVERTENZA DERIVA DALLA LIMITATEZZA DELLE EVIDENZE DISPONIBILI SULLA SPECIE.
LE CONOSCENZE FARMACOLOGICHE E TOSSICOLOGICHE MODERNE RELATIVE A POLYPODIUM VULGARE L. RISULTANO COMPLESSIVAMENTE LIMITATE E GRAN PARTE DELLE INFORMAZIONI DISPONIBILI DERIVA DA FONTI FARMACOGNOSTICHE STORICHE E DALL'USO TRADIZIONALE DOCUMENTATO.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO STATE IDENTIFICATE CONTROINDICAZIONI SPECIFICHE PER POLYPODIUM VULGARE L. SUPPORTATE DA EVIDENZE CLINICHE, OSSERVAZIONALI O FARMACOLOGICHE DIRETTE SUFFICIENTEMENTE DOCUMENTATE NELLA LETTERATURA SCIENTIFICA DISPONIBILE.
Estratto secco di rizoma di Polypodium vulgare
È la principale forma estrattiva derivata dalla droga tradizionale costituita dal rizoma essiccato. Storicamente utilizzata nelle preparazioni lassative, colagoghe ed espettoranti.
Non esistono monografie EMA, WHO o ESCOP che definiscano una standardizzazione terapeutica ufficiale della specie.
Non è disponibile alcun titolo farmacologicamente validato necessario all'effetto terapeutico.
Le posologie storicamente riportate corrispondono generalmente a 0,5-3 g al giorno di estratto equivalente, ma non sono supportate da studi clinici moderni.
Estratto fluido di rizoma
Preparazione ottenuta mediante estrazione idroalcolica del rizoma.
Utilizzata tradizionalmente nella fitoterapia europea come componente di preparazioni digestive e lassative.
Non risultano disponibili standardizzazioni ufficiali né marcatori quantitativi riconosciuti per la definizione di un titolo terapeutico.
La posologia dipende dal rapporto droga-estratto e non può essere definita con precisione sulla base delle evidenze disponibili.
Tintura di rizoma
Preparazione ottenuta mediante macerazione idroalcolica del rizoma.
Documentata principalmente nella letteratura fitoterapica storica.
Non esistono titolazioni terapeutiche validate né studi clinici che consentano di definire una dose standard evidence-based.
L'impiego attuale è limitato e poco documentato.
Polvere micronizzata di rizoma
Preparazione ottenuta dalla macinazione della droga essiccata.
Utilizzata storicamente in capsule, compresse o preparazioni magistrali.
Non sono disponibili titoli standardizzati riconosciuti né dati clinici sufficienti per stabilire una posologia terapeutica validata.
Le quantità tradizionalmente impiegate corrispondono generalmente a 1-5 g al giorno di droga polverizzata.
Estratti titolati in osladina
Non risultano attualmente disponibili integratori o medicinali fitoterapici standardizzati ufficialmente sul contenuto di osladina.
L'osladina costituisce principalmente un composto di interesse fitochimico e farmacognostico piuttosto che un marcatore terapeutico riconosciuto.
Non esistono titoli terapeutici validati né posologie clinicamente definite.
Integratori alimentari contenenti Polypodium vulgare
La disponibilità commerciale risulta limitata e spesso associata a formulazioni multi-componente.
Non esistono standardizzazioni universalmente riconosciute né livelli minimi di principi attivi correlati a specifici effetti terapeutici.
Preparazioni omeopatiche
Sono reperibili preparazioni omeopatiche ottenute da Polypodium vulgare sotto forma di tintura madre e successive diluizioni decimali, centesimali e cinquanta-millesimali.
Le diluizioni disponibili variano secondo il produttore.
Non esistono titoli farmacologici, standardizzazioni fitochimiche o posologie correlate a effetti terapeutici dimostrati secondo criteri scientifici moderni.
