QUESTA SCHEDA È UNICA E ORIGINALE IN INTERNET aggiornamento del 30/04/2026
LAVANDA Lavandula angustifolia Miller
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Autore: erbeofficinali.org
Lavandula angustifolia
Autore: A.Tucci
Lavandula dentata L
Autore: A.Tucci
Autore: A.Tucci
Foto modificata per uso didattico. Originale da ITIS di Tecnica Agraria Arrigo Serpieri - Bologna
Autore: A.Tucci
Low resolution image for educational use. Courtesy Dr. Luigi Rignanese (Berkeley.edu)
Foto modificata per uso didattico gentilmente concessa da Luciana Bartolini
TOSSICITÀ BASSA
EFFICACIA DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
!!
ANNUNCIO PUBBLICITARIO
FINE ANNUNCIO
SCHEDA BOTANICA
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Clade Angiosperme
Clade Mesangiosperme
Clade Eudicotiledoni
Clade Asteridi
Clade Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Nepetoideae
Tribù Lavanduleae
Genere Lavandula
Specie Lavandula angustifolia
Lavandula Officinalis Chaix, Lavandula Vera DC., Lavandula Spica L. (in Parte), Lavandula Vulgaris Lam., Lavandula Fragrans Salisb., Lavandula Minor Garsault (invalid), Lavandula Angustifolia F. Albiflora (Rehder) Geerinck, Lavandula Angustifolia Var. Delphinensis (Jord. Ex Billot) O. Bolòs & Vigo, Lavandula Delphinensis Jord. Ex Billot, Lavandula Officinalis F. Albiflora Rehder, Lavandula Officinalis Var. Delphinensis (Jord. Ex Billot) Rouy, Lavandula Spica Var. Angustifolia (Ging.) Briq., Lavandula Spica Var. Delphinensis (Jord. Ex Billot) Nyman, Lavandula Vera Var. Angustifolia Ging., Lavandula Vera Var. Ligustica De Not., Lavandula Angustfolia, Lavandula Delphinensis Jord., 1859, Lavandula Fragrans Jord., 1859, Lavandula Vera Var. Ligustica DeNot.
ARBUSTO SEMPREVERDE AROMATICO ALTO FINO A 1 METRO CON FUSTI LEGNOSI ALLA BASE E RAMETTI ERBACEI ERETTI. FOGLIE OPPOSTE SESSILI LINEARI O LANCEOLATE STRETTE GRIGIO-VERDI TOMENTOSE. FIORI ERMAFRODITI ZIGOMORFI PICCOLI DI COLORE BLU-VIOLETTO O LILLA IN SPIGHE TERMINALI COMPATTE PORTATE DA LUNGHI PEDUNCOLI AFILLI. CALICE TUBOLARE GAMOSEPALO CON CINQUE DENTI. COROLLA TUBOLARE BILABIATA CON LABBRO SUPERIORE BILOBO E LABBRO INFERIORE TRILOBO. ANDROCEO CON QUATTRO STAMI DIDINAMI INCLUSI NEL TUBO COROLLINO. GINECEO SUPERO BICARPELLARE CON STILO FILIFORME E STIGMA BILOBO. FRUTTO TETRACHENIO SECCO CHE SI DIVIDE IN QUATTRO NUCULE MONOSPERME.
GIUGNO LUGLIO AGOSTO (INIZIO-PIENA ESTATE), CON SPIGHE DI FIORI VIOLA-BLU INTENSAMENTE PROFUMATI
COLORI OSSERVATI NEI FIORI
____BLU MODERATO ____VIOLETTO SCURO DESATURATO
Originario delle regioni montuose del Mediterraneo occidentale, in particolare della Spagna settentrionale e della Francia meridionale. Cresce spontaneamente su pendii rocciosi calcarei, in zone aride e soleggiate, spesso in altitudini comprese tra i 500 e i 1700 metri. Predilige suoli poveri, ben drenati e alcalini, tipici della gariga e della macchia mediterranea. Si adatta a climi temperati caldi con estati secche e soleggiate e inverni miti, tollerando la siccità e il freddo moderato. Grazie alla sua bellezza e al suo profumo, è ampiamente coltivata in tutto il mondo in giardini, campi e per la produzione di olio essenziale, mantenendo una preferenza per posizioni soleggiate e terreni ben drenati anche nelle coltivazioni.
GIUGNO-LUGLIO (INIZIO FIORITURA), QUANDO GLI OLI ESSENZIALI RAGGIUNGONO LA MASSIMA CONCENTRAZIONE
SOMMITÀ FIORITE FRESCHE O ESSICCATE, UTILIZZATE PER ESTRARRE L'OLIO ESSENZIALE
AROMA FLOREALE INTENSO, DOLCE-ERBACEO, CON NOTE BALSAMICHE E LEGGERMENTE CANFORATE
AMARO-PUNGENTE, CON RETROGUSTO PERSISTENTE E LIEVEMENTE CANFORATO
Monoterpeni ossigenati: linalolo, acetato di linalile, terpinen-4-olo, lavandulolo, acetato di lavandulile
Monoterpeni idrocarburici: limonene, ocimene cis, ocimene trans, pinene alfa, pinene beta, mircene
Sesquiterpeni: beta-cariofillene, cariofillene ossido, humulene, farnesene
Alcoli terpenici: linalolo, lavandulolo, borneolo, terpinen-4-olo
Esteri terpenici: acetato di linalile, acetato di lavandulile, acetato di geranile
Ossidi terpenici: 1,8-cineolo
Chetoni terpenici: canfora in tracce, pinocarvone
Aldeidi terpeniche: citrale, citronellale
Fenoli e derivati fenolici: tracce di eugenolo
Flavonoidi: luteolina, apigenina, derivati glicosilati
Acidi fenolici: acido rosmarinico, acido caffeico, acido ferulico
Cumarine: umbelliferone, erniarina
Tannini: tannini idrolizzabili e condensati
Fitosteroli: beta-sitosterolo, stigmasterolo
Bibliografia
European Medicines Agency, Assessment report on Lavandula angustifolia Miller, 2012
World Health Organization, WHO Monographs on Selected Medicinal Plants Volume 2, 2002
European Directorate for the Quality of Medicines, European Pharmacopoeia Monograph Lavandulae aetheroleum, 10th edition, 2020
International Organization for Standardization, ISO 3515 Oil of lavender Lavandula angustifolia, 2002
Lis-Balchin Maria, Lavender The Genus Lavandula, 2002
Cavanagh H M A, Wilkinson J M, Biological Activities of Lavender Essential Oil, Phytotherapy Research, 2002
Woronuk G, Demissie Z, Rheault M, Mahmoud S, Biosynthesis and Therapeutic Properties of Lavender Essential Oil, Planta Medica, 2011
Koulivand P H, Khaleghi Ghadiri M, Gorji A, Lavender and the Nervous System, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, 2013
Hassiotis C N, Tarantilis P A, Daferera D J, Polissiou M G, Etherio Essential Oil Composition of Lavandula angustifolia, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2010
TOSSICITÀ: BASSA
Motivazione: dati tossicologici clinici e preclinici indicano un buon profilo di sicurezza alle dosi terapeutiche con effetti indesiderati generalmente lievi e transitori come disturbi gastrointestinali o sedazione; non risultano evidenze di tossicità significativa se utilizzata correttamente nelle forme validate, mentre dosaggi elevati o uso improprio possono aumentare il rischio di effetti indesiderati senza evidenze di tossicità grave documentata
EFFICACIA: DIPENDENTE DALLE SPECIFICHE E DALLE FORME TERAPEUTICHE
Motivazione: evidenze cliniche controllate e revisioni sistematiche sono disponibili principalmente per preparazioni standardizzate dell’olio essenziale per uso orale e inalatorio nel trattamento dell’ansia lieve e dei disturbi del sonno, mentre altre forme tradizionali o non standardizzate non presentano lo stesso livello di evidenza; dati clinici quindi presenti ma limitati a specifiche forme farmaceutiche
Leggere attentamente tutte le sezioni della scheda prima di considerare le seguenti indicazioni valide per ciascun utilizzo fitoterapico.