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Rudolf Hänsel, Pharmacognosy and Phytotherapy, 1999
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs Supplement, 2009
Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, Polypodium vulgare, 1998
Friedrich Mohr, The Sweet Principle Osladin from Polypodium vulgare L., 1982
Atsushi Kaneda, Chemical and Sensory Evaluation of Osladin and Related Sweet Constituents from Polypodium vulgare, 1992
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Per Polypodium vulgare L. le evidenze scientifiche moderne sono limitate e non esistono formulazioni erboristiche validate da studi clinici controllati. Le preparazioni sotto riportate derivano principalmente dalla tradizione fitoterapica europea documentata e dall'uso storico del rizoma.
Infuso semplice di rizoma di Polypodium vulgare
Rizoma essiccato e frammentato 2-4 g.
Acqua 200 mL.
Infusione per 10-15 minuti.
Assunzione fino a 2 volte al giorno.
Tradizionalmente impiegato come blando lassativo e supporto digestivo.
Decotto semplice di rizoma di Polypodium vulgare
Rizoma essiccato 3-5 g.
Acqua 250 mL.
Ebollizione per 10-15 minuti.
Filtrare e assumere una o due volte al giorno.
È la preparazione storicamente più documentata nella tradizione erboristica europea.
Miscela tradizionale lassativa blanda
Polypodium vulgare rizoma 2 g.
Malva sylvestris foglie e fiori 2 g.
Foeniculum vulgare frutti 1 g.
Acqua 250 mL.
Preparare come decotto leggero seguito da infusione di 10 minuti.
Tradizionalmente utilizzata per favorire il transito intestinale.
Miscela tradizionale digestiva ed epatobiliare
Polypodium vulgare rizoma 2 g.
Taraxacum officinale radice 2 g.
Cichorium intybus radice 2 g.
Acqua 300 mL.
Preparare come decotto per 10-15 minuti.
Utilizzata storicamente nelle preparazioni amare e colagogo-coleretiche della tradizione europea.
Miscela tradizionale respiratoria
Polypodium vulgare rizoma 2 g.
Althaea officinalis radice 2 g.
Verbascum thapsus fiori 1 g.
Acqua 250 mL.
Infusione o lieve decozione seguita da infusione.
Utilizzata tradizionalmente nelle preparazioni pettorali.
Miscela tradizionale depurativa primaverile
Polypodium vulgare rizoma 2 g.
Arctium lappa radice 2 g.
Taraxacum officinale radice 2 g.
Acqua 300 mL.
Preparare come decotto per 10-15 minuti.
Formula derivata dalla tradizione erboristica europea per i cosiddetti trattamenti depurativi stagionali.
Jean Bruneton, Pharmacognosy Phytochemistry Medicinal Plants, 1999
Max Wichtl, Herbal Drugs and Phytopharmaceuticals A Handbook for Practice on a Scientific Basis, 2004
Trease and Evans, Pharmacognosy, 2009
Rudolf Hänsel, Pharmacognosy and Phytotherapy, 1999
European Scientific Cooperative on Phytotherapy, ESCOP Monographs Supplement, 2009
Hagers Handbuch der Pharmazeutischen Praxis, Polypodium vulgare, 1998
M. Grieve, A Modern Herbal, 1931
Maria Treben, Health Through God's Pharmacy, 1980
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Il nome del genere Polypodium deriva dal greco "poly" (molti) e "pous" o "podos" (piede), in riferimento alla forma caratteristica del suo rizoma ramificato, che ricorda molte piccole zampe . Il nome comune "polipodio" mantiene questa radice linguistica. In inglese è noto come "common polypody", mentre in spagnolo è chiamato "polipodio" per la forma delle sue fronde che ricordano dei piedi .
Uso Storico nella Medicina Tradizionale
Il polipodio vanta una lunga storia di utilizzo nella medicina popolare europea:
Il rizoma essiccato è stato tradizionalmente utilizzato come espettorante per la tosse e come lassativo lieve. In particolare, in Polonia, un'infusione di rizoma era usata come diuretico e espettorante .
In Spagna, le fronde avevano un uso etnoveterinario per il trattamento di ittero e malattie parassitarie .
Dolcificante naturale: Prima della scoperta dello zucchero raffinato, il rizoma, grazie al suo sapore dolce, era occasionalmente utilizzato come dolcificante naturale in alcune culture.