Confermate da studi scientifici e clinici
L’olio essenziale standardizzato di Lavandula angustifolia (in particolare preparazioni orali standardizzate come Silexan) mostra attività ansiolitica clinicamente significativa nel disturbo d’ansia generalizzato e nei disturbi ansiosi sottosoglia, supportata da studi clinici randomizzati controllati e revisioni sistematiche; l’efficacia è risultata comparabile a farmaci ansiolitici di riferimento in alcuni trial, con buon profilo di tollerabilità.
È documentata anche un’attività sul miglioramento della qualità del sonno secondaria alla riduzione dell’ansia, supportata da studi clinici controllati e meta-analisi, sebbene l’effetto ipnotico diretto sia meno consistente e spesso secondario all’azione ansiolitica.
Per l’uso per inalazione aromaterapica esistono studi clinici controllati e studi osservazionali che indicano riduzione di ansia, agitazione e stress in contesti clinici e perioperatori; tuttavia l’eterogeneità metodologica limita la standardizzazione dell’effetto.
Con riscontro positivo in vitro o in modelli animali o nella fitoterapia documentata
Attività sedativa centrale e depressiva del sistema nervoso centrale evidenziata in modelli animali, con riduzione dell’attività locomotoria e modulazione di sistemi neurotrasmettitoriali; evidenza in vivo animale coerente con dati clinici.
Attività antinfiammatoria documentata in modelli in vitro e in vivo animale, con inibizione di mediatori pro-infiammatori; mancano conferme cliniche specifiche sulla specie per indicazioni terapeutiche definite.
Attività analgesica e antinocicettiva osservata in modelli animali, con effetti dose-dipendenti; evidenza limitata a studi preclinici senza validazione clinica diretta.
Attività antimicrobica (batterica e fungina) dimostrata in vitro per l’olio essenziale, con efficacia su diversi ceppi; rilevanza clinica non dimostrata per uso sistemico, possibile applicazione topica tradizionale.
Attività spasmolitica su muscolatura liscia evidenziata in studi in vitro e modelli animali; assenza di studi clinici specifici per indicazioni terapeutiche definite.
Attività antiossidante documentata in vitro per componenti fenolici e terpenici; significato clinico non definito.
Attività lieve carminativa e digestiva riportata nella fitoterapia tradizionale con supporto farmacologico limitato e dati sperimentali indiretti.
Uso storico e nella tradizione
Impiego come calmante nervino, sedativo e coadiuvante dell’insonnia.
Uso come balsamico respiratorio e decongestionante nelle affezioni delle vie aeree superiori.
Applicazione topica come cicatrizzante e lenitivo per ferite, ustioni e punture di insetto.
Utilizzo come antispasmodico gastrointestinale e carminativo.
Impiego tradizionale come antisettico locale.
European Medicines Agency, Assessment report on Lavandula angustifolia Miller, aetheroleum, 2012
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Lavandula angustifolia Miller, aetheroleum, 2012
Kasper S, Gastpar M, Müller WE et al., Lavender oil preparation Silexan is effective in generalized anxiety disorder, International Journal of Neuropsychopharmacology, 2010
Kasper S, Müller WE, Volz HP et al., Silexan in anxiety disorders: clinical evidence and pharmacological profile, Wiener Medizinische Wochenschrift, 2014
Perry R, Terry R, Watson LK, Ernst E, Is lavender an anxiolytic drug A systematic review of randomized clinical trials, Phytomedicine, 2012
Woelk H, Schläfke S, A multi-center, double-blind, randomised study of the lavender oil preparation Silexan in comparison to lorazepam for generalized anxiety disorder, Phytomedicine, 2010
Lis-Balchin M, Lavender The Genus Lavandula, Taylor and Francis, 2002
Prashar A, Locke IC, Evans CS, Cytotoxicity of lavender oil and its major components to human skin cells, Cell Proliferation, 2004
Hajhashemi V, Ghannadi A, Sharif B, Anti-inflammatory and analgesic properties of the leaf extracts and essential oil of Lavandula angustifolia, Journal of Ethnopharmacology, 2003
(Le avvertenze includono segnali di rischio basati su evidenze precliniche, plausibilità farmacologica o casi isolati)
POSSIBILE POTENZIAMENTO DEGLI EFFETTI SEDATIVI CENTRALI IN ASSOCIAZIONE CON FARMACI SEDATIVI O ANSIOLITICI, SULLA BASE DI EVIDENZE CLINICHE INDIRETTE E PLAUSIBILITÀ FARMACOLOGICA LEGATA ALL’ATTIVITÀ SUL SISTEMA NERVOSO CENTRALE DELL’OLIO ESSENZIALE E DEI SUOI COSTITUENTI PRINCIPALI.
POSSIBILE COMPARSA DI DISTURBI GASTROINTESTINALI LIEVI COME NAUSEA O DISPEPSIA DURANTE SOMMINISTRAZIONE ORALE DI PREPARAZIONI STANDARDIZZATE, DOCUMENTATA IN STUDI CLINICI CONTROLLATI SU PREPARATI A BASE DI OLIO ESSENZIALE.
RARI CASI DI REAZIONI CUTANEE ALLERGICHE O IRRITATIVE IN USO TOPICO, SUPPORTATI DA DATI OSSERVAZIONALI E STUDI DERMATOLOGICI SU OLI ESSENZIALI CONTENENTI LINALOLO E ACETATO DI LINALILE.
POSSIBILE ATTIVITÀ ENDOCRINA DEBOLE CON EFFETTI SIMIL-ESTROGENICI SEGNALATA IN STUDI SPERIMENTALI IN VITRO E OSSERVAZIONI CLINICHE ISOLATE, CON EVIDENZE LIMITATE E NON CONCLUSIVE, PERTANTO LA RILEVANZA CLINICA RIMANE INCERTA.
(Le controindicazioni si basano su evidenze cliniche dirette, cioè dati da studi clinici, osservazionali o casistiche solide che dimostrino che l’uso della pianta è da evitare in specifiche condizioni o popolazioni)
NON SONO DOCUMENTATE CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE SPECIFICHE PER LAVANDULA ANGUSTIFOLIA MILLER SUPPORTATE DA DATI CLINICI CONTROLLATI O OSSERVAZIONALI DIRETTI SULLA SPECIE; GLI STUDI CLINICI DISPONIBILI SULL’OLIO ESSENZIALE STANDARDIZZATO NON RIPORTANO CONDIZIONI PATOLOGICHE IN CUI L’USO SIA FORMALMENTE CONTROINDICATO.
(Farmaci o sostanze da evitare per interazioni avverse o incompatibilità farmacologiche)
ALCOL E PREPARAZIONI ALCOLICHE AD ALTA GRADAZIONE
ANSIOLITICI
ANTIDEPRESSIVI
ANTIPSICOTICI
BENZODIAZEPINE
DEPRESSIVI DEL SNC
IPNOTICI
OPPIACEI
SEDATIVI DEL SNC
(Erbe che possono aumentare l'efficacia fitoterapica)
Olio essenziale di Lavandula angustifolia per uso orale standardizzato in capsule molli. Il preparato clinicamente validato è titolato in linalolo e linalil acetato con contenuto complessivo di monoterpeni ossigenati stabile e riproducibile. La formulazione più studiata corrisponde a un estratto oleoso standardizzato equivalente a circa 80 mg di olio essenziale al giorno. La posologia utilizzata negli studi clinici è 80 mg una volta al giorno per disturbi d’ansia lieve e moderata, con durata minima di trattamento di due settimane e spesso estesa fino a dieci settimane. L’effetto terapeutico è dipendente dalla standardizzazione del contenuto in linalolo e linalil acetato e dalla qualità farmaceutica della preparazione.
Olio essenziale di Lavandula angustifolia per uso topico. Utilizzato in forma diluita in veicoli lipidici al 1–5 percento per applicazioni cutanee. Non esiste una titolazione universalmente richiesta per l’effetto terapeutico locale, ma è rilevante la presenza di linalolo e linalil acetato come marker qualitativi. La posologia consiste in applicazioni locali da una a tre volte al giorno su aree limitate per effetti lenitivi e antimicrobici lievi. L’uso è dipendente dalla diluizione per ridurre il rischio di irritazione o sensibilizzazione.
Olio essenziale di Lavandula angustifolia per inalazione. Impiegato in aromaterapia clinica mediante diffusione ambientale o inalazione diretta. Non esiste una titolazione farmacologica standardizzata universalmente riconosciuta per questa via, ma è richiesta qualità definita dell’olio essenziale con profilo costante di linalolo e linalil acetato. Le modalità d’uso includono 2–4 gocce in diffusione o inalazione per 10–20 minuti, una o due volte al giorno, con effetti principalmente ansiolitici e rilassanti osservati in studi clinici e osservazionali.
Estratto fluido idroalcolico di Lavandula angustifolia. Preparazione con rapporto droga estratto generalmente compreso tra 1:1 e 1:2 in etanolo a concentrazione variabile. Non esistono standard clinici definiti per titolazione specifica correlata all’efficacia terapeutica sistemica. La posologia tradizionale documentata è di 20–40 gocce fino a tre volte al giorno, con evidenza limitata e non supportata da studi clinici controllati.
Tintura madre di Lavandula angustifolia. Preparazione idroalcolica tradizionale con rapporto tipico 1:10. Non esiste una standardizzazione farmacologica validata per indicazioni cliniche specifiche. Posologia tradizionale di 20–30 gocce due o tre volte al giorno, con uso basato su tradizione e dati farmacologici indiretti.
Preparazioni omeopatiche di Lavandula angustifolia. Utilizzate in diluizioni variabili come D6, D12, CH6, CH30 secondo la pratica omeopatica. Non esistono evidenze scientifiche cliniche robuste a supporto dell’efficacia terapeutica specifica per indicazioni mediche. Posologia variabile secondo il principio omeopatico, generalmente da una a più somministrazioni giornaliere.
European Medicines Agency, Assessment report on Lavandula angustifolia Miller aetheroleum, 2012
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Lavandula angustifolia Miller aetheroleum, 2012
Kasper S, Gastpar M, Müller WE et al., Lavender oil preparation Silexan is effective in generalized anxiety disorder a randomized double blind placebo controlled trial, International Journal of Neuropsychopharmacology, 2010
Woelk H, Schläfke S, A multi center double blind randomized study of the lavender oil preparation Silexan in comparison to lorazepam for generalized anxiety disorder, Phytomedicine, 2010
Kasper S, Müller WE, Volz HP et al., Silexan in anxiety disorders clinical evidence and pharmacological profile, Wiener Medizinische Wochenschrift, 2014
Perry R, Terry R, Watson LK, Ernst E, Is lavender an anxiolytic drug A systematic review of randomised clinical trials, Phytomedicine, 2012
Lis Balchin M, Lavender The Genus Lavandula, Taylor and Francis, 2002
(Basate su evidenze scientifiche e sicurezza d'uso)
Infuso di Lavandula angustifolia Miller per stati ansiosi lievi e tensione nervosa. Preparazione con 1–2 grammi di sommità fiorite essiccate in 150 millilitri di acqua calda, infusione per 5–10 minuti. Assunzione fino a due o tre volte al giorno. Evidenza indiretta coerente con dati clinici sull’olio essenziale e uso tradizionale consolidato per effetto ansiolitico e rilassante.
Infuso combinato con Lavandula angustifolia Miller, Matricaria chamomilla L. e Melissa officinalis L. per ansia lieve e disturbi del sonno. Preparazione con 1 grammo di lavanda, 1 grammo di camomilla e 1 grammo di melissa in 200 millilitri di acqua calda, infusione per 10 minuti. Assunzione serale una o due volte al giorno. Sinergia supportata da evidenze farmacologiche e da studi clinici su singole specie con attività ansiolitica e sedativa.
Infuso con Lavandula angustifolia Miller e Passiflora incarnata L. per insonnia associata ad ansia. Preparazione con 1 grammo di lavanda e 1–2 grammi di passiflora in 200 millilitri di acqua calda, infusione per 10 minuti. Assunzione la sera prima del riposo. Evidenza indiretta con supporto clinico per Passiflora incarnata e farmacologico per lavanda.
Infuso digestivo con Lavandula angustifolia Miller e Foeniculum vulgare Mill. per meteorismo e tensione gastrointestinale. Preparazione con 1 grammo di lavanda e 1–2 grammi di finocchio in 200 millilitri di acqua calda, infusione per 10 minuti. Assunzione dopo i pasti fino a due volte al giorno. Uso supportato da tradizione fitoterapica e dati farmacologici su attività carminativa.
Decotto leggero con Lavandula angustifolia Miller e Thymus vulgaris L. per uso complementare nelle affezioni delle vie respiratorie superiori. Preparazione con 1 grammo di lavanda e 1 grammo di timo in 200 millilitri di acqua, bollitura per 5 minuti e successiva infusione per 5 minuti. Assunzione una o due volte al giorno. Evidenza limitata, supportata da attività antimicrobica in vitro e uso tradizionale.
Infuso per uso topico con Lavandula angustifolia Miller per irritazioni cutanee lievi. Preparazione con 2 grammi di sommità fiorite in 150 millilitri di acqua, infusione per 10 minuti, filtrazione e raffreddamento. Applicazione locale mediante impacchi una o due volte al giorno. Uso basato su tradizione e dati sperimentali su attività antinfiammatoria e antimicrobica.
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Lavandula angustifolia Miller aetheroleum, 2012
European Medicines Agency, Assessment report on Lavandula angustifolia Miller aetheroleum, 2012
Kasper S, Gastpar M, Müller WE et al., Lavender oil preparation Silexan is effective in generalized anxiety disorder a randomized double blind placebo controlled trial, International Journal of Neuropsychopharmacology, 2010
Perry R, Terry R, Watson LK, Ernst E, Is lavender an anxiolytic drug A systematic review of randomised clinical trials, Phytomedicine, 2012
Woelk H, Schläfke S, A multi center double blind randomized study of the lavender oil preparation Silexan in comparison to lorazepam for generalized anxiety disorder, Phytomedicine, 2010
Hajhashemi V, Ghannadi A, Sharif B, Anti inflammatory and analgesic properties of the leaf extracts and essential oil of Lavandula angustifolia, Journal of Ethnopharmacology, 2003
Blumenthal M, Busse WR, Goldberg A et al., Herbal Medicine Expanded Commission E Monographs, American Botanical Council, 2000
Consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi preparato
Liquore di Lavandula angustifolia Miller ottenuto per macerazione idroalcolica delle sommità fiorite. Preparazione mediante immersione di circa 25–150 grammi di fiori in alcol etilico ad alta gradazione con eventuale scorza di limone e spezie, lasciando macerare per un periodo variabile tra 15 e 40 giorni in contenitore ermetico al riparo dalla luce; successivamente filtrazione e aggiunta di sciroppo zuccherino ottenuto da acqua e zucchero, quindi maturazione. Gradazione finale tipica intorno a 25–35 gradi alcolici. Uso prevalentemente come digestivo aromatico o moderato rilassante dopo i pasti, con assunzione limitata a piccoli quantitativi.
Vino medicato di Lavandula angustifolia Miller con estrazione per decozione breve in vino. Preparazione mediante bollitura di circa 20 grammi di fiori in 1 litro di vino per circa 5 minuti, seguita da filtrazione e conservazione. Assunzione tradizionale di 1–2 piccoli bicchieri fino a tre volte al giorno per periodi limitati. Uso riportato nella tradizione erboristica per disturbi respiratori e condizioni congestizie, con evidenza esclusivamente etnobotanica e non supportata da studi clinici controllati.
Enolito di Lavandula angustifolia Miller ottenuto per macerazione diretta dei fiori nel vino. Preparazione tramite macerazione delle sommità fiorite nel vino per circa 10–12 giorni, con successiva filtrazione. Uso tradizionale prevalentemente topico o come preparato empirico antinfiammatorio locale; l’impiego interno non è supportato da evidenze cliniche e deve essere considerato di ambito storico.
Tintura alcolica di Lavandula angustifolia Miller ottenuta per macerazione in etanolo al 40–50 percento. Preparazione mediante macerazione di fiori freschi o essiccati in alcol per circa 20–30 giorni, con filtrazione finale. Utilizzo in piccole quantità o in preparazioni derivate, principalmente per finalità tradizionali sedative o aromatiche, senza evidenze cliniche dirette sulla forma galenica.
European Medicines Agency, Community herbal monograph on Lavandula angustifolia Miller aetheroleum, 2012
European Medicines Agency, Assessment report on Lavandula angustifolia Miller aetheroleum, 2012
Kasper S, Gastpar M, Müller WE et al., Lavender oil preparation Silexan is effective in generalized anxiety disorder a randomized double blind placebo controlled trial, International Journal of Neuropsychopharmacology, 2010
Perry R, Terry R, Watson LK, Ernst E, Is lavender an anxiolytic drug A systematic review of randomized clinical trials, Phytomedicine, 2012
Woelk H, Schläfke S, A multi center double blind randomized study of the lavender oil preparation Silexan in comparison to lorazepam for generalized anxiety disorder, Phytomedicine, 2010
Hajhashemi V, Ghannadi A, Sharif B, Anti inflammatory and analgesic properties of the leaf extracts and essential oil of Lavandula angustifolia, Journal of Ethnopharmacology, 2003
Lis Balchin M, Lavender The Genus Lavandula, Taylor and Francis, 2002
Consultare il proprio medico prima di assumere questa bevanda ed evitarne l'uso in caso di divieto di assunzione di alcol
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SCHEDA NOTIZIE E VARIE
Lavandula angustifolia Miller è una specie nettarifera di interesse apistico, ma non è tra le principali piante utilizzate per la produzione di miele monoflora in senso stretto. Tuttavia, in aree a forte presenza colturale o spontanea può contribuire in modo significativo a mieli uniflorali o, più frequentemente, a mieli multiflora con predominanza di lavanda.
Il miele attribuibile a lavanda presenta generalmente colore chiaro, variabile dal giallo paglierino all’ambra chiaro, con elevata limpidezza allo stato liquido. La cristallizzazione è tendenzialmente fine e omogenea, con formazione di cristalli piccoli che conferiscono una consistenza cremosa.
Dal punto di vista organolettico, è caratterizzato da un aroma floreale intenso ma delicato, con note tipiche aromatiche e leggermente balsamiche riconducibili ai composti volatili della pianta. Il gusto è dolce, poco persistente, con eventuale lieve retrogusto erbaceo o aromatico.
Dal punto di vista chimico, la composizione rientra nei parametri dei mieli di origine nettarifera, con prevalenza di glucosio e fruttosio. I composti aromatici derivano indirettamente dal profilo fitochimico della pianta, in particolare monoterpeni ossigenati, ma in concentrazioni molto inferiori rispetto all’olio essenziale.
La produzione di miele monoflora di lavanda è più tipica di specie affini o coltivate su larga scala, come Lavandula latifolia o ibridi coltivati, mentre per Lavandula angustifolia la produzione monoflorale pura è limitata e geograficamente circoscritta. In contesti mediterranei o collinari può comunque contribuire a mieli tipici locali con riconoscibile impronta aromatica.
Dal punto di vista fitoterapico, non esistono evidenze cliniche specifiche sul miele di lavanda come prodotto distinto; eventuali proprietà biologiche rientrano in quelle generali del miele e non sono attribuibili in modo specifico e validato alla specie botanica di origine.
Lavandula angustifolia Miller trova impiego culinario principalmente attraverso i fiori essiccati, utilizzati come aroma naturale in preparazioni dolci e, più raramente, salate. L’aroma è intenso, floreale e leggermente balsamico, pertanto richiede dosaggi molto contenuti per evitare note eccessivamente penetranti o saponose.
In pasticceria è utilizzata per aromatizzare biscotti, torte, creme, gelati e sciroppi. I fiori possono essere impiegati direttamente in infusione nel latte o nella panna, oppure polverizzati e incorporati negli impasti. È frequente l’associazione con agrumi, in particolare limone e arancia, che ne bilanciano il profilo aromatico.
In ambito gastronomico salato trova applicazione limitata ma documentata, soprattutto nella cucina mediterranea e francese, dove può essere inserita in miscele aromatiche simili alle “herbes de Provence”. Viene utilizzata per aromatizzare carni bianche, agnello, pesce o verdure, generalmente in combinazione con rosmarino, timo o maggiorana.
I fiori di lavanda possono essere impiegati nella preparazione di zucchero aromatizzato, ottenuto per macerazione a secco dei fiori nello zucchero per alcuni giorni. Analogamente, vengono utilizzati per aromatizzare miele, aceto o bevande, inclusi sciroppi e liquori tradizionali.
Dal punto di vista tecnologico-alimentare, l’impiego richiede attenzione alla qualità della materia prima, che deve essere idonea all’uso alimentare e priva di contaminanti. Le varietà coltivate per uso ornamentale o trattate con fitofarmaci non sono idonee al consumo.
Nonostante la presenza di composti aromatici bioattivi, l’uso culinario della lavanda non è associato a effetti nutraceutici specifici documentati in modo clinico; il suo impiego rimane principalmente sensoriale e gastronomico.
Le essenze il cui potere antisettico è improvviso e imprevedibile nei confronti di un certo agente patogeno vengono chiamate "essenze germicide medie"
Sono le seguenti: Pino, Cajeput, Eucalipto, Lavanda, Mirto, Geranio rosato, Petit grain, Estragone, Serpillo, Niaouli.
L'indice aromatico o I.A. di una essenza rappresenta il potere germicida riferito a un olio essenziale ideale (100%). Le essenze germicide medie hanno un I.A. medio che va dallo 0,126 del OE di Serpillo al 0,296 del OE di Eucalipto e Lavanda. Questo non vuol dire semplicemente che sono meno o poco efficaci rispetto alle "maggiori", ma che i risultati medi, ovvero calcolati su una sperimentazione allargata a molti batteri, hanno potere antisettico medio inferiore. Le essenze germicide medie sono quelle più utilizzate nelle specialità farmaceutiche.
[Tratto da: Paul Belaiche - "L'Aromatogramma"]
Il nome del genere Lavandula deriva dal latino “lavare”, in riferimento all’uso romano della pianta per profumare l’acqua dei bagni. I Romani impiegavano la lavanda non solo come fragranza, ma anche come agente detergente e conservante nei tessuti e negli ambienti domestici, attribuendole proprietà purificanti e antisettiche già in epoca antica.
Nel Medioevo la lavanda era coltivata nei giardini dei monasteri europei, dove veniva utilizzata sia come rimedio medicinale sia come repellente per insetti e parassiti. Era comune inserirla nei materassi e nei cuscini per favorire il sonno e proteggere dagli insetti, un uso che riflette conoscenze empiriche poi parzialmente confermate da dati farmacologici moderni sui suoi composti volatili.
Durante il periodo rinascimentale e nei secoli successivi, la lavanda divenne una delle piante più importanti nella produzione di acque aromatiche e profumi, in particolare nella tradizione francese. L’“acqua di lavanda” era utilizzata sia per l’igiene personale sia per la disinfezione degli ambienti, soprattutto durante le epidemie, anche se senza evidenze scientifiche dirette sull’efficacia contro agenti patogeni specifici.
Nel XVIII e XIX secolo la lavanda acquisì rilevanza nella medicina popolare europea come rimedio per disturbi nervosi, cefalee e problemi digestivi. Parallelamente, si sviluppò la distillazione dell’olio essenziale su scala più ampia, contribuendo alla nascita dell’aromaterapia moderna, in cui Lavandula angustifolia è ancora oggi una delle specie più utilizzate.
Un episodio frequentemente citato nella letteratura aromaterapica riguarda l’utilizzo empirico dell’olio essenziale di lavanda per ustioni da parte del chimico René-Maurice Gattefossé nel primo Novecento, evento che contribuì alla diffusione del termine “aromaterapia”, sebbene il racconto abbia anche una componente aneddotica non completamente verificabile secondo criteri storici rigorosi.
Dal punto di vista agricolo, Lavandula angustifolia è stata selezionata per la qualità del suo olio essenziale rispetto ad altre specie del genere, risultando meno canforata e più ricca in linalolo e acetato di linalile, caratteristiche che ne hanno determinato il successo in profumeria e fitoterapia.
In ambito simbolico e culturale, la lavanda è stata storicamente associata alla purezza, alla calma e alla protezione, comparendo in rituali domestici e tradizioni popolari in diverse regioni europee, dove veniva utilizzata per profumare la biancheria e come elemento decorativo con valenze apotropaiche.